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The Way We Live Now

By Anthony Trollope

(6)

| Paperback | 9780199537792

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Book Description

At first savagely reviewed, The Way We Live Now (1875) has since emerged as Trollope's masterpiece and the most admired of his works. When Trollope returned to England from the colonies in 1872 he was horrified by the immorality and dishonesty he fou Continue

At first savagely reviewed, The Way We Live Now (1875) has since emerged as Trollope's masterpiece and the most admired of his works. When Trollope returned to England from the colonies in 1872 he was horrified by the immorality and dishonesty he found. In a fever of indignation he sat down to write The Way We Live Now, his longest novel. Nothing escaped the satirist's whip: politics, finance, the aristocracy, the literary world, gambling, sex, and much else. In this world of bribes and vendettas, swindling and suicide, in which heiresses are won like gambling stakes, Trollope's characters embody all the vices: Lady Carbury, a 43-year-old coquette, 'false from head to foot'; her son Felix, with the 'instincts of a horse, not approaching the higher sympathies of a dog'; and Melmotte, the colossal figure who dominates the book, a 'horrid, big, rich scoundrel ...a bloated swindler ...a vile city ruffian'. ABOUT THE SERIES: For over 100 years Oxford World's Classics has made available the widest range of literature from around the globe.
Each affordable volume reflects Oxford's commitment to scholarship, providing the most accurate text plus a wealth of other valuable features, including expert introductions by leading authorities, helpful notes to clarify the text, up-to-date bibliographies for further study, and much more.

27 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    lettura molto corposa ed impegnativa....mi sa che a quarant'anni si ha meno elasticita e leggere i classici è più faticoso....
    a parte questo il libro è bellissimo e presenta spunti e personaggi di un'attualità inverosimile ...capolavoro

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    Lalli927 said on Feb 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A proposito di scrittori profetici. Al centro del romanzo c'è un colossale scandalo finanziario in cui un paio di uomini d'affari senza scrupoli arraffanno risparmi (veri) di ingenui e speranzosi risprmiatori e giocando al rialzo in borsa di azioni d ...(continue)

    A proposito di scrittori profetici. Al centro del romanzo c'è un colossale scandalo finanziario in cui un paio di uomini d'affari senza scrupoli arraffanno risparmi (veri) di ingenui e speranzosi risprmiatori e giocando al rialzo in borsa di azioni di una compagnia ferroviaria (falsa) accaparrano una fortuna (vera) lasciando gli sventati soci con un pugno di mosche in mano.
    In partica qualche squalo della finanza gioca in borsa sul nulla e un sacco di gente finisce sul lastrico.
    La cosa vi è famigliare? Aspettate di conoscere il personaggio chiave del romanzo, Augustus Melmotte, uomo d'affari immensamente ricco, volgare, maleducato, caciarone, di cui nessuno ha veramente idea di dove abbia preso i soldi ma tutti sono abbastanza certi si tratti di mezzi illeciti. I membri della vecchia aristocrazia lo disprezzano apertamente per la sua volgarità ma nel privato ne diventano amici attirati dalle sue ricchezze. Il popolino lo adora per la sua immagine di successo di uomo "che si è fatto da solo", nonostante la dubbia origine della sua ricchezza. O forse proprio per quella. Per tentare di evitare di esser travolto dagli scandali finanziari, il grand'uomo, che oltre ad essere immensamente ricco è anche immensamente arrogante, decide di scendere in politica come salvatore della patria. Ovviamente col partito conservatore. Ovviamente i suoi stessi colleghi di partito si vergognano di lui ma non esitano a sostenerlo ciecamente finchè la fortuna gira dalla sua parte. E altrattanto ovviamente gli avversari politici sono incapaci di arrestare la sua ascesa perché, a parte puntare il dito contro i difetti del grand'uomo non sanno proporre una sola idea originale per contrastarlo.
    No, non vi sto riassumendo l'ultimo libro di Marco Travaglio ma il romanzo capolavoro dello scrittore vittoriano Anthony Trollope il quale, povera anima, si scandalizzava per la degenarazione morale dell'Inghilterra del 1870 dove l'unico valore dominante sembra essere il dio denaro e la metteva alla berlina in questa corposa opera dal titolo sarcastico e lievemente disgustato.
    Non immaginava il grand'uomo, che il bello doveva ancora venire e che, a parte qualche sottile variazione, le assurdità da lui ridicolizzate più di un secolo orsono ancora l'avrebbero fatta da padrone nell'occidente degli anni 2000.
    Oggi forse non avremo più l'aristocrazia (per lo meno in Italia) ma i ricchi figli di papà e i nullafacenti politici incapaci di produrre alcuna forma di reddito ma pronti a contrarre debiti colossali coi soldi altrui direi che non ci mancano proprio.
    Se non altro si è persa l'abitudine di vendere la propria figlia al miglior offerente in cambio di un buon vitalizio, come invece capita alle povere Marie Melmotte e Hetta Carbury in quest'opera, dove entrambe imparano ben presto che sentimenti e matrimonio hanno poco a che fare l'unoc on l'altro. Alla faccia della sacralità del rito millenario che ci viene continuamente ricordata da qualche benpensante oggigiorno. Fa veramente piacere osservare come nell'800 vittoriano fosse proprio un uomo ad accorgersi e denuncaire nel suo romanzo lla ridicola condizione di asservimento del genere femminile, trattato null'altro che come merce di scambio per rimediare agli sconquassi finanziari propdotti dagli uomini di famiglia, i quali, dal canto loro, non sembrano avere alcun obbligo morale se non quello di ricercare il proprio piacere.
    In quest'opera Trollope ne ha per tutti: per gli uomini d'affari senza scrupoli, l'aristocrazia parassitaria, i figli di papà buoni a nulla e privi di pretese, la chiesa incapace di parlare di fede ma preparatissima a parlar di soldi, il disprezzo della donna e il razzismo verso gli ebrei. Attraverso le intricate vicende dei Carbury, dei Melmotte e dei Longstaffes, l'autore si scaglia con la sua penna sferzante verso una società ipocrita e senza principi morali, molto attenta alle forme e pronta a giudicare il prossimo ma incapace di correggere se stessa.
    Unica critica che gli si può rivolgere è che la sua ironia bruciante fa poco per appassionare il lettore alle vicende personali dei protagonisti per cui si finisce per interessarsi di più al fato dei personaggi "negativi" che alle vicissitudini amorose del triangolo tra Hetta Paul e Roger.
    In vita Trollope ebbe modo di polemizzare con Dickens per il suo eccessivo sentimentalismo ma forse non avrebbe guastato se avesse imparato ad aggiungere un po' di cuore alle sue opere, donando loro giusto quel pizzico di passione che le avrebbe rese perfette.
    Rimane comunque un romanzo affascinante e godibilssimo che, nonostante le sue quasi ottocento pagine scorre come un fiume, capace ancora oggi di risultare originale e coinvolgente.

