Thinking Fast and Slow

By

Publisher: Allen Lane

4.1
(465)

Language: English | Number of Pages: 512 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Dutch , Italian , Chi simplified , German , Spanish , Chi traditional , Korean , Portuguese , Swedish

Isbn-10: 1846140552 | Isbn-13: 9781846140556 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: eBook , Paperback , Others

Category: Health, Mind & Body , Philosophy , Social Science

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Book Description
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  • 0

    Kahneman l'unico psicologo premio Nobel (per l'economia nel 2002) è un piacere da leggere.
    La sua analisi delle due modalità di pensiero e dell'illusione di considerarci esseri razionali è semplice, p ...continue

    Kahneman l'unico psicologo premio Nobel (per l'economia nel 2002) è un piacere da leggere.
    La sua analisi delle due modalità di pensiero e dell'illusione di considerarci esseri razionali è semplice, precisa, illuminante.

    said on 

  • 5

    Imprenditori della disponibilità

    A volte i legislatori e gli organismi di regolamentazione si mostrano troppo sensibili alle preoccupazioni irrazionali dei cittadini, sia per calcolo politico sia perché tendono ad avere gli stessi bi ...continue

    A volte i legislatori e gli organismi di regolamentazione si mostrano troppo sensibili alle preoccupazioni irrazionali dei cittadini, sia per calcolo politico sia perché tendono ad avere gli stessi bias [errori sistematici] cognitivi di tutti.
    Sunstein e un suo collaboratore, il giurista Timur Kuran, hanno coniato un’espressione per definire il meccanismo attraverso il quale i bias si infiltrano nella politica: «cascata di disponibilità». Essi osservano che, nel contesto sociale, «tutte le euristiche [scorciatoie mentali] sono uguali ma la disponibilità è più uguale delle altre». […]. In particolare, un’idea è spesso giudicata importante in base alla fluidità (e alla carica emotiva) con cui viene in mente.
    Una cascata di disponibilità è una catena autoalimentata di eventi, che può iniziare dalle notizie mediatiche su un evento relativamente minore e condurre al panico generale e a un’azione del governo su larga scala. In alcune occasioni, una storia mediatica riguardante un rischio cattura l’attenzione di un segmento di pubblico, che si allarma e preoccupa. La reazione emozionale diventa una storia di per se stessa, inducendo ulteriore copertura mediatica, la quale a sua volta produce sempre maggiore preoccupazione e coinvolgimento. Il ciclo è a volte accelerato deliberatamente da «imprenditori della disponibilità», individui o organizzazioni che operano allo scopo di assicurare un flusso continuo di notizie allarmanti. Il pericolo viene sempre più esagerato a mano a mano che i media competono tra loro per produrre titoli sensazionalistici. Gli scienziati e altre persone che cercano di mitigare la paura e lo scandalo crescenti attirano pochissima attenzione, perlopiù ostile: chiunque affermi che il pericolo è sopravvalutato è sospettato di partecipare a un «odioso tentativo di insabbiamento». Il problema assume importanza politica perché è nella mente di tutti, e la risposta del sistema politico è guidata dall’intensità del sentimento pubblico. La cascata di diponibilità ha ormai resettato le priorità. Altri rischi, e altri modi di utilizzare le risorse per il bene generale, si sono tutti dissolti sullo sfondo.

    said on 

  • 4

    Abbindo labili

    Se è vero che l’esperienza mnemonica, l’ultima sua parte in specie, governa il giudizio, allora il testo è per me piuttosto schematico. Se però ripenso all’inizio e lo valuto col sistema 2, allora è u ...continue

    Se è vero che l’esperienza mnemonica, l’ultima sua parte in specie, governa il giudizio, allora il testo è per me piuttosto schematico. Se però ripenso all’inizio e lo valuto col sistema 2, allora è un bel libro, dissacrante le nostre più care suggestioni di razionalità applicata. Se anche considero però come ritenga falso che ci siano giornate dalla mano calda nel basket, allora penso che sia sbagliato – troppo confidente nell’analisi statistica – in alcune conclusioni, e forse in di più.

    said on 

  • 5

    FORSE CHE SI FA QUELLO CHE SI PUO'

    Se escludiamo i romanzi - e del resto questo libro non è un romanzo - sono seriamente tentato di considerarlo uno dei libri più belli che abbia mai letto.
    "Bello" è un po' vago, direi interessante, ut ...continue

    Se escludiamo i romanzi - e del resto questo libro non è un romanzo - sono seriamente tentato di considerarlo uno dei libri più belli che abbia mai letto.
    "Bello" è un po' vago, direi interessante, utile, vero. Ecco, a me sembra che dica tutte cose vere.

