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The Wind-up Bird Chronicle

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Publisher: Vintage

4.1
(4099)

Language:English | Number of Pages: 609 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Japanese , Spanish , German , French , Italian , Russian , Dutch , Swedish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 0099503964 | Isbn-13: 9780099503965 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Toru Okada's cat has disappeared and this has unsettled his wife, who is herself growing more distant every day. Then there are the increasingly explicit telephone calls he has started receiving. As this compelling story unfolds, the tidy suburban realities of Okada's vague and blameless life are turned inside out, and he embarks on a bizarre journey, guided by a succession of characters, each with a tale to tell.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un libro tipicamente Murakamiano per certi versi ancora più complesso e intricato del solito, che alla fine lascia un profondo senso di irrisolto, nonostante venga imbastita una sorta di conclusione. Strani e paradossali personaggi animano ancora una volta la vita di un protagonista (quasi) impas ...continue

    Un libro tipicamente Murakamiano per certi versi ancora più complesso e intricato del solito, che alla fine lascia un profondo senso di irrisolto, nonostante venga imbastita una sorta di conclusione. Strani e paradossali personaggi animano ancora una volta la vita di un protagonista (quasi) impassibile fino all'esasperazione, per poi scomparire così come erano arrivati, eccezion fatta per la giovane May,compagna spirituale del triste protagonista, che svolge la funzione di una sorta di "fool" sui generis: nell'assurda follia delle cose che accadono al protagonista, lei sa mantenere uno sguardo lucido e ingenuamente disincantato, e con le sue perle di sincera verità sa andare dritto al cuore degli inspiegabili eventi, sino alla fine.
    Un dettaglio interessante è il grande spazio che per la prima volta Murakami utilizza per raccontare un evento storico, e in questo caso il conflitto russo-giapponese. Uno squarcio interessante che però a volte temo sembri vagamente fuori posto.
    Probabilmente il libro è decisamente troppo lungo in relazione agli eventi narrati, ma è qualcosa che ci si aspetta dall'autore, che ha tempi e spazi suoi personalissimi e a cui il lettore volente o nolente finisce per adeguarsi.

    said on 

  • 4

    Una volta scesi da quel palcoscenico, tolteci le maschere che indossavamo a beneficio gli uni degli altri, tutti quanti noi eravamo soltanto delle masse di carne instabili e maldestre. Semplici masse di carne calde di vita, dotate di un'ossatura...

    Il tardo pomeriggio mi vide recarmi in un bel posto che ogni tanto amo visitare - una Tokyo spettrale e suggestiva.
    Dopo aver letto un numero spropositato di racconti mi ero messa a vagare per casa come un'anima in pena, cercavo la storia giusta che facesse al posto mio e alla fine mi acco ...continue

