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The Windup Girl

By

Publisher: Nightshade Book

4.1
(113)

Language:English | Number of Pages: 300 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , German , French , Italian

Isbn-10: 1597801577 | Isbn-13: 9781597801577 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
And what happens when said bio-terrorism forces humanity to the cusp of post-
human evolution? In The Windup Girl, award-winning author Paolo Bacigalupi ...
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  • 5

    La ragazza meccanica è un libro bellissimo, un libro di fantascienza che potrebbero leggere anche quelli che "io leggo solo mainstream" senza rimanere delusi, personaggi a tutto tondo, moralmente ambi ...continue

    La ragazza meccanica è un libro bellissimo, un libro di fantascienza che potrebbero leggere anche quelli che "io leggo solo mainstream" senza rimanere delusi, personaggi a tutto tondo, moralmente ambigui ma per il cui destino, nonostante tutto, non puoi non trepidare, un mondo delineato nei dettagli senza bisogno di Infodump e il destino di una nazione, gli intrighi di potere che si incrociano con le vite dei personaggi permettendo all'autore di raccontare sia l'interiorità di questi che l'evoluzione di un "mondo", descrizioni dure che fanno soffrire il lettore e gli si imprimono nella memoria. Consigliatissimo

    said on 

  • 4

    Paolo Bacigalupi è un autore che, almeno in Italia, è salito agli onori della cronaca solo in occasione della vittoria del Premio Hugo, proprio con questo “La Ragazza Meccanica”. In realtà Bacigalupi ...continue

