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Tifone

Audiolibro

Di

Editore: Il Narratore Audiolibri

3.8
(980)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8888211551 | Isbn-13: 9788888211558 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Il mare è calmo e piatto. La nave procede tranquilla verso il porto di Fu Chou. Ma a un certo punto succede qualcosa di strano: la superficie del mare comincia a muoversi in modo inatteso. Un'onda bassa, lunghissima e lenta si muove verso la nave. Poi un'altra un po' più grande... e poi altre e altre ancora, sempre più alte e forti e frequenti. E quando finalmente l'equipaggio realizza cosa sta succedendo, ormai è troppo tardi per cambiare la rotta: la nave è diretta verso un tifone tropicale d'inaudita violenza. L'unica speranza di sopravvivere, secondo il capitano Mac Whirr, è di entrarci dentro e superarlo in fretta. Ma oltre alla furia del mare, dovrà affrontare l'ostilità del suo equipaggio, e soprattutto del giovane primo ufficiale Jukes...
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  • 4

    Come sopravvivere nella tempesta? ... basta un pò di understatement....

    Queste poche pagine raggiungono l'empireo conradiano dove per me stazionano da anni "Cuore di tenebra" e "La linea d'ombra". Ma questo libro vi arriva per meriti quasi opposti: non c'è la grandezza del male, nè la impalpabilità della transizione esistenziale qui - invece uno scontro tra uomo e na ...continua

    Queste poche pagine raggiungono l'empireo conradiano dove per me stazionano da anni "Cuore di tenebra" e "La linea d'ombra". Ma questo libro vi arriva per meriti quasi opposti: non c'è la grandezza del male, nè la impalpabilità della transizione esistenziale qui - invece uno scontro tra uomo e natura condotto nei termini inaspettati di un nascondimento, di una sottrazione, di un sparizione dell'uomo prometeico in favore dell'uomo silenzioso, senza immaginazione, senza volontà : MacWhirr è una figura unica nella letteratura, da affiancare a Bartleby nella sua complessità senza parole, nella sua ambiguità così semplice....

    ha scritto il 

  • 4

    Conrad forever

    Il capitano di lungo corso Tom (sì, si chiama Tom, un asino, come dice il padre svelandocene il nome e l’unanime giudizio) Mac Whirr è proprio simpatico. Non è un competitor per cui non può essere un rivale. Non lo è per l’aspetto dimesso e nemmeno per personalità dirompente. È un borghese picc ...continua

    Il capitano di lungo corso Tom (sì, si chiama Tom, un asino, come dice il padre svelandocene il nome e l’unanime giudizio) Mac Whirr è proprio simpatico. Non è un competitor per cui non può essere un rivale. Non lo è per l’aspetto dimesso e nemmeno per personalità dirompente. È un borghese piccolo piccolo ma di coccio. Come i borghesi piccoli piccoli, quelli con il buonsenso antico che non si perdono in cerebralismi e affrontano la vita quotidiana come dei leoni travestiti da agnelli, il nostro eroe ha la meglio su un tifone come non ne aveva mai visti nei mari della Cina. Appartiene alla categoria degli adattivi, quelli che fanno il lavoro sporco lasciando ai poeti i voli pindarici che fanno andare, sì, avanti il mondo ma solo se il mondo continua a esistere! Questo è il Conrad pensiero, un gran pezzo di reazionario se misuriamo il progresso solo in termini “nuovo che avanza”. Ma il nostro si mette a guardare indietro nel momento in cui intuisce che il nuovo sta portando il vecchio continente alla deriva degli irrazionalismi. Tacciato da reazionario perchè guardava ai tempi in cui l’uomo era al centro della società e non uno strumento nelle mani della tecnologia di cui non aveva il controllo, sconoscendone i rapaci manovratori. Diciamo che era un anticapitalista di destra? Diciamo che la sua lezione può essere ancora valida?
    E non si può non fare un pensierino all’uso distorto e ingannevole delle parole.
    Faremo le riforme, siamo i riformatori, gridano dai palchetti sempre approntati mentre il pelo ti si rizza perché sai cosa intendono per riforme. Di conseguenza il reazionario Conrad non lo è visto che intuiva di che lacrime e di che sangue grondavano le magnifiche sorti e progressive che, pochi anni dopo Tifone, mostrarono tutta la loro follia.
    La trama è semplice e racconta la storia di un piroscafo, il Nan Shan, che nel suo viaggio da sud verso il porto di Fu Chou, con un po’ di carico nelle stive e duecento coolies che tornano ai loro villaggi nella provincia di Fo-kien dopo alcuni anni di lavoro in varie colonie tropicali, subito dopo la partenza, incappa in un tifone.
    È pur vero che ci si chiede perché il cocciuto e dimesso capitano Mac Whirr non abbia aggirato il tifone dal moto circolare e ci sia voluto andare incontro per attraversarlo. Ma Conrad era anche un poeta e aveva bisogno di rappresentarci un uomo che non aveva mai visto, ma più vero di quelli reali. Un piccolo uomo capace di salvare il mondo, anche trascurabile come un bastimento nemmeno tanto grande.
    Con calma e competenza e poche parole – come del resto Marlow in “Cuore di tenebra” che rimette a posto il battello e ripercorre all’indietro la Wilderness con tutto il bagaglio d’orrore a bordo- Mac Whirr affronta la sua Wilderness di vento e marosi e porta in salvo la sua barchetta e soprattutto salva da se stessi e dalla aggressività della ciurma i duecento cooliesi cinesi, per cui non nutre nessun rispetto ma che tratta con giustizia per rispetto dell’ordine e di se stesso.
    Tanta ironia, benevola perché benevolo è il suo sguardo verso gli uomini piccoli piccoli sulle cui spalle poggia il mondo. Non è Cuore di Tenebre, ma è pur sempre un Conrad signori!

