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The Woman in White

By

Publisher: Random House USA Inc

4.1
(969)

Language:English | Number of Pages: 672 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , French , Italian , Spanish , Catalan , Chi simplified , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 0375759069 | Isbn-13: 9780375759062 | Publish date:  | Edition Modern Lib

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , Audio CD , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
Generally considered the first English sensation novel, The Woman in White features the remarkable heroine Marian Halcombe and her sleuthing partner, drawing master Walter Hartright, pitted against the diabolical team of Count Fosco and Sir Percival Glyde. A gripping tale of murder, intrigue, madness, and mistaken identity, Collins’s psychological thriller has never been out of print in the 140 years since its publication. Anne Perry writes in her Introduction to this Modern Library Paperback Classic (set from the “New Edition” of 1861), “[The Woman in White] has lasted, to our great pleasure, because it is superb storytelling about people who engage our minds and our imaginations.”
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  • 5

    Adoro i romanzi vittoriani e “La donna in bianco” non mi ha di certo deluso! Ci sono proprio tutti gli ingredienti per tenere incollato il lettore alle sue pagine dalla prima all’ultima parola. Da leg ...continue

    Adoro i romanzi vittoriani e “La donna in bianco” non mi ha di certo deluso! Ci sono proprio tutti gli ingredienti per tenere incollato il lettore alle sue pagine dalla prima all’ultima parola. Da leggere sicuramente! Unico consiglio: prevedetene la lettura in un lungo week end piovoso in cui non avete proprio nient’altro da fare perché staccarsene è davvero difficile!

    said on 

  • 4

    Una storia raccontata in modo superbo. Mai noioso, mai scontato. Anche se è stato scritto molto tempo fa è ancora modernissimo. Una piacevole lettura. Consigliatissimo.

    said on 

  • 4

    A tanti anni di distanza dalla prima lettura, la rilettura di questo capolavoro del mistery regge. Abbastanza. Devo dire che non me lo ricordavo così prolisso: in effetti almeno per il primo terzo è p ...continue

    A tanti anni di distanza dalla prima lettura, la rilettura di questo capolavoro del mistery regge. Abbastanza. Devo dire che non me lo ricordavo così prolisso: in effetti almeno per il primo terzo è piuttosto verboso, ma questo dipende anche dai personaggi.

    La storia – un tristo complotto ai danni di una giovane ereditiera, con misteriose presenze, rapimenti, scambi di persona e tutto l’armamentario del sensation novel vittoriano – è infatti narrata a più voci, come se i vari personaggi fossero i testimoni di un processo nel quale ognuno dà conto degli eventi di sua conoscenza. L’autore è veramente efficace nel dare voce alle diverse anime di questa storia, usando stili diversi che ne mettono in risalto le varie personalità.

    Non ricordo neanche se in origine avevo provato la fortissima antipatia che ho provato adesso per il personaggio di Laura Fairlie, una insulsa piagnucolosa gattamorta di ereditiera, le cui masochistiche (e deliberate) decisioni sono il punto di partenza di tutta la storia.

    Non vorrei condizionare le impressioni di qualcuno, ma veramente penso che neanche l’autore avesse tanto in simpatia Laura Fairlie – “that poor, flimsy blonde” – visto anche che per quasi tutto il tempo è indisposta, in lacrime, ammutolita o svenuta. E con tutto ciò, riesce a far ammazzare di lavoro tutti gli altri per salvarle di volta in volta la pelle, la fortuna o la sanità mentale. Grazie al cielo e a Collins, la sua voce non la sentiamo mai.

    Per fortuna c’è Marian, la sorellastra brutta: leale, acuta e indomabile, non risparmierà alcuno sforzo per aiutare la parassitica sorella (che per qualche inspiegabile motivo adora) e contrastare I suoi nemici. Dopo due pagine di presentazione di Marian, risulta chiaro perché Collins l’ha dovuta fare non dico passabile, non dico scialba, ma proprio brutta: in caso contrario la sorella non avrebbe avuto neanche una possibilità.

