The Yellow Wallpaper

(Virago Modern Classics)

By

Publisher: Virago Press Ltd

4.0
(167)

Language: English | Number of Pages: 64 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Chi traditional , German , Spanish

Isbn-10: 0860682013 | Isbn-13: 9780860682011 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Softcover and Stapled , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Mystery & Thrillers

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Book Description
Charlotte Perkins Gilman wrenched this small literary masterpiece from her own experience. Narrated with superb psychological skill and dramatic precision, it tells the story of a nameless woman driven mad by enforced confinement after the birth of her child. Isolated in a colonial mansion in the middle of nowhere, forced to sleep in an attic nursery with barred windows and sickly yellow wallpaper, secretly she does what she has to do - she writes. She craves intellectual stimulation, activity, loving understanding, instead she is ordered to her bedroom to rest and 'pull herself together'. Here, slowly but surely, the tortuous pattern of the wallpaper winds its way into the recesses of her mind...
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  • 3

    Tre stelle abbondanti- "Questa carta mi guarda come se SAPESSE che esercita un influsso maligno!"

    Una villa in stile coloniale in aperta campagna. Una vacanza immersa nella natura è proprio ciò che ci vuole ad una giovane donna primipara che ultimamente è così agitata e fa discorsi un po' troppo s ...continue

    Una villa in stile coloniale in aperta campagna. Una vacanza immersa nella natura è proprio ciò che ci vuole ad una giovane donna primipara che ultimamente è così agitata e fa discorsi un po' troppo strani. Ma, insomma, si sa, le donne quando partoriscono soffrono d'isteria ma l'importante è non fare entrare nessuna idea nella loro mente (sic).
    Il marito. John, è medico e pensa di sapere cosa sia meglio ("E’ così difficile parlare con lui del mio caso, perché è così sapiente, perché mi ama tanto.").
    Nulla all'apparenza. Nessuna ragione concreta perchè ci sia una reale sofferenza. Ma il disagio è li dentro; in una nicchia celata e non aspetta altro che di uscire.
    Unav illa. Una stanza ed un orribile carta da parati gialla.
    Un'odiosa carta da parati che diventa ossessione con quei suoi disegni intarsiati che piano piano si animano dando vita a quell'angoscia palpabile.

    Charlotte Perkins Gilman - sociologa, poetessa e scrittrice statunitense. Definita come femminista utopista condusse una vita all'epoca fuori dagli schemi. Il racconto "La carta da parati gialla" fu scritto nel 1890 in seguito alla propria esperienza di depressione post- partum diventando un best- seller della letteratura femminista.

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  • 5

    Breve, brevissimo.. Ma intenso, vivido, agghiacciante: il progredire della follia di una donna, raccontata da lei stessa.. Impressionante!
    La descrizione della terribile carta da pareti è davvero real ...continue

    Breve, brevissimo.. Ma intenso, vivido, agghiacciante: il progredire della follia di una donna, raccontata da lei stessa.. Impressionante!
    La descrizione della terribile carta da pareti è davvero realistica, l'ho visto davanti a me con i miei stessi occhi.. La stanza un qualcosa di claustrofobico e di opprimente, l'angoscia e i timori della donna narrante palpabili.. L'autrice è un genio!

    said on 

  • 5

    Una donna affetta da depressione post partum scivola lentamente nella pazzia sotto gli occhi del marito medico che non vede (si rifiuta di vedere) la realtà e la “cura” malamente.
    Angoscioso, agghiacc ...continue

    Una donna affetta da depressione post partum scivola lentamente nella pazzia sotto gli occhi del marito medico che non vede (si rifiuta di vedere) la realtà e la “cura” malamente.
    Angoscioso, agghiacciante; breve, ma potente. Un racconto straordinario.
    Leggete le belle recensioni di Anina e di asfodelo. Non c’è nient’altro che io possa aggiungere.

