Those Who Leave and Those Who Stay

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Publisher: Europa Editions

3.9
(2299)

Language: English | Number of Pages: 400 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese , Spanish

Isbn-10: 160945233X | Isbn-13: 9781609452339 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    La vita di Elena e Lila attraversa un altro pezzo di storia d'Italia, sullo sfondo di una lotta di classe a cui le ragazze non si sentono coinvolte, se non per obbligo. La parte centrale del libro ris ...continue

    La vita di Elena e Lila attraversa un altro pezzo di storia d'Italia, sullo sfondo di una lotta di classe a cui le ragazze non si sentono coinvolte, se non per obbligo. La parte centrale del libro risulta noiosa, così come è la vita monotona da brava moglie di Elena e da operaia stanca e sudata quella di Lina. Nessuna emozione, nessun rapporto tra loro, e le pagine scorrono lente.
    Poi, la Ferrante, gioca con i suoi personaggi e regala pagine veloci, le ultime 150 da leggere d'un fiato tra colpi di scena, amori ritrovati, frecciate al vetriolo della machiavellica Lila ("Ma quando mai la gente parlaveramente e quando mai le cose succedono all'improvviso" oppure "Certe cose le devi chiedere a chi ha la competenza di risponderti, non a me!") e scelte, che seppur dolorose, sono le uniche possibili.
    Ho stimato molto Elena, sul finale, per la coerenza della sua scelta a prescindere da ciò che stava accadendo fuori di lei.
    Bisogna iniziare il quarto, al più presto

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  • 4

    Ed eccoci al terzo capitolo, quello che mi è piaciuto meno in quanto ho trovato un po' noiose le descrizioni politiche però il finale ti fa venire voglia di iniziare subito L ultimo capitolo.......... ...continue

    Ed eccoci al terzo capitolo, quello che mi è piaciuto meno in quanto ho trovato un po' noiose le descrizioni politiche però il finale ti fa venire voglia di iniziare subito L ultimo capitolo........... cosa che ho già fatto

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  • 4

    Il libro forse più politico dei tre letti finora, in cui la Ferrante riesce ad innalzarsi dal racconto della vita delle due amiche e a inserirle in un contesto più ampio. La scrittrice ci offre uno sp ...continue

    Il libro forse più politico dei tre letti finora, in cui la Ferrante riesce ad innalzarsi dal racconto della vita delle due amiche e a inserirle in un contesto più ampio. La scrittrice ci offre uno spaccato sociale e politico dell'inizio degli anni Settanta, dominato dagli scontri violenti, la spaccatura della sinistra, la saldatura tra operai e studenti per contestare il sistema borghese e autoritario e fare la rivoluzione, ma anche la libertà sessuale al di fuori del matrimonio, e la costruzione di un'autocoscienza femminile, scevra da schemi maschili. Elena, l'amica che "ce l'ha fatta", avendo lasciato il rione natio e Napoli per andare a vivere a Firenze col marito figlio di una famiglia intellettuale e potente già sistemato come professore universitario, vive con interesse le tensioni del periodo e quelle che avverte dentro il suo intimo da tempo e che cominciano ad espolodere in lei. Da sempre scolara molto diligente, più per desiderio della sua amica, ferma alla quinta elementare, di brillare nello studio attraverso di lei che per vero interesse, per lo studio ha sostanzialmente rinunciato a godersi la vita negli anni dell'adolescenza e ora la sua vitalità irrompe disperatamente, dopo essere stata repressa tanto a lungo. Si chiede chi sia e cerca senza successo di liberarsi dall'ombra dell'amica, a cui si era sempre sentita inferiore, e costruirsi una sua personalità autonoma con proprie idee e propri interessi come donna libera. Ancora innamorata dell'amore della sua infanzia ed adolescenza, Nino, soddisfa ora, sposata con due figlie, il suo capriccio adolescenziale mai appagato che proprio per questo si trascina da anni, in ossequio alla regola non scritta che vuole che continuiamo a desiderare ciò che non siamo riusciti a prenderci. Sprofonda nella passione per lui, pur sapendo( o dovendo sapere dagli elementi in suo possesso) che Nino è inaffidabile e incapace di amare ma piuttosto di sfruttare le donne, malgrado le sue indubbie capacità. Del resto gli uomini in questa saga non fanno certo una bella figura, salvo pochissime eccezioni, con un realismo che non dispiace: o sono buoni ma totalmente inetti come il marito di Elena , malgrado la sua profonda cultura classica , o apparentemente buoni ma molto violenti e fondamentalmente stupidi come Stefano o seduttori seriali come il padre di Nino e Nino stesso o comunque mediocri. Anche i rivoluzionari dell'amore libero non fanno una bella figura: amore apparentemente scevro da responsabilità e da vincoli sia per l'uomo sia per la donna ma poi gli eventuali figli se li deve sciroppare la donna, senza che vi sia vera parità. Lila invece, andando controcorrente rispetto ad Elena, rimane a Napoli e cambia ancora una volta il suo destino, da operaia in fabbrica in mezzo alle rivendicazioni salariali e alle lotte coi fascisti a caporeparto ben pagata nell'ambito della programmazione dei primi computer, dimostrando ancora una volta la sua intelligenza e la sua versatilità senza lasciare il rione natio, sempre più volitiva e carismatica. Nella storia di chi fugge e di chi resta la scrittrice però riesce ad allargare ulteriormente le maglie del tempo e dello spazio del racconto, ponendoci di fronte ad un dilemma universale. Chi fugge ha la certezza o solo l'illusione di scappare dalla corruzione e dalle ingiustizie della terra natia, che hanno invece contaminato tutto il mondo e da cui non c'è scampo?

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  • 5

    Molta politica molto anni 70, contestazione e terrorismo, lotta politica, manifestazioni e rappresaglie. Sempre coinvolgente, sempre sanguigno, sempre da leggere tutto d'un fiato. Elena Ferrante da' a ...continue

    Molta politica molto anni 70, contestazione e terrorismo, lotta politica, manifestazioni e rappresaglie. Sempre coinvolgente, sempre sanguigno, sempre da leggere tutto d'un fiato. Elena Ferrante da' assuefazione.

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  • 3

    Finora, quello che mi è piaciuto meno. Sebbene lo stile sia sempre molto coinvolgente - motivo principale per il quale, alla fine, sto leggendo la saga - trovo le vicende narrate in questo romanzo mol ...continue

    Finora, quello che mi è piaciuto meno. Sebbene lo stile sia sempre molto coinvolgente - motivo principale per il quale, alla fine, sto leggendo la saga - trovo le vicende narrate in questo romanzo molto meno avvincenti. Nonostante continui a trovare molto interessante il modo in cui l'autrice parli del burrascoso periodo storico in atto (il Sessantotto, gli scontri fra comunisti e militanti dell'estrema destra, l'emancipazione femminile), sono proprio i personaggi che risultano noiosi: per quanto ami le analisi psicologiche, infatti, da queste pagine, Elena risulta essere solo una persona che, per un motivo o per un altro, finisce sempre per piangersi addosso. Molto più interessante è la vita di Lila, sebbene il personaggio continui a non piacermi.
    Spero che nel prossimo romanzo, che è dedicato all'età matura e alla vecchiaia delle protagoniste, anche loro, appunto, maturino e la smettano di comportarsi come bambine viziate.

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