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The Wind-up Bird Chronicle

By

Publisher: Vintage

4.1
(4210)

Language:English | Number of Pages: 609 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Japanese , Spanish , German , French , Italian , Russian , Dutch , Swedish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 0099503964 | Isbn-13: 9780099503965 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Toru Okada's cat has disappeared and this has unsettled his wife, who is herself growing more distant every day. Then there are the increasingly explicit telephone calls he has started receiving. As this compelling story unfolds, the tidy suburban realities of Okada's vague and blameless life are turned inside out, and he embarks on a bizarre journey, guided by a succession of characters, each with a tale to tell.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    un "viaggio"...come vedere un film di David Lynch

    Leggere questo romanzo è stato un vero e proprio viaggio, un viaggio simbolico dentro la coscienza del protagonista, attraverso la comprensione di se stesso e degli altri personaggi che lo circondano, ...continue

    Leggere questo romanzo è stato un vero e proprio viaggio, un viaggio simbolico dentro la coscienza del protagonista, attraverso la comprensione di se stesso e degli altri personaggi che lo circondano, dove continuamente si valica il confine tra irrazionalità e razionalità mediante una storia onirica e visionaria. Addentrandomi tra le pagine del libro, la piccola analogia con il mio amato regista statunitense mi sembra d’obbligo: nel libro nulla è lasciato al caso, proprio come nei film di Lynch. Ci sono sin dalle prime pagine tutti gli elementi e i simbolismi necessari per capirlo fino in fondo, ed ho provato la stessa sensazione di angoscia e smarrimento che ricollego alla visione di INLAND EMPIRE o Mulholland Drive. I ricchi, strambi, onirici e densi avvenimenti che si susseguono, così come i personaggi che via via il protagonista Toru Okada incontra, lo guidano nella comprensione di sé, delle sue paure, e dell’incomunicabilità che in parte lo separa dalla moglie Kumiko, con la quale è sposato e convive da qualche anno. E’ come se, nel fondo della loro relazione, ci fosse sempre stato un meccanismo inceppato, qualcosa di non detto, di non indagato, che la coppia non riusciva a comunicarsi, e che ha segnato irrimediabilmente e profondamente Kumiko, influenzando così tutte le sue scelte e la sua vita, fino alla sua scomparsa inizialmente inspiegabile, e poi alla risoluzione di tutti gli enigmi tra le ultime pagine del romanzo. Parallelamente sono narrate le vicende storiche del conflitto nippo-sovietico (la battaglia di Nomonhan), non con l’intento del “purismo storico” ma con l’introduzione del lato umano di altri personaggi che entreranno a far parte della storia, e influenzeranno le scelte di Toru: il tenente Mamiya, abbandonato in un pozzo durante la guerra, esperienza che gli ha permesso di entrare in contatto con il suo “io”; Nutmeg, suo figlio Cinnamon e la vicenda storica della Manciuria, legata al passato della donna ancora bambina. Toru scenderà in un pozzo abbandonato presente nel giardino antistante alla sua casa, sarà inghiottito dal buio opprimente e sopraffatto dall’odore penetrante di muffa, entrerà in contatto con la sua coscienza e fluirà dentro di essa, e attraverso quest’ambientazione surreale e soffocante varcherà il confine tra realtà e sogno, portandone un marchio sulla pelle (la voglia blu sulla guancia). Più volte cercherà di accedere a questo mondo parallelo per capire le cause che hanno spinto Kumiko a scappare via, e spesso ne sarà respinto e cacciato perché non ancora pronto. Tutto il percorso che seguirà e le persone che incontrerà (le bizzarre sorelle Kano Malta e Kano Creta), lo aiuteranno a capire meglio sé stesso e riconoscere che era la voce di Kumiko, quella della misteriosa donna che lo tormentava al telefono già dalle prime pagine del libro, della quale lui aveva ignorato inconsapevolmente la richiesta disperata di aiuto. Tra i vari personaggi spicca senz’altro quello di Wataya Noboru, fratello di Kumiko, probabilmente il cardine di tutta la storia, uomo spregevole e malvagio, che ha causato del male alla sorella della moglie (portandola al suicidio per cause non chiare) e che ha marchiato profondamente anche l’animo di Kumiko, la quale si sente ormai sporca e infettata, e ha paura di mettere al mondo un figlio che abbia il suo stesso sangue. Noboru è il “demone” contro il quale dovrà combattere anche Toru per riuscire a riprendersi Kumiko e riportarla a casa. E infine “l’uccello che gira le viti del mondo”, il punto fisso presente in tutta la storia, lo scorrere del tempo che scandisce la vita in ogni dove: nel presente, nel passato, nella realtà e nel sogno. Bellissimo

    said on 

  • 4

    Un libro che mixa storia, vicenda sentimentale e ambientazioni surreali.
    Il protagonista è lasciato dalla moglie, incontra una giovane e nella sua quotidianità fatta di cucina e passeggiate incontra l ...continue

