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The Windup Girl

By

Publisher: Little, Brown Book Group

4.1
(101)

Language:English | Number of Pages: 544 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , German , French , Italian

Isbn-10: 0356500535 | Isbn-13: 9780356500539 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
And there he meets the Windup Girl, the beautiful and enigmatic Emiko - now abandoned tothe streets.
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  • 4

    Visone inquietante di un futuro prossimo?!?!?!...ma quanto?

    Gran bel libro di fantascienza: una Bankok futuribile, piena zeppa di mutazioni sia nelle persone che negli animali che nei cibi fa da sfondo (neanche troppo, alle volte è una dei protagonisti della storia) alle storie dei protagonisti che si intersecano in quello che è un quadro generale di una ...continue

    Gran bel libro di fantascienza: una Bankok futuribile, piena zeppa di mutazioni sia nelle persone che negli animali che nei cibi fa da sfondo (neanche troppo, alle volte è una dei protagonisti della storia) alle storie dei protagonisti che si intersecano in quello che è un quadro generale di una società ancora più allo sbando della nostradove le malattie genetiche sono il nemico peggiore!!!
    Mi ha ricordato molto le atmosfere di Blade Runner e nel finale un pò il Matheson di Io sono leggenda....ma un gran bel libro con una visione veramente inquietante del futuro....speriamo che nella realtà sarà completamente diverso...il problema che le avvisaglie per finire nel mondo raccontato da Bacigalupi ci sono tutte e questa è la cosa che mette i brividi addosso!!!

    VOTO: 8.5/10

    said on 

  • 4

    Ds:


    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Novembre2014.html


    Paolo Bacicalupi è un autore di fantascienza che, nonostante il nome, è americano che più americano non si può. La sua considerazione nell'ambiente letterario della fantascieza è in rapida ascesa e da ...continue