    Il tardo pomeriggio mi vide recarmi in un bel posto che ogni tanto amo visitare - una Tokyo spettrale e suggestiva.
    Dopo aver letto un numero spropositato di racconti mi ero messa a vagare per casa come un'anima in pena, cercavo la storia giusta che facesse al posto mio e alla fine mi accorsi di avere una strana fame. Dopo qualche giorno mi resi conto che stavo letteralmente morendo di fame. Non si trattava di una fame come tutte le altre. Una fame non alimentare, ma letteraria che m'indusse a divorare l'ultimo romanzo di Murakami in mio possesso: ennesima storia surreale nonché teatro di ricerca in cui sogni, ricordi e realtà si fondono. Presumendo che il mio autore giapponese preferito illuminasse i corridoi bui della mia anima.
    Ho sempre avuto un debole per quest'autore, sin dal primo giorno del nostro incontro, e in un momento imprecisato della mia vita le sue storie mi colpirono con violenza. Trasmettono solitudine, tristezza, facilmente rintracciabili in pagine bianche il cui pallore minacciano come una sottile lama. Nel silenzio delle mie giornate, ho avvertito le radici di questa solitudine propagarsi serpeggiando. Ed io, che di solitudine disgraziatamente ne so qualcosa, ho sentito questo come un qualcosa che mi appartiene.
    Per qualche momento, col cursore che continuava a lampeggiare con la regolarità di un battito cardiaco, aspettavo col fiato sospeso che mi venissero date le parole. Parole che mi hanno turbato e allo stesso tempo evocato immagini vaghe e lontane.
    Mi sono lasciata cullare dalla sensazione di essere circondata da ombre evanescenti prigioniere. Restavo semplicemente seduta lì, seduta sulla mia poltrona preferita, assorbita completamente dalla storia. Però nel mio inconscio stavo aspettando che la luce di questa nuova storia rischiarasse le tenebre del mio animo. Quel raggio di sole abbagliante che per poco tempo veniva sporadicamente rammentandomi i miei più validi motivi per cui abbia deciso d'imbarcarmi in questa storia. Considerando che Murakami è un maestro nel creare l' "atmosfera", quando meno me lo aspetto, prima o poi doveva accadere. Aspettavo solo questo, l'arrivo di un bel raggio di sole. Era l'unica cosa che desideravo aspettare. La luce era li. Dovevo solamente metterla a fuoco. E nel momento in cui ciò accadde, quasi senza rendermene conto, conobbi la potenza di quell'abbraccio.
    Dentro di me resta sempre una brama intensa per Murakami, così come il piacere dei libri. E L'uccello che girava le viti del mondo - in un periodo a dir poco lungo per i miei standard trascorsi a leggere con avidità, sotto una massa informe di nuvole di svariate dimensioni che minacciavano il giorno: il grigiore scuro metallico sprigionava scintille; le note di qualche musicista rap che levandosi raggiungevano il soffitto accompagnando il rumore fragoroso dei tuoni dentro le nuvole - la natura stessa sembrava restare immobile, in questi momenti, logorandosi nell'assistere a questo spettacolo fantasmagorico che scivolava nella malinconia.
    Avevo ancora nelle orecchie brani della sua poetica musica, che avrei ascoltato e riascoltato. Cercavo di distinguere il vero dal falso, immergendomi completamente, e solo dopo cominciando a distaccarmi dal protagonista Toru. Da questo contenitore un po' vuoto e inconsistente che costituisce la sua persona. Un individuo che conobbi e so di conoscere molto bene.
    Pensando, crescendo, respirando, vivendo, trasformandosi in storie, le parole di questo ennesimo straordinario ritratto della realtà umana mi hanno trascinato in un pozzo oscuro e profondo, in cui i personaggi hanno preso vita nel momento d'iniziazione della loro esistenza. Mi sono avvicinata a tal punto che, guardandoli negli occhi, ho avuto la sensazione di essere toccata. Li scrutavo fin dentro il loro animo, come se fossero in una casa vuota e deserta al cui interno non ci sono né mobili né tende. Solo uno spazio vacante. Ho avvertito la loro paura, i temibili pensieri che li assillano di notte, all'idea di essere soli, al buio, lontani da migliaia di prospettive in qualunque direzione guardino. Impegnati in una muta ricerca, attraverso le parole sembrano contemplare scene da un ottica completamente diversa. Scene per loro famigliari e a noi estranee, cariche di significato, appartenenti a un labirinto buio e sotterraneo dove non s'intravede nemmeno uno sprazzo di luce.

    ... mi sono sempre sentito come un guscio vuoto. E quando uno vive come un guscio vuoto, per quanto lunga sia la sua vita, non si può dire che abbia veramente vissuto. Dal cuore e dal corpo di un guscio vuoto, nasce solo la vita di un guscio vuoto.