    ha scritto il 

  • 3

    Le due cose che più mi sono piaciute: la presentazione iniziale dei personaggi, molto divertente, e l'ellissi narrativa tra penultimo e ultimo capitolo, con elegante danza dei punti di vista. Ma il grande tour de force centrale, l'impatto col Tifone, è davvero lungo e difficilmente penetrabile co ...continua

    Le due cose che più mi sono piaciute: la presentazione iniziale dei personaggi, molto divertente, e l'ellissi narrativa tra penultimo e ultimo capitolo, con elegante danza dei punti di vista. Ma il grande tour de force centrale, l'impatto col Tifone, è davvero lungo e difficilmente penetrabile con chiarezza per il turbinio di termini tecnici (e la traduzione di Ugo Mursia in alcuni punti è per me quasi indecifrabile quanto l'inglese marinaresco).

    ha scritto il 

  • 5

    Joseph Conrad “Tifone”: Poche pagine, ma sufficienti per poterti dare del bastardo o del pusillanime, del sadico o per farti capire che potresti anche trasformarti in un eroe. Si, perchè come il comandante MacWhirr, il secondo Jukes, il primo di macchina e altri, anche tu sei sballottato, sbattut ...continua

    Joseph Conrad “Tifone”: Poche pagine, ma sufficienti per poterti dare del bastardo o del pusillanime, del sadico o per farti capire che potresti anche trasformarti in un eroe. Si, perchè come il comandante MacWhirr, il secondo Jukes, il primo di macchina e altri, anche tu sei sballottato, sbattuto e inzuppato da ondate feroci, rotoli tra madieri e puntelli tra paure e sentimenti diversi e opposti, a volte inconciliabili. Il voler far continuare all'infinito quella meravigliosa tempesta, incurante del povero equipaggio, per godere fino in fondo della scrittura di Conrad oppure farla cessare al più presto perchè solo la lettura di quelle pagine ti sta facendo soffrire il mal di mare. O, magari, vorresti saltare addosso al comandante per scuoterlo dalla sua solo apparente apatia. E quei maledetti coolies cinesi, che non contenti della tragedia, creano ulteriori problemi ad un equipaggio provato oltre ogni limite. E quando ti aspetti il peggio, che deve ancora venire, l'autore con un perfetto colpo di teatro fa entrare il povero Nan-Shan, con una leggera brezza di poppa, nel porto di destinazione. Fantastico stacco.
    Conrad usa gli elementi non tanto per distruggere cose ma per denudare l'Uomo, per poterlo osservare, studiare, per dimostrarne la grandezza e la meschinità. Un racconto che definirei perfetto, e una certezza: Mac Whirr non avrebbe mai fatto uno “sciocco”, come avrebbe detto Jukes, inchino in prossimità della costa, anche con il mare in condizioni perfette … O no?