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    ♪Valetta♪ said on Jul 16, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Il romanticismo non abita qui

    Decisamente il Romanticismo non abita in casa Trollope, o almeno non in questo romanzo. Tutto è calcolo e ragionamento. Ogni azione viene soppesata, dichiarata, motivata, niente viene lasciato al caso. Ogni azione porta una conseguenza: ed è molto b ...(continue)

    Decisamente il Romanticismo non abita in casa Trollope, o almeno non in questo romanzo. Tutto è calcolo e ragionamento. Ogni azione viene soppesata, dichiarata, motivata, niente viene lasciato al caso. Ogni azione porta una conseguenza: ed è molto ben propinata , e nessuno viene risparmiato. A tratti sembra più vicino all’illuminismo settecentesco o alla lucida e tagliente penna di Jane Austen che non al periodo di maturo romanticismo, in cui lui stesso si sta muovendo.... in realtà, mi sembra che Trollope, stia già scavalcando l’Ottocento per avvicinarsi alla nostra contemporaneità. Ci sarà sempre La vita oggi, e avrà sempre caratteristiche di modernità , perché i temi che Trollope sviscera, sono ahimè universali e non abbandoneranno mai le civiltà in progresso e in divenire …

    Vorrei lasciarmi andare agli ardori del mio entusiasmo, ma non ce la faccio di fronte ad un libro come questo : anche l’entusiasmo ha un peso e un costo, per cui devo saperlo esprimere nella giusta maniera.

    Imponente romanzo: ironico, cinico, con dialoghi superlativi, personaggi presentati in tutte le loro variegate sfumature: i personaggi femminili sono impagabilmente descritti; situazioni, descritte a volte, al limite del grottesco , non finisco di sorridere mentre penso alla fastosa cena, organizzata da Melmotte , in onore dell’Imperatore della Cina … Non finirò mai di ridere quando penso a Melmotte ubriaco, che tenta di fare il suo discorso in Parlamento, nel momento della sua rovina (ma anche il suo primo tentativo di discorso, quando si insedia per la prima volta alla Camera è da scompisciarsi) Esempio di uomo di potere fasullo, macchietta prepotente e pericolosa perché porta dietro di sé il vuoto. Trollope, presentandoci Melmotte, ha cancellato quel fiorire di sentimenti che il Romanticismo ha già spalmato intorno a sé: sentimenti che , volendo , forse, avrebbero anche potuto salvarlo … Ma no, che dico. Melmotte ha una chiara e precisa connotazione, non potrà mai essere aiutato dai sentimenti perché non li conosce. Ed è così che rimbalzerà di secolo in secolo intatto. Lo ritroveremo sempre , collocato in altre situazioni, con altri nomi, altri vestiti e ci intrappolerà sempre : perché è unicamente figlio del Denaro e del Raggiro che si attua per ottenerlo …

