The Woman in White

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Publisher: Pearson Education (Penguin Readers, Level 6)

4.1
(1045)

Language: English | Number of Pages: 95 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , French , Italian , Spanish , Catalan , Chi simplified , Portuguese , Dutch

Isbn-10: 140588276X | Isbn-13: 9781405882767 | Publish date: 

Anne Collins

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , Audio CD , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
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  • 4

    Un romanzo che ha davvero tutti gli elementi per irretire il lettore, ed è scritto benissimo, anche per il lettore di oggi. Le stelle sono 4 e non 5 perchè, se all'inizio sguazzavo piacevolmente nelle ...continue

    Un romanzo che ha davvero tutti gli elementi per irretire il lettore, ed è scritto benissimo, anche per il lettore di oggi. Le stelle sono 4 e non 5 perchè, se all'inizio sguazzavo piacevolmente nelle sue lungaggini (l'autore è verbosissimo) giudicandole un pregio anzichè un difetto visto che la storia è bellissima, verso la fine ho cominciato ad accusare un pò di stanchezza e a desiderare che l'autore non la facesse poi così lunga, dopotutto. Sono pur sempre 745 pagine..

    said on 

  • 4

    Voto: 4.5

    Il mio primo romanzo di Wilkie Collins su cui, devo ammetterlo, avevo pochissimi dubbi: come potevo rimanere delusa da un così intimo amico di Dickens?? ;)

    Infatti ne sono rimasta subito aff ...continue

    Voto: 4.5

    Il mio primo romanzo di Wilkie Collins su cui, devo ammetterlo, avevo pochissimi dubbi: come potevo rimanere delusa da un così intimo amico di Dickens?? ;)

    Infatti ne sono rimasta subito affascinata e la trama mi ha letteralmente rapita: il protagonista Walter, giovane insegnante di disegno, in una buia serata londinese farà un incontro che gli cambierà la vita; una donna vestita di bianco, sconcertata e impaurita, lo porterà a vivere una misteriosa avventura, a tratti anche pericolosa, che avrà un risvolto tutt'altro che semplice e banale. Quello che all'inizio sembra un incontro del tutto casuale, dopo la partenza di lui verso Limmeridge House per un incarico lavorativo, si rivelerà essere una coincidenza improbabile, o ancora un gioco del destino?! Walter troverà l'amore ma non sarà così semplice viverlo.

    Sono molti i punti di forza del romanzo e parto ovviamente dall'intreccio creato dalla mente geniale di Collins: sempre ricordando che rientra nella categoria feuilleton la trama presenta ovviamente quei punti deboli, come le ripetizioni o la prolissità, che caratterizzano il genere ma in questo caso vengono surclassati e dimenticati da un intreccio accattivante e originale, non c'è solamente il semplice mistero della donna in bianco perchè a questo qui se ne intrecciano molti altri, è una trama ingarbugliata che stuzzica la curiosità del lettore con rivelazioni e colpi di scena spesso imprevedibili.

    Altro punto di forza sono i personaggi del romanzo, soprattutto alcuni su cui la penna dell'autore si è concentrata maggiormente, sto parlando di Marian e il Conte Fosco. Queste due personalità sono sicuramente le meglio riuscire: Miss Halcombe è quella che, ci scommetterei, tutti avrebbero voluto come vera protagonista ma purtroppo le viene assegnato il ruolo di sorellastra brutta di lady Glyde, già dal primo incontro con Walter non si può non parteggiare per lei, intelligente e acuta, forte e indipendente, è leale alla sorella verso cui prova un amore sconfinato e quando la situazione diventa critica è lei che mostra il carattere e prende le redini in mano, una donna capace di tener testa a qualsiasi uomo.
    E poi c'è il Conte Fosco, il vero cattivo della situazione, è intelligente e sagace, razionale e spietato, è il vero antagonista a cui Sir Percival fa un baffo, è l'architetto usato da Collins. Ha una personalità affascinante nonostante la mole imperiosa, con la sua parlantina cattura molti personaggi, è capace di tutto ma lo nasconde molto bene...la nostra Marian riuscirà a non cadere nelle sue grinfie?
    Infine ci sono tutti gli altri personaggi, sicuramente ben caratterizzati ma che non reggono il confronto con i primi due: Walter fa la parte dell'eroe e del salvatore di tutto rispetto ma è assente in tutta la parte centrale e altri prendono il sopravvento; Laura, lady Glyde, è la tipica donna di epoca vittoriana (poteva mai mancare?) senza carattere, di un'utilità pari a zero, che trascorre il suo tempo a lamentarsi, a piangere e a svenire; infine Sir Percival, quello che Collins in apparenza ci fa credere sia il cattivo, è sì subdolo (non vi dico quanto sia stato capace di attirare la mia ira) ma troppo umorale, un personaggio che sono certa attirerà l'antipatia di molti.

