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Three Junes

By Julia Glass

(42)

| Paperback | 9780385721424

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Book Description

An astonishing first novel that traces the lives of a Scottish family over a decade as they confront the joys and longings, fulfillments and betrayals of love in all its guises.

In June of 1989 Paul McLeod, a newspaper publisher and recent wi Continue

An astonishing first novel that traces the lives of a Scottish family over a decade as they confront the joys and longings, fulfillments and betrayals of love in all its guises.

In June of 1989 Paul McLeod, a newspaper publisher and recent widower, travels to Greece, where he falls for a young American artist and reflects on the complicated truth about his marriage. . ..Six years later, again in June, Paul’s death draws his three grown sons and their families back to their ancestral home. Fenno, the eldest, a wry, introspective gay man, narrates the events of this unforeseen reunion. Far from his straitlaced expatriate life as a bookseller in Greenwich Village, Fenno is stunned by a series of revelations that threaten his carefully crafted defenses. . .. Four years farther on, in yet another June, a chance meeting on the Long Island shore brings Fenno together with Fern Olitsky, the artist who once captivated his father. Now pregnant, Fern must weigh her guilt about the past against her wishes for the future and decide what family means to her. In prose rich with compassion and wit, Three Junes paints a haunting portrait of love’s redemptive powers.

36 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un libro che trasporta altrove, molto piacevolmente, in buona compagnia. Peccato essere tornati. Brava Julia Glass, ottimo lavoro.

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    Simanò said on May 21, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Three Junes è uno di quei libri che, anche a lettura ultimata, non capisco come abbiano fatto ad entrare nella mia lista desideri. Si tratta di un trittico, ovvero di un romanzo organizzato intorno a tre parti, ognuna delle quali si concentra ...(continue)

    Three Junes è uno di quei libri che, anche a lettura ultimata, non capisco come abbiano fatto ad entrare nella mia lista desideri. Si tratta di un trittico, ovvero di un romanzo organizzato intorno a tre parti, ognuna delle quali si concentra su un diverso personaggio, in ognuna delle quali si salta continuamente dal presente al passato.

    http://robertabookshelf.blogspot.it/2013/08/three-junes…

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    ζ Roberta said on Aug 12, 2013 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    È senz'altro un bel libro, ma non mi sono affezionata ai personaggi, e l'ho trovato lento. Però non date retta a me :-)

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    Linda said on Jul 7, 2013 | 14 feedbacks

  • 18 people find this helpful

    Trittico intermittente

    La valente Julia Glass, scrittrice e pittrice, laureata in Arte, afferma che il suo romanzo Tre volte giugno può essere associato, più che a una trilogia, a un trittico, con “una potente e complessa immagine centrale vista di fronte e, ai l ...(continue)

    La valente Julia Glass, scrittrice e pittrice, laureata in Arte, afferma che il suo romanzo Tre volte giugno può essere associato, più che a una trilogia, a un trittico, con “una potente e complessa immagine centrale vista di fronte e, ai lati, due immagini di profilo che guardano verso di essa”. In termini narrativi, la storia di Fenno, l’unica concepita in prima persona, svetta al nucleo, preceduta e seguita da due storie laterali, incentrate sul padre Paul e su una donna americana, Fern; va da sé che queste macroaree sono collegate e contigue, necessarie all’economia del racconto. Ora, per quanto la meravigliosa e fluida scrittura della Glass sostenga autorevolmente le oltre 450 pagine del libro, ci sono diversi elementi disomogenei, o semplicemente meno consistenti, nella struttura di Three Junes, versione allungata di una antecedente novella, Collies, che ne costituisce la base. Dilatato. E’ un aggettivo che spesso mi è saltato alla mente durante la lettura; dilatati sono i tempi, il periodare, gli accadimenti. La scrittrice me la immagino nella quotidianità come una persona calma e “riposata”, con cui prenderei volentieri un tè su una bella terrazza con vista mare, ma questo non può giustificarla nell’ammannire una nutrita serie di pennellate di discutibile flemma narrativa; se la prende comoda, forse si autocompiace, confortata dal dono di una bella prosa, ricca e sottile, ma aritmica, ovvero con dinamismo latitante e anodino. Mah. Debbo tuttavia aggiungere che vi sono mirabili scorci, dettagli di una tale intensità, di tali candore e vigore emotivi, da lasciare il segno. Tutto questo però non cambia il mio parere, positivo con riserva, sul libro vincitore nel 2002 del prestigioso National Book Award americano. “Il tempo è come una fisarmonica, riesce ad allungarsi e comprimersi in mille melodici modi”. E’ vero, ma chiudiamola un po’ più spesso ‘sta fisarmonica, cara Julia

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    Krodì80 said on Oct 28, 2012 | 11 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    "Ovunque vada la gente si porta dietro la vecchia vita di sempre. Non esiste nessun luogo così perfetto da strappartela via."

