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Thelonious Monk

Storia di un genio americano

Di ,

Editore: Minimum fax

4.1
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 806 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875213968 | Isbn-13: 9788875213961 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Musica

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Descrizione del libro
La figura di Thelonious Monk (1917-1982) è da sempre tra le più apprezzate dagli studiosi e dagli appassionati di jazz. Eppure spesso ne è stato offerto un ritratto parziale, quando non distorto: quello di un genio eccentrico, di un uomo mentalmente disturbato, di un musicista primitivo e naïf. Questa biografia rimette finalmente nella giusta prospettiva critica la vita e la musica del grande pianista-compositore. Grazie a un lavoro di ricerca durato più di dieci anni, durante i quali l’autore ha avuto accesso per la prima volta ai documenti e ai nastri privati della famiglia Monk, scopriamo un Thelonious diverso: un musicista pienamente consapevole della propria arte, determinato a lottare senza compromessi per difendere la sua visione musicale; un individuo sensibile e spiritoso, che malgrado gli eccessi comportamentali conquistava immancabilmente la stima e la simpatia del prossimo; un uomo attentissimo alla realtà sociale, che nella musica vedeva anche il mezzo per affermare la possibilità di un mondo migliore. Selezionato dal New York Times fra i 100 migliori libri del 2009, finalista al PEN USA Literary Award, premiato come miglior libro sul jazz dalla Jazz Journalists Association, Thelonious Monk. Storia di un genio americano è destinato ad affermarsi come l’opera definitiva su un gigante indimenticato del jazz.
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  • 4

    Se non fossi stato presente alla presentazione del libro con i mirabili interventi musicali di Siena Jazz forse avrei messo una stella in meno, ma..... oramai è andata. Una completissima biografia che pur pedante, mese per mese, fa intravedere il "movimento" jazz negli stati uniti dagli anni '40 ...continua

    Se non fossi stato presente alla presentazione del libro con i mirabili interventi musicali di Siena Jazz forse avrei messo una stella in meno, ma..... oramai è andata. Una completissima biografia che pur pedante, mese per mese, fa intravedere il "movimento" jazz negli stati uniti dagli anni '40 ai '60,la sua evoluzione (o involuzione, secondo me, se si pensa al movimento free)con sempre presente la grande personalità artistica di un innovatore che ha lottato con le unghie per avere il giusto riconoscimento. Il libro ha circa 200 pag di note...bah!

    ha scritto il 

  • 3

    Il Libro(ne) è controverso, quantomeno. Dell'autore, emerito professore di storia americana presso la UCLA, si può dire, a voce piuttosto alta, che non ha il dono della sintesi. Decisamente. La vita di Thelonious Monk finisce letteralmente sepolta sotto pagine e pagine (e pagine) di concerti desc ...continua

    Il Libro(ne) è controverso, quantomeno. Dell'autore, emerito professore di storia americana presso la UCLA, si può dire, a voce piuttosto alta, che non ha il dono della sintesi. Decisamente. La vita di Thelonious Monk finisce letteralmente sepolta sotto pagine e pagine (e pagine) di concerti descritti minuziosamente, la sua agenda musicale (le scritture occasionali nei club, poi quelle settimanali, mensili, plurimensili, eccetera) riportata quasi integralmente, elenchi interminabili di musicisti coi quali collabora, ampii stralci di recensioni, una pletora di personaggi più o meno noti che attraversano la scena come lampi e subito si dimenticano, eccetera. Ottocento pagine di biografia sono una scelta feroce, che diamine. Nell'impeto enciclopedico che lo attraversa, Kelley stabilisce due record (credo) mondiali. Il primo, le note a margine, riportate a fondo libro: duecento pagine. Una cosa del genere si può perdonare solo a DF Wallace (che ha fatto di peggio, in realtà); confesso di averle saltate a piedi uniti. Il secondo, i ringraziamenti: dieci (dico dieci) pagine finali zeppe di nomi. Siamo di fronte a un mammuth. Kelley ha impiegato dieci anni, dice, per scriverlo e pare che lo abbiano pure dovuto limitare: voleva farne due volumi. Capirete come la pazienza del lettore, pure ben disposto e appassionato di Monk e di jazz, sia messa sovente a durissima prova, quando non vinta da un tedio insopportabile.

    A voler eccedere in interpretazioni, si potrebbe dire che il tentativo di Kelley sia stato quello di rendere il flusso stesso della vita, di qualunque vita, che resta per ognuno, povero o ricco, famoso o anonimo, pianista di genio o elettrauto, in gran parte noioso, pedante, privo di senso. Questo grumone di vita viene ripercorso in lungo e in largo e in rigorosissimo ordine cronologico. Le prime trecento pagine raccontano il periodo di non fama, le frustrazioni, la miseria, le stroncature, i mancati riconoscimenti. Le seguenti narrano la fama tardiva, i dischi Columbia e gli anticipi sostanziosi (si fa per dire), i lunghissimi tour mondiali, i riconoscimenti, l'assedio dei fans e dei giornalisti, eccetera. E' un grumone inestricabile e schizofrenico in cui si alternano, spesso nella stessa pagina, momenti buoni, allegri, giocosi e altri terribili; concerti riusciti bene e altri andati desolatamente in malora; dischi osannati e stroncature, articoli di giornali lodanti e altri irriverenti, momenti di forma fisica e morale buona e altri di cadute nel disagio della malattia. E' un'altalena emotiva continua, che pare sopraffare il protagonista e con lui il lettore. Del resto, ciò che ci ammazza è vivere, mica altro. L'esistenza è un insieme di parti tediose, intervallate da rari momenti di gaudio. Kelley tenta, forse inconsapevolmente, di restituirci questa consapevolezza. Può starci? Non so.

    Il resto qui: http://blog.libero.it/Transmission/11633809.html

    ha scritto il 

  • 0

    Ha il difetto di molte biografie: l'aridità. Anche se sono presenti molti aneddoti e testimonianze, spesso le pagine si riducono ad uno sterile e prolisso elenco di date, concerti e nomi. 600 pagine mi sono sembrate francamente troppe. Si percepisce, poi, un'indulgenza di fondo dell'autore nei co ...continua

    Ha il difetto di molte biografie: l'aridità. Anche se sono presenti molti aneddoti e testimonianze, spesso le pagine si riducono ad uno sterile e prolisso elenco di date, concerti e nomi. 600 pagine mi sono sembrate francamente troppe. Si percepisce, poi, un'indulgenza di fondo dell'autore nei confronti del suo idolo che permea di una sottile patina la realtà della vita di Monk. Apprezzabile lo sforzo di Kelley nel reperire fonti e documenti per un arco di tempo lungo 15 anni di lavoro. Perché l'editore ha scelto di inserire 150 pagine di note in fondo al testo e non a piè di pagina, rendendone difficoltosa la consultazione per il lettore? Ho comunque letto con piacere il libro perché amo la musica di Thelonious Monk. Per chi non lo conosce consiglio uno stupendo documentario: “Straight no chaser” di Charlotte Zwerin, prodotto da Clint Eastwood (http://www.youtube.com/watch?v=zMb_8ZXvDFE).

    ha scritto il