    Ds:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Novembre2014.html

    Paolo Bacicalupi è un autore di fantascienza che, nonostante il nome, è americano che più americano non si può. La sua considerazione nell'ambiente letterario della fantascieza è in rapida ascesa e da tempo volevo leggere qualche suo romanzo. Avevo raccolto i suoi romanzi e molti racconti, in lingua originale, ben classificati e controllati, ma non mi decidevo mai a leggerli. Alla fine anche la stagnante editoria italiana ha avuto un sussulto di orgoglio ed è riuscita a presentare questa traduzione di The Windup Girl, e io ho finito per leggere la versione italiana, per comodità come spiegherò poi.
    Le ragioni per cui non ho iniziato prima la lettura sono diverse. A parte ovviamente le tantissime cose che avrei voluto leggere e il tempo per farlo che non è mai stato sufficiente (ma ho fortemente recuperato nell'ultima estate), c'erano anche delle perplessità che mi hanno fatto passare avanti altre letture. Innanzitutto leggere in lingua originale un nuovo autore è sempre un'incognita: la lettura può filare via liscia e soddisfacente o può arrotolarsi in un continuo ricorso al dizionario (qui l'ebook reader potrebbe aiutare molto, ma troppo spesso le parole per cui ho bisogno di aiuto non sono nemmeno contenute nei dizionari elettronici, e inoltre quasi sempre non è la singola parola che importa, ma il suo significato nel contesto, che richiede dizionari più imponenti) rendendo la lettura ben poco soddisfacente. Per cui una certa cautela indotta anche dalle informazioni sull'autore raccolte in rete: vissuto a lungo nel sud est asiatico, ne conosce perfettamente i costumi, e nei suoi romanzi usa abbondantemente parole e concetti tipici della zona. Onestamente, quando ho potuto lasciare il compito di gestire il tutto ad un traduttore professionista, ne ho approfittato ben volentieri. Inoltre i giudizi che potevo raccogliere dai lettori di lingua inglese erano contrastanti: da ampiamente positivi, a molto dubbiosi, principalmente per un eccesso di "raccontato", cioè di narrazione indiretta, rispetto al "mostrato", cioè la illustrazione di azione, di eventi diretti.
    Lo scontro tra "mostrato" e "raccontato" è un vecchio dissidio che domina il giudizio dei romanzi "di genere", cioè tipicamente mistery e fantastico nelle loro varie esplicazioni. E' però abbastanza riconosciuto che per queste categorie di romanzi il "mostrato" debbe prevalere, per tenere agganciata l'attenzione del lettore ed aiutarlo a superare l'incredulità nei riguardi dei fatti narrati.
    Dopo averlo letto, devo convenire che alcune delle critiche avevano delle ragioni oggettive su cui basarsi. L'inizio è sicuramente molto ricco di parti raccontate, sia come lunghi ricordi dei vari Punti di Vista (PoV), che sono diversi ma non troppi da perderne il controllo, sia come spiegazioni dell'osservatore onnisciente che appare forse troppo spesso. Come in altre situazioni analoghe, la ragione è nella complessità ed estraneità dello scenario che Baciglupi ci sta presentando, per cui è "costretto" ad abbondare nel raccontato, fino a sfiorare l'infodump (eccesso di informazioni non strettamente necessarie). Sicuramente sarebbe stato meglio se avesse saputo trovare una soluzione diversa e più diretta, ma se penso ad altri autori che si sono trovati di fronte ad un problema analogo e hanno evitato di abbondare in ricordi e osservatore onnisciente, non posso che osservare che tutti hanno dovuto allungare massicciamente la narrazione per far capire completamente l'ambientazione attraverso l'azione diretta dei personaggi, con la trilogia quasi un punto di minimo assoluto. Volendo rimanere in un volume unico, di dimensioni ampie ma non esagerate, è difficile trovare una soluzione diversa. Però indubbiamente alcune parti risultano un po' pesanti, e anche l'uso di alcuni termini tailandesi è fastidioso.
    Ma poi, con il proseguire della storia, con l'ambientazione generale ormai consolidata, la narrazione scorre decisamente meglio, e devo dire che a me il romanzo è piaciuto molto.
    Per quanto riguarda la gestione dei PoV Bacigalupi segue quella che, credo da Martin in poi, sta diventando sempre più la moda: un racconto corale di molti Punti di Vista alternati da un capitolo all'altro. Non sono sicuro che sia stato Martin il primo ad usare questa strategia narrativa, ma è sicuramente stato quello che l'ha fatta diventare di moda. Ora molti autori specialmente Fantasy, dove i personaggi abbondano, cercano di seguire questo modalità narrativa, ma non tutti con un risultato davvero soddisfacente. Bacigalupi secondo me si posiziona a metà classifica, perché usa bene i suoi, non troppi, PoV, ma cade troppo spesso nella trappola dell'Osservatore Onnisciente, e qualche volta esagera nell'immersione nei pensieri del PoV, scivolando in un evidente infodump. Però stiamo parlando del suo primo romanzo, anche se preceduto da molti racconti, e quindi magari non ancora in grado di gestire al meglio questo aspetto.
    L'ambientazione mi è piaciuta davvero molto, ed è stata resa bene, eccesso di descrizioni e infodump a parte, con una buona dose di evidenze mostrate attraverso l'azione dei personaggi. La crisi energetica è vissuta attraverso il ritorno dei risho e delle biciclette di ordinanza, il contingentamento del metano e quindi il suo mercato illegale, lo sviluppo di tecnologie innovative per l'accumulo di energie con il tocco del computer a pedali, ma è l'esplosione anche fuori controllo delle tecnologie biologiche che è l'argomento fondamentale del romanzo. Non solo nel campo alimentare, che è poi il tema principale e la base del nucleo centrale della storia, ma anche nei settori collaterali, con lo sviluppo di animali geneticamente adattati ad un massimo rendimento meccanico (anche se qui probabilmente con una seria analisi scientifica qualche errore si potrebbe trovare). Lo sviluppo delle multinazionali caloriche (questo termine per la misura dell'energia incomincia ad essere usato in ambienti specialistici, e forse Bacigalupi ha solo anticipato la sostituzione del Barile di Petrolio come unità generica di energia) ma sopratutto l'incapacità di controllare la mutazione genica, che passa da essere uno strumento utile ad essere assolutamente indispensabile ma anche estremamente pericoloso.
    Un romanzo ricco di spunti, molti probabilmente già presenti nei racconti che lo hanno preceduto e che non ho letto, non ultimo dei quali la creazione dei Neo-Umani, come la ragazza del titolo, cioè degli esseri sostanzialmente umani, completamente programmati nel loro codice genetico, e con difetti volutamente introdotti per rendere evidente la loro natura, che accompagnano discretamente lo sviluppo della vicenda, fino al finale che non è una fine. E forse è un inizio.

