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Ti ho sposato per allegria

Di

Editore: Einaudi

3.6
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 75 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880620484X | Isbn-13: 9788806204846 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Pietro e Giuliana sono sposati da una settimana, dopo solo un mese che si conoscono. Pietro, avvocato, è di solida estrazione sociale, abituato a una vita borghese, pacata e regolare; mentre Giuliana è una spiantata, indolente e pasticciona, scappata di casa a diciassette anni, un po' svitata ma simpatica. Pietro ha invitato a pranzo per l'indomani sua madre, affinché metta da parte tutte le riserve sul conto di Giuliana e accetti lo stato di fatto, smettendola di crucciarsi.
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  • 4

    Rido. Le parole, soprattutto. Trovi che non ho stile. Trovi che ho stile. Esce dal parrucchiere e si bagna l'ondulazione. Pretensioso con la esse. Il nostro matrimonio è una cosa niente solida. Questa ...continua

    Rido. Le parole, soprattutto. Trovi che non ho stile. Trovi che ho stile. Esce dal parrucchiere e si bagna l'ondulazione. Pretensioso con la esse. Il nostro matrimonio è una cosa niente solida. Questa tua madre è un poco svaporata. I nomi. Topazia. Ginestra.

    Madre di Pietro - Chi è questa sua amica Topazia, un nome molto, molto pretensioso.
    Giuliana - È una mia cara amica Topazia, l'amica più cara che ho. Un'altra mia amica si chiama Elena però non mi trovo bene con lei come con Topazia. È troppo pessimista. Vede guai dappertutto. Io con i pessimisti non riesco a stare. Mi si attacca subito il pessimismo anche a me.
    Madre di Pietro - E mio figlio, le sembra un ottimista mio figlio?
    Giuliana - Non mi sembra tanto pessimista. Sennò forse non l'avrei sposato.
    Madre di Pietro - Lo crede un ottimista? Sbaglia. È soltanto un superficiale. Anche mia figlia Ginestra è un poco superficiale. Nella loro superficialità, questi miei figli mi hanno dato dolori e preoccupazioni. Perché non ha riflettuto, prima di sposarsi, figlia mia? Perché tanta leggerezza, lei, così duramente provata dalla vita? Non è credente, vero, signorina?
    Giuliana - Secondo i giorni. Dipende dai giorni

    ha scritto il 

  • 4

    Commedia gradevolissima, che mi piacerebbe davvero veder rappresentata a teatro!Sulla scena, per quasi tutto il tempo, abbiamo solo tre personaggi: Pietro e Giuliana, novelli sposi, e la loro camerier ...continua

    Commedia gradevolissima, che mi piacerebbe davvero veder rappresentata a teatro!Sulla scena, per quasi tutto il tempo, abbiamo solo tre personaggi: Pietro e Giuliana, novelli sposi, e la loro cameriera Vittoria. Lo scenario poi è sempre lo stesso, ovvero la casa dei due. Ma nonostante questa scarsa varietà e complice la brevità del testo non ci si annoia neanche un istante leggendo i divertenti scambi di opinione tra moglie e marito, che si conoscono appena...Perché mai si saranno sposati? Da leggere, perché non tutto, soprattutto in campo sentimentale, è spiegabile razionalmente!^^

    ha scritto il 

  • 4

    una Ginzburg insolita per questa commedia del 1964 riportata in teatro quest'anno dopo vari decenni. Un po' ricorda "A piedi nudi nel parco" la cui prima rappresentazione risale a ottobre 1963. Ci si ...continua

    una Ginzburg insolita per questa commedia del 1964 riportata in teatro quest'anno dopo vari decenni. Un po' ricorda "A piedi nudi nel parco" la cui prima rappresentazione risale a ottobre 1963. Ci si è ispirata o è un caso? entrambe le protagoniste sono un po' svampite, entrambi i mariti sono avvocati, entrambi i matrimoni frettolosi... Ovviamente la penna della nostra è molto più incisiva e gioca con la lingua in certi punti quasi "ionescamente". Divertente, anche se un po' datato