    Paolo Bacigalupi è un autore che, almeno in Italia, è salito agli onori della cronaca solo in occasione della vittoria del Premio Hugo, proprio con questo “La Ragazza Meccanica”. In realtà Bacigalupi è piuttosto noto oltreoceano ed è autore di diversi libri, sia per adulti che per young-adult.
    Sono rimasto un po’ sorpreso che un libro come “La Ragazza Meccanica”, vincitore del Premio Hugo (cioè la più alta e importante onorificenza per la letteratura fantastica in lingua inglese), sia stato acquistato e pubblicato in Italia da Multiplayer Edizioni. Sia chiaro, non ho nulla contro la casa editrice, ma sfogliandone il catalogo si può vedere come sia specializzata soprattutto in novelisations di videogiochi, quindi pubblicazioni con un tenore ben diverso da questo romanzo. Soprattutto a sorprendermi è stato il fatto che un libro che tanto interesse ha suscitano oltreoceano, presentato come una vera e propria rivoluzione nella fantascienza, non fosse uscito ben prima presso altre case editrici più specializzate, come Urania Mondadori, Fanucci, Editrice Nord, etc. di solito molto attente al mercato nord-americano.
    Ma veniamo al libro in questione.
    Personalmente non ho particolarmente amato lo stile di Bacigalupi, ma, qui, bisogna purtroppo aprire una nuova parentesi. Avendo avuto tra le mani solo l’edizione italiana e non potendola confrontare con l’originale, non posso dire fino a che punto alcune scelte siano opera dell’autore e quali, invece, non magari frutto della traduzione. Il dubbio mi viene soprattutto a causa di una serie di scelte dell’editore italiano che mi vedono del tutto in disaccordo.
    La carta con cui è realizzato il libro è molto dura, così come la rilegatura. L’impressione è di avere tra le mani un volume che sarebbe andato benissimo se avesse avuto la metà della pagine, ma che con queste dimensioni diventa troppo rigido, difficile da aprire senza il rischio di spaccare la colla della rilegatura. Una critica, inoltre, è necessario farla alla fase di controllo dei refusi prima di andare in stampa che, ci sembra, in questo caso è evidentemente stata del tutto assente. Non c’è praticamente pagina in cui non vi sia un errore di battitura, una parola storpiata, uno spazio in più o in meno, qualche accento o apostrofo dimenticato per strada. Infine, ma questo è gusto piuttosto personale, anche la scelta dei caratteri dell’impaginazione (titolo, autore, numero delle pagine in alto e in basso) è stata sbagliata.
    Tutte scelte che, di per sé, sarebbero un difetto minimo, ma sommate insieme comunicano una certa mancanza di cura del prodotto.
    Cosa non è una scelta, ma un errori veri e propri, però, sono diversi passaggi della traduzione del libro. Per fare un esempio su tutti, il personaggio di Kanna rimane per praticamente tutto il libro in una sorta di limbo sessuale, passando spesso e volentieri da femmina a maschio e viceversa. Succede subito all’inizio, in cui si è quasi portati a pensare che sia una scelta stilistica voluta in attesa di scoprire qualche rivelazione su di lei, quasi scompare nella parte centrale del libro, per poi riappare di nuovo alla fine. Quel continuo riferirsi a lei con “gli” invece di “le”, inoltre, fa pure temere che chi ha eseguito la traduzione non sappia fino in fondo l’italiano.
    Non sappiamo, invece, se è una scelta della traduzione o dell’autore la scrittura tutta al presente, una scelta che ai più potrebbe far storcere il naso in quanto sembra togliere pathos a tutta la narrazione. Sospettiamo, comunque, che di chiunque sia stata la decisione, sia probabilmente stata influenzata dal notevole successo che stanno riscuotendo negli ultimi tempi diversi young-adult scritti proprio con questo stile (come la trilogia di “Hunger Games”, etc.).
