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Things Fall Apart

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Publisher: Anchor Canada

3.9
(309)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Catalan , Spanish , French , Chi simplified , Polish , Basque , Czech , Dutch

Isbn-10: 0385667833 | Isbn-13: 9780385667838 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , School & Library Binding , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 4

    Sebbene collocata in uno spazio e in un’epoca precisi, la vicenda appare in realtà senza luogo e senza tempo, come accade per ogni grande romanzo. Achebe ci parla, infatti, di civiltà negate, di culture dominanti e di tradizioni annientate. Temi attuali nel nostro panorama politico e sociale, che ...continue

    Sebbene collocata in uno spazio e in un’epoca precisi, la vicenda appare in realtà senza luogo e senza tempo, come accade per ogni grande romanzo. Achebe ci parla, infatti, di civiltà negate, di culture dominanti e di tradizioni annientate. Temi attuali nel nostro panorama politico e sociale, che i detrattori liquidano con lo stigma del relativismo. In realtà, il problema non è quello di fittizie classifiche razziali e culturali, bensì quello di potenze imperialiste il cui fine ultimo è, da sempre e oggi più che mai, quello di imporre la supremazia del proprio modello culturale, in una simbolica e fattuale conquista della Terra.

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  • 4

    Questo è Il libro della letteratura africana. Non credo che sia il più bello mai scritto, ma è il più importante, perchè per la prima volta (in Europa), l'Africa (in questo caso la valle del Niger) non è vista nè con lo sguardo oscuro ed inquieto dell'avventuriero, ma neppure con quello solare e ...continue

    Questo è Il libro della letteratura africana. Non credo che sia il più bello mai scritto, ma è il più importante, perchè per la prima volta (in Europa), l'Africa (in questo caso la valle del Niger) non è vista nè con lo sguardo oscuro ed inquieto dell'avventuriero, ma neppure con quello solare e ingenuo che cerca in ogni indigeno il buon selvaggio. Qui la cultura Ibo è descritta come una struttura sociale e culturale, complessa e sfaccettata, con personaggi mossi dagli stessi desideri e aspirazioni (nonchè dalla stessa assurda complessità) dei personaggi di un qualsiasi romanzo europeo. Su tutto poi, l'uomo bianco come distruttore di un mondo evanescente, anche quando giunga con le migliori intenzioni. Esagerando si può spstenere che questo libro sia una sorta di Gattopardo Ibo.

    said on 

  • 5

    Con Chinua Achebe continuo il mio viaggio in Africa attraverso le letterature africane. Sì, ho usato il plurale perché in realtà non si può parlare di una sola letteratura africana come ad esempio si parla di letteratura italiana o americana. L’Africa è un grande continente che è stato colonizzat ...continue