    Convivendo in questa realtà che loro hanno scelto, nonostante questo comporti qualche problema, ho avvertito uno strano senso di vuoto, di sconforto, come se ogni rimasuglio della loro felicità fosse stato spazzato via. E, lasciando un segno del mio passaggio, ho visto i loro sogni. Sogni che compiono mediante profonde riflessioni filosofiche, limitandoli ad essere una semplice via di transito per se stessi.
    Il mio incontro con Toru è stato come una collisione fra due mondi che restano tuttavia nettamente separati. Le sue parole, il suo racconto, così pieno di avventure e assurdità, scivolarono lentamente nella mia coscienza in un luogo diverso da quello di cui ero circondata fino a quel momento. I ricordi emergevano nelle tenebre lontane della coscienza e, nonostante la mancata logica, lasciano ammutoliti, curiosi, spingendoci, per un momento, a voler intraprendere anche noi questa strada insidiosa. Attingere a una realtà che non ha le caratteristiche della landa selvaggia a cui siamo abituati, ma qualcosa di simile al mare. In cui si avverte qualcosa che possa definirsi come un amore immenso. Cosmico.
    Il surrealismo magico che lo resero famoso, qui, è vagamente accennato in quanto l'autore racconta il romanzo come se disfacesse i nodi della corda della sua giovane età, rivedendo i fatti lentamente. Ci parla un po' di più del protagonista e di un periodo estremamente delicato della vita cui si resta facilmente feriti. Più acuta e penetrante la generale malinconia che sovrasta i suoi romanzi. Gli stessi personaggi, infatti, avvertono il dolore e la solitudine come un malessere incurabile. Inducendoli a condurre una vita negativa e ingiusta con qualcosa di estremamente iniquo, parassiti di una materia che non gli appartengono.
    L'uccello che girava le viti del mondo è un romanzo profondamente introspettivo che risulta un po' carente, a tratti fastidioso, per le continue digressioni narrative che intaccano e sporcano questa storia, privo d'identità. Un ripetersi continuo e lento che oscilla fra buio e luce, in cui la nozione del tempo traballa come un vagone su un asse in equilibrio precario. Non il migliore romanzo di quest'autore, zeppo di frammenti di pensieri che si riversano impedendoci però di carpirne il significato. Parole affiorate dalle tenebre e in poco tempo riassorbite dalle stesse.
    Per quanto abbia cercato di sforzarmi a capire in maniera scrupolosa e obiettiva, per gran parte del romanzo non sono riuscita a capire cosa volesse dirmi. Dove si trovasse il nesso, nonostante i suoi ragionamenti fossero così logici e chiari. Ma quando cercavo di metterle in relazione fra loro, non potevo evitare di essere sopraffatta da una certa confusione. Questo però non significava che l'autore non avesse in mente una soluzione imprecisa. Lui l'aveva. Solo che la teneva nascosta.
    Aggirarsi in un deserto sconfinato senza alcuna bussola, chiuso in un lungo labirinto.
    Nel giro di una settimana mi sono totalmente immersa nella storia che "ascoltavo", prendevo appunti, leggevo da non desiderare altro. Halloween appena entrato era stato popolato da figure appartenenti non al mio mondo ma a quello di Toru, del suo gatto e sua moglie. Durante la lettura sentivo come "mia" la sua voce e assieme a May e Creta e al resto della grande famigliola viaggiavo con la mia immaginazione, lungo i quali si sono rivolti costantemente, in questo lasso di tempo, i miei pensieri. Era un modo carino per rinunciare, anche se per poco, alla mia vita. Calarmi completamente nella storia dei personaggi di Murakami e volgere le spalle a un mondo in cui sono in voga l'insoddisfazione e l'ingratitudine. Sentirmi placare, cullare dalla sicurezza di una storia surreale che tuttavia non ha sortito l'effetto desiderato. Una buona storia che abbacinasse sempre più un frammento di finzione. Che ha placato il mio entusiasmo ma appagato, allo stesso tempo.
    Quando finirò di scrivere questa recensione, di lui, so che scomparirà nuovamente col suo fare misterioso e taciturno, e tutto sarà finito, dopo avermi parlato di tutto e di niente, facendomi godere in tranquillità la bellezza di una realtà parallela in cui avrei fatto perdere spontaneamente le mie tracce. E, in mezzo a questo mare d'assurdità, con il suono dell'uccello - giraviti che si diffondeva dai rami di qualche impotente quercia, dispiegando le ali come se stesse per prendere il volo da un momento all'altro, sono stata tuttavia bloccata in questa realtà parallela priva di logica. Non avevo alcuna possibilità né intento di lasciare questa dimensione. Quel posto sembrava stagnare, come se una forza gigantesca avesse costretto il corso della natura a fermarsi.

    Tutti pensano ci sia qualcosa di più grande, più complicato e più bello a far girare il mondo. Invece lo fa girare lui, si sposta da un posto all'altro e man a mano che si sposta va a stringere le viti. Sono viti molto rudimentali, sembrano quelle dei giocattoli. Basta solo farle girare. Però le può vedere solo l'uccello - giraviti.

    said on 

  • 3

    Del 1997.
    C'è qualcosa di insoddisfacente nei libri di Murakami, anche se sono affascinanti come questo. Forse il tempo moderatamente lento, forse troppi personaggi che appaiono e poi scompaiono senza motivo, forse la morale (perché un ritmo così lento presuppone una morale; i romanzi d'azi ...continue

    Del 1997.
    C'è qualcosa di insoddisfacente nei libri di Murakami, anche se sono affascinanti come questo. Forse il tempo moderatamente lento, forse troppi personaggi che appaiono e poi scompaiono senza motivo, forse la morale (perché un ritmo così lento presuppone una morale; i romanzi d'azione veloci possono permettersi di non averla... forse) per cui si può fare (quasi) nulla e comunque il fato è il fato (morale decisamente fuori dalle mie corde), forse l'altra morale per cui un uomo mediocre (che lascia anche il lavoro e si fa mantenere dalla moglie) può trovare delle risorse nei suoi sentimenti (oh... il discutibile elogio della mediocrità). Non saprei.

    said on 

  • 2

    ¿?

    El primer libro de Murakami que leo, me ha dejado sin palabras. No podría decir si me ha gustado o no. Aunque tampoco podría definir el propósito o finalidad de esta novela.


    Probablemente mi nota sea injusta, pero es que me parece que al libro le sobran muchísimas páginas llenas de descri ...continue

    El primer libro de Murakami que leo, me ha dejado sin palabras. No podría decir si me ha gustado o no. Aunque tampoco podría definir el propósito o finalidad de esta novela.