    Sorvolo sullo spasimante di Laura, il devoto e coraggioso Robert Hartright (il nome dice tutto), responsabile tra l’altro di buona parte della verbosità iniziale del libro. Funge soprattutto, da un certo punto in poi, da uomo d’azione. Se non fosse stata l’epoca vittoriana, in cui le donne non avevano molta libertà di movimento (che poi dipende: quando Collins ha voluto creare delle spregiudicate eroine, l’ha fatto eccome) avrebbe risolto tutto Marian e del buon Robert non avremmo mai sentito parlare.

    Sir Percival, avido, ringhioso e patetico cattivo di second’ordine, si sorvola ancora meglio, per andare a sbattere direttamente sul personaggio più memorabile del libro, il mitico, unico, gigantesco, incommensurabile, inimitabile Conte Fosco, subdolo e affascinate genio del male. Tra Sir Percival e il conte Fosco c’è lo stesso rapporto che fra Don Rodrigo e l’Innominato: uno pensa che Don Rodrigo sia pericoloso, fino a che non conosce l’Innominato. Ma il Conte Fosco ha il vantaggio di non convertirsi mai, perciò mantiene il suo malefico fascino fino alla fine. La “testimonianza” del Conte Fosco è naturalmente tra le parti più divertenti del libro, per la sua esuberanza, per la sua magniloquenza, per il suo spirito acuto e gioviale, che a malapena celano un’intelligenza spietata e manipolatrice.

    Potrei dilungarmi all’infinito sul Conte Fosco, ma non posso dimenticare lo zio Fairlie. Mr. Fairlie è il personaggio più simpatico, suo malgrado, di tutto il libro (vorrei citare alcuni suoi passaggi ma potrei essere accusata di apologia dell’egoismo). Nonostante sia invariabilmente descritto da tutti gli altri come un miserabile egoista che sotto il pretesto della sua “ipersensibilità” e “delicatezza” pensa sostanzialmente ai comodi suoi, si capisce che è il cocco dell’autore: Collins deve essersi divertito un mondo a raccontarlo, e riesce a comunicarci questa segreta simpatia anche attraverso le parole disgustate degli altri personaggi. E’ un vero gioiello di caratterizzazione, e nonostante io ritenga che Collins sia ben capace di creare personaggi credibili, qui deve aver rubato qualche trucco del mestiere al suo amico Dickens.

    Poi c’è naturalmente la Donna in bianco, la elusiva, evanescente, inquietante figura che dà il titolo al romanzo. Su di lei non posso dire assolutamente niente, pena spoiler clamorosi. Lei sì, era proprio come la ricordavo… la chiave di tutto il mistero.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    dalla quarta di copertina :
    Il romanzo comincia con il protagonista Walter Hartright, un insegnante d’arte, che passeggia di sera nella strada fra Hampstead e Londra. Durante il tragitto fa il suo inc ...continue

    dalla quarta di copertina :
    Il romanzo comincia con il protagonista Walter Hartright, un insegnante d’arte, che passeggia di sera nella strada fra Hampstead e Londra. Durante il tragitto fa il suo incontro per la prima volta con la donna in bianco: una figura di donna in stato di angoscia, vestita di bianco, diretta a Londra.
    Un pò di tempo dopo, Hartright si reca presso una famiglia a nord di Limmeridge, dove ha trovato lavoro come maestro di disegno per i residenti della casa. Qui fa la conoscenza di Laurie, una ragazza bella e dai modi raffinati che somiglia incredibilmente alla donna in bianco. Walter e Laurie stringono subito un’amicizia che col passare del tempo si tramuta in un sentimento d’amore. La ragazza tuttavia è già promessa in sposa ad un altro uomo, Percival Glyde.
    Hartright, incuriosito dalla somiglianza di Laurie con la donna in bianco, cerca di andare più a fondo nella vicenda: scopre così che il nome della donna è Anne Chaterick e che la ragazza era stata presa in affidamento dal padre e la madre di Laurie, per poi essere però spedita in manicomio sotto pressione proprio di Percival Glyde.
    I due intanto si sposano, ma Glyde ha un secondo fine: un suo conoscente, il malvagio conte Fosco,a conoscenza delle difficoltà finanziare di Glyde, lo invita a far firmare a Laurie un documento che gli consentirebbe di appropriarsi della dote della facoltosa Laurie.
    Anne Chaterick, dal manicomio, sembra saperne di più e vorrebbe mettere in guardia Laurie sulla pericolosità di Glyde e Fosco, ma muore a causa di un brutto male prima di riuscire a contattarla.
    Fosco e Glyde così escogitano un piano ancor più malevolo: drogano Laurie e la collocano in manicomio come Anne, mentre la donna realmente defunta viene spacciata per Laurie.
    La sorella di Laurie, Marion, viene a scoprire l’inganno e lo comunica a Walter, il quale è ora più che mai intenzionato a salvare Laurie e a sposarla. Emerge che Anne Chaterick era figlia del padre di Laurie, questo il motivo della somiglianza, e che Glyde era un figlio illegittimo, che non avendo diritto all’eredità di immobili e titolo era intenzionato a liberarsi delle due sorelle per assicurarsi la loro dote. L’epilogo della vicenda è sorprendente e da leggere fino alla fine.