    Mi ci sono imbattuto per caso in una libreria di Pavia qualche mesetto fa. L'ho guardato, sfogliucchiato, annusato, e poi l'ho lasciato lì.
    Ma la volta successiva in cui sono andato nella stessa libreria, dopo averlo sbirciato di nascosto ancora un po', riannusato e risfogliucchiato, non me lo sono lasciato sfuggire.
    Aver letto che l'autore ha vinto il premio Nobel ammetto che mi abbia dato più fiducia, perché quando vedo questi libri nel reparto "psicologia" qualche dubbio sulla validità/scientificità/solidità dei contenuti mi viene sempre.

    E sì, perché è un libro che parla di psicologia. (Certo, certo... applicata all'economia e alla statistica, ma per me è un libro che parla di psicologia.)
    E siccome non sono bravo a raccontare per bene e per filo e per segno le trame dei libri - anche se non è un romanzo, una trama ce l'ha anche lui in fin dei conti - mi limiterò a qualche esempio.

    Ad esempio: se doveste scegliere fra 100 Mila Lire certe o una probabilità del 50% (come dire, lanciare una moneta) di vincere 300 Mila Lire, cosa scegliereste?
    Oppure: se doveste scegliere fra perdere sicuramente 100 Mila Lire, oppure il 50% di probabilità di perdere 300 Mila Lire, cosa scegliereste?
    E via dicendo.
    E qualcuno obietterà: Ma perché "Lire"? Bah... soltanto perché sono un inguaribile nostalgico. Se volete, fate Euro o Dollari, tanto il concetto non cambia.
    E qualcun altro obietterà: Ma ci prendi in giro? Secondo te dovremmo credere che questo qui ha vinto un premio Nobel per dei giochini da brutta copia della Settimana Enigmistica? No, certo. O meglio, e che ne so io?. Forse lo ha vinto anche per questo.
    Ma forse anche perché, a differenza di quanto qualcuno potrebbe aspettarsi - ovvero che alle due domande di esempio che ho riportato sopra competa una risposta esatta, una e una sola risposta esatta, come è giusto che sia e come è sempre stato e come dev'essere nei secoli dei secoli amen - ecco, in realtà il Signor Kahneman la prende un po' più alla lontana.

    Ovvero, si è preso la briga di fare le stesse domande a tante persone e di annotarne le risposte. E poi si è preso la briga di fare anche molte ma molte altre domande a tante altre persone, e di leggerne le risposte, e di ragionarci un po' su. E insomma, senza star qui a dilungarmi troppo - perché ve l'ho già detto che non sono bravo - alla fine si è accorto che tranne qualche caso raro (patologico? fisiologico? non lo so. Ma raro, sì) di persone, quasi tutti noi non diamo risposte razionali a queste domande. La maggior parte delle persone - me compreso, ma anche la mia morosa, i miei colleghi e mia mamma (mio papà no, lui è un caso raro e non aggiungo altro) - non diamo risposte razionali a queste domande... e scegliamo la certezza di 100 Mila Lire (o Euro, o anche Sterline se preferite) al 50% di probabilità di vincerne 300. E questo non è del tutto razionale, se avete studiato un pochino di statistica. E le stesse persone scelgono di rischiare al 50% di perdere 300 Mila Lire (o affini) invece di perdere sicuramente solo 100 Mila Lire (eccetera eccetera).

