Ti prendo e ti porto via

Di

Editore: Mondadori

4.0
(12325)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000061660 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 5

    Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cu ...continua

    Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cui non puoi parlare a nessuno perché se per caso sputi il rospo ti crolla in testa tutto il teatrino del cazzo.

    La loro amicizia si era adattata alla situazione. Assomigliava a un fiume sotterraneo che scorre invisibile e compresso sotto le rocce, ma appena trova uno spiraglio, una crepa, sgorga con tutta la sua impressionante potenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Ti prendo e ti butto via!

    Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è constatare quante lodi e quanti giudizi positivi questo libro abbia ottenuto, anche da parte di amici con cui sono solito condividere il parere.

    Per me invece si ...continua

    Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è constatare quante lodi e quanti giudizi positivi questo libro abbia ottenuto, anche da parte di amici con cui sono solito condividere il parere.

    Per me invece si tratta di quel genere di romanzo che per decenni ha determinato, nei confronti della narrativa italiana contemporanea, un disamore presto sfociato in aperto boicottaggio; sciocco atteggiamento che ho dovuto ridimensionare, recuperando diverse opere meritevoli di attenzione e smussando la mia esterofilia.

    Ma in questo caso no.
    Ho trovato il libro di Ammaniti affetto da un’insopportabile provincialismo, che non è naturalmente il fatto di essere ambientato in provincia, ma di una superficialità di approccio a caratteri stereotipati, dialoghi artificiali, situazioni che sono solito assimilare al deteriore cinema dei Vanzina con umorismo becero e presunti drammi esistenziali da bignamino della psicologia. Vi si aggiunge un pizzico di Stephen King (quello non-horror) col dodicenne buono ma debole e i bulletti con la solita gerarchia tribale del leader cattivo-cattivo e dei suoi fragili e tarati spalleggiatori.

    Il destino di un cafone di paese, di una tronista decerebrata, di un padre alcoolizzato da barzelletta e degli altri burattini di questa commediola a tratti volgarissima, a tratti alla stentata ricerca di esprimere una malinconia da vite in tutti i sensi marginali, non mi ha suscitato alcun interesse.

    Perché allora due stelline anziché una, come sono stato a lungo intenzionato ad attribuire? Per il ritmo, direi, l’unica qualità (niente di speciale, per carità, ma in confronto agli altri miseri ingredienti) che l’autore nonostante tutto riesce a infondere a questa operina e che ha permesso anche a un lettore annoiato di arrivare in fondo, evitando di mettere in atto la frase che ho messo come titolo.

    Amen.

    ha scritto il 

  • 4

    mi ha preso... e non va via!

    Una, due, più storie che si intrecciano. Storie ordinarie, quasi banali, ma ad un certo punto ti prendono... e devi andare avanti, fino a che non l'hai finito. E dopo, comunque, alcuni personaggi ti ...continua

    Una, due, più storie che si intrecciano. Storie ordinarie, quasi banali, ma ad un certo punto ti prendono... e devi andare avanti, fino a che non l'hai finito. E dopo, comunque, alcuni personaggi ti rimangono addosso, come una pelle. Personaggi un poco sfigati, o sfigati del tutto, che boccheggiano per galleggiare ma sanno già che, in fondo, non hanno speranze. O, forse, una speranza c'è.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che ti prende

    Sicuramente è un libro che ti prende.. Non c'è fin da subito una storia travolgente, anzi forse arrivi anche a chiederti "ma che sto leggendo?", ma in compenso i personaggi sono molto ben delineati, o ...continua

    Sicuramente è un libro che ti prende.. Non c'è fin da subito una storia travolgente, anzi forse arrivi anche a chiederti "ma che sto leggendo?", ma in compenso i personaggi sono molto ben delineati, ognuno con una sua storia e un carattere ben definito. Il finale non è per niente scontato.

    ha scritto il 

  • 3

    Ironico e doloroso

    Non avevo mai letto nulla di Ammaniti. Il titolo di questo libro mi ricordava un periodo molto piacevole della mia vita, i miei ventisei anni. Quell'estate c'era una canzone di Vasco che aveva fatto d ...continua

