The caves of steel

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Publisher: Spectra

4.2
(3144)

Language: English | Number of Pages: 288 | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi simplified , Spanish , Japanese , Italian , German , French , Chi traditional , Portuguese , Slovenian , Swedish , Czech , Finnish , Polish , Dutch , Russian

Isbn-10: 0307792412 | Isbn-13: 9780307792419 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Fearing a violent confrontation between Earthmen and Spacers, Detective Baley and his new partner, a robot, investigate the murder of a Spacetown scientist
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  • 0

    Simpatico.

    E' la prima storia della trilogia dei Robot. Scritto in epoca molto precedente al successivo "Il sole nudo", è un po' più lento e più didascalico ma è giusto che sia così, in quanto l' Autore introduc ...continue

    E' la prima storia della trilogia dei Robot. Scritto in epoca molto precedente al successivo "Il sole nudo", è un po' più lento e più didascalico ma è giusto che sia così, in quanto l' Autore introduce, con questo libro, la saga. Nel complesso è un bel romanzo di SF a sfondo giallo con notevoli incursioni nella sociologia di una Terra futura e sovrappopolata. Devo dire che ho sempre snobbato Asimov, preferendogli Clarke e Simak. Ma dopo la lettura di questi due romanzi, mi sono ricreduto. Ora aspetto di leggere il III volume "I robot dell' alba" con gli stessi protagonisti.

    said on 

  • 0

    dal blog Giramenti

    Ancora una volta devo ringraziare il nostro Comiz che mi ha fatto conoscere – addirittura inviandomi doni libreschi – quel genio di Asimov. Devo però confessare che io e Asimov ci conoscevamo già di v ...continue

    Ancora una volta devo ringraziare il nostro Comiz che mi ha fatto conoscere – addirittura inviandomi doni libreschi – quel genio di Asimov. Devo però confessare che io e Asimov ci conoscevamo già di vista, mia madre ha letto Urania per decenni e qualche Asimov mi è capitato più volte d’incrociarlo sugli scaffali. Sarà che sono uscita di casa quando avrei avuto l’età per leggerlo e apprezzarlo – a vent’anni ero già stabilmente altrove – e quindi l’ho sempre salutato da lontano, ma finalmente sto mettendo un limite alla mia ignoranza: ecco allora che, dopo Io, robot – anche quello regalatomi dal Comiz –, mi sono felicemente pappata Abissi d’acciaio. Nel frattempo Io, robot lo sta leggendo il mio diletto consorte, quindi possiamo dire che il piano malefico del Comiz è andato a buon fine: Asimov ha incrementato il numero dei fan.

    SEGUE su https://gaialodovica.wordpress.com/2015/09/16/abissi-dacciaio-di-isaac-asimov-trad-e-intro-di-giuseppe-lippi/

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  • 4

    Ottimo romanzo giallo di fantascienza e robot

    Per dimostrare che i robot potevano adattarsi a tutti i tipi di romanzo, Asimov ha ben pensato di scrivere Abissi d'Acciaio, un giallo ambientato in un lontano futuro distopico, dove le Città sono div ...continue

    Per dimostrare che i robot potevano adattarsi a tutti i tipi di romanzo, Asimov ha ben pensato di scrivere Abissi d'Acciaio, un giallo ambientato in un lontano futuro distopico, dove le Città sono diventate dei giganteschi centri, completamente chiusi e ammassati su se stessi, e dove le persone devono adattarsi ad una standardizzazione dei cibi, dei comfort, dei lavori.
    In tutto questo, un omicidio rischia di minare i rapporti tra i Terrestri e gli Spaziali, gli abitanti delle Colonie. A cercare di risolverlo, un poliziotto piuttosto cinico e un robot umanoide, nell'aspetto esattamente uguale a noi.
    Questo libro racconta un'ambientazione particolareggiata, interessante, quasi temibile, in cui gli umani reagiscono in modi molto diversi tra loro alla presenza degli spaziali e dei robot, dove il futuro della terra è incerto a causa della sovrappopolazione, e dove serve un enorme sacrificio, per poter sopravvivere.