    said on 

  • 4

    Ottima fantascienza dall'atmosfera claustrofobica e minacciosa, ma assolutamente verosimile e resa benissimo.
    L'ambientazione post-Espansione a Bangkok, le Neo-Persone, gli estremismi religiosi, gli scienziati semi-dei e le malattie genetiche risuonano di P.Dick, Platoon e steampunk, e lo f ...continue

    Ottima fantascienza dall'atmosfera claustrofobica e minacciosa, ma assolutamente verosimile e resa benissimo.
    L'ambientazione post-Espansione a Bangkok, le Neo-Persone, gli estremismi religiosi, gli scienziati semi-dei e le malattie genetiche risuonano di P.Dick, Platoon e steampunk, e lo fanno meravigliosamente, nei dettagli e nell'insieme, ma sarebbe servita una trama più consistente ed energica.
    Una splendida scenografia a cui manca una storia.

    said on 

  • 4

    1/2

    Affronta tematiche molto interessanti, mentre non approvo assolutamente le modifiche genetiche al cibo ( odio gli OGM e le compagnie che li producono) e questo libro mostra bene l'abisso di avidità , distruzione e meschinità assoluta che vi sta' dietro quando queste modifiche sono in mano ad azi ...continue

    Affronta tematiche molto interessanti, mentre non approvo assolutamente le modifiche genetiche al cibo ( odio gli OGM e le compagnie che li producono) e questo libro mostra bene l'abisso di avidità , distruzione e meschinità assoluta che vi sta' dietro quando queste modifiche sono in mano ad aziende senza morale ne scrupoli, insomma un romanzo monito verso le infiltrazioni di queste lobby del cibo che vogliono imporsi per dominare il nostro bisogno primario di nutrirci , lobby che tentano di avere il monopolio di ciò che la natura distribuisce gratis a tutti ed in abbondanza, lobby parassite e distruttrici, se potessi le spazzerei dalla faccia della terra subito! Va bè ...o perso il filo del discorso...
    D'altra parte c'è anche la genialità di singoli uomini che da soli scoprono un mondo genetico umano da ...
    Insomma per quel che mi riguarda cibo sano e naturale per esseri umani geneticamente modificati in meglio sarebbe di mio gran gradimento !
    Ci sono anche altre tematiche nel romanzo , ma a me hanno colpito queste più di tutto ...sarà che ultimamente mi ci imbatto spesso nelle letture che scelgo...
    Bel romanzo...!

    said on 

  • 5

    Paolo Bacicalupi è l'autore di uno di quei libri che ha unito la critica internazionale, vincitore nel 2009 di tutti i premi sci-fi statunitensi (in primis il Nebula e l'Hugo) finanche ad arrivare a fare incetta dei corrispettivi europei (francesi e tedeschi in primis) e del Seijun nipponico, com ...continue

    Paolo Bacicalupi è l'autore di uno di quei libri che ha unito la critica internazionale, vincitore nel 2009 di tutti i premi sci-fi statunitensi (in primis il Nebula e l'Hugo) finanche ad arrivare a fare incetta dei corrispettivi europei (francesi e tedeschi in primis) e del Seijun nipponico, come effetto collaterale si ha quindi quello di aspettarlo al varco con ancor più attenzione rispetto ad opere che spesso partono con pretese minori.

    Fortunatamente non bisogna rispolverare l'immagine profetizzante de "Il buono, il brutto e il cattivo" del "[..] quelli grande e grossi [..] quando cadono fanno più rumore", perché il romanzo merita ampiamente i premi vinti, e si è dimostrato una lettura soddisfacente anche e soprattutto per i vari livelli interpretativi.

    Ad onore del vero l'inizio si è dimostrato difficile, eccessivamente rarefatto, e volubile, in verità celava l'intento da parte dell'autore di svelarci i complessi retroscena di questo mondo tramite le azioni in media res dei personaggi.

