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The giver - Il donatore

By Lois Lowry

(709)

| Hardcover | 9788809743793

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Book Description

Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri dellContinue

Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte individuali. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio ed una femmina. Ogni membro della comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Comitato degli Anziani nella cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando.

Critics

  • The Giver - Il Donatore

    La presentazione e le recensioni di "The Giver - Il Donatore", opera di Lois Lowry edita da Giunti. Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può ca ... (read full critics)

    Qlibri published on Sun, 28 Nov 2010

10 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Straordinario! Non riesco a trovare un termine adatto per descrivere quanto sia bello, meraviglioso, stupendo, inquietante, particolare, questo libro.
    Descrive un mondo in cui tutti sono “uniformati” e “controllati” e dove un adolescente è costretto a crescere velocemente, con forza e coraggio.
    L' ... (continue)

    Straordinario! Non riesco a trovare un termine adatto per descrivere quanto sia bello, meraviglioso, stupendo, inquietante, particolare, questo libro.
    Descrive un mondo in cui tutti sono “uniformati” e “controllati” e dove un adolescente è costretto a crescere velocemente, con forza e coraggio.
    L'autore è estremamente abile perchè ci introduce poco per volta in questo mondo che al primo momento sembra idilliaco ma dietro di sé nasconde verità inquietanti.
    E' scritto in modo scorrevole, all'inizio ti prende la mano e ti accompagna dolcemente, a metà cominci a comprendere e alla fine ti si spiega la verità in tutta la sua crudezza.
    Non è mai banale, non è mai volgare, non è mai noioso.
    Mentre lo leggevo mi sorgevano domande, m'immaginavo come potesse essere se fosse realtà, e più leggevo e più sentivo che la libertà è la cosa più preziosa che abbiamo, che le emozioni fanno parte della nostra vita e ce la colorano, che siamo umani e per questo fallibili, ma che è proprio questo che ci rende speciali.
    Libro che consiglio vivamente a tutti, anche per apprezzare quello che siamo e per immaginare un futuro migliore.
    Ottimo libro, ottimo autore.

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    Claudia said on Aug 31, 2011 | 2 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    Delicata ma molto incisiva distopia. Un mondo perfetto dove tutto è controllato per garantire l'Uniformità, dove non c'è il dolore, le brutte sensazioni. Tutto è prestabilito, ordinato. Cosa manca? Jonas, ragazzino di 12 anni scelto per essere l'Accoglitore di Memorie, lo scoprirà presto...

    Nonosta ... (continue)

    Delicata ma molto incisiva distopia. Un mondo perfetto dove tutto è controllato per garantire l'Uniformità, dove non c'è il dolore, le brutte sensazioni. Tutto è prestabilito, ordinato. Cosa manca? Jonas, ragazzino di 12 anni scelto per essere l'Accoglitore di Memorie, lo scoprirà presto...

    Nonostante sia un libro per ragazzi l'ho trovato molto profondo, commovente e permeato da una sottile vena di inquietudine. Aspetto gli altri due volumi della trilogia, anche se non sono necessari alla conclusione della storia narrata nel primo.

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    Elisa said on Jan 27, 2012 | Add your feedback

  • Non ci siamo mai chiesti quale ruolo giochino le emozioni nella nostra vita, nelle nostre relazioni sociali e familiari. Da dove provengono queste emozioni?E come è possibile farle conoscere a chi non ne ha mai avuto esperienza?

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    Miky Scott said on Feb 17, 2012 | Add your feedback

  • Oltre 3 stelle. Non ho tempo per un commento lungo e articolato. Brevissimamente: per quanto mi riguarda, è una distopia troppo light. Non sarà una scena di eutanasia infantile a farmelo considerare "profondo" (tuttalpiù ruffiano) (e poi... vogliamo mettere il terrificante capitolo 61 di Unwind di S ... (continue)

