The Wind-up Bird Chronicle

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Publisher: Vintage

4.1
(4384)

Language: English | Number of Pages: 609 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Japanese , Spanish , German , French , Italian , Russian , Dutch , Swedish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 0099503964 | Isbn-13: 9780099503965 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Toru Okada's cat has disappeared and this has unsettled his wife, who is herself growing more distant every day. Then there are the increasingly explicit telephone calls he has started receiving. As this compelling story unfolds, the tidy suburban realities of Okada's vague and blameless life, spent cooking, reading, listening to jazz and opera and drinking beer at the kitchen table, are turned inside out, and he embarks on a bizarre journey, guided (however obscurely) by a succession of characters, each with a tale to tell.
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  • 3

    Non mi ha proprio entusiasmato

    Solitamente, leggendo Murakami, non mi chiedo quale sia il significato che l’autore ha voluto dare alla storia, ma quale significato riesca a trovare io. Se non ne trovo uno specifico, mi lascio trasp ...continue

    Solitamente, leggendo Murakami, non mi chiedo quale sia il significato che l’autore ha voluto dare alla storia, ma quale significato riesca a trovare io. Se non ne trovo uno specifico, mi lascio trasportare della narrazione, dalla sua magia.
    Di questo romanzo fatico a trovare un nesso e, purtroppo, anche la magia di altre sue opere (Kafka sulla spiaggia per esempio).
    La parte onirica, solitamente avvincente, qui è soprattutto inquietante; la trama è discontinua, come in altri romanzi, ma eccessivamente sfilacciata e dispersiva.
Non c’è stato un personaggio che mi abbia suscitato empatia (però ho ritrovato Ushikawa, la figura forse meglio descritta nella sua negatività, che raggiunge il massimo del realismo nel romanzo 1Q84).
    La parte più interessante, e anche la più forte, è stata la narrazione di alcuni episodi relativi alla guerra sino giapponese ed è per questo che ho messo tre stelle (sarebbero due e mezzo).
    Nel complesso, rispetto ad altre letture di Murakami, questo libro non mi ha proprio entusiasmato e Kafka sulla spiaggia rimane il migliore che abbia letto finora.

    said on 

  • 2

    Dopo l'entusiasmo dovuto alla lettura di Norwegian Wood fremevo all'idea di scoprire un'altra storia di Murakami. Ero armata di tutti i migliori propositi ma questo libro me li ha portati via TUTTI. H ...continue

    Dopo l'entusiasmo dovuto alla lettura di Norwegian Wood fremevo all'idea di scoprire un'altra storia di Murakami. Ero armata di tutti i migliori propositi ma questo libro me li ha portati via TUTTI. Ho impiegato due mesi per riuscire a finirlo. Noioso, lento, e forse troppo pragmatico per riuscire a capirci effettivamente qualcosa.

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  • 2

    Mi sono serviti due mesi per riuscire a finire questo libro. Eppure dopo il grande entusiasmo seguito a Norwegian Wood ero armata di tutti i migliori propositi. Ma Murakami me li ha portati via dal pr ...continue

    Mi sono serviti due mesi per riuscire a finire questo libro. Eppure dopo il grande entusiasmo seguito a Norwegian Wood ero armata di tutti i migliori propositi. Ma Murakami me li ha portati via dal primo all'ultimo con questo suo lavoro. Lento, noioso, e forse troppo pragmatico per riuscire a capirci effettivamente qualcosa.

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  • 3

    È piacevole da leggere, MA si evince dal testo che:
    - Murakami voleva farci un esempio di "spiegone finale" (pure abbastanza ingenuo)
    - il popolo nipponico ha evidenti problemi di natura sessuale
    - an ...continue

    È piacevole da leggere, MA si evince dal testo che:
    - Murakami voleva farci un esempio di "spiegone finale" (pure abbastanza ingenuo)
    - il popolo nipponico ha evidenti problemi di natura sessuale
    - ancora il romanzo di formazione col pozzo capisaldo della psicanalisi?

