The returned

Di

Editore: Harlequin Mondadori

3.2
(116)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8861834140 | Isbn-13: 9788861834149 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

Ti piace The returned?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Per Harold e Lucilie Hargrave la vita è stata felice e amara allo stesso tempo, da quando hanno perso il figlio Jacob il giorno del suo ottavo compleanno, nel 1966. In tutti questi anni, si sono adattati a una vita tranquilla, senza di lui, lasciando che il tempo alleviasse il dolore... Finché un giorno Jacob, il loro dolce, prezioso bambino, misteriosamente, ricompare alla loro porta, in carne e ossa. E ha ancora otto anni. Qualcosa di strano sta succedendo... i morti stanno tornando dall'aldilà. Mentre il caos rischia di travolgere il mondo intero, la famiglia Hargrave di nuovo riunita si ritrova al centro di una comunità sull'orlo del collasso, costretta a fare i conti con una realtà nuova quanto misteriosa e con un conflitto che minaccia di sovvertire il significato stesso di genere umano.
Ordina per
  • 4

    Per dovere di cronaca, prima di leggere questo libro sarebbe meglio iniziare dai tre piccoli prequel alla storia, i quali danno modo di capire l’inizio di tutto. Come lo stesso autore scrive nella not ...continua

    Per dovere di cronaca, prima di leggere questo libro sarebbe meglio iniziare dai tre piccoli prequel alla storia, i quali danno modo di capire l’inizio di tutto. Come lo stesso autore scrive nella nota personale alla fine del testo, questa storia nasce da un sogno in cui ha rincontrato e riabbracciato amorevolmente la madre, venuta purtroppo a mancare. In tutto il mondo, si sta manifestando un inspiegabile fenomeno: i morti si stanno risvegliando.
    In uno scenario più fantascientifico che distopico, Jason Mott ci proietta nella piccola cittadina di Arcadia, in America. Tra i tanti protagonisti, ognuno a loro modo, di questo piccolo paese, conosceremo la storia dei due coniugi anziani Harold e Lucille Hargrave e del ritorno del loro unico figlio, morto tragicamente cinquant’anni prima, Jacob.
    Ma Jacob non sarà l’unico a tornare. Oramai in tutto il mondo i redivivi cercano di tornare dai loro cari, mettendo in agitazione il mondo dei vivi. Etica e religione verranno a scontrarsi. Paura e dubbi pianteranno il loro malefico seme nella gente. La burocrazia governativa inizierà a prendere provvedimenti per mantenere, a detta loro, il giusto ordine, ma molto spesso si dimostreranno essere metodi sbagliati, cinici e crudeli.
    In questo libro sono racchiuse tante contrastanti emozioni: inquietudine, timore, paura e sgomento faranno da contraltare a sentimenti come gioia, fede e accettazione. Ognuna di esse dimostrerà come nella società reale, a volte, un nuovo evento o cambiamento, possa scatenare nell’animo umano dubbi e incomprensioni, pronte ad alimentare quel sentore di pericolo, dando modo conseguentemente alla nascita della violenza di uomo contro uomo.
    lo stile è molto semplice e scorrevole nella lettura Verso la fine la trama ha preso un ritmo diverso e ho potuto scorgerne il messaggio celato al suo interno, grazie anche alla spiegazione che l’autore stesso ci concede dopo l’epilogo.
    Jason Mott è riuscito a creare una storia in cui si mettono in gioco i sentimenti, il dolore e i ricordi umani. Qui non ci ritroveremo di fronte a redivivi, tornati sulla terra per infondere nell’animo dei propri cari congiunti, una nuova opportunità; la possibilità di ricordare cos’è l’amore.

    ha scritto il 

  • 4

    Con prosa essenziale e bruciante profondità emotiva, il neo-prosatore Jason Mott, pluripremiato " poet of soul",esordisce nella narrativa. Un debutto affascinante e sorprendente attraverso il quale, M ...continua

    Con prosa essenziale e bruciante profondità emotiva, il neo-prosatore Jason Mott, pluripremiato " poet of soul",esordisce nella narrativa. Un debutto affascinante e sorprendente attraverso il quale, Mott, esplora le questioni senza tempo della fede e della morale, dell'amore e delle responsabilità.
    Onirico, intenso, appassionato e credibile, The Returned, è un romanzo intimista e sfuggente.Il tema del ritorno potrebbe essere un'ottima chiave di lettura per interpretare questo romanzo. Parafrasando Umberto Eco: " il libro risponde al bisogno infantile, ma non per questo morboso, di riudire sempre la stessa storia, di ritrovarsi consolati dal ritorno all'identico superficialmente mascherato". The Returned adempie perfettamente allo scopo.Intelligente la scelta di non rappresentare zombie qualsiasi, ma gente normalissima, con dei pensieri e dei sentimenti, che un bel giorno dopo esser stati nell'aldilà tornano a casa senza ricordare nulla di ciò che è successo. I "redivivi" vogliono un'altra occasione, una nuova vita, pur confrontandosi con quella passata.