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho letto oggi in pausa pranzo, è una commedia in tre atti brevissima ed esilarantissima.
    Giuliana è una matta come tutte le donne, punzecchia il marito, è chiacchierona, si offende e mette il bronci ...continua

    L'ho letto oggi in pausa pranzo, è una commedia in tre atti brevissima ed esilarantissima.
    Giuliana è una matta come tutte le donne, punzecchia il marito, è chiacchierona, si offende e mette il broncio, poi si dimentica e passa di palo in frasca. Neanche a dirlo, il neomarito è tutto disponibile, accomodante e pacifico.
    I dialoghi sono spassosissimi e non posso fare a meno di consigliarvene la lettura.
    Da donna, mi sono ritrovata più volte nel modo di parlare e gesticolare (ebbene sì, questo l'ho immaginato!) di Giuliana.
    Leggerlo non vi costa nulla, è breve e non avete niente da perdere. Per me non ve ne pentirete.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi è perfettamente in grado di spiegare perchè si sia innamorato o abbia deciso di sposare proprio quella persona non mi ha mai convinta del tutto.
    Sposarsi per allegria è tanto insensato quanto sinc ...continua

    Chi è perfettamente in grado di spiegare perchè si sia innamorato o abbia deciso di sposare proprio quella persona non mi ha mai convinta del tutto.
    Sposarsi per allegria è tanto insensato quanto sincero, magari funziona.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura lieve e frizzante...perchè lieve non è sinonimo di "stupido", vorrei dirlo alla me stessa di qualche anno fa!Poi alcune battute di Giuliana mi han fatto ridere perchè sembrano quelle di mi ...continua

    Una lettura lieve e frizzante...perchè lieve non è sinonimo di "stupido", vorrei dirlo alla me stessa di qualche anno fa!Poi alcune battute di Giuliana mi han fatto ridere perchè sembrano quelle di mio padre...involontarie e per questo divertenti

    ha scritto il 

  • 4

    "E io intanto a poco a poco mi disinnamoravo di Manolo ma disinnamorarsi è bruttissimo, tutti gli uomini ti sembrano scemi, non sai dove si sono ficcati quelli che si possono amare"

    Deliziosa commediola in tre atti, "Ti ho sposato per allegria" rivela l'assoluto talento della Ginzburg per il testo teatrale (ed è davvero un peccato il fatto che non sia mai cimentata nella scrittur ...continua

    Deliziosa commediola in tre atti, "Ti ho sposato per allegria" rivela l'assoluto talento della Ginzburg per il testo teatrale (ed è davvero un peccato il fatto che non sia mai cimentata nella scrittura di sceneggiature cinematografiche, malgrado l'intenzione e la passione) ed in particolare per i dialoghi (d'altra parte, il contenuto del libretto è quasi tutto dialogo: le indicazioni sceniche sono ridotte a qualche riga appena), che sanno essere brillanti, divertenti e al tempo stesso profondi (per quanto si tratti di una profondità senza ombre, quasi che Natalia, dopo aver scavato per riportare alla luce alcune delle grandi verità della vita, e del matrimonio, si fosse ingegnata per tradurle in un linguaggio semplice e chiarissimo).
    Si finisce in un attimo (si tratta di un'opera di appena settanta pagine o giù di lì) e subito si avrebbe voglia di ricominciare a leggerla da capo, anche solo per assicurarsi di non aver perso nemmeno una goccia di quella cara, domestica, sommessa bellezza che la Ginzburg sapeva instillare nei suoi libri.
    Persino i protagonisti, questa volta, risultano completamente amabili, dolci e familiari; lei, Giuliana (figlia del popolo arrivata a Roma in cerca di fortuna), ci entra nel cuore grazie a quella stravagante balordaggine che la fa essere leggera, un po' stordita e senza stile (tanto simile alla Mara di "Caro Michele" o ad altre figure femminili della letteratura novecentesca come la Holly Golightly di Capote, o la Brett di Hemingway). Lui, Pietro (giovane avvocato di bella presenza, oppresso dal pessimismo della madre e da una sua naturale tetraggine), così diverso dagli altri protagonisti maschili ginzburgani (per la maggior parte inetti, paurosi ed insensibili), diventa quasi un piccolo eroe, burbero ma delizioso. Ed il loro matrimonio, deciso e celebrato in fretta, "per allegria", ma forse destinato a durare più di qualsiasi altra unione, per quanto meditata ed "approvata" da Dio.
    D'altra parte non sfigurano nemmeno i personaggi di contorno; l'ipocondriaca madre di Pietro, la sua entusiasta sorella, il triste Manolo (codardo spasimante di Giuliana), Topazia la vagabonda, e poi l'amica di Giuliana o ancora la pragmatica domestica Vittoria: caricaturali, ma mai grottesche, queste figure rappresentano l'ideale contorno ad un racconto che pare quasi una piccola fiaba moderna.