    John è un uomo estremamente prosaico. Non ha pazienza con la fede, un intenso disgusto per la superstizione, e sbeffeggia apertamente ogni discorso che riguarda cose che non possono essere percepite o viste e analizzate in calcoli.
    John è un medico, e FORSE – (Non lo confesserei ad anima viva, certo, ma tanto questa carta è inanimata ed è un grande sollievo per la mia mente) – FORSE questo è uno dei motivi per cui non mi riprenderò velocemente.
    Capite, lui non crede che io sia malata!
    E cosa deve fare uno?

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  • 5

    ✰✰✰✰✰ eccellente

    In poco più di venti pagine ci sono un sacco di cose.

    In superficie un racconto quasi gotico.
    In seconda battuta la costrizione del mondo maschile (marito e fratello che non si vede) che vede la donna ...continue

    In poco più di venti pagine ci sono un sacco di cose.

    In superficie un racconto quasi gotico.
    In seconda battuta la costrizione del mondo maschile (marito e fratello che non si vede) che vede la donna come un soggetto da proteggere e guidare a propria discrezione.
    Ci mettiamo anche l’applicazione di un metodo di cura (il marito e il fratello sono medici) non solo sbagliato, ma pure deleterio. Entrambi, il medico e il marito (che qui sono la medesima persona) sottovalutano il male e la donna.
    Nelle mani di una femminista è una conferma di tante battaglie.
    Nella mani di uno psicoanalista è un trionfo di simbologie.
    Per un conoscitore d’inglese è una goduria il testo a fronte.

    Per una lettrice qualsiasi è un gran racconto.

    Il marito dice sempre qualcosa e la moglie obbedisce o tace.
    E’ lui che sceglie la casa e la stanza dove lei dovrà seguire la terapia di assoluto riposo. Lei prova a dire qualcosa, ma viene (dolcemente) zittita. E certamente la depressione la rende ancora più impotente.

    Il racconto a volte si spezza, si frammenta aumentando ancora di più l’effetto del diario tenuto di nascosto dalla protagonista. Diario al quale lei si aggrappa come un rifugio.

    Le descrizioni della carta da parati sono puntuali, tanto che quasi la vediamo e soprattutto impariamo a detestarla. In quella carta ci sono tutti i suoi fantasmi, occhi, sbarre, donne che strisciano e scuotono e tutto varia a seconda della luce, del giorno e della notte.

    Il racconto è in parte di fantasia, ma solo in parte.
    Quando lo pubblicò ne mandò una copia al dottore che l’aveva curata (il marito della finzione) e sembra (dico sembra) che costui abbia ripensato alla validità della terapia.

    23.10.2015

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  • 4

    MA LUI MI VUOLE BENE.TANTO BENE,UN BENA DA ........MORIR!!

    "...non ho mai visto carta peggiore in vita mia:il colore è odioso quasi rivoltante:un giallo cenere sporca stranamente offuscato dalla luce solare che gira lentamente........."

    Ruota intorno a questo ...continue

    "...non ho mai visto carta peggiore in vita mia:il colore è odioso quasi rivoltante:un giallo cenere sporca stranamente offuscato dalla luce solare che gira lentamente........."

    Ruota intorno a questo particolare il racconto(allusivamente autobiografico)di una donna confinata in una grande stanza(la più brutta e male arredata)di una villa di campagna,che il marito,medico,tiene isolata vietandole ogni interesse,per curarla di una depressione.

    In realtà è la descrizione sottile di quanto le costrizioni sessiste,rivestite da un'ipocrita patina di amorevoli cure,possono risultare ancora più odiose e destabilizzanti.

