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Ti faccio vedere io! Un agente FBI svela tutti i segreti del linguaggio del corpo per non farti fregare sul lavoro (dal capo e dai colleghi)...

Di

3.7
(6)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845424839 | Isbn-13: 9788845424830 | Data di pubblicazione: 

Ti piace Ti faccio vedere io! Un agente FBI svela tutti i segreti del linguaggio del corpo per non farti fregare sul lavoro (dal capo e dai colleghi)...?
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    Mi vergogno un tantinello ad aver acquistato questo trattato, ci sono cascato come un pollo visto che era venduto come prodotto civetta. Sembra scritto dal personaggio interpretato do Bob De Niro in “Ti presento i miei”. Ho cominciato con mille pregiudizi, preoccupato di rimanere intricato nella ...continua

    Mi vergogno un tantinello ad aver acquistato questo trattato, ci sono cascato come un pollo visto che era venduto come prodotto civetta. Sembra scritto dal personaggio interpretato do Bob De Niro in “Ti presento i miei”. Ho cominciato con mille pregiudizi, preoccupato di rimanere intricato nella rete del “cerchio della fiducia” e dall’approccio di venditore di automobili dell’autore che si compiace si autocita. Questo Joe Navarro è una sorta di Scarface trasformato come per incanto in maggiordomo della Casa Bianca, è il vero capitalista americano, quello con il cappellone a stelle e strisce che dice I want you.
    Il filo conduttore è ovviamente lo sfruttamento del potenziale enorme del linguaggio non verbale  che sia del nostro corpo, del nostro abbigliamento, dei nostri oggetti o delle cose che ci stanno intorno. Tale potenziale, udite udite, costituisce non meno dell’80% di ciò che comunichiamo.
    In realtà si legge in maniera più che scorrevole e mi duole ammettere, lavorando in azienda, che è un vademecum semplice, utile e veritiero. Fare lo sforzo di osservare qualcuna delle semplici regolette illustrate non ci fa male di sicuro. Anche se con una buona educazione si è già a tre quarti dell’opera e questo non è management ma essere nati nella casa giusta.
    Alcune osservazioni le approvo, altre le abborro.
    Mi è piaciuta l’intuizione sul fatto che suonare in gruppo a tempo è probabilmente la migliore espressione di comunicazione non verbale armoniosa, da qui è facile far conseguire tutte le tecniche di mirroring.
    Mi è sembrata invece una stronzata che fa luce, l’analisi sull’importanza dell’abbigliamento…io sono cresciuto con una cartolina attaccata alla mia  bacheca che recitava la seguente massima “the only advantage with uniform is that even idiots konw what to wear” ed è triste come ogni contesto ambientale abbia un severissimo codice di abbigliamento.
    Altra cosa opinabile è il tempo inferiore a 7 secondi per scappare disinteressati da una pagina web….e allora com’è che c’è tutta sta gente su sto macinino di Anobii che sembra vada a manovella???
     
    Colonna sonora: body talk  - immagination
    Drink: una tazza di te servita al resort alle terme di Saturnia…potrebbe anche fare schifo, ma per come te la servono ti senti da DIo
     

    ha scritto il