    E voi direte: E allora?
    E io rispondo: e allora niente.
    Però inizio a pensare che dovremmo smetterla di pensarci furbi, o più furbi, o troppo furbi, o ancora intelligenti, o più intelligenti, o troppo intelligenti quando prendiamo le varie decisioni della nostra vita.
    A volte ci sbattiamo di brutto per trovare la scelta migliore, quella che in base ai nostri calcoli dovrebbe ottimizzare il nostro guadagno o risparmio, ma poi buttiamo tutto al cesso perché ci lasciamo condizionare da paure o speranze. Che ci sono sempre state e ci saranno sempre, e benedette siano, sia chiaro! Ma è buffo vedere come ci affanniamo a volte ad atteggiarci a quelli saggi belli e intelligenti, magari - anzi quasi sicuramente - prendendo in giro con supponenza e compassione le scelte così palesemente errate degli altri, quando poi, quando arriva il nostro turno, ci comportiamo semplicemente ed esattamente e immancabilmente nello stesso modo!

    Ah, aggiungo un'ultima nota per chi stia ancora leggendo: non pensiate che il libro parli solo di tornaconto economico. Sì, è vero, ne parla spesso, ma se leggete tra le righe capirete bene che i soldi sono solo una metafora di altro. E il capitoletto sull'esperienza, beh, che dire? Si limita a constatare che spesso conta più il ricordo delle nostre esperienze passate, rispetto alle sensazioni effettivamente esperite. Per constatarlo, fa mettere a molte persone le mani in vaschette di acqua fredda. E anche se io non ho (ancora) messo personalmente le mani in quelle vaschette, ho già avuto modo di capire che ha perfettamente ragione.
    Del resto, ci sarà pure un motivo se più o meno tutti, periodicamente, rimpiangiamo le partite a pallone di quando avevamo dieci anni, o le bambole di quando eravamo piccine o, vallo a sapere, perfino delle vecchie banconote da 100 Mila Lire tutte sporche e stropicciate?

    :)

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  • 4

    Illuminante... a metà

    E' un libro che propone molti spunti interessanti su come le nostre scelte di tutti i giorni siano il più delle volte guidate dall'istinto e dall'intuito piuttosto che dalla razionalità, anche se spes ...continue

    E' un libro che propone molti spunti interessanti su come le nostre scelte di tutti i giorni siano il più delle volte guidate dall'istinto e dall'intuito piuttosto che dalla razionalità, anche se spesso siamo convinti del contrario.
    Ho trovato illuminante la prima metà del libro, dove con un linguaggio molto lineare e chiaro lo scrittore spiega il maniera chiara il modo in cui il nostro cervello si comporta di fronte a diverse situazioni, chiarendo meccanismi mentali che ai più sono sconosciuti. La seconda parte invece a mio parere è troppo tecnica e prolissa, diciamo che mi sarei accontentato di una sintesi molto stringata di alcuni argomenti trattati, tant'è che devo ammettere di avere saltato qualche pagina.

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  • 4

    Il mammasantissima dell'analisi decisionale

    Consiglio la lettura di questo libro, ma con la predisposizione a prepararsi ad un libro corposo: linguaggio sempre piuttosto semplice ma corposo. Fiero di averlo letto: probabilmente dovrei rileggerl ...continue

    Consiglio la lettura di questo libro, ma con la predisposizione a prepararsi ad un libro corposo: linguaggio sempre piuttosto semplice ma corposo. Fiero di averlo letto: probabilmente dovrei rileggerlo con maggiore attenzione. Ma intanto l’ho letto almeno una volta!

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  • 5

    Definire saggio questo lavoro di Daniel Kahneman e' decisamente riduttivo, viste le oltre 500 pagine scritte fitte nell'edizione economica della Mondadori.
    Il grande psicologo israeliano, premio Nobel ...continue