    E' ciò che puntualmente accade anche alla protagonista assillata dalle attenzioni sempre più inibenti del marito.
    L'unico diversivo resta l'odiosa carta da parati".....con quelle fantasie irregolari sgargianti inclini a ogni peccato artistico...."che finirà per trasformarsi nell'alibi di tutte le sue frustrazioni sfociando nella pazzia.

    http://www.youtube.com/watch?v=73XOQa59bQw

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  • 3

    È un racconto brevissimo in cui una donna affetta da depressione scivola lentamente nella follia a causa di una cura errata.
    La protagonista del libro, infatti, viene costretta, dal marito medico, ad ...continue

    È un racconto brevissimo in cui una donna affetta da depressione scivola lentamente nella follia a causa di una cura errata.
    La protagonista del libro, infatti, viene costretta, dal marito medico, ad un riposo forzato e all'isolamento nell'intento di recuperare la salute. L'effetto ottenuto è l'esatto opposto: la donna, praticamente segregata in una stanza con sbarre alle finestre, sviluppa un'ossessione per la tappezzeria gialla che decora la camera: ne osserva i decori da ogni angolazione e con ogni tipo di luce, di notte e di giorno, convincendosi di vedervi il volto di un'altra donna, anch'essa prigioniera.

    È un racconto piuttosto angosciante che denuncia che, anni fa, la sottovalutazione (se non addirittura la negazione) dei sintomi della depressione post-partum potesse portare a conseguenze devastanti per le donne. Nel libro si evidenzia anche la sottomissione della moglie al consorte, sul quale non riesce mai ad imporsi: lei desidererebbe la compagnia dei suoi cugini, ma lui le dice che la presenza della gente la stancherebbe; desidererebbe scrivere il suo diario, ma lui la convince a non farlo; vorrebbe allontanarsi dalla stanza con la tappezzeria gialla, ma lui non ne vede il motivo; vorrebbe che lui non la lasciasse sempre sola, ma il suo lavoro ha la priorità...

    Tre stelle e 1/2.

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  • 3

    Tre brevi racconti al femminile con twist inaspettato a tinte orrorifiche: ci si aggira dalle parti di Du Maurier e Shirley Jackson, con più scioltezza e meno genio. Promosso: 80p li vale sicuramente. ...continue

    Tre brevi racconti al femminile con twist inaspettato a tinte orrorifiche: ci si aggira dalle parti di Du Maurier e Shirley Jackson, con più scioltezza e meno genio. Promosso: 80p li vale sicuramente.

    Il migliore è il più noto,The Yellow Wall-paper, strutturato attorno ad un ossessione e condotto in maniera vincente da una voce narrante peculiare.

    Ad eccezione del brevissimo Old Water mi sfugge però dove si nasconda il tanto lodato elemento femminista.

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  • 3

    La protagonista sta scrivendo un diario, durante i giorni trascorsi in un cottage solitario insieme al marito John, al figlio e alla domestica, momentaneamente affittato in attesa che finiscano i lavo ...continue

    La protagonista sta scrivendo un diario, durante i giorni trascorsi in un cottage solitario insieme al marito John, al figlio e alla domestica, momentaneamente affittato in attesa che finiscano i lavori di ristrutturazione della casa in città. Lei sa di essere malata, e crede di non essere capita ed aiutata da chi ha vicino. La sua malattia la porta ad osservare ossessivamente la carta da parati della camera da letto del cottage affittato: carta gialla, a tratti arancione a tratti ammuffita, vecchia e strappata in alcuni punti, con strani ed ossessivi arabeschi. Una carta odiosa, irritabile, ed ossessiva. Piano piano la protagonista si convince che i disegni nascondino la figura di una donna, racchiusa ed imprigionata, che chiede di essere liberata. E noi lettori seguiamo i pensieri scritti dalla protagonista, a volte sconclusionati a volte ossessivi, non sempre facili da seguire. Infatti, solo leggendo la biografia dell’autrice ho compreso che raccontava la sua personale esperienza di depressione vissuta dopo la nascita della figlia. Era la fine dell’800, in quel periodo ancora non si parlava molto di tali problemi, e il medico le consigliò di abbandonare qualsiasi attività intellettuale. E la sua esperienza la spinse a scrivere libri ed articoli a difesa delle donne e tenere conferenze sui loro diritti.
    Penso quindi che questo libro, molto breve, sia un’importante testimonianza delle difficoltà che a volte le donne devono affrontare nel loro ruolo di moglie e madre.

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  • 5

    La donna è una stanza laida e chiusa a chiave.