    E' infatti l'universo l'arma vincente di questo romanzo, una visione distopica di tutto rispetto che si fonda su un mondo in balia di una genetica non più sotto il controllo dell'uomo, è un mondo dove l'essere umano ha perso la conoscenza del "seme naturale", inteso come semenza biologica, ormai distrutto da virus che si evolvono ad una velocità impressionante. La battaglia dell'uomo si trova nel cercare di essere sempre un passo avanti rispetto alla nuova mutazione. E' un mondo in balia del dissesto ambientale, dell'innalzamento delle acque, ma che non ha perso, ma anzi aumentato e estremizzato, le estremizzazione ideologiche dell'individuo umano, razzista, xenofobo, che auspica al massacro di chi è diverso, o detto in maniera politicamente corretto alla conservazione del proprio limitato universo all'interno dei propri confini.

    Se William Gibson nel suo universo tecnologico aveva promosso un pout pourri sociale con intenti evolutivi, e quindi positivi, la misantropia che emana il romanzo di Bacigalupi è latente, ma si accresce nel proseguimento delle vicende dei protagonisti, Anderson, agente della potentissima AgriGen alla continua ricerca delle "banche dei semi naturali" e disposte a stravolgere ogni identità nazionale, Hock Seng, un sopravvissuto alla follia etnica della Malasia, Kanya, taciturna soldatessa disposta a fare il doppio gioco pur di vendicarsi delle ingiustizie subite da bambina, Jaidee, idealista difensore degli ideali di rettitudine, ma per questo razzista, feroce e spietato, ed infine Emiko, una Neo persona, una ragazza meccanica nata per servire l'uomo, la quale per differenziarla dagli esseri umani viene dato un movimento sincopato, una specie di andamento "a passo uno".

    Emiko subirà torture indicibile, anelerà alla libertà e proprio questo riuscirà a dare il via ad uno stravolgimento della labile stabilità creata in un paese come la Thailandia, vivisezionato e rappresentato con estrema capacità da parte dell'autore, che riesce a farci arrivare intatta la sua poliedrica energia frutto di una sinergia tra tradizione e volontà di innovarsi che spesso risiede nella capacità di accettare o meglio di far convivere mille facce diverse.

    L'autore mischia le istanze, e gli intenti dei protagonisti, spesso come risultato di nuovi adattamenti alle nuove esigenze andatesi a creare; questa caducità e fragilità è quindi ancor più esemplare se la si relaziona ad un mondo che è in bilico sulla autodistruzione, ma che nemmeno in questo stato smette di inseguire ideali, anche se al più significano morte, e distruzione.

    Il paragone con Gibson e la sua trilogia dello Sprawl è quindi ancora valido se si prende in considerazione il frutto altro rispetto all'uomo, Invernomuto e Neuromante, da una parte, mentre qui Emiko. Se le due forme cibernetiche erano intelligenze aliene, e quindi esistono e tendono a vivere al di fuori delle dinamiche umane, Emiko pare invece la quintessenza dell'animo umano, un animo non reso incancrenito dal dissesto ambientale, dalla continua violenza, e dall'apatia perseverante. L'impressione è quella sì di una evoluzione, ma come dell'unica evoluzione possibile, o meglio di un cambio razziale, un soppiantare l'homo sapiens sapiens.

    I personaggi sono decisamente ben caratterizzati, dicotomici, diavoleria e santità convivono perfettamente, e trovano la loro perfetta epitome in Kanya, la donna che combatterà per chi ha distrutto la sua famiglia.

    La scrittura si dimostra complessa e articolata, in un buon equilibrio tra paratassi e ipotassi, buone le fasi introspettive, e la capacità di descrivere con mordente e efficacia la violenza della degenerazione e i dilemmi esistenziali, si nota come l'autore non si auto-impone delle censure preventive nell'affrontare temi e situazioni delicate, cosa che garantisce una freschezza di immagini e di situazioni narrate difficilmente riscontrabili in opere contemporanee.

    Ahimè da notare alcuni catastrofici orrori da parte dei traduttori, tipo "l'acqua che bollisce".

    said on 

  • 4

    Che esordio!

