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Ti scrivo brevemente per chiederti scusa dei miei silenzi

Vita di Gaetano Dimatteo

Di

Editore: Libreria Croce (Ozio sapiente)

4.0
(2)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8864020608 | Isbn-13: 9788864020600 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Elio Pecora

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La seduttiva storia del pittore Gaetano Dimatteo, amico intimo di Anna Maria Ortese, di Dario Bellezza, di Elsa Morante. Un dipinto irrinunciabile di un’epoca e di una cultura italiana preziosa, che va sparendo; una pietra miliare posta a ricordo di un salotto culturale da non dimenticare mai.
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    Prefazione di Elio Pecora

    E’ fuori dubbio la singolarità di questo libro, che non appartiene al genere del romanzo e nemmeno a quello della biografia. Ma siamo in tanti a sapere che la vivezza e la vitalità di un libro solo di rado dipendono dal fatto di ascriverlo a un genere, di imprigionarlo in una categoria.
    Si tratta ...continua

    E’ fuori dubbio la singolarità di questo libro, che non appartiene al genere del romanzo e nemmeno a quello della biografia. Ma siamo in tanti a sapere che la vivezza e la vitalità di un libro solo di rado dipendono dal fatto di ascriverlo a un genere, di imprigionarlo in una categoria. Si tratta invece di un libro che dai generi prescinde in quanto mescola alla narrazione il pensiero vagante, l’annotazione, il rispecchiamento, la varietà e la velocità dell’appunto, il protrarsi di una citazione, il frammentarsi di un ricordo. E che del romanzo rifiuta la struttura vigilata, l’andamento concluso. Ne viene una scrittura che procede in un suo flusso inarrestabile e pure trattiene il lettore e lo conduce verso inaspettate rese, nemmeno più tali se sconfinano in nuove interrogazioni, verso inquietanti anamorfosi. De Fazi si propone di raccontarci la vita di Gaetano Dimatteo, pittore e scenografo lucano, uomo di notevoli qualità , di affetti profondi e provati, di impegni costanti. E molte di queste pagine raccontano e rivelano l’artista e la complessità e la vastità del suo operare, ma prima ancora la sua tenerezza di figlio, di creatura sofferente, di amico attento e fedele, di persona che vive con passione e con partecipazione il suo tempo. Ma una singola esistenza porta in sé e con sé tante altre esistenze, di certo quelle che l’hanno toccata così da vicino da nutrirla, motivarla, decuplicarne le forze e i doni. Allora la biografia diventa la storia di molti, l’annodarsi e lo snodarsi di vicende prossime e diverse. Il tempo si dilata, i luoghi si moltiplicano, le voci s’alleano in un coro. Così, la vita di Dimatteo, s’intreccia e si confonde con quella di Dario Bellezza e di Anna Maria Ortese, qui presenti e pressanti. Leggiamo le loro lettere, ascoltiamo le loro telefonate, ne percepiamo le pene, ne cogliamo le incertezze, ne rileggiamo le prose e i versi, ne apprendiamo le delusioni, le rare contentezze. E l’amicizia si tinge di amore, la comprensione diviene vicinanza, condivisione di un cammino. E pittura e poesia, discorso aperto e chiusa confidenza arrivano ad essere espressione cercata e raggiunta rappresentazione. Gli anni attraversati vanno dal Settanta all’oggi. Passano e si fermano Moravia, Elsa Morante, Penna, Amelia Rosselli, Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti. Parlano e si svelano, in un intreccio di umori, di verità tenere e aspre. Amici di Dimatteo, che ha dedicato mostre a Moravia e a Visconti, e che per decenni ha avuto l’affetto della Ortese, ha condiviso i lunghi soggiorni a Nova Siri di Bellezza, sono colti da De Fazi - che di alcuni di quei “protagonisti” è stato amico in un’età di cui ha forte nostalgia - con vigore e con grazia, con l’attenzione del poeta e del critico, ma soprattutto dell’uomo che pone gli affetti al di sopra di ogni altro sentire. Perciò, in questo libro, l’estetica ha la meglio. Innalzando un altare di parole all’artista e all’uomo, e con lui e per lui a quel gruppo di autori al quale Dimatteo è stato fortemente legato, Sandro De Fazi prova quanto possa prevalere su ogni visione e ragione il sentimento, o quel che ancora Proust chiamava “l’intelligenza del cuore”: che è misura del mondo, sua inderogabile norma, sua vera interiore salute. ELIO PECORA, Novembre 2009

    ha scritto il