    Consigliatissimo!

    said on 

  • 2

    Vai e non peccare più

    Lento, eccessivamente didascalico e quasi forzatamente buonista, questo lavoro di Asimov pare risentire eccessivamente del peso del tempo. La trama a guardar bene c'è, così come l'idea di un mondo sot ...continue

    Lento, eccessivamente didascalico e quasi forzatamente buonista, questo lavoro di Asimov pare risentire eccessivamente del peso del tempo. La trama a guardar bene c'è, così come l'idea di un mondo sotterraneo nel quale i terrestri si sono rifugiati per ritirarsi dall'angoscia dell' "esterno", dell'infinito spazio sopra le loro teste.
    Quello che manca è soprattutto una spiegazione convincente del perché: lo sfondo è mal tratteggiato e non viene mai illustrata completamente la motivazione dell'autoesilio al quale gli umani si sono condannati, così come non è messo ben in luce il ruolo giocato dai Mondi Esterni (pianeti colonizzati dall'uomo che si sono evoluti per conto loro fino a formare un tipo diverso di essere umano, molto più schivo e riservato, esente da malattie e assai poco interessato a ritrovare la vecchia patria Terra).

    Anche i personaggi portano sulle spalle uno zainetto carico dei cliché dell'epoca, con il protagonista - il poliziotto Elijah Baley - antipatico e presuntuoso come un ragazzetto di terza media, e il suo partner robotico, tanto asettico quanto perentoriamente rompiscatole che vien svoglia di smontarlo a colpi di cacciavite.
    La profondità manca completamente e gli abissi (maldestra traduzione dall'inglese caves) rimangono giusto sottoterra dato che l'autore non va oltre una semplicistica macchiettizzazione di tutte le figure che si muovono all'interno della storia: la moglie impaurita e pignoletta, il figlio teen troubled, il questore mezzo burbero che nasconde un segreto e tutta una sfilza di personaggi di contorno che rischiano di cadere fuori dal piatto per la poca consistenza.

    Criticare un mito non è mai semplice ma spesso si corre il rischio di iper-valutare qualsiasi cosa abbia prodotto per gloria di nome e di tradizione. Lo si può fare tuttavia cercando di valutare oggettivamente quello che non funziona in un prodotto che probabilmente all'epoca era destinato ad un target certamente meno esigente di quello odierno e al quale bastava qualche invenzioncina fantascientifica (cervelli positronici, ok ma cosa sono? Non viene mai spiegato del tutto) per far gridare al miracolo.
    Non si può dire che il racconto si perda o si butti via, ma l'incedere è rigido come un piano cartesiano e non vi è mai un'invenzione decisiva, un approfondimento sorprendente o una deviazione dall'itinerario prestabilito. La sensazione è di trovarsi di fronte ad un ottimo prodotto di fabbrica, a qualcosa di realizzato in serie, come certi episodi dei trhilleroni televisivi di una volta dove il colpevole che alla fine viene inevitabilmente smascherato si mette a piangere chiedendo scusa, in preda ad un raptus semi-mistico. A questo proposito è forte l'impronta "ebraica" per tutto il testo, ovvero il sostrato religioso dell'autore stesso che infila spesso tra le pagine citazioni bibliche e ramanzine morali forse troppo inquadrate e col sapore del già visto.

    Il finale, in ultimo, si muove su una linea tendente verso il basso, appesantito da un dialogo troppo prolisso e senza soluzione di continuità. Il pistolotto battibeccato tra Baley e il suo compare robotico sfiora l'insopportabilità, così come lo spiegone definitivo del detective che, folgorato sulla via della techno Damasco, si scopre coraggioso e sfrontato saccentone dell'ultimo momento (l'illuminazione risolutiva che mette tutto a posto sarà purtroppo un tema ricorrente anche dei successivi libri del ciclo dei robot). Alla già poco convincente conclusione si aggiunge la pesantezza polentesca e pure un po' oratoriana delle ultime quattro righe, che solo quelle valgono una stellina in meno.

    Asimov ha fatto di meglio e il suo genio (perché di genio si tratta) a mio modo di vedere non si esprime come meriterebbe nel romanzo giallo (perché Abissi d'acciaio di fatto lo è, nonostante le astronavi e i disintegratori), un genere che lo confina nei limiti di un compitino da svolgere senza offendere nessuno e senza troppa profondità psicologica. Abissi è un romanzo in defintiva sufficientemente gradevole, ma che manca di forza, di eversività e, appunto, di genio.

    Il titolo della recensione è tratto dal finale del libro. L'edizione Mondadori è piena di refusi e la traduzione, probabilmente, è dei tempi del Carlo Cudega.