    Probablemente mi nota sea injusta, pero es que me parece que al libro le sobran muchísimas páginas llenas de descripciones vagas e historias innecesarias, que tienen poco o nada que ver con la historia principal, que por cierto, está demasiado cogida por los pelos. En este punto he de confesar que, si bien es cierto que el argumento central me ha enganchado, no lo he comprendido del todo y quizás por eso el final me haya parecido confuso y decepcionante.

    Sin embargo este libro tiene un punto muy positivo, y es el autor. Murakami escribe muy bien. Y tiene mérito que la novela no te logre aburrir aunque esté llena de incoherencias o de excesivos detalles.
    Leyendo este libro no comprendo del todo el "efecto Murakami" y, me pensaré muy bien leerme otro libro suyo.

    said on 

  • 4

    ho impiegato meno di due pagine ad immedesimarmi nel protagonista, ed all'inizio questo era entusiasmante, ma è divenuto un bel problema coll'avanzare della narrazione, perché le situazioni raccontate hanno percorso vie a me incomprensibili data la mia forma mentale occidentale, ed ho fatto fatic ...continue

    ho impiegato meno di due pagine ad immedesimarmi nel protagonista, ed all'inizio questo era entusiasmante, ma è divenuto un bel problema coll'avanzare della narrazione, perché le situazioni raccontate hanno percorso vie a me incomprensibili data la mia forma mentale occidentale, ed ho fatto fatica a restare nei panni di Okada nel suo peregrinare nei vari mondi paralleli che frequenta.
    All'inizio è tutto semplice, tanto che sono andato a leggermi la storia dell'autore per capire quanto fosse occidentale. Ogni passaggio delle avventure del protagonista minuziosamente descritto, ed ogni sogno (e ce n'è tanti) dichiarato tale dall'inizio alla fine.
    Poi l'autore, dopo avermi accompagnato per mano in luoghi vaghi ed onirici, molla la presa e mi lascia fluttuare senza riferimenti o approdi certi, ed il libro prende tutt'altra piega, molto orientale secondo i miei canoni, dove anche il particolare più piccolo e marginale contribuisce alla bellezza del disegno totale e toglierlo rovinerebbe la grandiosità del tutto.
    Il romanzo è lungo, ma a mio avviso, non potrebbe essere meno di così, in cui ogni parola appare necessaria ed irrinunciabile.
    Ne faccio un libro sulla complessità, versione giapponese delle ali di farfalla brasiliane che generano tifoni negli Stati Uniti.
    la voglia di leggere altro di Murakami m'è rimasta, è molto probabile che presto l'asseconderò

    said on 

  • 3

    Chi mi segue sa che adoro Murakami; ecco, stavolta no... un po' fiacco, con troppi personaggi "abbandonati", troppi interrogativi irrisolti. Sono davvero poco convinta, e mi dispiace.

    said on 

  • 4

    Finora uno dei miei preferiti. Nonostante la lunghezza, le varie storie che si inframezzano a quella principale trasportano verso la fine del libro, e quasi non te ne accorgi.
    Quando la fine invece arriva ti lascia un po' di stucco. Forse si poteva dire qualcosa in più.

    said on 

  • 4

    Dopo IQ84 faccio fatica a dare 5 stelle, ma il libro mi ha lasciato quella sensazione di averci abitato dentro che solo i libri ben scritti lasciano. La storia è fatta più di stasi che di azione, ad un certo punto sembra che tutto debba rimanere com'è. Il protagonista stesso fa fatica, porta avan ...continue

    Dopo IQ84 faccio fatica a dare 5 stelle, ma il libro mi ha lasciato quella sensazione di averci abitato dentro che solo i libri ben scritti lasciano. La storia è fatta più di stasi che di azione, ad un certo punto sembra che tutto debba rimanere com'è. Il protagonista stesso fa fatica, porta avanti la sua ricerca faticosamente, non sa cosa deve cercare, ma il suo impegno è profondo e senza compromessi. L'intreccio tra la sua quotidianità, fatta di piccoli gesti minuziosamente descritti, e "l'altra dimensione", che balugina nella sua inafferrabilità, contraddistingue la trama. Metafora dell'impossibilità di afferrare la realtà, quella degli eventi che ci trascinano e quella dentro di noi. Ma il protagonista ha un obiettivo, la sua realtà ha un nome e un cognome e tutto il resto viene piegato in funzione di esso. L'importanza di avere almeno un'idea chiara in mezzo a confusione, stranezze, personaggi bizzarri, alberghi labirintici, inconsci feriti....

    said on 

  • 5

    Ancora un viaggio dentro se stessi, attraverso le allegorie tipiche di Murakami. Il pozzo dei sentimenti, la meditazione, il sogno. L'amore e la ricerca. Col contorno di personaggi strani e interessanti che la mente geniale dell'autore sa regalarci.

    said on 

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