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Ti prendo e ti porto via

By Niccolò Ammaniti

(10450)

| Paperback | 9788804476795

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Book Description

"Ti prendo e ti porto via" raccoglie due vicende che avvengono e si intrecciano a Ischiano Scalo, un paesino di quattro case accanto a una laguna piena di zanzare.
Pietro e Gloria. Lui figlio “caratteriale” di genitori squallidi e sperduti, ragazzino timido e perseguitato dai compagni teppistelli; l Continue

"Ti prendo e ti porto via" raccoglie due vicende che avvengono e si intrecciano a Ischiano Scalo, un paesino di quattro case accanto a una laguna piena di zanzare.
Pietro e Gloria. Lui figlio “caratteriale” di genitori squallidi e sperduti, ragazzino timido e perseguitato dai compagni teppistelli; lei invece, figlia di un direttore di banca, bella, sicura e un po' arrogante.
Parallela scorre la vicenda di Graziano Biglia e Flora Palmieri. Lui è un playboy frikettone fallito; lei, una professoressa della scuola del paese, donna sola e misteriosa che tutti tengono a distanza.
Storie di ordinaria periferia, d’amore asfittico e spoetizzato ,che si avvicinano fino a toccarsi per intrecciarsi e poi ridividersi.

28 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    Questo libro mi ha tenuta letteralmente incollata alle pagine, e mi ha fatto ridere da sola sul treno la mattina...cosa a tratti imbarazzante...
    Il finale per i miei gusti è davvero amaro...però forse fa parte del fascino di questo libro.

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    Feddina said on Jul 8, 2011 | Add your feedback

  • Cartoni animati

    I personaggi sono curiosamente mono dimensionali, un po' come cartoni animati... La fine è un po' truce... Però è un libro intelligente e l'ho letto volentieri.

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    N Milazzo said on Feb 10, 2012 | Add your feedback

  • Storie incrociate di un ragazzino, Pietro, che viene bocciato alle medie (alla fin fine il vero protagonista) e un musicista playboy molto anni 70.
    Narrazione che ricorda stephen King per il modo in cui è sviluppato il racconto. I personaggi sono ben delineati e alla fine si intersecano creando una ... (continue)

    Storie incrociate di un ragazzino, Pietro, che viene bocciato alle medie (alla fin fine il vero protagonista) e un musicista playboy molto anni 70.
    Narrazione che ricorda stephen King per il modo in cui è sviluppato il racconto. I personaggi sono ben delineati e alla fine si intersecano creando una storia comune a tutti.
    Il ragazzino è coinvolto dai compagni cattivi in una birichinata che assume proporzioni gravi all'interno della scuola. Decidono di chiudere con un lucchetto il cancello dell'edificio scolastico, poi, non paghi, entrano nella scuola e distruggono le attrezzature audiovisive. Il custode tenta di fermarli, ma finisce all'ospedale e in seguito riconosce soltanto Pietro.
    La professoressa che si prende cura di proteggere Pietro finisce sedotta e abbandonata dal musicista che scappa con una sua fiamma desiderata tanto. Quando tornerà da lei sarà troppo tardi, la troverà morta, uccisa per disgrazia inintenzionale (o forse no?) da Pietro, introdottosi nell'appartamento della prof per farle uno scherzo cattivo, una volta constatata la bocciatura.
    Il punto focale, interessante del libro è ciò che la prof dice a Pietro prima di morire nella vasca da bagno: Pietro deve imparare a dire di no, ai compagni che gli impongono di realizzare lo scherzo, alla sua amica del cuore Gloria, a tutti insomma.

    Interessante, divertente, dalla lettura molto scorrevole, ma dallo stile forse eccessivamente aderente al bestseller americano, di cui Ammaniti è dichiaratamente appassionato.

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    Timodemo said on Feb 10, 2012 | Add your feedback

  • Un libro meraviglioso. Una narrazione autentica che ci catapulta subito nella vita dei personaggi, nei loro sogni e nelle loro debolezze. Mentre le pagine scorrono veloci sembra davvero di ritrovarsi a Ischiano Scalo e di toccare con mano i luoghi dove la vicenda si srotola e le varie storie inizia ... (continue)

    Un libro meraviglioso. Una narrazione autentica che ci catapulta subito nella vita dei personaggi, nei loro sogni e nelle loro debolezze. Mentre le pagine scorrono veloci sembra davvero di ritrovarsi a Ischiano Scalo e di toccare con mano i luoghi dove la vicenda si srotola e le varie storie iniziano ad intrecciarsi.
    Così ci si affeziona presto ai due protagonisti del libro, che sembrano rappresentare bene l’anello debole di una società malata; una società dove prevale la legge del più forte, dove per sopravvivere bisogna essere arroganti, violenti, senza scrupoli.
    Pietro, un ragazzino proveniente da una famiglia problematica; una famiglia che è lo specchio del disagio sociale che con sempre più frequenza rimoviamo anche nelle nostre città. Un padre alcolista e violento, una madre con problemi psichiatrici: un contesto famigliare caratterizzato dalla povertà e dalla quasi totale assenza di comunicazione e di affetto.
    E la professoressa Flora Palmieri, che appare fredda e algida agli occhi degli altri, ma che il lettore percepisce subito in tutta la sua fragilità, come una donna ferita e bisognosa d’amore.
    Pietro e Flora e le loro paure, le loro insicurezze e la loro voglia di serenità. Pietro e Flora e le loro rispettive storie d’amore. L’amore: ecco il filo conduttore del romanzo dove Ammaniti sembra per un attimo deluderci riproponendo il tema banale degli opposti che si attraggono, che si fondono, si amano. Ma alla fine, quando si è prossimi a concludere la nostra lettura e quando ormai la mente si è predisposta al solito lieto fine, ecco il colpo di scena. Ecco il finale che non ci si aspetta e che ci toglie il respiro, che ci fa sussultare. Ecco la cruda realtà che ci colpisce come uno schiaffo e che ci fa trattenere per qualche secondo il respiro. Un finale inedito, con il quale l’autore voleva forse ricordarci che il lieto fine esiste davvero solo nelle favole e non nella realtà: la vita, quella vera, è fatta di altro.

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    Giò said on Feb 7, 2012 | Add your feedback

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