    Oltre 3 stelle. Non ho tempo per un commento lungo e articolato. Brevissimamente: per quanto mi riguarda, è una distopia troppo light. Non sarà una scena di eutanasia infantile a farmelo considerare "profondo" (tuttalpiù ruffiano) (e poi... vogliamo mettere il terrificante capitolo 61 di Unwind di Shusterman?). E' un libro per ragazzi che presenta una società ben poco articolata. Francamente la complessità di quelle presentate nella serie Uglies di Westerfeld, negli Hunger Games della Collins e anche in Matched della Condie - non scomodiamo Orwell, per cortesia, come qualcuno ha fatto. Rimaniamo alla letteratura adolescenziale... - gli sono nettamente superiori. Inoltre, e questo è un punto dolente per chi ama la fantascienza - fantascienza - distopica, è la modalità in cui avviene il trasferimento di memoria. Per contatto... magico o giù di lì. Nessuna modifica chirurgica del cervello, nessun inibitore di eventuali impulsi che modificano la percezione dei colori o delle emozioni diffuse tramite qualche sorgente. Nulla di scientifico (mi accontentavo anche di una modalità letteraria, massimizzata attraverso qualche sostanza o dispositivo). Un tocco e via, memorie che passano da una mente all'altra. Ma in che modo?? L'inibizione delle pulsioni, almeno, una giustificazione scientifica ce l'aveva: una pillola. Ma questo passaggio di memorie come avviene? Non siamo mica nel fantasy, la magia non è contemplata... E poi è tutto così all'acqua di rose. Francamente mi aspettavo di più da un libro che ha vinto la Newbery Medal... Il romanzo si legge volentieri - non dico assolutamente di no, anzi! - ma non lo trovo di certo il nuovo "1984".

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    AyeshaKru said on Feb 8, 2012 about the eBook edition | Add your feedback

  • È un libro che ben si presta ad essere letto in questo periodo di Natale per i sentimenti che trasmette, la magia che ci dona e la delicatezza della penna dell'autrice pur nel trattare argomenti scottanti come la sessualità, l'eutanasia e l'infanticidio.
    The Giver, vincitore della Medaglia Newbery n ... (continue)

    È un libro che ben si presta ad essere letto in questo periodo di Natale per i sentimenti che trasmette, la magia che ci dona e la delicatezza della penna dell'autrice pur nel trattare argomenti scottanti come la sessualità, l'eutanasia e l'infanticidio.
    The Giver, vincitore della Medaglia Newbery nel 1993 e tradotto in trenta paesi.

    Prima di iniziare la lettura già fantasticavo ammirando la copertina di questo romanzo, diventato ormai un classico del nostro tempo: delle farfalle dai molti colori vivaci che si levano in volo dalle mani rugose di un'anziana persona, su uno sfondo color seppia; le prime pagine poi, mi hanno dato subito la conferma che era il libro che mi aspettavo fosse.

    Primo capitolo di una trilogia a cui seguono The Gathering Blue (già pubblicato) e Messenger (di prossima pubblicazione nella collana Giunti Y).

    La fantasia inizia a correre fin da subito, ma prima di farci addentrare nel romanzo ci viene proposta una splendida prefazione a cura di Tommaso Pincio con un azzeccato accostamento al poeta inglese Samuel T. Coleridge che pose l'interessante questione del "cosa accadrebbe se al momento di riaprire gli occhi, dopo il sonno, dopo aver sognato, ci trovassimo con un fiore in mano?". Probabilmente penseremmo che il Paradiso esiste, ed i nostri sogni sono le manifestazioni di mondi e dimensioni ulteriori...

    Romanzo distopico (dove viene presentata una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista. Il termine è stato coniato come opposto di utopia ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia, spesso ambientata in un futuro prossimo, nella quale le tendenze sociali sono portate ad estremi apocalittici).

    Jonas, il protagonista del romanzo, vive in una Comunità particolare, dove il suo contributo, come quello degli altri abitanti, consiste nel raccontare la mattina successiva i sogni fatti nella notte. Ma Jonas sogna rare volte e spesso i suoi ricordi sono confusi...

    La Comunità è un surrogato terrestre del Paradiso, dove i bisogni di tutti sono equamente soddisfatti, dove non esistono più malattie, non si conosce la guerra, la violenza e la povertà. Dove ad ogni membro viene affidato un compito ben preciso e tutto è regolato da strettissime regole; dove chi sbaglia più di due volte può essere "congedato"; dove sono stati banditi gli "impulsi", cioè i naturali istinti sessuali, repressi sin da bambini e le emozioni e i sentimenti sono cose sconosciute. Tutto è designato, persino le frequentazioni e le amicizie.