    Charlotte Perkins Gilman nel 1892 scrive quello che è, a mio modesto parere, il racconto più importante e significativo per la lotta femminista. Semplicemente, la Gilman trasforma la mente della donna ...continue

    Charlotte Perkins Gilman nel 1892 scrive quello che è, a mio modesto parere, il racconto più importante e significativo per la lotta femminista. Semplicemente, la Gilman trasforma la mente della donna sottomessa in una stanza brutta e obbrobriosa. Considerazione personale: probabilmente è la cosa più bella che ho letto nella mia breve vita di lettore.

    Attraverso uno stile quasi privo di lirismo o di sentimentalismo, dato che non attinge a nessun canone letterario particolare, se non quello delle annotazioni personali, l'autrice racconta in modo diretto, e a tratti incerto, la permanenza di una donna in una stanza appena affittata per tre mesi. La donna è tenuta chiusa in questa stanza perché ritenuta depressa dal marito farmacista. Egli, e tutta la famiglia, la spingono ad una permanenza - che si suppone debba finire prima o poi - in uno stato passivo, dove ella è costretta ad evitare qualsiasi tipo di attività perché dannosa per la propria condizione.

    La stanza è fatiscente, laida, decadente, sporca, imbrattata, obbrobriosa. Eppure, l'unica cosa che ossessiona la donna è la sua stranissima carta da parete gialla che sembra cambiare motivo a seconda dell'angolazione della luce.

    L'autrice in appena una ventina di pagine, infittisce la quasi apatica narrazione di simbologie psicologiche che mi hanno stupito per la genialità.

    La casa è la coscienza femminile, che dà su tutte le alternative di quotidianità, attraverso le sue finestre: la strada, il giardino, la campagna.

    La carta da parati è il malessere della donna a causa della sua condizione, generata dalla presenza di un marito padrone, che si nasconde dietro la maschera di agnellino (non a caso, le annotazioni della donna sono fitte di mielosa riverenza e sottomissione nei confronti del consorte). "Questa carta da parati ha un sub-motivo di una sfumatura diversa, una particolarmente irritante, in quanto puoi notarla solo con certe angolazioni di luce, e non completamente poi."

    E in questo sub-motivo cosa c'è? Una donna. La protagonista ritiene che quella sulla carta da parati non sia una macchia strana, ma una donna che si nasconde dietro le trame giallognole della stessa. Una donna che cerca fino allo stremo di liberarsi da quella condizione di sudiciume che la stessa carta rappresenta. Sudiciume acquisito solo con il tempo. Non a caso, l'autrice mostra come la stanza sia nata come nursery (infanzia), sia diventata una scuola privata e rovinata dai suoi alunni (fanciullezza) e ora si ritrova a fare da cura per la sua "natura" (età adulta). Secondo la protagonista questa donna "alla luce del giorno è pacata, tranquilla", perché non può essere altrimenti. Anche perché "deve essere veramente umiliante essere sorprese a camminare alla luce del sole".

    Eppure il marito, John, e la sorella, Jennie, sono consapevoli di questo deterioramento che non è depressione ma sottomissione. "L'ho scoperto [John] numerose volte a fissare la carta! E anche Jennie. Ho visto Jennie, una volta, che la toccava." Ed è ovvio. Jennie è una donna, ma è più debole. Si è arresa alla sua condizione. Ecco perché anche su di lei la carta suscita orrore, ma è un orrore che ormai riconosce senza che sia imperante.

    Oltre quello di leggerlo assolutamente perché solo così ci si può avvicinare a capire come si sente una donna privata della sua individualità, il mio ulteriore consiglio è di leggerlo in inglese, se potete, perché rende ancora di più: la scelta di usare il verbo "to creep" per la donna del muro, per esempio, anziché il verbo "to walk" è simbolica. In italiano potrebbe tradursi con "avanzare", ma in inglese ha una profondità persino maggiore. Significa camminare senza dare fastidio, in modo leggero. Come una donna con il suo marito padrone. 20 pagine di capolavoro.

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