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  • 0

    Avete mai letto un libro nella maniera sbagliata? Io sì. Questo. E l'ho capito solo quando sono arrivata alla fine e, soprattutto, quando ho letto questo articolo di Aimee Bender
    http://www.minimumfax ...continue

    Avete mai letto un libro nella maniera sbagliata? Io sì. Questo. E l'ho capito solo quando sono arrivata alla fine e, soprattutto, quando ho letto questo articolo di Aimee Bender
    http://www.minimumfax.com/libri/magazine/242
    Quindi, se non volete commettere il mio errore, vi consiglio di partire da qui.
    E comunque, in generale, godetevi il viaggio.

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  • 4

    Libro controverso, vuoi per la lunghezza, la disomogeneità, un senso di immobilismo e lentezza, nonché, tutto sommato, affascinante, e per il livello introspettivo e quel senso di onirico e surreal ...continue

    Libro controverso, vuoi per la lunghezza, la disomogeneità, un senso di immobilismo e lentezza, nonché, tutto sommato, affascinante, e per il livello introspettivo e quel senso di onirico e surreale che pervade la trama. Può essere considerato certamente un romanzo di formazione, di crescita del protagonista, che attraverso svariatissime esperienze ed incontri con personaggi assurdi riesce ad avere il senso giusto della realtà e forse della vita. E per questa crescita spirituale ed introspettiva Murakami si avvale di tutti i mezzi tipici dell’analisi psicanalitica come il pozzo per esempio, il buio, le camere d’albergo, in cui non si riesce ad entrare…. Certamente in modo voluto, lo svolgimento non è lineare ma, come in un sogno, si alternano e si susseguono personaggi e situazioni apparentemente surreali che sembrano eludere dallo svolgimento della trama. L’inserimento poi di digressioni, alcune anche realisticamente crude, come la guerra in Manciuria, sembra allungare e rallentare la trama. Poi, a ben vedere, anche queste digressioni hanno un qualche elemento che riconduce o chiarisce coinvolgimenti con quanto si viene delineando. Certo è che non sempre è facile cogliere il messaggio sotteso, che forse riguarda proprio il valore e la qualità della vita. A volte è proprio l’imprevedibilità del destino che si somma con le scelte volontarie, contro il quale nulla si può fare. La conclusione della lettura mi ha lasciata un po’ perplessa, delusa non direi; solo avrei voluto poter mettere meglio a fuoco alcuni personaggi, vedi ad esempio Malta e Creta, e la consequenzialità delle loro azioni. Ma Murakami ha scientemente voluto lasciarci qualche mistero!!!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

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    Leggere Murakami non è semplice, la scelta migliore è quella di lasciarsi andare a ciò che egli propone, seguendo i piccoli indizi che egli fa intravedere per comprendere le dinamiche da lui poste in ...continue

