The Wind-up Bird Chronicle

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Publisher: Vintage

4.1
(4433)

Language: English | Number of Pages: 609 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Japanese , Spanish , German , French , Italian , Russian , Dutch , Swedish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 0099503964 | Isbn-13: 9780099503965 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Toru Okada's cat has disappeared and this has unsettled his wife, who is herself growing more distant every day. Then there are the increasingly explicit telephone calls he has started receiving. As this compelling story unfolds, the tidy suburban realities of Okada's vague and blameless life, spent cooking, reading, listening to jazz and opera and drinking beer at the kitchen table, are turned inside out, and he embarks on a bizarre journey, guided (however obscurely) by a succession of characters, each with a tale to tell.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Il difficile gioco dell'armonia (con sprazzi di memorabiità)

    E' un libro dal doppio volto, per me.
    Fino a poco meno della prima metà, sorprende molto per le tante premesse e promesse impigliate nell'assai complicata trama.
    Però un po' mi sono illusa... e, alla ...continue

    E' un libro dal doppio volto, per me.
    Fino a poco meno della prima metà, sorprende molto per le tante premesse e promesse impigliate nell'assai complicata trama.
    Però un po' mi sono illusa... e, alla fine, l'ho terminato senza stanchezza, ma senza entusiasmo.
    Murakami si è aggrovigliato oltre misura stavolta, secondo me. Come se avesse cominciato a scrivere senza aver chiaro né il percorso né la sua conclusione, mettendo in tavola troppe carte per un gioco che non sempre si svolgerà in armonia.

    Tuttavia... tuttavia... restano impresse nella memoria alcune pagine grandiose. La magia murakamiana accade quando la storia fa un passo indietro e rievoca alcuni episodi memorabili della guerra in Manciuria, accade con le lettere del tenente e con altre digressioni narrative ambientate in uno zoo e in un lager siberiano.
    Sono, davvero, momenti di scrittura felici. Sarebbero stati perfetti, assolutamente perfetti, come racconti. Inseriti in un romanzo come questo, pèrdono forza - a parer mio - e rischiano di scomparire, sommersi dalla prolificità dell'autore e dal suo vezzo di imbastire quasi sempre romanzi fiume.

    said on 

  • 3

    Difficile parlare di questo romanzo che, a leggere i commenti è adorato in modo pressoché unanime.
    Io onestamente non l'ho apprezzato totalmente. La parte onirica di Murakami mi lascia abbastanza sbig ...continue

    Difficile parlare di questo romanzo che, a leggere i commenti è adorato in modo pressoché unanime.
    Io onestamente non l'ho apprezzato totalmente. La parte onirica di Murakami mi lascia abbastanza sbigottita e, a mio avviso, ne perde anche di lucidità e struttura narrativa, tanto che ci ritroviamo dialoghi del tipo: "sa signor Okada, Creta ha avuto un bambino, si chiama Corsica- mi disse Malta dall'alto del tavolo. Corsica? Ripetei. Nessun uomo è un isola, intervenne allora quel cane nero di Ushikawa, sbucato da chissà dove. Il bambino di Creta? A quel punto mi svegliai, madido di sudore".
    Ecco, ci sono almeno duecento pagine di dialoghi surreali di questo genere. Capisco l'idea (si salva la bella metafora del pozzo anche se, reiterata fino alla nausea) ma francamente per me è troppo e il suo presunto onirismo non porta a niente. Ed è un peccato perché la storia per almeno metá romanzo (quindi almeno 500pag buone) è interessante e avvincente, ma poi vuole fare il verso a David Lynch che qui non ci incastra niente e si perde totalmente.

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  • 5

    Giorni e giorni di lettura mi hanno fatto sembrare questo romanzo infinito. Nella prima metà continuavo a ripetermi "non è possibile che proprio non mi piaccia". Ma imperterrita ho continuato e contin ...continue

    Giorni e giorni di lettura mi hanno fatto sembrare questo romanzo infinito. Nella prima metà continuavo a ripetermi "non è possibile che proprio non mi piaccia". Ma imperterrita ho continuato e continuato a centellinarlo. Arrivata alla fine però mi rendo conto che forse ho viaggiato insieme a Okada Toru, un viaggio introspettivo, alla ricerca del proprio posto nel mondo e che per questo forse mi è sembrato così lungo. Riassumerlo sarebbe difficile in poche righe. I personaggi sono tanti come anche le realtà e gli universi in cui si svolgono le vicende. Mi rendo conto che ciò che prima mi sembrava superfluo acquista invece valore al termine della lettura dove ogni tassello sembra trovare il suo posto. Ritrovo la straordinaria capacità dei personaggi di Murakami che riescono a farsi scorrere tutto addosso senza troppe preoccupazioni o esitazioni, qualunque cosa succeda, dal mancato ritorno a casa della propria moglie, alla comparsa improvvisa di una voglia blu sulla guancia.
    E ora che l'ho terminato mi sembra di essermi appena svegliata da uno stranissimo sogno al quale devo ancora dare un'appropriata interpretazione.

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  • 5

    Poetico e veggente come pochi altri. Grazie Haruki

    Un libro che mi ha preso, mi ha fatto viaggiare su piani diversi che s'incontravano nel cuore profondo di un autore che nella sua semplicità sa parlare dell'umano .