    Con Chinua Achebe continuo il mio viaggio in Africa attraverso le letterature africane. Sì, ho usato il plurale perché in realtà non si può parlare di una sola letteratura africana come ad esempio si parla di letteratura italiana o americana. L’Africa è un grande continente che è stato colonizzato dai popoli europei che hanno portato lingue, religione e cultura diverse; anche se in realtà, già prima dell’arrivo degli europei l’Africa era un immenso continente dove convivevano lingue, religioni e culture diverse. Chinua Acebe è nato in Nigeria nel 1930 e ha vissuto sulla sua pelle l’arrivo dei coloni, ciò che essi hanno portato, fino ad arrivare all’indipendenza nel 1960, e a soli 28 anni ha scritto il suo primo romanzo usando la lingua inglese. È a tutt’oggi considerato uno dei più importanti scrittori africani, e “Il crollo” è una delle maggiori opere letterarie sull’Africa pre-coloniale. Finalmente per la prima volta nel 1958 il mondo poteva leggere un romanzo sull’Africa dal punto di vista africano. La trama si riassume in modo semplice: Achebe ci racconta cosa è avvenuto alle genti nigeriane a seguito dell’arrivo dei primi missionari inglesi. L’azione si svolge nella terra degli Ibo, nel cuore della Nigeria, e il protagonista è un valoroso guerriero, Okonkwo che sin da ragazzo ha lavorato duramente per costruirsi una solida posizione economica e culturale all’interno del suo clan. Nella prima parte, Achebe spiega come si svolgeva la vita quotidiana del clan, una vita riferita soprattutto alle stagioni e alle coltivazioni di ignami. Nelle vivide descrizioni ci racconta le leggende, le superstizioni e la complessa religione degli ibo, come anche le loro particolari tradizioni e riti che anche se agli occhi di un occidentale possono sembrare “strani” o disgustosi, per loro erano ovviamente sacre e molto importanti. Le mamme ibo raccontano ai loro figli leggende e superstizioni, racconti su come si sono formati il mondo e gli animali, e devo dire che con il loro particolare fascino hanno appassionato anche me. Nel clan non mancano anche i riti magici e gli stregoni, come non manca la sacerdotessa che parla tramite un Oracolo che ha sempre ragione. La vita del guerriero Okonkwo scorre tranquilla, tra raccolti e riti, feste e lavoro. Poi, all’improvviso per errore uccide un uomo e viene bandito dal suo clan per sette anni. Mentre Okonkwo è lontano dal suo clan, arrivano i primi missionari inglesi e iniziano a costruire chiese, scuole, tribunali e ospedali. Ma soprattutto, iniziano a convertire le genti del posto. Trascorsi i sette anni, Okonkwo può tornare al suo villaggio nel suo clan di appartenenza, e con orrore scopre tutti i cambiamenti avvenuti a causa dei missionari. Il suo stesso figlio ora si fa chiamare Isaac ed è diventato cristiano. Qualcuno resiste, c’è ancora nel villaggio qualcuno che non accetta la religione imposta dai missionari e continua a praticare riti e cerimonie tipiche delle loro tradizioni. Mentre i missionari spiegano agli indigeni che stanno venerando falsi idoli e stanno adorando pietre e legname senza valore, una banda di ibo brucia una chiesa di Umofia. Il Commissario Distrettuale chiama a raccolta i sei uomini che hanno distrutto la chiesa e li imprigiona per giorni, senza mangiare e senza bere. Una volta liberati, durante un comizio ibo nel quale si discute di come liberarsi da questi missionari, ritornano i bianchi del tribunale con l’idea di porre fine all’assemblamento. Okonkwo perde la testa e colpisce un messo. Questo gesto gli vale il mandato di cattura, ma lui scappa. Qualche giorno dopo, viene ritrovato dall’amico Obierika appeso ad un albero nel suo giardino. Il grande potere del romanzo di Chinua Achebe sta in questa semplice osservazione: che cosa succede quando una cultura totalmente diversa tenta di insediarsi e prevalere su di un’altra? Le incomprensioni che possono nascere tra le due culture possono diventare insanabili e arrivare a risvolti drammatici (come il carcere, le punizioni, l’omicidio e il suicidio nel romanzo). “Il crollo” è questo: il cambiamento drastico e devastante di una gente abituata a vivere seguendo la natura, con tutte le superstizioni e le tradizioni di contorno. Questo è l’inizio del crollo di una civiltà che verrà conquistata, devastata e depredata dagli inglesi e che solo negli anni successivi vedrà riconoscersi la propria indipendenza.

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  • 3

    Africa en estat pur, fins que arriba l'home blanc i tot se'n va en orris. Una cultura, un passat, unes costums, unes creences, tot allò en què s'ha basat un poble al llarg de la seva existència, és menystingut i destruit amb l'arribada de l'home blanc a l'Africa. Cal fer una reflexió sobre l'efec ...continue

    Africa en estat pur, fins que arriba l'home blanc i tot se'n va en orris. Una cultura, un passat, unes costums, unes creences, tot allò en què s'ha basat un poble al llarg de la seva existència, és menystingut i destruit amb l'arribada de l'home blanc a l'Africa. Cal fer una reflexió sobre l'efecte que les colonitzacions han tingut al llarg de la història.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Letto per un esame di letterature post-coloniali. E' diviso in tre parti: la prima la si può definire un racconto etnografico (molto interessante la rappresentazione dei ruoli di genere nella cultura Igbo), utilissimo ed evidentemente scritto allo scopo di far calare il lettore all'interno di - e ...continue

    Letto per un esame di letterature post-coloniali. E' diviso in tre parti: la prima la si può definire un racconto etnografico (molto interessante la rappresentazione dei ruoli di genere nella cultura Igbo), utilissimo ed evidentemente scritto allo scopo di far calare il lettore all'interno di - e farlo abituare a - una cultura di cui gli autoctoni stessi conoscono ormai poco; la seconda è l'esilio di Okonkwo durante la quale si verificano i primi contatti tra autoctoni e "uomini bianchi"; la terza, il ritorno di Okonkwo a Umuofia e le conseguenti decine di riferimenti al "crollo" Yeatsiano del titolo.