    La Ragazza Meccanica è stato il romanzo d'esordio di Paolo Bacigalupi (americano di origini chiaramente italiane), che, nel 2010, si è aggiudicato nell'ordine i premi Hugo, Nebula, Locus, e Campbell; mica pizza e fichi.
    Si tratta di un romanzo di fantascienza distopica, ambientato in una Th ...continue

    La Ragazza Meccanica è stato il romanzo d'esordio di Paolo Bacigalupi (americano di origini chiaramente italiane), che, nel 2010, si è aggiudicato nell'ordine i premi Hugo, Nebula, Locus, e Campbell; mica pizza e fichi.
    Si tratta di un romanzo di fantascienza distopica, ambientato in una Thailandia rimasta una delle poche oasi più o meno felici in un quadro mondiale estremamente caotico a causa dell'esaurimento dei combustibili fossili e della comparsa di una serie di virus, creati in laboratorio dalle multinazionali del settore biotech, virus responsabili di devastanti pandemie che hanno falcidiato buona parte l'umanità e che hanno inoltre provocato l'annientamento di buona parte delle colture agrarie nonché della fauna d'allevamento (scenario per me possibilissimo, visto l'attuale andazzo delle umane cose).
    Tutto ciò ha provocato il collasso dell'ordine mondiale come noi lo conosciamo, le uniche strutture in grado di reggere al caos sono state, per l'appunto, le multinazionali del biotech o compagnie caloriche come vengono definite nel romanzo, in quanto, grazie all'ingegneria genetica, possono creare specie transgeniche autosterili in grado di resistere ai virus che hanno decretato la scomparsa delle colture tradizionali, governando di fatto la Terra grazie al monopolio delle risorse nutritive.
    Su questi presupposti l'autore ha imbastito una trama credibilissima, fluida ed avvincente con un finale quasi visionario, certo c'è qualche piccolo difetto altrimenti le stellette sarebbero state cinque, ma comunque è un libro consigliatissimo.
    Da sottolineare l'eccellente lavoro che l'autore ha fatto nel rendere le diverse sfumature sociologiche e culturali delle tante culture asiatiche descritte nel romanzo (thai, cinesi, malesi e giapponesi) ed a proiettarle in maniera plausibile nel futuro distopico da lui immaginato, veramente bravo.
    Unico neo è la copertina veramente brutta, che se non sbaglio è quella dell'edizione tedesca, quella originale è tutta un'altra cosa.

    said on 

  • 5

    Futuro nero, o nerissimo

    Questo romanzo è una meraviglia. Tutto è cotto a puntino: protagonisti pennellati a dovere, storie perfettamente incastrate tra loro, trama fluida e fantascienza distopica di primissima classe.
    Questo Bacigalupi è una meraviglia. Per scrivere di questo libro servirebbero almeno dieci pagine ...continue

    Questo romanzo è una meraviglia. Tutto è cotto a puntino: protagonisti pennellati a dovere, storie perfettamente incastrate tra loro, trama fluida e fantascienza distopica di primissima classe.
    Questo Bacigalupi è una meraviglia. Per scrivere di questo libro servirebbero almeno dieci pagine e allora mi limito a elencare quello che mi ha maggiormente colpito.
    L'atmosfera del romanzo è talmente soffocante che a volte si vuole andare fuori a prendere una boccata d'aria. Una nerissima Tailandia del futuro davvero dettagliata e descritta nei minimi dettagli.
    La ragazza meccanica del titolo, in realtà è solo una piccola parte del romanzo ma fa da collante per il finale al fulnicotone.
    Le scene di battaglia e la miscela di futuro e misticismo buddhista sono spledide e incastonate con maniera nella vicenda.
    Io mi sono innamorato di Jaidee che rispecchia il nuovo modello di action-man moderno. Tanto per capirci, date un occhiata al film "Raid" 1 e 2, e capirete cosa intendo.
    Per concludere, mi è rimasto solo il dubbio che le tecnologie strettamente meccaniche (biciclette, kino-molle, megodonti per trazione) del romanzo limitino un pelino la credibilità della storia; dove sono finite le "fonti alternative", come energia solare, eolica o meglio ancora, idrica, vista l'enorme diga che protegge la città dall'oceano?
    E' poca roba, comunque, in un assieme complesso ma lineare e in una lettura avvincente e profonda. Anche le (troppo) lunghe pagine di introduzione iniziale e i molti termini Thai che si incontrano lungo il percorso non danneggiano minimamente questa incredibile opera.
    Da leggere e rileggere.

    said on 

  • 4

    Do androids dream of electric souls?