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  • 1

    Murakami mon "non-amour"

    Okay, sono un lettore troppo fermo agli occidentalismi. Okay, ad ogni nuovo capitolo andavo a vedere quando iniziava quello successivo per vedere come e quanto dovevo 'impostare' la mia concentrazione ...continue

    Okay, sono un lettore troppo fermo agli occidentalismi. Okay, ad ogni nuovo capitolo andavo a vedere quando iniziava quello successivo per vedere come e quanto dovevo 'impostare' la mia concentrazione.
    Okay, è il mio secondo Murakami: il primo è stato 1Q84 (I primi due libri) dove almeno le prime 550 pagine sono state mooolto più coinvolgenti (ma complessivamente nemmeno quel titolo mi ha soddisfatto.)
    Mi conforta che dando una rapida occhiata alla 'rece' sul libro, non c'è questo grosso plebiscito positivo. Normalmente mi faccio qualche scrupolo di fronte ad un libro che a me non ha convinto, ma che comunemente viene apprezzato da molti (trovo sopravvalutato un GRANDE GATSBY e molto di quello che ha scritto FSF). Ma poi non me ne frega niente e faccio sentire la mia voce più o meno fuori dal coro.
    Non conosco molto Murakami, e mi si dice che non era questo il titolo da cui cominciare per approfocndirlo. Meglio A sud del confine a ovest del sole o L'incolore Tsukuru Tazaki e i suoi anni di pellegrinaggio. Ci proverò.
    In questo libro ci sono troppi piani sfasati, troppi sottotesti, troppi simboli poco chiari. Non dico che ci dovesse essere lo spiegone, ma per lo meno ci volesse qualche suggerimento in più.
    Scopro con sorpresa che questo libro è consigliato in quella bella opera che si intitola CURARSI CON I LIBRI alla voce "curare la disoccupazione". E' talmente noioso che un disoccupato accetterebbe qualsiasi mansione pur di smettere di leggere questo mattone.
    Altro che giraviti, questo uccello fa girare qualcos'altro

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  • 3

    Non mi ha proprio entusiasmato

    Solitamente, leggendo Murakami, non mi chiedo quale sia il significato che l’autore ha voluto dare alla storia, ma quale significato riesca a trovare io. Se non ne trovo uno specifico, mi lascio trasp ...continue

    Solitamente, leggendo Murakami, non mi chiedo quale sia il significato che l’autore ha voluto dare alla storia, ma quale significato riesca a trovare io. Se non ne trovo uno specifico, mi lascio trasportare della narrazione, dalla sua magia.
    Di questo romanzo fatico a trovare un nesso e, purtroppo, anche la magia di altre sue opere (Kafka sulla spiaggia per esempio).
    La parte onirica, solitamente avvincente, qui è soprattutto inquietante; la trama è discontinua, come in altri romanzi, ma eccessivamente sfilacciata e dispersiva.
Non c’è stato un personaggio che mi abbia suscitato empatia (però ho ritrovato Ushikawa, la figura forse meglio descritta nella sua negatività, che raggiunge il massimo del realismo nel romanzo 1Q84).
    La parte più interessante, e anche la più forte, è stata la narrazione di alcuni episodi relativi alla guerra sino giapponese ed è per questo che ho messo tre stelle (sarebbero due e mezzo).
    Nel complesso, rispetto ad altre letture di Murakami, questo libro non mi ha proprio entusiasmato e Kafka sulla spiaggia rimane il migliore che abbia letto finora.

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  • 2

    Dopo l'entusiasmo dovuto alla lettura di Norwegian Wood fremevo all'idea di scoprire un'altra storia di Murakami. Ero armata di tutti i migliori propositi ma questo libro me li ha portati via TUTTI. H ...continue

    Dopo l'entusiasmo dovuto alla lettura di Norwegian Wood fremevo all'idea di scoprire un'altra storia di Murakami. Ero armata di tutti i migliori propositi ma questo libro me li ha portati via TUTTI. Ho impiegato due mesi per riuscire a finirlo. Noioso, lento, e forse troppo pragmatico per riuscire a capirci effettivamente qualcosa.

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  • 2

    Mi sono serviti due mesi per riuscire a finire questo libro. Eppure dopo il grande entusiasmo seguito a Norwegian Wood ero armata di tutti i migliori propositi. Ma Murakami me li ha portati via dal pr ...continue

    Mi sono serviti due mesi per riuscire a finire questo libro. Eppure dopo il grande entusiasmo seguito a Norwegian Wood ero armata di tutti i migliori propositi. Ma Murakami me li ha portati via dal primo all'ultimo con questo suo lavoro. Lento, noioso, e forse troppo pragmatico per riuscire a capirci effettivamente qualcosa.

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  • 3

    È piacevole da leggere, MA si evince dal testo che:
    - Murakami voleva farci un esempio di "spiegone finale" (pure abbastanza ingenuo)
    - il popolo nipponico ha evidenti problemi di natura sessuale
    - an ...continue

    È piacevole da leggere, MA si evince dal testo che:
    - Murakami voleva farci un esempio di "spiegone finale" (pure abbastanza ingenuo)
    - il popolo nipponico ha evidenti problemi di natura sessuale
    - ancora il romanzo di formazione col pozzo capisaldo della psicanalisi?

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  • 0

    Avete mai letto un libro nella maniera sbagliata? Io sì. Questo. E l'ho capito solo quando sono arrivata alla fine e, soprattutto, quando ho letto questo articolo di Aimee Bender
    http://www.minimumfax ...continue

    Avete mai letto un libro nella maniera sbagliata? Io sì. Questo. E l'ho capito solo quando sono arrivata alla fine e, soprattutto, quando ho letto questo articolo di Aimee Bender
    http://www.minimumfax.com/libri/magazine/242
    Quindi, se non volete commettere il mio errore, vi consiglio di partire da qui.
    E comunque, in generale, godetevi il viaggio.

    said on 

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