    said on 

  • 4

    un bel romanzo gotico

    Nonostante la mole non indifferente, si legge molto piacevolmente questo romanzo gotico, scritto da un autore, sconosciuto ai più, dell'età vittoriana, amico di Dickens. Personaggi, ben costruiti, no ...continue

    Nonostante la mole non indifferente, si legge molto piacevolmente questo romanzo gotico, scritto da un autore, sconosciuto ai più, dell'età vittoriana, amico di Dickens. Personaggi, ben costruiti, non banali, che riescono sempre a sorprenderti. Atmosfere alla "Cime tempestose"

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  • 4

    Quattro stelline e 1/2

    In una notte londinese, una misteriosa dama vestita di bianco si materializza per la prima volta al fianco del giovane Walter. Chi è questa donna? Da dove viene? Cosa vuole da lui?

    Il libro è corposo, ...continue

    In una notte londinese, una misteriosa dama vestita di bianco si materializza per la prima volta al fianco del giovane Walter. Chi è questa donna? Da dove viene? Cosa vuole da lui?

    Il libro è corposo, ricco di intrighi e di segreti da scoprire, di fanciulle da salvare, di cattivi da punire, di giustizie da ripristinare.

    È un romanzo molto ben costruito in cui dominano i tradizionali elementi dello stile gotico.

    Consigliato a chi ama il genere.

    said on 

  • 4

    Ottima lettura. Era da tempo che non trovavo un libro che mi tenesse incollata alle pagine e su cui fare mille congetture sulla trama (tutte smentite).
    Quasi 700 pagine che filano via in un soffio co ...continue

    Ottima lettura. Era da tempo che non trovavo un libro che mi tenesse incollata alle pagine e su cui fare mille congetture sulla trama (tutte smentite).
    Quasi 700 pagine che filano via in un soffio con personaggi splendidamente caratterizzati e un "cattivo" che che più cattivo e viscido non si puo' ma che ipnotizza col suo fascino perverso al punto che alla fine quasi quasi ti dispiace che faccia la fine che fa.
    Splendida e fortissima la figura femminile di Marian, una vera donna con gli attributi in un epoca in cui le donne era richiesto solo di essere anime sensibili e con lo svenimento facile.
    Carina anche l'idea di impostare il racconto come una serie di testimonianze in cui ne vengono inserite alcune "ad hoc" per confondere le idee al povero lettore.
    Assolutamente consigliato

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Questa è la storia di quel che la pazienza di una donna può sopportare, e che la determinazione di un uomo può ottenere...

    La donna in bianco è un romanzo di Wilkie Collins,pubblicato nel 1859 a puntate sulla rivista All the year round di Charles Dickens.
    Si tratta di un magnifico esempio di feuilleton d'epoca,che fu capa ...continue