    Dal punto di vista dei contenuti, invece, bastano poche pagine per capire cosa abbia colpito i giudici del Premio Hugo per deliberare il vincitore. “La Ragazza Meccanica” è un fuoco di fila di invenzioni, di concetti e di situazioni effettivamente originali e innovativi. Il mondo in cui si viene sbalzati è ampissimo, complesso, estremamente realistico nelle descrizioni e plausibile nelle dinamiche che descrive. Risulta fin da subito evidente che prima della stesura del libro deve esserci stato un enorme impegno in fase di documentazione, in primis sulla Tailandia, e, a seguire, un grande lavoro per incastrare e far combaciare tutti i pezzi di quel gigantesco affresco che è la realtà del futuro de “La Ragazza Meccanica”.
    La storia in sé, con i suoi tanti colpi di scena, ma, soprattutto, con i suoi tanti tradimenti, riesce a tenere attaccati al libro, mai certi di cosa succederà in seguito. Più volte, infatti, la vicenda sembra instradarsi in percorsi già tracciati, classici, quasi scontati, ma solo per essere ben presto capovolta. Lo stesso dicasi per i personaggi sia principali che secondari. Di stereotipati ce ne sono ben pochi, tutti quelli che agiscono attivamente, anche se a una prima occhiata appaiono piatti e bidimensionali, ben presto mostrano una complessità e tutta una serie di motivazioni che giustificano le loro azioni. Per quanto per alcuni risulti sempre difficile riuscire a parteggiare, a un certo punto non si può negare che abbiano uno scopo e che, guardando le cose dal loro punto di vista, tutto sommato ciò che fanno non è il male.
    Per assurdo, tra tanti personaggi tridimensionali, l’unica a sembrare meno caratterizzata, per buona parte del libro, è proprio colei che dà il titolo al romanzo. Emiko sembra la classica ragazza debole e indifesa, in grado di riscattarsi da una vita di soprusi solo attraverso l’intervento salvatore di un uomo che si innamori di lei, capace di vedere oltre le apparenze.
    Le cose non andranno esattamente così, per fortuna, ma preferiamo non rivelare di più per non togliere la sorpresa ai lettori.
    In definitiva “La Ragazza Meccanica” è un gran bel romanzo, pieno di idee e di inventiva che non meraviglia abbia vinto il Premio Hugo. L’edizione italiana è, purtroppo, falcidiata da diverse pecche, sia nella cura editoriale che meramente realizzativi, ciò nonostante non possiamo assolutamente esimerci dal consigliarne la lettura.

    said on 

  • 4

    Visone inquietante di un futuro prossimo?!?!?!...ma quanto?

    Gran bel libro di fantascienza: una Bankok futuribile, piena zeppa di mutazioni sia nelle persone che negli animali che nei cibi fa da sfondo (neanche troppo, alle volte è una dei protagonisti della s ...continue

    Gran bel libro di fantascienza: una Bankok futuribile, piena zeppa di mutazioni sia nelle persone che negli animali che nei cibi fa da sfondo (neanche troppo, alle volte è una dei protagonisti della storia) alle storie dei protagonisti che si intersecano in quello che è un quadro generale di una società ancora più allo sbando della nostradove le malattie genetiche sono il nemico peggiore!!!
    Mi ha ricordato molto le atmosfere di Blade Runner e nel finale un pò il Matheson di Io sono leggenda....ma un gran bel libro con una visione veramente inquietante del futuro....speriamo che nella realtà sarà completamente diverso...il problema che le avvisaglie per finire nel mondo raccontato da Bacigalupi ci sono tutte e questa è la cosa che mette i brividi addosso!!!