    Non avevo mai letto nulla di Ammaniti. Il titolo di questo libro mi ricordava un periodo molto piacevole della mia vita, i miei ventisei anni. Quell'estate c'era una canzone di Vasco che aveva fatto da colonna sonora alle mie vacanze estive, diceva: "Ma dove vai? Ma dove vai?? Tanto ora mai se mia. Faccio così, passo da lì, ti prendo e ti porto via."
    Pensavo di ritrovare in questo libro le emozioni violente di quell'estate. E in effetti oggi ho un gran magone.
    La storia è ambientata in quell'Italia contemporanea tipica di un paesino di provincia, dove forse l'italiano da il peggio di sé. Quella provincia in cui tutti sanno tutto di tutti, in cui ci sono i bulli a scuola e i bravi ragazzi sono costretti a subirli. In cui ci sono anche i bulletti adulti, ultra quarantenni vanitosi e superficiali, sballati e ossigenati. E ci sono anche le brave persone - poche - sfortunate fin dalla nascita ed emarginate. Insomma, è una storia che chi vive quest'Italia senza più bellezza né ideali conosce bene. Ed è un romanzo che fa anche sorridere e ridere, ma lascia l'amaro in bocca.
    E alla fine fa piangere.
    Non l'avrei letto se avessi saputo che mi avrebbe fatto soffrire così. Anche se ripeto spesso alle mie figlie che non esisterebbe la gioia senza la tristezza, be' andare proprio a cercarsela anche no.
    Romanzo sicuramente coinvolgente, Ammaniti è un grande narratore ed è stato un piacere conoscerlo.
    Ma andarsi a cercare la tristezza, anche no.

    ha scritto il 

  • 5

    Adoro Ammaniti. Ho sbranato questo libro in due giorni e il finale, come gran parte dei finali in Ammaniti, mi ha lasciata di sasso. Quando ho finito il libro mi è sorta spontanea la domanda "Che facc ...continua

    Adoro Ammaniti. Ho sbranato questo libro in due giorni e il finale, come gran parte dei finali in Ammaniti, mi ha lasciata di sasso. Quando ho finito il libro mi è sorta spontanea la domanda "Che faccio adesso?". Consigliatissimo!!

    ha scritto il 

  • 4

    Ti prende e ti porta verso il finale. Drastico e pittoresco.

    Storie di vite, professioni, bullismo giovanile e di fragilità. La fragilità di Graziano che non vive mai appieno il presente e la fragilità di Pietro un adolescente con una grande voglia di riscatto ...continua

    Storie di vite, professioni, bullismo giovanile e di fragilità. La fragilità di Graziano che non vive mai appieno il presente e la fragilità di Pietro un adolescente con una grande voglia di riscatto e di emancipazione famigliare. Scrittura potente, testo ben scritto e scorrevole. Fatevi un giro ad Ischiano Scalo. Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi è piaciuto. Ammaniti scrive bene, ha uno stile che definirei psichedelico, ha ritmo e sa avvincere, ma è eccessivo per i miei gusti. Tutto sembra volutamente caricaturale e sempre in negativo, ...continua

    Non mi è piaciuto. Ammaniti scrive bene, ha uno stile che definirei psichedelico, ha ritmo e sa avvincere, ma è eccessivo per i miei gusti. Tutto sembra volutamente caricaturale e sempre in negativo, a tratti ricorda lo stile di Tarantino, altro artista a cui riconosco l'arte, ma non apprezzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutti vorremmo essere "portati via "

    A Pietro , uno dei protagonisti della storia, difficile non voler bene. Pietro è una parte di noi stessi , incapaci di sentirsi all'altezza di come vorremmo essere e di come vorrebbero che fossimo ...continua

    A Pietro , uno dei protagonisti della storia, difficile non voler bene. Pietro è una parte di noi stessi , incapaci di sentirsi all'altezza di come vorremmo essere e di come vorrebbero che fossimo coloro che amiamo e da cui vorremmo essere amati. Sono diverse storie che si sfiorano; tutti cercano un vestito in cui vorrebbero stare bene, ma non esiste. E' volgare, a volte, in modo sgradevole eppure il sesso è raccontato com'è : sudore, odori, abbandono, anche dolore se perduto. Ma è anche dolcezza e desiderio puro, impalpabile. Ho aperto il libro con una certa prevenzione, ostile. L'ho chiuso, alla fine a malincuore. Non mi capita spesso.

    ha scritto il 

  • 3

    un finale che vale tutto il libro.

    Solito stile di Ammaniti: semplice e scorrevole.
    Solo che l ho trovato,il libro, a tratti volgare (forse un po troppo) e duro (e quello ci sta).
    La trama è bella per via degli intrecci dei vari perso ...continua

    Solito stile di Ammaniti: semplice e scorrevole.
    Solo che l ho trovato,il libro, a tratti volgare (forse un po troppo) e duro (e quello ci sta).
    La trama è bella per via degli intrecci dei vari personaggi all'apparenza distinti e separati ma che si fondono bene nella storia.
    Ma il tocco in più è il finale, forte,emotivo che ti lascia i brividi. Un finale che vale l'intero libro!

    ha scritto il 

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