    Leggere Murakami non è semplice, la scelta migliore è quella di lasciarsi andare a ciò che egli propone, seguendo i piccoli indizi che egli fa intravedere per comprendere le dinamiche da lui poste in essere, senza però volerne dare una spiegazione reale, in quanto il suo mondo è popolato di visioni e di personaggi che con la realtà hanno poco da condividere.
    In questo libro egli ripropone schemi già percorsi, ma illuminanti per ricostruire momenti storici del Giappone attraverso gli occhi di chi ha vissuto sulla propria pelle le vicende orribili della guerra, come accade per il tenente Mamiya, ma anche vicende personali come quelle che ruotano intorno a Tōru, il protagonista, e a Kumiko, la moglie, che si allontana da lui all’improvviso senza alcun motivo apparente e senza che egli stesso ne percepisca la causa.
    Un dialogo tra i due ”...avevo già trent’anni...Se desideri smettere, fai bene a farlo, - aveva detto allora lei. - Si tratta della tua vita. Fai come ti pare...”, potrebbe essere considerato un insieme di frasi contraddittorie, se non fosse che la cultura giapponese porta in sé degli stereotipi a cui attenersi sempre e comunque, tanto che all’età del protagonista si dà per scontato l’avere già raggiunto degli obiettivi precisi, nel caso di Tōru, però, si nota una forte necessità di rivedere le proprie posizioni per realizzare una vita più appagante ed è proprio in una situazione di ‘sospensione’ che egli si ritrova ad attraversare momenti intrisi di una realtà stranamente differente rispetto alla sua.
    Durante la ricerca del suo gatto, felino onnipresente e insostituibile, ad esempio, egli intuisce l’esistenza di qualcosa di diverso che rivela gradualmente la complessa meccanica degli intrecci nella vita delle persone, come quella relativa all’incontro con May, una ragazza adolescente che appare e scompare dalla sua vita come se fosse frutto della sua immaginazione, oppure come l’incontro con le due sorelle Creta e Malta, personaggi quanto mai stravaganti, che rivelano doti non comuni ma necessarie ai fini della maturazione del protagonista o ancora come il rapporto che viene a crearsi tra lui, Nutget e Cinnamon, madre e figlio esponenti di un mondo ricco di emozioni. Un altro passaggio interessante è quello relativo all’esistenza di una ‘corrente’ che infonde di sé la vita nei rapporti interpersonali: “Se ci si oppone alla corrente, tutto inaridisce. E se tutto inaridisce, questo mondo diventa buio.”, è questo un momento di presa di coscienza di quanto sia necessario non opporsi mai ai flussi esistenziali per goderne in pieno e mai in solitudine.
    Tutti i personaggi rivelano una sorta di curiosità che li induce a considerare ‘normale’ tutto ciò che ad altri potrebbe apparire strano, è uno stratagemma ideale per vivere in una ‘realtà parallela’ senza abbandonare la propria.Tale espediente è evidente in Kumiko che da piccola “...aveva smesso del tutto di pensare o di sperare in qualcosa...”, visto che i familiari pretendevano da lei una reazione sconosciuta a stimoli che non aveva conosciuto e che non poteva condividere, solo la curiosità ed il coraggio le avrebbero consentito, poi, di scrollarsi di dosso pregiudizi e comportamenti molto lontani dalla realtà in cui si era formata e che offriva una visione della vita ben diversa da quella del fratello, Noboru, educato, invece, nel rispetto di ”...valori sociali distorti e discutibili”.
    Il senso di smarrimento che Tōru accusa nei confronti della realtà circostante non lo aiuta certo ad analizzare serenamente la sua condizione di uomo che non sa scegliere, gli strani eventi che si susseguono e le parole di Kumiko lo pongono all’improvviso di fronte ad una realtà che si scontra con i principi della cultura nipponica. Anche quando prende la decisione di attendere che qualcosa accada, lo fa senza alcuna partecipazione emotiva e, viste le azioni che compie, non sembra proprio che la ‘concretezza’ gli si addica molto, la sua debolezza e insicurezza si palesano specialmente quando egli si rifugia in una realtà parallela che non lo rende migliore e non gli permette di acquisire coscienza delle sue capacità.
    Altro elemento ricorrente negli scritti di Murakami è il pozzo, quello che è qui rappresentato, però, è un ‘pozzo senz’acqua’ in cui Tõru decide di calarsi proprio per l’impellente necessità di trovare, più che un rifugio per meditare sulla sua vita corrente, una via che possa ‘illuminarlo’ dall’interno, una possibilità di azione/reazione che emerga dalla profondità della sua coscienza ed è per questo che Tōru nel suo intimo si ribella, provando un sentimento, la collera, certamente negativo ma stimolante per uscire da una forma di inerzia infruttuosa, per far chiarezza dentro di sé e fuori da sé.
    Tutte le donne, poi, che girano intorno a Tõru, da Kumiko alla donna misteriosa, da Malta a Creta, da May a Nutmeg, si materializzano seguendo uno strano schema logico solo per richiamare alla memoria di Tõru la complessità della vita di una donna che egli non conosce per nulla. I suoi singolari sogni erotici lo coinvolgono a tal punto da lasciarlo basito di fronte all’inspiegabile succedersi di attimi e di spazi che paiono dilatarsi e restringersi a loro piacimento, ma che lasciano sempre uno spiraglio aperto in modo da fornirgli la possibilità di emergere dall’ignoto, anche se è evidente la sua incapacità a scegliere una via che lo soddisfi e sia gratificante. Tutti i personaggi di Murakami seguono una loro logica e si riesce a capirli solo dopo aver percorso con loro tutte le evoluzioni che essi compiono, ma non si può mai dire di comprendere in pieno la loro vera essenza, perché arriva sempre un momento in cui essi mostrano di essere abituati a viaggiare tra universi paralleli che, a volte, si intersecano, rivelando tratti di vite diverse, comprensibili solo se ci si spoglia dell'ovvietà.