    VOTO: 8.5/10

    said on 

  • 4

    Ds:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Novembre2014.html

    Paolo Bacicalupi è un autore di fantascienza che, nonostante il nome, è americano che più americano non si può. La sua c ...continue

    Ds:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Novembre2014.html

    Paolo Bacicalupi è un autore di fantascienza che, nonostante il nome, è americano che più americano non si può. La sua considerazione nell'ambiente letterario della fantascieza è in rapida ascesa e da tempo volevo leggere qualche suo romanzo. Avevo raccolto i suoi romanzi e molti racconti, in lingua originale, ben classificati e controllati, ma non mi decidevo mai a leggerli. Alla fine anche la stagnante editoria italiana ha avuto un sussulto di orgoglio ed è riuscita a presentare questa traduzione di The Windup Girl, e io ho finito per leggere la versione italiana, per comodità come spiegherò poi.
    Le ragioni per cui non ho iniziato prima la lettura sono diverse. A parte ovviamente le tantissime cose che avrei voluto leggere e il tempo per farlo che non è mai stato sufficiente (ma ho fortemente recuperato nell'ultima estate), c'erano anche delle perplessità che mi hanno fatto passare avanti altre letture. Innanzitutto leggere in lingua originale un nuovo autore è sempre un'incognita: la lettura può filare via liscia e soddisfacente o può arrotolarsi in un continuo ricorso al dizionario (qui l'ebook reader potrebbe aiutare molto, ma troppo spesso le parole per cui ho bisogno di aiuto non sono nemmeno contenute nei dizionari elettronici, e inoltre quasi sempre non è la singola parola che importa, ma il suo significato nel contesto, che richiede dizionari più imponenti) rendendo la lettura ben poco soddisfacente. Per cui una certa cautela indotta anche dalle informazioni sull'autore raccolte in rete: vissuto a lungo nel sud est asiatico, ne conosce perfettamente i costumi, e nei suoi romanzi usa abbondantemente parole e concetti tipici della zona. Onestamente, quando ho potuto lasciare il compito di gestire il tutto ad un traduttore professionista, ne ho approfittato ben volentieri. Inoltre i giudizi che potevo raccogliere dai lettori di lingua inglese erano contrastanti: da ampiamente positivi, a molto dubbiosi, principalmente per un eccesso di "raccontato", cioè di narrazione indiretta, rispetto al "mostrato", cioè la illustrazione di azione, di eventi diretti.
    Lo scontro tra "mostrato" e "raccontato" è un vecchio dissidio che domina il giudizio dei romanzi "di genere", cioè tipicamente mistery e fantastico nelle loro varie esplicazioni. E' però abbastanza riconosciuto che per queste categorie di romanzi il "mostrato" debbe prevalere, per tenere agganciata l'attenzione del lettore ed aiutarlo a superare l'incredulità nei riguardi dei fatti narrati.
    Dopo averlo letto, devo convenire che alcune delle critiche avevano delle ragioni oggettive su cui basarsi. L'inizio è sicuramente molto ricco di parti raccontate, sia come lunghi ricordi dei vari Punti di Vista (PoV), che sono diversi ma non troppi da perderne il controllo, sia come spiegazioni dell'osservatore onnisciente che appare forse troppo spesso. Come in altre situazioni analoghe, la ragione è nella complessità ed estraneità dello scenario che Baciglupi ci sta presentando, per cui è "costretto" ad abbondare nel raccontato, fino a sfiorare l'infodump (eccesso di informazioni non strettamente necessarie). Sicuramente sarebbe stato meglio se avesse saputo trovare una soluzione diversa e più diretta, ma se penso ad altri autori che si sono trovati di fronte ad un problema analogo e hanno evitato di abbondare in ricordi e osservatore onnisciente, non posso che osservare che tutti hanno dovuto allungare massicciamente la narrazione per far capire completamente l'ambientazione attraverso l'azione diretta dei personaggi, con la trilogia quasi un punto di minimo assoluto. Volendo rimanere in un volume unico, di dimensioni ampie ma non esagerate, è difficile trovare una soluzione diversa. Però indubbiamente alcune parti risultano un po' pesanti, e anche l'uso di alcuni termini tailandesi è fastidioso.
    Ma poi, con il proseguire della storia, con l'ambientazione generale ormai consolidata, la narrazione scorre decisamente meglio, e devo dire che a me il romanzo è piaciuto molto.
    Per quanto riguarda la gestione dei PoV Bacigalupi segue quella che, credo da Martin in poi, sta diventando sempre più la moda: un racconto corale di molti Punti di Vista alternati da un capitolo all'altro. Non sono sicuro che sia stato Martin il primo ad usare questa strategia narrativa, ma è sicuramente stato quello che l'ha fatta diventare di moda. Ora molti autori specialmente Fantasy, dove i personaggi abbondano, cercano di seguire questo modalità narrativa, ma non tutti con un risultato davvero soddisfacente. Bacigalupi secondo me si posiziona a metà classifica, perché usa bene i suoi, non troppi, PoV, ma cade troppo spesso nella trappola dell'Osservatore Onnisciente, e qualche volta esagera nell'immersione nei pensieri del PoV, scivolando in un evidente infodump. Però stiamo parlando del suo primo romanzo, anche se preceduto da molti racconti, e quindi magari non ancora in grado di gestire al meglio questo aspetto.
    L'ambientazione mi è piaciuta davvero molto, ed è stata resa bene, eccesso di descrizioni e infodump a parte, con una buona dose di evidenze mostrate attraverso l'azione dei personaggi. La crisi energetica è vissuta attraverso il ritorno dei risho e delle biciclette di ordinanza, il contingentamento del metano e quindi il suo mercato illegale, lo sviluppo di tecnologie innovative per l'accumulo di energie con il tocco del computer a pedali, ma è l'esplosione anche fuori controllo delle tecnologie biologiche che è l'argomento fondamentale del romanzo. Non solo nel campo alimentare, che è poi il tema principale e la base del nucleo centrale della storia, ma anche nei settori collaterali, con lo sviluppo di animali geneticamente adattati ad un massimo rendimento meccanico (anche se qui probabilmente con una seria analisi scientifica qualche errore si potrebbe trovare). Lo sviluppo delle multinazionali caloriche (questo termine per la misura dell'energia incomincia ad essere usato in ambienti specialistici, e forse Bacigalupi ha solo anticipato la sostituzione del Barile di Petrolio come unità generica di energia) ma sopratutto l'incapacità di controllare la mutazione genica, che passa da essere uno strumento utile ad essere assolutamente indispensabile ma anche estremamente pericoloso.
    Un romanzo ricco di spunti, molti probabilmente già presenti nei racconti che lo hanno preceduto e che non ho letto, non ultimo dei quali la creazione dei Neo-Umani, come la ragazza del titolo, cioè degli esseri sostanzialmente umani, completamente programmati nel loro codice genetico, e con difetti volutamente introdotti per rendere evidente la loro natura, che accompagnano discretamente lo sviluppo della vicenda, fino al finale che non è una fine. E forse è un inizio.