    Un libro che mixa storia, vicenda sentimentale e ambientazioni surreali.
    Il protagonista è lasciato dalla moglie, incontra una giovane e nella sua quotidianità fatta di cucina e passeggiate incontra la vicenda di un inquietante uomo politico senza scrupoli, pericolosamente in ascesa.
    L’uccello che girava le Viti del Mondo ([1994] Baldini&Castoldi -maggio- 1999)
    anche qui come Yuki in Dance dance dance la ragazzina di tredici anni, seduta da sola nel barcon le cuffie del walkman e gli occhi chiusi, una ragazzina fa compagnia alla solitudine del protagonista. Ma mentre Yuki è capace di percepire il futuro e il passato, quello che gli altri non vedono. Ed e’ una ragazzina “strana”, che non esita, in quella che e’ sicuramente la piu’ bella scena del libro chiude il coperchio del pozzo lascinadolo nel buio totalee gli fa capire che la vita di lui sprofondato in quel pozzo, con lei che gli ha tolto la scala dipende dalla di lei volonta’.
    “Potevo vedere soltanto il nulla, ne ero diventato parte. Chiusi gli occhi e ascoltai il battito del mio cuore, il rumore del mio sangue che circolava nelle mie vene”
    Si intrecciano una lezione storica sui crimini di guerra con la storia di Boris lo Scorticatore, una detective story, pozzi misteriosi. La figura inquietante di Wataya Noboru.

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  • 5

    L'uomo comune NON è comune

    Murakami raggiunge forse uno dei picchi più alti della sua bravura. Alterna almeno quattro piani diversi, legati tra loro da fili invisibili, che una seconda lettura dovrebbe ricollegare. Spero di pot ...continue

    Murakami raggiunge forse uno dei picchi più alti della sua bravura. Alterna almeno quattro piani diversi, legati tra loro da fili invisibili, che una seconda lettura dovrebbe ricollegare. Spero di poterlo fare più in là, perchè le 800 e passa pagine di questo libro non sono certo indifferenti.
    La storia è quella del comunissimo Toru, disoccupato mite e placido che si trova invischiato in una serie di situazioni apparentemente inspiegabili. Ma l'uomo comune si rivelerà essere molto speciale, e troverà in sè la forza di sciogliere tutti i nodi e risolvere ogni mistero, sulla falsariga del Flauto Magico di Mozart.

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  • 5

    L'ennesimo capolavoro di Murakami. Fatto di particolari, di trame nelle trame, di personaggi insoliti e di eventi inspiegabili. Più volte mi ha lasciato una certa amarezza per il corso delle vicende d ...continue

    L'ennesimo capolavoro di Murakami. Fatto di particolari, di trame nelle trame, di personaggi insoliti e di eventi inspiegabili. Più volte mi ha lasciato una certa amarezza per il corso delle vicende descritte. Non è una lettura facilissima e probabilmente non è nemmeno il suo libro migliore. Eppure ha il suo fascino, il suo perché.

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  • 3

    Murakami alla ricerca di sé

    http://www.roarmagazine.it/libri/uccello-che-girava-le-viti-del-mondo-murakami-recensione.html

    La scrittura permette di leggere quest'opera da oltre 800 pagine con la voracità degna di un succulento p ...continue

    http://www.roarmagazine.it/libri/uccello-che-girava-le-viti-del-mondo-murakami-recensione.html

    La scrittura permette di leggere quest'opera da oltre 800 pagine con la voracità degna di un succulento pranzo di Natale, lasciando il lettore con quel senso di bella stanchezza che risulta dopo un lungo viaggio e con tante domande che si chiariranno solo con il tempo, ma già con la mente al viaggio successivo.

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  • 5

    Visionario!