    A questo punto non rimane che confidare nei sogni e farli vivere di una vita propria grazie all’immaginazione o lasciare agli altri immaginare per noi per non cadere nell’illusione di non vivere in un tempo e in un luogo nel contempo reali e irreali? Inutile chiederlo a Murakami!

    said on 

  • 3

    Il bravo Murakami mi ha stuzzicata non poco servendomi sul piatto personaggi curiosi, dialoghi bizzarri e misteri nei misteri; il libro si è presentato come una bella matrioska intrigandomi parecchio. ...continue

    Il bravo Murakami mi ha stuzzicata non poco servendomi sul piatto personaggi curiosi, dialoghi bizzarri e misteri nei misteri; il libro si è presentato come una bella matrioska intrigandomi parecchio. Però...
    In genere mi piace Murakami, mi piacciono le sue atmosfere oniriche ma in questo caso qualcosa ad un certo punto non ha più funzionato tra me e Murakami; mano a mano che la lettura procedeva mi rendevo conto che i misteri aumentavano e che la lettura richiedeva un impegno (ed una fantasia) maggiore del consueto per tentare di venirne a capo. Dico tentare perché il tutto dipendeva dalla predisposizione e dalla sensibilità del singolo lettore, non credo ci fosse una soluzione univoca, alcune risposte sono state date, molte altre no.
    Rimane comunque il fatto che è stato un bellissimo GdL, durato quasi tre mesi, che ha fornito molti spunti interessanti grazie agli interventi dei partecipanti.

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  • 3

    Ci vuole impegno

    Ho letto questo libro con un fantastico gruppo di lettura. Riporto i link che riguarderò in futuro e che potrebbero far comodo anche ad altri perché senza un ruolo attivo e un impegno diretto una tram ...continue

    Ho letto questo libro con un fantastico gruppo di lettura. Riporto i link che riguarderò in futuro e che potrebbero far comodo anche ad altri perché senza un ruolo attivo e un impegno diretto una trama così sfilacciata può risultare inaccettabile. Ci sono tanti dettagli che non avrei colto senza le note di partecipanti ben più colti e volonterosi di me e ce ne sono tanti altri che rimangono del tutto inspiegabili e dispersi. Confermo comunque che se devo ricostruire la trama preferisco i librigame (http://it.wikipedia.org/wiki/Librogame).

    In linea di massima i personaggi non mi piacciono, li trovo "smidollati" ma sono una buona rappresentazione di parte dell'umanità: passivi, confusi, si lasciano portare dagli eventi, re-agiscono piuttosto che agire, riflettono sui propri perché e sui propri valori solo a posteriori... praticamente l'80% dei miei conoscenti e io nell'80% delle mie giornate.
    Questo pessimismo sulle possibilità e sul valore degli esseri umani è l'aspetto che mi ha dato maggior fastidio.

    Ecco i link:
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3282680
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3286587
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3287032
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3287461
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3287952
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3288344
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3288823
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3289154
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3289559
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3289973
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3290358
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3290638

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  • 4

    Bisogna abbandonarsi al fluire della marea ed accettare il conseguente senso di stordimento per seguire Murakami nel suo viaggio tra universi paralleli, popolati dalle copie alternative di personaggi ...continue

    Bisogna abbandonarsi al fluire della marea ed accettare il conseguente senso di stordimento per seguire Murakami nel suo viaggio tra universi paralleli, popolati dalle copie alternative di personaggi ed oggetti e trasfigurati dalla luce riflessa dalla luna. Gli infiniti sdoppiamenti trovano la loro ricomposizione in un destino ciclico, più simile in realtà ad un nastro di Mobius, guidato da forze primordiali con le quali l’elemento femminile sembra avere un rapporto privilegiato.

    said on 

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