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Ti prendo e ti porto via

Di

Editore: Mondadori

4.0
(11922)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000061660 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ammaniti e l'umanità strana

    L'umanità borderline che è descritta in questo libro è meravigliosa, punto. La storia di per se può essere avvincente come no, ma mi è piaciuto moltissimo il modo di giostrare i personaggi, l'habitat in cui vivono, le descrizioni. Bravo Ammaniti, ho mangiato questo libro e non mi hai deluso, anzi ...continua

    L'umanità borderline che è descritta in questo libro è meravigliosa, punto. La storia di per se può essere avvincente come no, ma mi è piaciuto moltissimo il modo di giostrare i personaggi, l'habitat in cui vivono, le descrizioni. Bravo Ammaniti, ho mangiato questo libro e non mi hai deluso, anzi!

    ha scritto il 

  • 2

    Secondo libro di Ammaniti che leggo, dopo Io non ho paura che non mi era dispiaciuto ma che comunque non mi aveva entusiasmato.
    Questo romanzo, Ti prendo e ti porto via, è stata una lettura strana, a tratti intrigante ma poi con delle cadute nel limbo del trash, agghiaccianti. In alcuni cap ...continua

    Secondo libro di Ammaniti che leggo, dopo Io non ho paura che non mi era dispiaciuto ma che comunque non mi aveva entusiasmato.
    Questo romanzo, Ti prendo e ti porto via, è stata una lettura strana, a tratti intrigante ma poi con delle cadute nel limbo del trash, agghiaccianti. In alcuni capitoli, mi sembrava di essere in quei film anni '70/'80, commedie sexy all'italiana ahahahahah, mi sono fatto un sacco di risate.
    Nel complesso l'ho trovato mediocre forse un 5 scolastico, ma forse, anzi ne sono sicuro, semplicemente non fa per me :-)
    E poi l'ultimo capitolo? E soprattutto l'ultima frase? :-P

    ha scritto il 

  • 3

    Eviterò di ripetere quanto già scritto da altri; mi concentrerò su una questione, come dire, di tipo tecnico.
    Ammaniti dopo aver scritto le prime 360 pagine, relative al primo 30% della scaletta che aveva ideato, deve aver cominciato a ricevere telefonate dall'editore che voleva mettere a f ...continua

    Eviterò di ripetere quanto già scritto da altri; mi concentrerò su una questione, come dire, di tipo tecnico.
    Ammaniti dopo aver scritto le prime 360 pagine, relative al primo 30% della scaletta che aveva ideato, deve aver cominciato a ricevere telefonate dall'editore che voleva mettere a frutto il sostanzioso anticipo elargito all'autore: Ammaniti, che è persona seria, ha così deciso di onorare l'impegno con l'editore e di chiudere rapidamente il romanzo, così nelle successive 70 pagine ha scritto il resto del romanzo relativo al restante 70% della già citata scaletta.
    Passando brevemente alla storia noto che alla stupefacente e terribile trasformazione di Flora sono dedicate un po di paginette, giusto per gradire, e così via per tutti gli altri personaggi: per esempio Biglia che fine fa? qualche parolina non mi avrebbe dato fastidio. Eppoi lo voglio proprio vedere lo sfigatissimo Piero (non è colpa sua e Ammaniti che lo dipinge così) che alla fine si prende e si porta via Gloria.
    Ogni tanto nel leggere le pagine più leggere e frizzanti mi è venuto in mente, non so perché, Benni.

    ha scritto il 

  • 4

    Ammaniti è sempre Ammaniti. Ti fa star male. Ormai lo so che quando compro uno dei suo romanzi devo essere preparata a stare male, anche se poi questo è stato più leggero del solito.
    Una volta la mia prof di latino mi disse che aveva paura ad assegnare ai ragazzi libri troppo sconvolgenti. ...continua

    Ammaniti è sempre Ammaniti. Ti fa star male. Ormai lo so che quando compro uno dei suo romanzi devo essere preparata a stare male, anche se poi questo è stato più leggero del solito.
    Una volta la mia prof di latino mi disse che aveva paura ad assegnare ai ragazzi libri troppo sconvolgenti. Io non son d'accordo: dovrebbero forzare gli studenti a leggere libri che segnano, come questo.
    Ammaniti dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto molto volentieri,mi ha fatto compagnia con leggerezza ma senza frivolezza, personaggi vivi per quanto ben descritti, non mi sono mai annoiata......ho odiato ip finale tantissimo, ecco perché ho tenuto la 4a stella nel cassetto.

    ha scritto il 

  • 4

    E'solo il secondo libro di Amanniti che leggo ed è il secondo che mi lascia sempre un po' sgomenta nel finale.
    Un finale che arriva di corsa, all'improvviso, completamente diverso da quello che ti aspetti leggendo il libro e che quindi ti lascia un po' così...a bocca aperta, che devi finire ...continua

    E'solo il secondo libro di Amanniti che leggo ed è il secondo che mi lascia sempre un po' sgomenta nel finale.
    Un finale che arriva di corsa, all'improvviso, completamente diverso da quello che ti aspetti leggendo il libro e che quindi ti lascia un po' così...a bocca aperta, che devi finire di "registrare" nella mente dopo aver finito il libro.
    Mi piace comunque il suo modo di scrivere, rozzo, sporco, divertente direi quasi grottesco.
    Mi fa molto ridere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gran bel libro, che definirei (tuttavia) quasi-bellissimo. Numerosi sono i pregi che contraddistinguono questo romanzo: una storia molto ben studiata e organizzata, ricca di spunti di riflessione soprattutto (ma non esclusivamente) a sfondo sociale, intrecciata in maniera accattivante e avvinc ...continua

    Un gran bel libro, che definirei (tuttavia) quasi-bellissimo. Numerosi sono i pregi che contraddistinguono questo romanzo: una storia molto ben studiata e organizzata, ricca di spunti di riflessione soprattutto (ma non esclusivamente) a sfondo sociale, intrecciata in maniera accattivante e avvincente, unita a uno stile semplice ma allo stesso tempo accurato e appropriato, una opportuna caratterizzazione dei personaggi, talmente ben connotati da apparire quasi naturalistica, tanto stretto e forte è il nesso fra biografia e condizioni familiari e sociali del personaggio stesso, da una parte, e azioni agite nella vicenda narrata, dall'altra. Ma proprio da qua, purtroppo, prende le mosse l'unica criticità del romanzo: le numerose digressioni di cui l'autore si serve, per raccontare man mano che la narrazione lo rende necessario, l'intera biografia di ognuno dei personaggi principali, finisce inevitabilmente col rendere eccessivamente frammentaria una narrazione che già strutturalmente, essendo concepita come l'intreccio a montaggio parallelo di più storie indipendenti, fa della frammentarietà una delle sue caratteristiche principali. La conseguenza, purtroppo, è la perdita di quel senso di unità globale che, se fosse stato invece conseguito, avrebbe reso l'opera davvero, a mio parere, praticamente perfetta. Fortunatamente, devo comunque dire, si tratta di un particolare che non guasta eccessivamente la fruibilità del testo, e non lo rende meno degno di una lettura attenta quanto interessante.

    ha scritto il 

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