    Lo stile dell'autore è un'altra cosa che non si può non sottolineare: è certo che per intrattenere ma soprattutto non annoiare il lettore per quasi ottocento pagine oltre alla trama ci deve essere qualcosa in più ed ecco che Collins mette in campo una prosa accattivante e fluida che ti trasporta nelle sue pagine che sono tante ma che volano via in un soffio.

    Posso dimenticare infine la struttura del romanzo? Secondo me è geniale e originale anche questa caratteristica: un romanzo a più voci che viene sviluppato come se ogni singolo personaggio desse la propria testimonianza dei fatti, ho trovato magnifico Collins nel districarsi tra i vari registri e le varie personalità.

    Le mie uniche rimostranze vanno alla parte conclusiva: le ultime centocinquanta pagine sono le più noiose dell'intero romanzo, ormai svelata tutta la verità Collins si dilunga in particolari che potevano essere tralasciati e cade nel banale allungando troppo il brodo, ma come ho detto in precedenza il romanzo, con pregi e difetti, è anche figlio della sua epoca.

    "Gli uomini! Sono loro i nemici della nostra innocenza, della nostra serenità - ci rubano all'amore dei nostri genitori, all'amicizia delle nostre sorelle - ci rubano l'anima e il corpo, e incatenano le nostre vite alle loro, come incatenano un cane alla cuccia! E che ci danno in cambio, nel migliore dei casi?"

    said on 

  • 2

    In realtà 2.5, ma una stella la dedico al Conte Fosco e a Marian!!

    Credo che, dopo aver messo in luce i meriti obiettivi del libro (e ce ne sono, giuro!), dopo SETTECENTOTTANTA lunghissime pagine, io ...continue

    In realtà 2.5, ma una stella la dedico al Conte Fosco e a Marian!!

    Credo che, dopo aver messo in luce i meriti obiettivi del libro (e ce ne sono, giuro!), dopo SETTECENTOTTANTA lunghissime pagine, io mi sia meritata il diritto di parlarne un po' male :D

    Dunque, dicevo, i meriti obiettivi del libro:
    - La scrittura di Collins (che ahimé, è anche tra i "No Maria, io esco"): evocativa, 'pulita', accattivante
    - Marian: Diamine, sì! Vogliamo più Marian e meno di quella decerebrata di Laura.. Marian è un personaggio ESTREMAMENTE positivo perché è intelligente, perché sa il fatto suo, perché pur essendo una 'signora' nel momento del bisogno non si tira indietro di fronte al lavoro manuale e soprattutto, povera anima, è troppo buona (E DAGLI UN CAZZOTTONE A QUELLA DEFICIENTE!). Ahimé di nuovo, la personalità cattiva di Collins anche qui è riuscita a prendere il sopravvento e ha svaccato il tutto (sì, sì, ora vi dico tutto).. Maledettoh Collins cattivo!
    - Il conte Fosco: al di là che gli inglesi probabilmente pensa(va)no che gli italiani siano un popolo di buzzurri attaccabrighe invischiati nelle peggiori attività criminose che l'uomo possa architettare, personaggio EGREGIO. Cattivo, ma intelligente. Spietato, ma geniale. Insomma, evviva i personaggi che non ragionano con il loro sistema umorale (eh Percival? Ti senti fischiare un po' le orecchie?) e che sanno sfruttare al meglio ogni situazione. Sì, ok, tecnicamente è un criminale, ma di fronte alla piaga dell'umanità aka LAURA, secondo me tutto è permesso!!!
    - Alcuni passaggi meritevoli: La donna in bianco è considerato un po' il capostipite del romanzo poliziesco e devo dire che ci sono dei momenti di suspense, di "WOAH" e di generale "Ben fatto, Wilkie!" che meritano di esser letti. La definizione del criminale da parte del Conte Fosco è una scena incredibile, l'ho riletta tre volte! (Vabbè, l'ho detto io, che il Conte è il top!! :D)

    **** Per chi ama il romanzo Ottocentesco, la recensione può finire qui.. Ora la parte cattiva di me (Wilkie, che dilettante che sei!) prende il sopravvento****

