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The garden party and other stories

Di

Editore: La Spiga-Meravigli

3.8
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8871000560 | Isbn-13: 9788871000565 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un uccello senza ali.

    Katherine Mansfield è stata una scoperta piacevolissima. Figlia del modernismo nel pieno della sua vita, la scrittura di Mansfield è governata da una fragilità di fondo che sembra già avvertire il lettore: questo è quanto, più di questo non può esserci nulla.


    Questa raccolta di racconti pr ...continua

    Katherine Mansfield è stata una scoperta piacevolissima. Figlia del modernismo nel pieno della sua vita, la scrittura di Mansfield è governata da una fragilità di fondo che sembra già avvertire il lettore: questo è quanto, più di questo non può esserci nulla.

    Questa raccolta di racconti prende il nome da quello che è forse il più perfetto - o al massimo si avvicina alla perfezione - The Garden Party , ossia il resoconto di una festa in fase di organizzazione e di una morte improvvisa nel vicinato di chi darà tale festa, qualcuno della medio-alta borghesia.

    Mansfield è fin troppo brava nella sua semplicità. Una semplicità complessa e fitta di chiavi di lettura fondamentali per la comprensione del testo. Molto spesso i racconti rasentano una rappresentazione quasi hopperiana delle situazioni: un gioco di luce e natura civilizzata che sembra non dare spazio a null'altro.

    Ci sono sempre fiori e ci sono sempre uccelli. Quei fiori semplici ed infinitamente bellissimi, i fiori che segnano il rifugio da quella vita monotona, come l'albero di pero. Gli uccelli molto spesso sono lontani, sono minacciati, non possono volare. Gli uccelli spiccano un volo che non desiderano, quasi sempre.

    Vita monotona forse è un'espressione riduttiva. Nei racconti di Mansfield la vita è sempre una seconda scelta, è sempre inferiore ad altro. Eppure opprime, sembra essere incompleta, unfulfilled come direbbe un anglofono. C'è ma non c'è. Qualcuno ha detto che quella di Katherine Mansfield non è una scrittura rappresentativa ma esperienziale, ed è una definizione perfetta. C'è tutto un mondo nei suoi racconti - che sia neozelandese o inglese - che ineluttabilmente mostra la vita come commedia, dai toni cupi, dove le ali vengono tarpate e le gabbie sono la norma, anche se si vive aggrappandosi a ciò che ci rende felici.

    Esperienziale è la molteplicità dei punti di vista dei protagonisti e delle loro esperienze, sempre correlate alla vita. Insomma, una scrittura più densa, complessa e sofisticata di molti modernisti. Se non altro, anche la Woolf ne era invidiosa.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho letto e - che dire? - mi sono innamorata. Katherine Manfield è stata un'esponente del modernismo, e ha vissuto la scena letteraria di Londra di inizio secolo, stringendo amicizia con Virginia Woolf e D. H. Lawrence, fa gli altri, e ha viaggiato parecchio, ma le sue storie si basano fortemen ...continua

    L'ho letto e - che dire? - mi sono innamorata. Katherine Manfield è stata un'esponente del modernismo, e ha vissuto la scena letteraria di Londra di inizio secolo, stringendo amicizia con Virginia Woolf e D. H. Lawrence, fa gli altri, e ha viaggiato parecchio, ma le sue storie si basano fortemente sulle sue origini neozelandesi, non solo nelle trame e ambientazioni, ma anche nel suo peculiare stile descrittivo che utilizza immagini della natura, di fiori, di colori che richiamano la sua terra.

    http://robertabookshelf.blogspot.it/2013/01/the-garden-party-and-other-stories-di.html

    ha scritto il 

  • 5

    But as soon as they flowered, they fell and were scattered. You brushed them off your frock as you talked; the horrid little things got caught in one's hair. Why, then, flower at all? Who takes the trouble - or the joy - to make all these things that are wasted, wasted... It was uncanny. ...continua

    But as soon as they flowered, they fell and were scattered. You brushed them off your frock as you talked; the horrid little things got caught in one's hair. Why, then, flower at all? Who takes the trouble - or the joy - to make all these things that are wasted, wasted... It was uncanny.

    ha scritto il 

  • 0

    Introduction/comment(s):

    The 15 stories collected in this volume demonstrate the genius of a woman who, in her short life, was compared with Chekhov. These are not tales of violent incident or dexterous plot. They are sensitive revelations of human behaviour in quite ordinary situations. The men, women and especially ...continua

    The 15 stories collected in this volume demonstrate the genius of a woman who, in her short life, was compared with Chekhov. These are not tales of violent incident or dexterous plot. They are sensitive revelations of human behaviour in quite ordinary situations. The men, women and especially the children, whom [the author] portrays in such delicate pastels, are involved in no sensational episodes, yet they are vividly true to life.</p><p>Claire Tomalin – 'Her territory was that of the fragile emotions, half-understood feelings, the fine edge between the ridiculous and the pathetic'</p><p>Elizabeth Bowen – 'She uses no literary shock tactics. The singular beauty of her language consists, partly, in its hardly seeming to be language at all, so glass-transparent is it to her meaning. Words had but one appeal for her, that of speakingness'

    ha scritto il