    A livello globale, il cataclisma del loro ritorno determina uno spettro di risposte che riflette molti aspetti della fede,della spiritualità, e il meglio e il peggio della natura umana.
    Considerato da alcuni il lavoro del diavolo, da altri un miracolo,la resurrezione sfida gli equilibri naturali e getta la popolazione mondiale nel dubbio, che diventa presto panico e si trasforma, rapidamente, in violenza.
    Una profonda meditazione sull'umanità,un romanzo altamente significativo che naviga, con garbo, tra realismo e campi minati emozionali.
    The Returned è stato fonte d'ispirazione per la sorprendente e magnifica fiction prodotta da Canal+ dal titolo "Les Revenants" ( a mio avviso, insieme a "Black Mirror", la miglior produzione televisiva degli ultimi dieci anni).

    ha scritto il 

  • 4

    Consigliato!

    E' un libro che ti spinge verso qualcosa che non conosciamo e che in parte temiamo.
    In certi punti oltre alla bellezza dei ricordi dei vari personaggi ci ritroviamo a vivere la drammaticità e il dolor ...continua

    E' un libro che ti spinge verso qualcosa che non conosciamo e che in parte temiamo.
    In certi punti oltre alla bellezza dei ricordi dei vari personaggi ci ritroviamo a vivere la drammaticità e il dolore di quello che purtroppo non si può più riparare.
    The Returned parla della vita e dei sentimenti di tutti noi.

    ha scritto il 

  • 3

    "Vuelven" es la obra que inspira a la serie de "Resurrection", y digo "inspira", ya que en la serie surgen muchas más tramas, personajes, intriga, misterio, acción y mucho más de todo, pese a que la l ...continua

    "Vuelven" es la obra que inspira a la serie de "Resurrection", y digo "inspira", ya que en la serie surgen muchas más tramas, personajes, intriga, misterio, acción y mucho más de todo, pese a que la línea argumental es compartida; Los muertos vuelven a la vida.

    Sin lugar a dudas la idea es bastante original y el autor puede hacerte reflexionar ante el comportamiento que adoptarían los vivos ante una situación semejante. Además, una vez finalizada la obra, si lees el capitulo final de la vida del autor entenderás muchos de los aspectos filosóficos y personales que ha tratado de transmitir en la obra.

    Es la primera vez que tengo que decir que una serie (o película) supera a la obra literaria de la que surge.

    Por otro lado, bajo mi punto de vista, el final es bastante flojo y deja muchas preguntas sin resolver, lo cual puede acabar frustrándote, por no hablar de que si también has visto la serie podrás poner caras pero verás montones de incoherencias entre ambas historias que te harán decantarte por una de ellas (yo me posiciono claramente por la serie). Un ejemplo que no generará spoiler es que Jacob en la serie vuelve 32 años después mientras que en el libro vuelve 50 años después, lo que afecta mucho más al aspecto físico y de salud de sus padres.

    En este caso tengo que decir que no es una mala obra, pero que si tienes cualquier otro libro en tus manos, que haya sido criticado positivamente, empiezalo antes que este.

    ha scritto il 

  • 2

    http://buscapina7.blogspot.com.es/2014/06/vuelven.html
    En Nota del autor éste explica los motivos que le llevaron a escribir esta obra, que son principalmente reflejar el deseo que muchos tenemos cuan ...continua

    http://buscapina7.blogspot.com.es/2014/06/vuelven.html
    En Nota del autor éste explica los motivos que le llevaron a escribir esta obra, que son principalmente reflejar el deseo que muchos tenemos cuando perdemos a alguien muy cercano: volver a estar con esa persona. Como declaración de intenciones no está mal pero ni siquiera tan loables propósitos hacen que merezca la pena invertir tiempo en leer la novela.

    ha scritto il 

  • 4

    Lascialo andare. Amalo. Poi lascialo andare

    In questo periodo ho l’impressione di scegliere le mie letture quasi esclusivamente spinta dalla curiosità per qualcosa che ho visto alla TV. Infatti non ho resistito alla tentazione di affrontare que ...continua