    C’è stata un’età dell’infanzia della fantascienza, ed è stata quella in cui i romanzi di fantascienza (userò d’ora in poi la sigla SF, da science fiction) ritraevano un futuro in cui la scienza e la tecnologia ci avrebbero garantito di vivere nel paese di cuccagna. E anche quando i sogni hanno co ...continue

    C’è stata un’età dell’infanzia della fantascienza, ed è stata quella in cui i romanzi di fantascienza (userò d’ora in poi la sigla SF, da science fiction) ritraevano un futuro in cui la scienza e la tecnologia ci avrebbero garantito di vivere nel paese di cuccagna. E anche quando i sogni hanno cominciato a cedere il posto agli incubi, scienza e tecnologia del futuro non hanno mai deluso la fiducia che si ripone nel progresso dell’umanità. Futuro di merda sì, ma con gadgets tecnologici adeguati. Per il giorno in cui i combustibili fossili finiranno, per esempio, in genere nei romanzi di SF si fantastica di strabilianti tecnologie che ci aiuteranno a farne a meno.

    È gratificante per uno scrittore di SF immaginare le mirabolanti soluzioni che salveranno in extremis una umanità che dovrà fare i conti con i problemi che vediamo insorgere minacciosi già da ora. Per esempio un nuovo propellente che risolve il problema energetico oppure la colonizzazione di nuovi pianeti per disinnescare la bomba demografica.

    Bacigalupi si è sforzato invece di restare sveglio e di rimanere con i piedi per terra, in senso letterale e figurato, e ha provato a immaginare come potremmo arrangiarci se non avremo miracoli a nostra disposizione.
    Tanto per fare degli esempi: a muovere le turbine di una industria meccanica saranno degli elefantoni geneticamente mutati, i megodonti, a far salire e scendere gli ascensori di un vecchio grattacielo sarà la manodopera schiavizzata degli immigrati, a dare energia motrice saranno le kino-molle che si caricano come dinamo, a far funzionare radio e computer saranno le manovelle. Siamo nel futuro, ma la tecnologia sembra quella dei romanzi steampunk (per chi ignora il termine: è un sotto-genere della SF. I romanzi sono ambientati in un passato alternativo dove alcune delle innovazioni tecnologiche che conosciamo sono comparse prima di quanto non sia successo nella realtà, ma, con un effetto straniante per il lettore, queste tecnologie si presentano diverse nel design e nelle applicazioni).

    Siamo nel sudest asiatico, in un’epoca in cui la geografia politica e l’ambiente sono stati stravolti dai cambiamenti climatici e dallo sfruttamento dissennato delle risorse terrestri. Le vicende si svolgono in Thailandia, che nell'area è l’unico paese che sia riuscito a superare l’emergenza e a mantenere la sua sovranità. Non è dato sapere in che anno ci troviamo, ma siamo comunque in un’epoca che viene chiamata della “Contrazione”, che è seguita all’epoca della “Vecchia Espansione”, come viene chiamata la nostra. Il motivo per cui si è passati dall’età dell’espansione all’età della contrazione, si scopre subito: esaurimento dei combustibili fossili e numerose pandemie, imputabili a ceppi virali geneticamente modificati , che hanno falcidiato specie vegetali e animali, umanità compresa.

    In un mondo dove le onnipresenti multinazionali della bioingegneria e la paura di nuove epidemie hanno accentuato i sentimenti xenofobi, tre personaggi principali su cinque sono stranieri , e due di essi sono per giunta clandestini. I cinque personaggi principali:

    - il "farang", ovvero il bianco, Anderson Lake, ufficialmente a Bangkok come direttore di un’azienda meccanica, la SpringLife, in realtà spia industriale al soldo di un colosso agroalimentare del Midwest, sulle tracce del fantomatico Gi bu sen, di cui i thai non parlano volentieri ma che è il ricercatore che ha assicurato al paese la sua biodiversità e l’autosufficienza alimentare. Dietro di lui, Anderson Lake sospetta che si nasconda un collega geniale, Gibbons, ufficialmente scomparso, che forse è passato dalla parte degli oppressi e aiuta la ricerca thai a brevettare nuove specie coltivabili