    La donna in bianco è un romanzo di Wilkie Collins,pubblicato nel 1859 a puntate sulla rivista All the year round di Charles Dickens.
    Si tratta di un magnifico esempio di feuilleton d'epoca,che fu capace di appassionare moltissimi lettori che aspettavano con ansia di leggere il continuo della storia.
    La storia inizia con Walter Hartright,giovane maestro di disegno di Londra,che inizia a raccontare una storia,sotto forma di testimonianza in un tribunale. Tutto il romanzo infatti è contemplato come una sorta di indagine,ogni parte della storia totale viene raccontata da una persona diversa,quella che ha assistito in prima persona agli eventi narrati.
    La storia inizia con l'arrivo di Walter a Limmeridge House,dove dovrà insegnare alle due giovani signorine di casa,Marian e Laura.
    L'evento scatenante di tutto sarà la comparsa di una misteriosa donna,vestita completamente di bianco,che sembra conoscere un segreto che potrebbe rovinare la vita al futuro marito di Laura.
    Da quel momento in poi,tutti gli avvenimenti che seguiranno saranno tutti conseguenza della comparsa di questa donna,che col suo ritorno potrebbe portare a galla un terribile segreto rimasto sepolto per decenni...
    Le oltre 700 pagine del romanzo sono letteralmente volate via! Questo libro dalla mole piuttosto consistente si lascia leggere talmente velocemente da ritrovarsi catapultati alla fine della storia senza neanche sapere come! Nonostante si tratti di un classico,lo stile è così scorrevole da rendere la lettura un vero piacere; le dettagliate descrizioni di Londra,dei personaggi e delle affascinanti ambientazioni rendono tutta la storia molto più reale e permettono al lettore di immergersi totalmente nel romanzo!
    La trama è ricca di particolari,ricca di personaggi,tutti molto ben caratterizzati,e satura di colpi di scena. La narrazione non ha mai un punto morto,a ogni capitolo troviamo qualche colpo di scena che ribalta totalmente la storia.
    Fondamentalmente è una mistery novel,l'intrigo e il mistero sono i suoi punti forti,insieme ad un segreto che solo alla fine verrà svelato,dopo mille peripezie da parte dei protagonisti.
    I personaggi sono molti,ma ognuno di loro è perfettamente caratterizzato dall'autore, specialmente i personaggi principali,come Walter,Marian e il Conte Fosco che sono sicuramente quelli meglio riusciti.
    Ho apprezzato moltissimo il personaggio di Marian,per la prima volta in un romanzo risalente al passato mi sono trovata a leggere di una donna forte,dal carattere indipendente che tentava di ribellarsi alle convinzioni del tempo e interagiva con gli uomini quasi allo stesso livello.
    L'espediente di narrare la storia attraverso la voce di vari personaggi,come se ci trovassimo in un aula di tribunale,è davvero molto interessante ed originale! Inoltre è anche ben riuscita,infatti le varie parti sono perfettamente equilibrate,la scelta di narrare la storia in questo modo permette di avere un quadro più completo della storia e rende più affascinante il mistero che la circonda.
    Questo è uno di quei romanzi da leggere almeno una volta nella vita,da assaporare lentamente,specialmente per chi ama i classici!

    said on 

  • 4

    Una inagotable novela de misterio, maravillosamente escrita por el Sr. Collins, que atrapa al lector y no le suelta hasta el final.

    Uno de sus principales aciertos es la forma en la que está narrada. ...continue

    Una inagotable novela de misterio, maravillosamente escrita por el Sr. Collins, que atrapa al lector y no le suelta hasta el final.

    Uno de sus principales aciertos es la forma en la que está narrada. El autor nos cuenta una compleja historia a través de múltiples personajes, más o menos implicados, de forma que el lector es el único conocedor absoluto de la narración.

    Otro acierto es la historia en si misma. Es compleja, sin resultar densa o aburrida. Y sobretodo es imprevisible. Cuando empiezas a vislumbrar como va a terminar, de repente Collins da un giro y descubres algo nuevo que hace que cambies tu visión de la narración. Y el final, aunque en el fondo te lo esperas, no decepciona, ya que lo ves como una justa recompensa del autor a sus lectores.

    Y sin embargo, también veo un pequeño fallo en la manera, en la que el autor nos cuenta la historia: el rodeo innecesario a la hora de contar cualquier cosa. Esto ocurre, sobre todo en la parte narrada por el protagonista, Walter, en el que hay páginas llenas de descripciones, más o menos vanas, sobre sus emociones o percepciones, muy pesadas y aburridas. Y aún con todo, el libro no me ha resultado lento.

    Resumiendo, la dama de blanco es una obra maestra del género del suspense, que sorprende tanto por su historia, como por la manera de contarla. Y que, aunque haya partes más o menos pesadas o previsibles, consigue recuperar el ritmo rápido y terminar satisfactoriamente.

    said on 

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