    Di questo romanzo ho letto recensioni entusiaste e innamorate, che mi hanno conquistato per una serie di significat ...(continue)

    "Ovunque vada la gente si porta dietro la vecchia vita di sempre. Non esiste nessun luogo così perfetto da strappartela via."

    Di questo romanzo ho letto recensioni entusiaste e innamorate, che mi hanno conquistato per una serie di significativi accostamenti: un po' di Jonathan Coe e un po' di Michael Cunningham, con forse qualcosa di Virginia Woolf e del suo gruppo di amici. Come è naturale, più alte sono le aspettative, più alta sarà la delusione. Per fortuna, i danni sono stati limitati, ma ci sono.
    I tre giugno del titolo sono quelli vissuti dai tre protagonisti: Paul, poi suo figlio Fenno, infine una pittrice americana che chiude il cerchio. Come nei capolavori degli autori sopracitati, siamo davanti a una saga familiare, a un racconto intimo, stretto in spazi chiusi, in cui il solo dinamismo è dato dai continui salti temporali e dagli spostamenti dell'ambientazione, dalla Scozia alla Grecia, da New York a Parigi. Ogni sezione del romanzo, in un gioco di matrioska, è a sua volta sdoppiata in due filoni temporali diversi. Nel gioco narrativo riconosco qualcosa di Jonathan Coe; è nella scelta dei grandi temi che riconosco invece Cunningham. Amore e morte sono gli estremi entro cui si dipana la trama della vita, dalla morte della moglie di Paul, pianta nella prima sezione, alla morte dello stesso Paul, che riunisce i figli e quanto si portano dietro, passando per l'intreccio amore-morte del rapporto fondamentalmente platonico tra Fenno e Mal, malato terminale di AIDS sul finire degli anni Ottanta.
    Nella scelta delle tematiche, nella cura perfetta dei personaggi, nella capacità evocativa delle ambientazioni l'autrice rivela tutta la sua grandezza. Eppure si ferma a un passo dal riconoscimento del capolavoro. Per quanto possa sembrare ancora più forzato, il paragone con i due scrittori rende evidenti le debolezze della sua scrittura: stilisticamente Coe e Cunningham sono inavvicinabili. L'introspezione non si fa avvolgente come si potrebbe sperare, il coinvolgimento è scostante (lo scollamento è deciso soprattutto nella sezione iniziale e in quella finale, la cui lettura rallenta cedendo pure alla noia). In pagine altrimenti di una bellezza assoluta manca quel lirismo che ci si aspetterebbe a sostegno di un romanzo da simili premesse. La freddezza di certi passaggi cozza violentemente con la storia raccontata, soprattutto se si considera che a scrivere è una donna. E' un vero peccato, insomma. Ma non fatevi fuorviare dal mio dispiacere. Resta comunque un capolavoro mancato, un romanzo bellissimo. Restano pochi ma preziosissimi passaggi. E' abbastanza per accontentarsi.

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    Tancredi said on Oct 26, 2012 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Non è certo un mistero la mia predilezione per la letteratura americana contemporanea.
    E questo libro di Julia Glass non fa eccezione.
    Tre storie ambientate nel mese di giugno, a distanza di alcuni anni l'una dall'altra, ci fanno entrare nel mondo ...(continue)

    Non è certo un mistero la mia predilezione per la letteratura americana contemporanea.
    E questo libro di Julia Glass non fa eccezione.
    Tre storie ambientate nel mese di giugno, a distanza di alcuni anni l'una dall'altra, ci fanno entrare nel mondo privatissimo di una famiglia e di alcuni dei suoi membri.
    Con la narrazione a ritroso si parte in realtà da episodi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, fino ad arrivare quasi ai nostri giorni.
    L'atmosfera del libro è intimista, rarefatta, spesso malinconica; in alcuni momenti ci si trova a provare una commozione profonda, senza sapere bene perché.
    E l'empatia con i personaggi diventa qualcosa di tangibile pagina dopo pagina, anche perché le loro vite e le loro emozioni rappresentano il percorso della vita normale, quotidiana e quasi trascurabile di ciascuno di noi.
    Ed è proprio nell'ordinarietà della vita che risiede il capolavoro.

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    echoes said on Aug 3, 2012 | Add your feedback

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