    In questo periodo ho l’impressione di scegliere le mie letture quasi esclusivamente spinta dalla curiosità per qualcosa che ho visto alla TV. Infatti non ho resistito alla tentazione di affrontare questo romanzo non appena ne ho conosciuto l’esistenza, perché Resurrection, la serie che ne è stata tratta, si è interrotta fino al prossimo autunno lasciando tutte le domande irrisolte.
    E tali sono rimaste, perché il libro ha pochissimo in comune con la fiction, praticamente solo l’idea di fondo e i nomi di qualche personaggio.
    In compenso ho scoperto un romanzo sorprendente e affascinante, che mette il lettore di fronte alla possibilità che si realizzi un desiderio profondamente radicato in tutti noi: se le persone care che abbiamo perduto nel corso della nostra vita ritornassero improvvisamente tra noi come reagiremmo? Le accoglieremmo come se la morte non ce le avesse strappate, o la sofferenza che abbiamo dovuto sopportare per riuscire ad abituarci alla loro assenza ci obbligherebbe a tenerle a distanza, rendendole estranee nonostante l’affetto? Oppure penseremmo che si tratti di presenze inquietanti, demoni forse, che si sono impossessati di involucri amati per continuare a tormentarci con la nostalgia per ciò che sono stati?
    E loro, i redivivi, come si adatterebbero al mondo che è andato avanti senza di loro? Perché questa è la croce più dura da sopportare: che il mondo come lo hanno conosciuto è inevitabilmente cambiato, pochi o molti che siano gli anni trascorsi dalla loro partenza. Comunque non è più lo stesso mondo e le persone care che pure hanno sofferto da morire alla loro dipartita, in realtà non sono morte affatto e si sono adattate a cambiamenti che loro non hanno vissuto.
    E quando iniziano a sparire uno dopo l’altro, inesplicabilmente come sono comparsi, non c’è quasi più dolore - perché il dolore è già stato vissuto - ma rassegnazione, e consapevolezza che il loro ritorno, forse, è servito a ricucire gli strappi lasciati irrisolti.

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea iniziale aveva un gran potenziale, che però mi pare venga in buona parte sprecato. La storia si trascina un po', senza personaggi forti, a tratti anche vagamente noiosa. Insomma speravo meglio. ...continua

    L'idea iniziale aveva un gran potenziale, che però mi pare venga in buona parte sprecato. La storia si trascina un po', senza personaggi forti, a tratti anche vagamente noiosa. Insomma speravo meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2014/05/the-returned.html

    «Non sono persone»

    Lucille è convinta che i Redivivi non possano essere considerati tali. Harold è convinto che lo siano. Queste era ...continua

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2014/05/the-returned.html

    «Non sono persone»

    Lucille è convinta che i Redivivi non possano essere considerati tali. Harold è convinto che lo siano. Queste erano le loro posizioni prima che Martin Bellamy, un agente del Bureau, suonasse alla loro porta. Con lui c’è Jacob, il figlio morto all’età di otto anni quasi cinquant’anni fa. Eppure eccolo lì, in carne e ossa. Vivo.
    Per Lucille è un miracolo, per Harold quel bambino non è suo figlio.

    In tutto il mondo alcuni morti stanno tornando in vita: un fenomeno inspiegabile e per molti spaventoso. Il Bureau è l’organizzazione governativa che ha il compito di tenere la situazione, di accogliere i Redivivi e reinserirli nelle loro famiglie, se è possibile, e nella società. Contrariamente a quanto si possa pensare, il Bureau non sa affatto cosa stia accadendo e come affrontarlo.
    Come spesso succede davanti all’inspiegabile e al diverso, gli animi si surriscaldano e il governo, davanti all’aumento costante dei Redivivi, è costretto a prendere dei provvedimenti.

    Come reagireste se i morti tornassero a vivere? E se si trattasse di un vostro caro?
    Prima di leggere questo romanzo, mi sono limitata a pensare ai miei cari defunti, a chiedermi come sarebbe se fossero ancora in vita, ma non mi sono mai posta le domande su scritte: sarebbe stato semplicemente illogico, irrazionale.
    In The Returned, però, è una questione all’ordine del giorno. Mentre Lucille è tra i pochi ad accettare serenamente e con gioia il fenomeno, Harold, il personaggio più completo e interessante della storia, si tormenta: le emozioni che prova guardando quel bambino sono le stesse che provava anni e anni prima, quando ricordava cosa volesse dire essere un padre, ma allo stesso tempo non può accettare che sia suo figlio, non dopo averne stretto il corpo freddo. Come è naturale, tornano a galla i ricordi e un passato che credeva sepolto.
    Nonostante le tante e grandi emozioni che il romanzo dovrebbe mettere in gioco, per me è stata una lettura lenta e complicata perché non mi sentivo coinvolta. L’impressione che spesso avevo era quella di una ripresa che dall’alto scende rivelando sempre più particolari, ma rimanendo a una distanza tale che mi è sempre stato impossibile sentirmi vicina ai protagonisti, agli eventi.
    Quel che penso sia mancato davvero al romanzo è una rivelazione, un grande colpo di scena che smuovesse le acque. Ai Redivivi, per esempio, viene chiesto spesso se abbiano memoria di ciò che accaduto dopo la loro morte, ma nessuno è in grado di rispondere: per loro il tempo sembra non essere mai passato. Verrebbe da pensare che i morti ritornino per sistemare delle questioni irrisolte, ma non è così. Almeno non apparentemente. L’apocalisse? Insperabile.
    Il romanzo non è scritto male e, anzi, rivela uno stile molto piacevole soprattutto nei piccoli episodi in corsivo che intervallano la narrazione principale. Una buona idea di base, dunque, ma priva di quel quid in più che fa funzionare le storie e cattura il lettore.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per