    Definire saggio questo lavoro di Daniel Kahneman e' decisamente riduttivo, viste le oltre 500 pagine scritte fitte nell'edizione economica della Mondadori.
    Il grande psicologo israeliano, premio Nobel per l'economia nel 2002, è considerato uno dei padri della Finanza Comportamentale, un ramo della Psicologia che si occupa di studiare il comportamento degli individui posti di fronte a scelte in campo finanziario.
    I suoi studi hanno dimostrato che le nostre decisioni spesso sono il risultato di comportamenti non proprio razionali, e questo a causa di molteplici fattori, fra cui l'errata percezione delle informazioni che ci vengono messe a disposizione.
    Paura, avidità, impazienza, eccessiva fiducia, insicurezza, sono soltanto alcune delle emozioni che entrano in gioco quando si tratta di investire il proprio denaro.
    Queste pagine sono il punto di riferimento non solo per la Finanza Comportamentale, ma per tante altre discipline e, più in generale, ormai rappresentano una sorta di riferimento ogni qual volta si pensa alla formazione di un pensiero nel nostro cervello.
    Il lavoro di Kahneman parte da lontano, affondando le radici alla fine degli anni'70 del secolo scorso, allorché elaborò quella che è stata definita la Teoria del Prospetto.
    Dopo aver analizzato il comportamento di un gran numero di soggetti, posti nella condizione di dover prendere una decisione, lo psicologo dimostrò che il nostro cervello è di fatto diviso in due parti, chiamate sistema 1 e sistema 2 e preposte rispettivamente al fast ed allo slow thinking.
    Efficacemente potremmo pensare alla nostra massa cerebrale come composta da due hard disk, il primo per i pensieri veloci (leggere i titoli di un tabellone pubblicitario, quanto fa 2+2, quell'albero è più lontano del bambino... ) mentre il secondo è per quelli lenti (quanto fa 12x23, cercare fra la folla una donna con i capelli bianchi, fornire ad altri il proprio numero di cellulare...)
    Ma commetteremmo un grossolano errore se avessimo una considerazione negativa del nostro sistema 1, perché è quello che in definitiva ci ha salvati come specie e ci fornisce ancora risposte immediate in caso di pericolo. Il fast thinking e' infatti principalmente rivolto verso l'esterno e non ha la pretesa di elaborare concetti, ma stime veloci, automatiche: è lì, vigile, dove si svolge l'azione. E’ quello che fino a poche decine di migliaia di anni fa, permetteva all’Homo di sopravvivere in un ambiente ostile: c’erano competitori più veloci, più grossi di taglia, più attrezzati per offendere (zanne, unghie…). Se oggi siamo qui, lo dobbiamo proprio al nostro sistema 1!
    Il sistema 2 invece, fruga nella memoria, genera risposte, domande, valuta e diversamente dal sistema 1, necessita di una certa quantità' di attenzione.
    Ormai viviamo tutti lasciandoci guidare da impressioni e sensazioni e questo, di norma, ha una sua giustificazione.
    In un mondo in cui non dobbiamo più difenderci “fisicamente”, se non da noi stessi e che ci costringe a pensare velocemente, chiedendoci risposte in tempi sempre più brevi, il sistema intuitivo è di gran lunga quello più sollecitato e sta prendendo il sopravvento sul sistema del pensiero lento.
    Eppure questo rappresenta la parte più razionale di cui disponiamo, certamente più costosa in termine di dispendio di energie, ma indispensabile se vogliamo ragionare prima di prendere qualunque decisione.

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  • 5

    Siamo dotati di un sistema di pensiero che, in modalità rapida riesce ad elaborare grandi quantità di informazioni ed a rispondere in tempi brevissimi, ma usa delle "scorciatoie" non sempre affidabili ...continue

    Siamo dotati di un sistema di pensiero che, in modalità rapida riesce ad elaborare grandi quantità di informazioni ed a rispondere in tempi brevissimi, ma usa delle "scorciatoie" non sempre affidabili; in modalità lenta può eseguire valutazioni molto più sicure ma con dispendio di tempo e soprattutto di energia. Questa dualità comporta importanti conseguenze esaminate nel libro, che influenzano le nostre scelte in modo spesso poco consapevole. Ogni argomento affrontato nel testo riporta nelle note la bibliografia di riferimento ed è dotato di citazioni ed esempi. H apprezzato anche la chiarezza della scrittura che permette di affrontare argomenti complessi.
    Un libro da leggere, per conoscersi e per capire le molte trappole in cui cadiamo, anche se impegnativo per la densità di nozioni che contiene.

    said on 

  • 2

    翻譯問題

    之前就有人評論, 原本一本很好的書, 但因為翻譯導致看不下去.
    實際上看了後真的事.文詞不順, 看起來很艱澀難懂,最後只好放棄, 很可惜.

    said on 

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