    Vorrei parlare di tutti gli altri personaggi stupendamente descritti da Trollope, ma 1200 pagine sono tante da raccontare e vi posso garantire che nessuna di queste pagine è noiosa o scontata.
    Ahi! Ahi! Mi sento tanto Lady Carbury , dopo aver scritto questo commento :P

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    emma said on Apr 2, 2013 | 10 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    Si sa son vittoriani!

    Basterebbe un pizzico di sesso (da mescolare a politica e finanza) e potrebbe essere l'Italia - news di oggi: 1)uomo politico indagato per tangenti- 2)truffa finanziaria: convincevano imprenditori a investimenti in piattaforme finanziarie inglesi, in ...(continue)

    Basterebbe un pizzico di sesso (da mescolare a politica e finanza) e potrebbe essere l'Italia - news di oggi: 1)uomo politico indagato per tangenti- 2)truffa finanziaria: convincevano imprenditori a investimenti in piattaforme finanziarie inglesi, inesistenti.
    Sarà per questo che non mi sono annoiata per nessuna delle 1336 pagine; Trollope è un grande narratore, con una serie di storie intrecciate, tecnica cinematografica, capitoli brevi, vorresti sapere come procedono gli amori contrastati di questa e quello e invece riprende l'attività del finanziere imbroglione o della gioventù dorata inglese, sempre intenta a dilapidare patrimoni e in cerca di una rendita via matrimoni. I maschi, salvo uno o due, non ci fanno una bella figura, mentre le donne, con tutti i limiti della società dell'epoca, sono più tenaci e volitive, l'ho apprezzato; ma la parte più interessante è il quadro sociale, che l'autore sa rendere vivo e tratta con grande ironia.

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    lunatica said on Oct 18, 2012 | 4 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Pubblicato nel 1875 e fulgido esempio di letteratura vittoriana.
    Si tratta di due consistenti volumi che scorrono senza difficoltà e raccontano come, in quel tempo, le relazioni umane, soprattutto tra i ricchi e nobili, fossero essenzialmente gover ...(continue)

    Pubblicato nel 1875 e fulgido esempio di letteratura vittoriana.
    Si tratta di due consistenti volumi che scorrono senza difficoltà e raccontano come, in quel tempo, le relazioni umane, soprattutto tra i ricchi e nobili, fossero essenzialmente governate dal denaro. L'amore romantico, o la scelta del proprio partner basata sull'amore, è stata un'invenzione, chiamiamola così, decisamente successiva! Ecco, allora, uomini che chiedono in matrimonio solo quelle donne fornite di ampia dote, donne che scelgono uomini per la loro posizione sociale o per i loro privilegi di casta, insomma sembrano transazioni commerciali. Veramente molto interessante con protagonisti sapientemente descritti nelle loro "nobili" miserie.

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    bru said on Sep 12, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzone vittoriano

    Ottimo romanzone vittoriano, per coloro che non si spaventano davanti a 1200 pagine,però non quel capolavoro fatto quasi oggetto di culto dai seguaci di un noto critico.E' ben vero che può essere considerato molto attuale, visto che il maggior person ...(continue)

    Ottimo romanzone vittoriano, per coloro che non si spaventano davanti a 1200 pagine,però non quel capolavoro fatto quasi oggetto di culto dai seguaci di un noto critico.E' ben vero che può essere considerato molto attuale, visto che il maggior personaggio cattivo ricorda molto da vicino alcuni moderni tycoon decisi ad usare tutto e tutti, a spergiurare, a rubare, a falsificare, per il proprio interesse, ma e' nche vero che 1200 pagine di un romanzo la cui struttura e il cui stile rimangono tipicamente ottocenteschi sono prevalentemente per gli amanti del genere. Sono un uomo del novecento, e casomai sono piu' interessato a vedere come evolverà lo stile a la natura del romanzo nel 21° secolo.
    E poi il lieto fine per tutti o perlomeno che capiti a tutti quello che si meritano appare un pò scontato ( si , lo so, e' quello che il lettore, specialmente ottocentesco, desiderava).

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    Dododoc said on Jul 21, 2012 | Add your feedback

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