    Un romanzo che fa conoscere, ma purtroppo anche indignare. Un importante contributo del recentemente dipartito Achebe, che ci fa dono di un racconto forse inventato, ma di sicuro pregno di usi e costumi lontani nel tempo e nello spazio e assolutamente da recuperare.

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  • 3

    Un libro que va de menos a más. Quizás esperaba demasiado de él pero lo cierto es que ha logrado engancharme de verdad en las últimas 60 páginas, que es donde se recoge la verdadera esencia del libro para mí. Al final, lo cierro con buen sabor de boca y, lo que es m& ...continue

    Un libro que va de menos a más. Quizás esperaba demasiado de él pero lo cierto es que ha logrado engancharme de verdad en las últimas 60 páginas, que es donde se recoge la verdadera esencia del libro para mí. Al final, lo cierro con buen sabor de boca y, lo que es más importante, haciéndome pensar, que es lo que me gusta de los libros.

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  • 5

    Once there was epic, and it was the story of how men tried to interpret in their own way the paths and destinies that the Gods had decided for them.
    Then came novel, and it was all about men trying to live their everyday lives while forgetting that there would be no God beyond those everyday liv ...continue

    Once there was epic, and it was the story of how men tried to interpret in their own way the paths and destinies that the Gods had decided for them. Then came novel, and it was all about men trying to live their everyday lives while forgetting that there would be no God beyond those everyday lives. And then, in the end, came postcolonial literature, that speaks the tragic leap from epic to novel.

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  • 0

    la storia dalla parte del colonizzato

    "invece di presenare l'Africa come un mondo barbaro dove i selvaggi vivevano in permanente stato di anarchia, finchè venne l'uomo bianco portando pace, legge, ordine, religione, e una "più alta" forma diciviltà, Achebe ha mostrato gli africani condurre una vita dignitosa e morale in una società b ...continue

    "invece di presenare l'Africa come un mondo barbaro dove i selvaggi vivevano in permanente stato di anarchia, finchè venne l'uomo bianco portando pace, legge, ordine, religione, e una "più alta" forma diciviltà, Achebe ha mostrato gli africani condurre una vita dignitosa e morale in una società ben regolata, con precise norme giuridiche e religiosne sul corportamento umano! (Bernth Lindfors). Definita la più grande opera letteraria sull'Africa coloniale, un romanzo la cui voce è quella degli africani, la terra degli Ibo, attuale Nigeria. Achebe descrive la società, le sue regole, le relazioni famigliari e quelle del clan, i codici morali, le divinità della terra adorata e protettrici umiliate dall'arrivo dei colonizzatori-missionari. Una società con una propria cultura, di forza e poesia,una religiosità che permeava ogni aspetto della vita comunitaria. per nulla inferiore a quella occidentale.

    consigliato a tutti quelli che vogliono vedere oltre "l'esotismo africano".

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  • 4

    I enjoyed this book much more than I was expecting too. I'd wanted to read some books by African authors after we went to see the film Pumzi at the BL a few months back. I found this one in the library. It was MUCH more interesting than it sounded. The back cover basically told the story of 4/5th ...continue

    I enjoyed this book much more than I was expecting too. I'd wanted to read some books by African authors after we went to see the film Pumzi at the BL a few months back. I found this one in the library. It was MUCH more interesting than it sounded. The back cover basically told the story of 4/5ths of the book in the summary paragraph (bad penguin). So instead of a book that looked just at the impact of colonisastion there was a lot of the village before the white people came. It was really interesting to read about the different culture and the people. I liked the religion and the magic, the approach to life. The guys who were just jerks and the intereactions between everyone. It was a harsh reality and there seemed to be quite a lot of child sacrifice. Despite being so short and covering so much time it gave an interesting glimpse at what life was like before and after the English came. Like the main character you were left wondering why there was not more protest. It seemed like colonisation happened when no one was looking or paying attention. Despite techinically having an MA in Asian and African history I feel like I know so little about Africa and should really change that.

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