    ALLORA.
    Inizierei con il lamentarmi delle SETTECENTOTTANTA pagine citate pocansi: sono obiettivamente troppe. Provo a comprendere la forma originale a puntate ma è più forte di me: la noia, a parte qualche momento di brio, ha regnato sovrana insieme all'insofferenza. Purtroppo Collins mi ha dato la conferma definitiva che il romanzo dell'Ottocento, con notevoli eccezioni che possiamo contare però sulle dita di un bradipo, non faccia proprio per me; nessun rimpianto da ambo le parti, spero, conservo sempre dei bei ricordi di te, sappilo :')

    Poi.. La cosa che mi ha messo più prurito di tutte in assoluto: LAURA. Laura il budino umano (© Ila :D), quella che quando distribuivano la spina dorsale era troppo impegnata a frignare e a respirare ossigeno destinato a persone più meritevoli di lei; Laura che probabilmente finisce dritta dritta nella Top ten dei personaggi più fastidiosi e detestabili della storia della Letteratura (ma cara, sei in ottima compagnia tranquilla!)... Insomma, un personaggio così negativo come non si vedeva da secoli!
    Laura è - MA DAI! - bellissima, stupendissima e tanto, tanto tanto LEVISSIMA. La solita bella ma idiota per capirci, che passa il suo tempo a piangere, a svenire, a rompere le balle al mondo a crogiolarsi nei suoi dolori perché "NGUEEEEEEE sono piccola e nera e devo pagare per tutti i miei peccati e per quelli dell'umanità, solo io posso farlo!"
    L'ho odiata dalla prima all'ultima pagina e mi ha esasperato a tal punto che oltre alle solite badilate sulla nuca che avrei voluto darle, mi ha portato a fare il tifo per quell'inetto di Sir Percival - altro personaggio sinceramente emblematico dal punto di vista dell'intelligenza, diciamocelo.
    Ecco, questa sottospecie di caricatura femminile io a Wilkie proprio non l'ho perdonata. Soprattutto perché ovviamente il nostro bel protagonista dal cuore d'oro si innamora di lei senza che nessuno di abbia avuto il tempo di dire "Ehi ce lo vedrei con Marian": la scelta civica più sensibile (nel senso: ma mica vorrai far riprodurre quell'invertebrato così che la sua prole infesti il mondo??) sarebbe stata quella di Walter & Marian happily ever after, con Laura ad occuparsi delle faccende domestiche.. Tutto lascia presagire al meglio, perché il profilo di Marian (da dietro) è mozzafiato; MA NO, Marian è un cesso (vorrei avere la forza di riportarvi la scena del I incontro tra Walter e Marian, da prendere a pugni Walter per come la descrive!!) e l'ammmmore quello vero può esserci solo con l'angelica Laura. -____-
    (Oh quanto mi ha fatto rosicare la cosa!!!)
    Tutto ciò mi aveva già portato all'esasperazione, ma Wilkie, furbone che non è altro, ha un altro colpo in canna e quindi sfodera IL METAROMANZO, inserendo in una storia 'poliziesca' (... circa, dai!) elementi dal chiaro sapore fantascientifico, buttandola un po' in caciara.
    Mi dispiace MA LA VICENDA NON HA SENSO!!! Si basa su elementi labili, su coincidenze che manco Trenitalia nel mondo dell'utopia riuscirebbe a raggiungere, su "VAI SUPERCAZZOLA, SCELGO TE! Gotta catch 'em all!" e sull'idiozia galoppante dei personaggi, che sono sinceramente tutti troppo RINCOGLIONITI per notare alcunché, anche le cose ovvie al punto da essere imbarazzanti. No, sono tutti lì che giocano alla grande famiglia del mulino felice e che si fanno intortare ripetutamente.. E POI DICI CHE NON FAI IL TIFO PER I CATTIVI!! Almeno loro hanno un minimo di intelligenza da sfruttare..

    Il finale. Oddio che vomito di arcobaleni.

    said on 

  • 4

    "Così è il Mondo,così sono gli Uomini,così è l'Amore.Cos'altro siamo se non fantocci in un teatrino da fiera?Oh,Destino onnipotente tira con gentilezza i nostri fili!Abbi pietà di noi,e dalla nostra scena angusta concedici di uscire a passo di danza."