    - l’anziano responsabile amministrativo alla SpringLife, Hock Seng, un tessera gialla, ovvero uno dei tanti immigrati clandestini cinesi, sopravvissuti al loro genocidio in Malesia, che vivono ghettizzati e sfruttati. Hock Seng era stato un ricco uomo d’affari e ha visto sterminare la sua famiglia. Per riscattarsi dalla miseria e dalla paura, truffa l’azienda cercando di mettersi in affari con il Signore del letame, capo dei capi della mafia thai

    - la neopersona Emiko, una bambola meccanica di fabbricazione giapponese che è stata abbandonata in Thailandia dal suo proprietario e che viene usata come fenomeno da baraccone nell’industria del sesso. Sarà la sua imprevedibile, sanguinaria reazione all’ennesimo abuso a far precipitare la situazione

    - Jaidee Rojjanasukchai, detto anche la Tigre di Bangkok, un incorruttibile capitano delle Camicie bianche, forze dell’ordine a metà strada tra Guardia di Finanza e Nucleo antisofisticazione, alle dipendenze del Ministero dell’Ambiente

    - la tenente Kanya, che ne prenderà il posto alla sua morte. Kanya è un personaggio dilaniato e ambivalente, circostanza che è inconsueta per la SF, dove in genere troviamo figure femminili abbastanza convenzionali.

    L’intreccio procede focalizzandosi a capitoli alterni sulle vicende che vedono protagonisti questi cinque personaggi. No, niente di raffinato come il racconto della stesso episodio visto attraverso punti vista diversi. La narrativa di anticipazione non è nata con l’ambizione di sperimentare nuove forme partendo da ingredienti noti, quanto piuttosto di immaginare ingredienti nuovi adoperando forme vecchie. Che poi, avere velleità letterarie può essere controproducente, nella SF, e quando un autore di SF ha l’ambizione di cimentarsi con architetture narrative complesse, non è detto che questo non vada a scapito della plausibilità della trama, come è successo nell’ "Atlante delle nuvole" di David Mitchell.

    È già un traguardo, e per me basta e avanza, che i romanzieri di SF – diciamo a partire da "Neuromante" di William Gibson in poi – siano stati costretti a perdere l’ingenuità didascalica degli esordi, che non ci sia più un narratore onnisciente e invadente a fare da navigatore satellitare, e che siano i lettori a doversi orientare in un mondo futuro di cui devono dedurre le regole sulla base dei dialoghi e delle azioni dei personaggi. Cosa che fa Bacigalupi.

    Questo rende la lettura impegnativa? Può darsi, ma è un modo efficace per mettere le cose in chiaro con il pubblico e sottrarre il romanzo alla convinzione di aver a che fare con letteratura d’evasione. Che è un pregiudizio duro a morire, quando si parla di SF. Letteratura alta, allora? Se per letteratura alta si intende scrittura che si propone di conseguire degli standard alti di qualità letteraria, allora la SF è tagliata fuori, non ci piove. Evidentemente c’è una terza via, quella che hanno aperto a suo tempo i contes philosophiques e i romanzi a tesi. La SF migliore la si trova su quella strada. Che è quella imboccata da Bacigalupi con questo romanzo d’esordio.

    p.s. Sulla qualità linguistica della traduzione a volte c'è da eccepire ...

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  • 3

    Come detto sopra sufficiente ma non di più.
    Troppa attenzione viene dedicata all'ambientazione e troppo poca all'intreccio e al ritmo. La trama parte giusto a metà libro, un po' troppo tardi secondo me.
    L'originalità del futuro descritto è notevole ma troppo spesso Bacigalupi vuole ri ...continue

    Come detto sopra sufficiente ma non di più.
    Troppa attenzione viene dedicata all'ambientazione e troppo poca all'intreccio e al ritmo. La trama parte giusto a metà libro, un po' troppo tardi secondo me.
    L'originalità del futuro descritto è notevole ma troppo spesso Bacigalupi vuole ricordarlo al lettore puntando il dito (o meglio un'insegna luminosa) sulle varie peculiarità, ottenendo secondo me distacco e noia piuttosto che immersione nel mondo descritto.
    Ultimo appunto: in un alcuni punti ho notato la traduzione letterale di alcuni termini al posto di una "localizzazione" nel corrispettivo italiano corretto e la cosa mi fa sorgere qualche dubbio sulla bontà generale della trasposizione del testo...

    said on