    Le unità familiari sono composte da due adulti con la funzione di genitori e due figli, un maschietto e una femminuccia, non biologici. Le unioni non sono dettate dal cuore ma bensì accuratamente scelte dal Consiglio degli Anziani per raggiungere la perfezione. I figli sono la prole di un gruppetto di ragazze, chiamate "partorienti" il cui compito è esclusivamente quello di dare alla luce tre figli nell'arco di tre anni, per poi dedicarsi, per il resto della propria vita a pesanti lavori manuali perchè mal viste dalla Comunità.

    Una Comunità con l'immagine di ordine e perfezione a cui ogni cittadino deve conformarsi.
    Ogni individuo è controllato: si conosce di lui quante volte si sia sbucciato le ginocchia e quante volte si sia schiacciato un dito nella porta.
    Una Comunità ordinata, prevedibile e indolore che per raggiungere l'uniformità ha abbandonato e perso tanto.

    Tutto è ben scandito dalle varie cerimonie annuali: la cerimonia degli Uno o del nome - dove un bimbo viene dato alla propria unità familiare e contestualmente gli viene affidato un nome; la cerimonia del congedo, dove un individuo ormai anziano e non più utile alla Comunità viene congedato e mandato "Altrove"...; e la cerimonia più importante, quella dove gli Undici diventano Dodici, dove ai ragazzi viene affidato un compito ed un posto preciso nella società.

    Proprio con quest'ultima cerimonia Jonas diverrà il nuovo Accoglitore di memorie, colui che riceverà dal Donatore la storia della Comunità, per diventare poi a sua volta un Donatore. Sulle sue spalle e per sè dovrà tenere il peso delle tristi memorie passate e conservare i ricordi, affinchè grazie a questi possa essere la persona saggia da consultare nel caso di decisioni importanti. Quattro requisiti per questo compito: intelligenza, integrità, coraggio, saggezza oltre alla capacità di vedere oltre.

    Così Jonas crescerà tutto di colpo.

    Che Jonas fosse speciale lo si capisce fin da subito, proprio perchè non si comporta da automa come gli altri, ma si pone delle domande: "perchè devo curare le pulsioni? Perchè devo curare una cosa piacevole?". E arriva presto alla conclusione che è importante poter scegliere. Ma nella Comunità non è permesso ad alcuno fare scelte per conto proprio.

    Jonas prova pena per il Donatore e paura per sè stesso perchè di lì a poco avrebbe dovuto portare da solo il pesante fardello delle memorie: memorie belle, dolci, care, ma anche memorie di guerra, di carestie, di fame, di morte...
    Così, Jonas, dopo essersi reso conto della facilità con cui un neobimbo possa essere "congedato", insieme al Donatore decide di escogitare una soluzione alternativa.

    Un romanzo delicato, ricco di riflessioni, e che ti tocca dentro.
    Come il Donatore inizia pian piano a colorare con le memorie la vita di Jonas, così l'autrice scalda e colora a poco a poco la nostra anima con le sue parole: da un inizio piatto ed incolore, gradualmente riesce a farti affezionare a Jonas ed a Gabriel, ad avvolgerti con il suo racconto, e ad infondere nei nostri cuori quel puro calore originato dall'amore, facendo di questo romanzo un'ottima lettura da fare accanto all'albero di Natale e al tepore di queste feste.

    Voglio anche io regalarvi una memoria trasmessa dal Donatore a Jonas:

    "...luci colorate, rosse e verdi e gialle, ammiccare fra i rami di un albero che, stranamente, era dentro la stanza. Su un tavolo, in un candeliere sfavillante, riluceva il soffuso splendore tremulo delle candele. L'aria profumava di cibo e risuonava di risa sommesse. Un cane dal pelo dorato sonnecchiava sul pavimento. A terra c'erano pacchi avvolti in carta dai colori vivaci e legati da nastri scintillanti..."

    Un romanzo dolce che scalderà i vostri cuori e farà riflettere. Ottimo e consigliatissimo.

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    Anja said on Dec 28, 2011 | Add your feedback

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