    said on 

  • 4

    Ottima fantascienza dall'atmosfera claustrofobica e minacciosa, ma assolutamente verosimile e resa benissimo.
    L'ambientazione post-Espansione a Bangkok, le Neo-Persone, gli estremismi religiosi, gli s ...continue

    Ottima fantascienza dall'atmosfera claustrofobica e minacciosa, ma assolutamente verosimile e resa benissimo.
    L'ambientazione post-Espansione a Bangkok, le Neo-Persone, gli estremismi religiosi, gli scienziati semi-dei e le malattie genetiche risuonano di P.Dick, Platoon e steampunk, e lo fanno meravigliosamente, nei dettagli e nell'insieme, ma sarebbe servita una trama più consistente ed energica.
    Una splendida scenografia a cui manca una storia.

    said on 

  • 4

    1/2

    Affronta tematiche molto interessanti, mentre non approvo assolutamente le modifiche genetiche al cibo ( odio gli OGM e le compagnie che li producono) e questo libro mostra bene l'abisso di avidità , ...continue

    Affronta tematiche molto interessanti, mentre non approvo assolutamente le modifiche genetiche al cibo ( odio gli OGM e le compagnie che li producono) e questo libro mostra bene l'abisso di avidità , distruzione e meschinità assoluta che vi sta' dietro quando queste modifiche sono in mano ad aziende senza morale ne scrupoli, insomma un romanzo monito verso le infiltrazioni di queste lobby del cibo che vogliono imporsi per dominare il nostro bisogno primario di nutrirci , lobby che tentano di avere il monopolio di ciò che la natura distribuisce gratis a tutti ed in abbondanza, lobby parassite e distruttrici, se potessi le spazzerei dalla faccia della terra subito! Va bè ...o perso il filo del discorso...
    D'altra parte c'è anche la genialità di singoli uomini che da soli scoprono un mondo genetico umano da ...
    Insomma per quel che mi riguarda cibo sano e naturale per esseri umani geneticamente modificati in meglio sarebbe di mio gran gradimento !
    Ci sono anche altre tematiche nel romanzo , ma a me hanno colpito queste più di tutto ...sarà che ultimamente mi ci imbatto spesso nelle letture che scelgo...
    Bel romanzo...!

    said on 

  • 5

    Paolo Bacicalupi è l'autore di uno di quei libri che ha unito la critica internazionale, vincitore nel 2009 di tutti i premi sci-fi statunitensi (in primis il Nebula e l'Hugo) finanche ad arrivare a f ...continue

    Paolo Bacicalupi è l'autore di uno di quei libri che ha unito la critica internazionale, vincitore nel 2009 di tutti i premi sci-fi statunitensi (in primis il Nebula e l'Hugo) finanche ad arrivare a fare incetta dei corrispettivi europei (francesi e tedeschi in primis) e del Seijun nipponico, come effetto collaterale si ha quindi quello di aspettarlo al varco con ancor più attenzione rispetto ad opere che spesso partono con pretese minori.

    Fortunatamente non bisogna rispolverare l'immagine profetizzante de "Il buono, il brutto e il cattivo" del "[..] quelli grande e grossi [..] quando cadono fanno più rumore", perché il romanzo merita ampiamente i premi vinti, e si è dimostrato una lettura soddisfacente anche e soprattutto per i vari livelli interpretativi.

    Ad onore del vero l'inizio si è dimostrato difficile, eccessivamente rarefatto, e volubile, in verità celava l'intento da parte dell'autore di svelarci i complessi retroscena di questo mondo tramite le azioni in media res dei personaggi.

    E' infatti l'universo l'arma vincente di questo romanzo, una visione distopica di tutto rispetto che si fonda su un mondo in balia di una genetica non più sotto il controllo dell'uomo, è un mondo dove l'essere umano ha perso la conoscenza del "seme naturale", inteso come semenza biologica, ormai distrutto da virus che si evolvono ad una velocità impressionante. La battaglia dell'uomo si trova nel cercare di essere sempre un passo avanti rispetto alla nuova mutazione. E' un mondo in balia del dissesto ambientale, dell'innalzamento delle acque, ma che non ha perso, ma anzi aumentato e estremizzato, le estremizzazione ideologiche dell'individuo umano, razzista, xenofobo, che auspica al massacro di chi è diverso, o detto in maniera politicamente corretto alla conservazione del proprio limitato universo all'interno dei propri confini.

    Se William Gibson nel suo universo tecnologico aveva promosso un pout pourri sociale con intenti evolutivi, e quindi positivi, la misantropia che emana il romanzo di Bacigalupi è latente, ma si accresce nel proseguimento delle vicende dei protagonisti, Anderson, agente della potentissima AgriGen alla continua ricerca delle "banche dei semi naturali" e disposte a stravolgere ogni identità nazionale, Hock Seng, un sopravvissuto alla follia etnica della Malasia, Kanya, taciturna soldatessa disposta a fare il doppio gioco pur di vendicarsi delle ingiustizie subite da bambina, Jaidee, idealista difensore degli ideali di rettitudine, ma per questo razzista, feroce e spietato, ed infine Emiko, una Neo persona, una ragazza meccanica nata per servire l'uomo, la quale per differenziarla dagli esseri umani viene dato un movimento sincopato, una specie di andamento "a passo uno".

    Emiko subirà torture indicibile, anelerà alla libertà e proprio questo riuscirà a dare il via ad uno stravolgimento della labile stabilità creata in un paese come la Thailandia, vivisezionato e rappresentato con estrema capacità da parte dell'autore, che riesce a farci arrivare intatta la sua poliedrica energia frutto di una sinergia tra tradizione e volontà di innovarsi che spesso risiede nella capacità di accettare o meglio di far convivere mille facce diverse.