    Probabilmente una delle migliore prove di Murakami. 800 pagine che si leggono senza fatica, nonostante la complessità della storia. Tanti personaggi si incontrano e si scontrano con il protagonista, i ...continue

    Probabilmente una delle migliore prove di Murakami. 800 pagine che si leggono senza fatica, nonostante la complessità della storia. Tanti personaggi si incontrano e si scontrano con il protagonista, impossibile non immedesimarsi con lui. il surreale lascia spazio ad alcune scene di cruda realtà, narrate con una precisione tale da far venire i brividi. Realtà e non realtà si incrociano in maniera così naturale da portare a credere che davvero tutto sia possibile.

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  • 3

    Piacevolmente interdetto.

    Non saprei minimamente che voto dare ad un libro che è una montagna russa che si conclude in salita. Dopo Kafka sulla spiaggia è difficile apprezzare a pieno un libro simile. Ma sono comunque rimasto ...continue

    Non saprei minimamente che voto dare ad un libro che è una montagna russa che si conclude in salita. Dopo Kafka sulla spiaggia è difficile apprezzare a pieno un libro simile. Ma sono comunque rimasto sorpreso dalla bellezza leggera.

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  • 4

    E volavo, volavo felice più in alto del sole ed ancora più su.. ♫ ♬ ♪

    In After dark (recensione sparita per sempre) ero diventata la sua ombra e l’ho seguito per le strade di Tokyo un’intera notte.
    Stavolta ho vissuto con lui, in una casa circondata da un piccolo giardi ...continue

    In After dark (recensione sparita per sempre) ero diventata la sua ombra e l’ho seguito per le strade di Tokyo un’intera notte.
    Stavolta ho vissuto con lui, in una casa circondata da un piccolo giardino incolto. Dagli alberi intorno arrivava costantemente il verso stridente di un uccello, sembrava stesse avvitando qualcosa; noi lo chiamavamo l’uccello giraviti. Il suo vero nome non lo sapevamo, non sapevamo nemmeno che aspetto avesse. Ma questo all’uccello giraviti era indifferente.
    Una sera Haruki preparava gli spaghetti mentre io fischiettavo La gazza ladra. Gli ha telefonato una stordita che voleva fare dieci minuti di sesso cerebrale con lui, perciò ha lasciato scuocere la pasta. E poi m’ha chiesto di comprarmi un cappello rosso, di plastica.
    Sono rimasta basita.
    Sottoposto a queste terribili prove il nostro amore ha vacillato, per provare a salvarlo abbiamo deciso di partire per un lungo viaggio.In mongolfiera. Alle prime luci dell'alba abbiamo mollato gli ormeggi e siamo saliti su, su, su ...
    Ora siamo fra nuvole che sembrano immense sculture di zucchero filato, il suono del mondo arriva ovattato, misterioso, lontano. Sotto di noi si snodano i panorami mozzafiato della Cappadocia; ecco i camini delle fate, magici e pornografici... straordinari. Ma il vento ci spinge oltre, sorvoliamo Pamukkale, il bianco castello di cotone, così irreale da sembrare un sogno. Nemmeno il tempo di un sospiro e siamo sopra Derinkuyu, un'immensa città sotterranea. Haruki vuole assolutamente scendere dentro uno di quei profondi pozzi, in compagnia di una mazza da baseball.
    Lo lascio fare.
    Riemerge dopo diversi giorni, rintronato e con una grande voglia blu su una guancia, e mi confida: immaginavo di essere diventato l’uccello giraviti, volavo nel cielo, mi fermavo su un ramo e giravo le viti del mondo. Qualcuno doveva girare quelle viti. Altrimenti a poco a poco si sarebbero allentate, e alla fine tutto il delicato meccanismo si sarebbe fermato.
    A questo punto, prima che mi scambi per un bullone, penso sia meglio rimandarlo alla neuro di Tokyo.
    Al momento di lasciarci lo abbraccio e gli chiedo se ci rivedremo ancora. Lui mi sorride e sussurra: il destino della gente bisogna voltarsi indietro a guardarlo dopo che è passato.
    Ah ecco! Ok. Ciao.

    Confesso che gli intermezzi di racconti di guerra m’hanno un po’ annoiata. Forse il fatto di aver concentrato i tre romanzi originali in uno ha un po’ appesantito l’insieme. Dance dance dance resta saldamente in testa alla hit parade delle mie preferenze. Ma comunque, per quasi tutto il tempo della lettura, ho avuto la sensazione di essere finita dentro una magia. O ero dentro un manicomio?

    ★★★☆ leggermente incerte..ci stanno riflettendo sopra

    said on 

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