    Una ragazza (Lady Glide) ricca, ingenua e bellissima; un promesso sposo (Sir Percival) con tanti segreti, che non è quello che sembra; la sorella dell'ereditiera (Marian) coraggiosa, forte e determina ...continue

    Una ragazza (Lady Glide) ricca, ingenua e bellissima; un promesso sposo (Sir Percival) con tanti segreti, che non è quello che sembra; la sorella dell'ereditiera (Marian) coraggiosa, forte e determinata; l'amico dello sposo (conte Fosco) di origini italiane, equivoco, criptico e malvagio; un maestro di disegno (Mr.Walter Hartright) innamorato, che si trasforma in detective, per scoprire la verità e l'inganno perpetrato verso Lady Glide; una misteriosa donna in bianco.
    Questi sono tutti gli ingredienti di una splendida storia, di un classico da leggere e da avere nella propria biblioteca, scritto nel 1800 e considerato l'antesignano dei romanzi polizieschi.
    In questo libro troviamo tanti personaggi e la bravura dello scrittore è quella di averli caratterizzati in maniera spettacolare in tutte le loro qualità e nei loro difetti, altro elemento importante è quello della suspence, il lettore pagina dopo pagina vuole scoprire la verità e questo ti porta a ritagliarsi un momento della giornata per dedicarsi a "La donna in bianco".

    said on 

  • 0

    26.11.2015 Una preghiera. Una domanda. Un'invettiva. Ma per quale cazzo di motivo chi scrive l'introduzione deve anche rivelare il finale del libro? E perché gli editori non la mettono in fondo allora ...continue

    26.11.2015 Una preghiera. Una domanda. Un'invettiva. Ma per quale cazzo di motivo chi scrive l'introduzione deve anche rivelare il finale del libro? E perché gli editori non la mettono in fondo allora? Non è la prima volta che mi capita, loro sempre fanno 'sto scherzo e io sempre ci casco.
    08/12/2015 Beh, che dire… una palla. Certo come ha già scritto qualcuno, non è colpa sua se uno scrittore dell’Ottocento scrive come uno scrittore dell’Ottocento, però… pagine intere per raccontare di lui che si alza e se ne va a dormire. A me sarebbe bastato “Mi alzai e salii in camera mia” . E’ troppo scarno? Beh, io alla fine leggevo solo l’inizio di un paragrafo e se capivo che era una descrizione inutile lo saltavo a piè pari.
    Per il resto si potrebbe intitolare anche “La mentecatta”. Alludendo con questo sia alla dama in bianco che al personaggio secondario (secondario in quanto talmente insulso!) di Laura che viene scambiata con lei. Della prima almeno viene detto da subito che ha un ritardo mentale oltre ad accessi di pazzia. La seconda no, ma a me sembrava ancora più rimbambita della dama in bianco, che almeno qualche iniziativa la prendeva. Ma come sopra: erano altri tempi e le donne dovevano essere deboli e indifese. Per cui anche il ritratto della sorella, che invece è vivace, intelligente, intraprendente (e naturalmente brutta in contrasto alla diafana bellezza di Laura) è, direi, anacronistica se non fosse che il libro è stato effettivamente scritto nell’Ottocento ,quindi è, in realtà, irreale
    La storia è intrigante anche se di quasi 800 pagine ben più della metà sono usate per prepararci al delitto e forse 1/3 dedicate alla ricerca e alla soluzione del mistero. Anche qui mi sembra un po’ troppo facile che a chiunque ci si rivolgesse rispondesse senza domande anche su questioni più che private, ma tant’è erano altri tempi, altri scrittori, altro genere letterario.
    E sì, lo so che sbaglio a giudicare questo libro con il metro di oggi, ma è stato abbastanza deludente.

    said on 

  • 4

    Mi sono divertita nel leggerlo - una storia lunga, possente, piena di colpi di scena, densa. Alcune volte magari un po' ripetitiva, altre quasi timida e innocente... In ogni caso un libro da leggere, ...continue

    Mi sono divertita nel leggerlo - una storia lunga, possente, piena di colpi di scena, densa. Alcune volte magari un po' ripetitiva, altre quasi timida e innocente... In ogni caso un libro da leggere, un thriller che sa di altri tempi ma allo stesso tempo ci fa sorridere e sognare come pochi libri contemporanei sanno fare.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Chi mi chiarisce questo dubbio?

    Sotto quale nome e con quale identità si sposa la nostra eroina con il suo giovane e valoroso eroe poiché il matrimonio avviene prima di essere riuscita a provare la sua vera identità e l'inganno di c ...continue

    Sotto quale nome e con quale identità si sposa la nostra eroina con il suo giovane e valoroso eroe poiché il matrimonio avviene prima di essere riuscita a provare la sua vera identità e l'inganno di cui è stata vittima? Se lo fa con il suo vero nome qualcuno avrebbe obiettato senza dubbio che quella persona è morta. Vice versa non credo che si sarebbe mai sposata usando il nome della persona con cui hanno provato a scambiare la sua identità. Tecnicamente, finché non riesce a dimostrare la sua vera identità penso che un matrimonio sia impossibile. Che ne pensate? E' un esigenza narrativa perché non può nascere un figlio da una coppia convivente e non sposata?

    said on 

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