    ha scritto il 

  • 4

    Sposarsi per allegria.. che incanto! Che augurio meraviglioso da fare :”Ti auguro di sposarti per allegria”!

    E’ una commedia in tre atti del 1965 che ho avuto la fortuna di vedere a teatro quend’ero ...continua

    Sposarsi per allegria.. che incanto! Che augurio meraviglioso da fare :”Ti auguro di sposarti per allegria”!

    E’ una commedia in tre atti del 1965 che ho avuto la fortuna di vedere a teatro quend’ero poco più che adolescente.
    E’ questo il testo che mi ha avvicinato per la prima volta alla Ginzburg, autrice che non ho mai smesso di amare.

    In scena una coppia, Giuliana e Pietro, sposati da una settimana dopo pochissimo tempo che si conoscono: lei è una donna sopra le righe, assolutamente casual, che viene da relazioni sbagliate, da una famiglia sbagliata, dalla miseria e che vive tutto con allegria e con un’apparente superficialità. Lui è un avvocato, serio, rispettoso, ordinato, che segue il suo istinto e la sposa così, su due piedi.
    I due si conoscono e si scoprono a poco a poco, nella routine quotidiana, quando già sono marito e moglie e debbono fare quell’immensa fatica che comporta il condividere, il mettere in comune e che le coppie fanno generalmente nel corso del tempo. Loro bruciano nel tappe, forse non sono nemmeno così innamorati, ma decidono quasi inconsapevolmente di unire le loro solitudini, le loro vite per cercare un senso comune all’esistenza.

    Il terzo atto li vede alle prese con l’invito a pranzo della sorella e della madre di lui contrarissima a quest’unione, scandalizzata dalla frettolosità dell’evento e dal fatto che non sia stato consumato in chiesa; davanti ad un improbabile pollo arrosto ci sono scambi di battute taglienti ed ironiche con un intreccio di dialoghi di evidente sagacia.

    Lo sfondo è quello di un’Italia borghese, bigotta, dove non esiste il divorzio, in cui si respirano convenzioni e dove Giuliana rappresenta un evidente elemento di rottura. La figura magica nella commedia però, è quella di Pietro che per simpatia nei confronti di questa donna, per allegria appunto, riesce a far convivere il ruolo di figlio rispettoso ed inquadrato con la sua vena di bizzarria e il suo desiderio di leggerezza e di vitalità che trova nella moglie; Pietro è innamorato di questi sentimenti, della voglia di incontrarli, e ciò lo porterà ad amare anche Giuliana che rappresenta la possibilità di far entrare il sole nella sua vita grigia e senza luce.

    Giuliana – [..] E perché mi hai sposato, se non mi hai sposato per pietà?
    Pietro – Ti ho sposato per allegria. Non lo sai, che ti ho sposato per allegria? Ma si. Lo sai benissimo.

    ha scritto il 

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