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  • 4

    Dopo aver letto tutti i racconti sui Robot, ho cominciato quello che dovrebbe essere il vero e proprio ciclo appunto sui Robot e l'inizio è molto promettente. In una terra del futuro, le città sono co ...continue

    Dopo aver letto tutti i racconti sui Robot, ho cominciato quello che dovrebbe essere il vero e proprio ciclo appunto sui Robot e l'inizio è molto promettente. In una terra del futuro, le città sono costituite da milioni e milioni di persoe che vinvono "in abissi d'acciao" tanto da non poter sopportare nemmeno l'aria aperta. In questo scenario si trovano contrapposti i "medioevalisti" ossia terrestri che vorrebbero un ritorno al passato (e del tutto contrari all'utilizzo degli automi) e gli "spaziali" abitanti terrestri di mondi esterni alla terra che non permettono il "mescolamento" tra le "razze". A New Yotk, esiste un sobborgo chiamato Spacetown abitato dagli spaziali dove si verifca un omicidio gravissimo per l'equilibrio politico: uno spazial viene assassinato. Gli investigatori saranno Eliah Bailey, un newyorchese e Daneel Steel un robot fabbricato a spacetown. Il libro si legge molto velocemente e Asimov è sempre bravissimo con i suoi dettagli che poi avranno tanto peso nella viceda. Sempre accattivanti e intelligenti le considerazioni sulle contrapposizioni uomo/robot.

    said on 

  • 4

    Pubblicato nel 1954, Abissi D'acciaio è un romanzo di fantascienza di Asimov con venature di giallo.
    Un romanzo visionario su problematiche che oggi sono più attuali che mai: il problema demografico, ...continue

    Pubblicato nel 1954, Abissi D'acciaio è un romanzo di fantascienza di Asimov con venature di giallo.
    Un romanzo visionario su problematiche che oggi sono più attuali che mai: il problema demografico, la precarietà del lavoro e la sua sempre maggiore scarsità per l'uomo per il sempre maggiore utilizzo di robot.
    Asimov, si sa, è un maestro nell'analisi delle dinamiche sociali proiettate si in spazio tempi diversi, ma per meglio pennellare le loro strutture classiche.
    Gli uomini sulla terra per ragioni di sovrappopolazione hanno costruito e allargato le loro città nel sottosuolo terrestre mentre una parte di esseri umani era già emigrata nello spazio (gli
    Spaziali) dando luogo ad una comunità che si svilupperà seguendo una propria storia.
    Terrestri e Spaziali si troveranno ad essere due gruppi in contrasto per diverse ragioni.
    Gli Spaziali hanno una loro politica: voler spingere i terrestri verso la colonizzazione di nuovi mondi.
    I terrestri invece sono attaccati alle loro caverne metalliche nel sottosuolo ma sempre più al limite delle risorse disponibili.
    Un ecosistema instabile destinato al collasso, secondo gli Spaziali.
    C'è poi la questione concernente l'uso dei Robot.
    I primi ne osteggiano la diffusione in quanto ridurrebbe il lavoro disponibile per l'uomo, conducendo alla precarietà, gli altri ne vorrebbero una diffusione massiccia.
    C'è qui la tematica del come creare una coscienza collettiva che sappia produrre una risposta valida ai problemi sociali che la interessano.
    Su questa impalcatura si inserisce l'elemento giallo dato dalla classica ricerca del colpevole di un omicidio.
    Ad indagare un poliziotto terrestre coadiuvato suo malgrado proprio da un robot, e sono loro i due principali protagonisti del romanzo.
    Qui entra in gioco l'altro grande tema, quello del rapporto uomo robot evoluto.
    Un cervello positronico avrà tutta la logica infallibile dei computer ma quando dovrà valutare situazioni in cui entrano in gioco emozioni come si comporterà?

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  • 5

    Asimov= 5 ⭐️ Assicurate

    Dopo "Tutti i miei robot", ecco il primo romanzo con protagonista R. Daneel Olivaw. Accompagnato in questo giallo Elijah Baley. Asimov è una sicurezza. La trama, ambientata sulla terra negli anni tra ...continue

    Dopo "Tutti i miei robot", ecco il primo romanzo con protagonista R. Daneel Olivaw. Accompagnato in questo giallo Elijah Baley. Asimov è una sicurezza. La trama, ambientata sulla terra negli anni tra la prima e la seconda colonizzazione della galassia, è avvincente. I pregi di questo scrittore sono infiniti. Ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. Con un ottimo finale.

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  • 5

    Il mio primo Asimov

    Credo proprio che, dopo questa lettura, cercherò i seguiti del ciclo dei Robot... Una lettura piacevolissima, la fantascienza ormai vintage di Asimov è affascinante, il mondo creato da lui per questo ...continue

    Credo proprio che, dopo questa lettura, cercherò i seguiti del ciclo dei Robot... Una lettura piacevolissima, la fantascienza ormai vintage di Asimov è affascinante, il mondo creato da lui per questo thriller è inquietante, la trama scorrevole e avvincente.

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