    L'autore mischia le istanze, e gli intenti dei protagonisti, spesso come risultato di nuovi adattamenti alle nuove esigenze andatesi a creare; questa caducità e fragilità è quindi ancor più esemplare se la si relaziona ad un mondo che è in bilico sulla autodistruzione, ma che nemmeno in questo stato smette di inseguire ideali, anche se al più significano morte, e distruzione.

    Il paragone con Gibson e la sua trilogia dello Sprawl è quindi ancora valido se si prende in considerazione il frutto altro rispetto all'uomo, Invernomuto e Neuromante, da una parte, mentre qui Emiko. Se le due forme cibernetiche erano intelligenze aliene, e quindi esistono e tendono a vivere al di fuori delle dinamiche umane, Emiko pare invece la quintessenza dell'animo umano, un animo non reso incancrenito dal dissesto ambientale, dalla continua violenza, e dall'apatia perseverante. L'impressione è quella sì di una evoluzione, ma come dell'unica evoluzione possibile, o meglio di un cambio razziale, un soppiantare l'homo sapiens sapiens.

    I personaggi sono decisamente ben caratterizzati, dicotomici, diavoleria e santità convivono perfettamente, e trovano la loro perfetta epitome in Kanya, la donna che combatterà per chi ha distrutto la sua famiglia.

    La scrittura si dimostra complessa e articolata, in un buon equilibrio tra paratassi e ipotassi, buone le fasi introspettive, e la capacità di descrivere con mordente e efficacia la violenza della degenerazione e i dilemmi esistenziali, si nota come l'autore non si auto-impone delle censure preventive nell'affrontare temi e situazioni delicate, cosa che garantisce una freschezza di immagini e di situazioni narrate difficilmente riscontrabili in opere contemporanee.

    Ahimè da notare alcuni catastrofici orrori da parte dei traduttori, tipo "l'acqua che bollisce".

    said on 

  • 4

    Che esordio!

    La Ragazza Meccanica è stato il romanzo d'esordio di Paolo Bacigalupi (americano di origini chiaramente italiane), che, nel 2010, si è aggiudicato nell'ordine i premi Hugo, Nebula, Locus, e Campbell; ...continue

    La Ragazza Meccanica è stato il romanzo d'esordio di Paolo Bacigalupi (americano di origini chiaramente italiane), che, nel 2010, si è aggiudicato nell'ordine i premi Hugo, Nebula, Locus, e Campbell; mica pizza e fichi.
    Si tratta di un romanzo di fantascienza distopica, ambientato in una Thailandia rimasta una delle poche oasi più o meno felici in un quadro mondiale estremamente caotico a causa dell'esaurimento dei combustibili fossili e della comparsa di una serie di virus, creati in laboratorio dalle multinazionali del settore biotech, virus responsabili di devastanti pandemie che hanno falcidiato buona parte l'umanità e che hanno inoltre provocato l'annientamento di buona parte delle colture agrarie nonché della fauna d'allevamento (scenario per me possibilissimo, visto l'attuale andazzo delle umane cose).
    Tutto ciò ha provocato il collasso dell'ordine mondiale come noi lo conosciamo, le uniche strutture in grado di reggere al caos sono state, per l'appunto, le multinazionali del biotech o compagnie caloriche come vengono definite nel romanzo, in quanto, grazie all'ingegneria genetica, possono creare specie transgeniche autosterili in grado di resistere ai virus che hanno decretato la scomparsa delle colture tradizionali, governando di fatto la Terra grazie al monopolio delle risorse nutritive.
    Su questi presupposti l'autore ha imbastito una trama credibilissima, fluida ed avvincente con un finale quasi visionario, certo c'è qualche piccolo difetto altrimenti le stellette sarebbero state cinque, ma comunque è un libro consigliatissimo.
    Da sottolineare l'eccellente lavoro che l'autore ha fatto nel rendere le diverse sfumature sociologiche e culturali delle tante culture asiatiche descritte nel romanzo (thai, cinesi, malesi e giapponesi) ed a proiettarle in maniera plausibile nel futuro distopico da lui immaginato, veramente bravo.
    Unico neo è la copertina veramente brutta, che se non sbaglio è quella dell'edizione tedesca, quella originale è tutta un'altra cosa.

    said on