    ha scritto il 

  • 5

    "Il che, a pensarci su, era sufficiente a suggerire l'idea d'una mano immensa, potente e invisibile che s'introduce nel formicaio del mondo, afferra gli uomini per le spalle, sbatte le teste fra di loro, e dirige i volti incoscienti della moltitudine verso inconcepibili mete e impensate direzioni ...continua

    "Il che, a pensarci su, era sufficiente a suggerire l'idea d'una mano immensa, potente e invisibile che s'introduce nel formicaio del mondo, afferra gli uomini per le spalle, sbatte le teste fra di loro, e dirige i volti incoscienti della moltitudine verso inconcepibili mete e impensate direzioni."

    ha scritto il 

  • 4

    Nell'occhio del ciclone

    Nella calma innaturale dell'occhio del ciclone percepisco la grandezza della prova che hanno affrontato. Jukes capisce di che pasta è fatto il suo Capitano, e il Capitano sa di poter contare sul suo secondo e sulla sua nave. Sono una squadra, capiscono di potercela fare. "Non mi piacerebbe perder ...continua

    Nella calma innaturale dell'occhio del ciclone percepisco la grandezza della prova che hanno affrontato. Jukes capisce di che pasta è fatto il suo Capitano, e il Capitano sa di poter contare sul suo secondo e sulla sua nave. Sono una squadra, capiscono di potercela fare. "Non mi piacerebbe perderla" sussurra il Capitano, e butta la prua dentro alle onde più spaventose.

    ha scritto il 

  • 4

    Il capitano ci sa fare

    Una nave, un capitano, un tifone e il coraggio di affrontarlo andando contro tutto e tutti. Un racconto di mare che vuole essere una metafora della vita che, come una tempesta impazzita, non guarda in faccia a nessuno.

    ha scritto il 

  • 5

    Un testo breve, capace di esprimere al meglio il nucleo tematico fondamentale per l'autore: la sfida che le difficoltà della navigazione pongono all'uomo (e in particolare a chi ha responsabilità di comando). La prima lettura, fatta quando ero ragazzo, mi aveva fatto sognare una possibile riduzio ...continua

    Un testo breve, capace di esprimere al meglio il nucleo tematico fondamentale per l'autore: la sfida che le difficoltà della navigazione pongono all'uomo (e in particolare a chi ha responsabilità di comando). La prima lettura, fatta quando ero ragazzo, mi aveva fatto sognare una possibile riduzione cinematografica con Alec Guinness come protagonista...

    ha scritto il 

  • 5

    BISOGNA FARE QUELLO CHE BISOGNA FARE

    Questo è il mio Conrad preferito. Non il migliore certo, Cuore di tenebra, Lord Jim, La linea d’ombra, gli sono superiori. Semplicemente qui la scrittura è così forte che evoca tutti i sensi, si può sentire, odorare e gustare il vento e l’acqua e naturalmente visualizzarlo in tutte le sue sfumatu ...continua

    Questo è il mio Conrad preferito. Non il migliore certo, Cuore di tenebra, Lord Jim, La linea d’ombra, gli sono superiori. Semplicemente qui la scrittura è così forte che evoca tutti i sensi, si può sentire, odorare e gustare il vento e l’acqua e naturalmente visualizzarlo in tutte le sue sfumature d’ombra, le correnti di uomo contro uomo e di uomini contro gli elementi, la rabbia intorno alla vicenda come la tempesta stessa. Qui si narra del capitano MacWhirr che nonostante le letture barometriche dimostrino inequivocabilmente l’arrivo di un tifone si rifiuta di cambiare rotta, credendo che la sua nave possa sopportare ogni opposizione naturale. In tutto il disastro viene assistito dal suo primo ufficiale Jukes. Il suo comportamento può essere visto come quello di un uomo che sulla base di una visione del mondo che si ferma al suo solo pensiero, ignora buoni consigli e punta le vele direttamente nella tempesta, mettendo in pericolo tutti a bordo della sua nave e la nave stessa. In seguito non vi è alcun chiaro segno che abbia imparato qualcosa dall’esperienza vissuta. Ma io non lo vedo così. Quando il racconto scende in una specie di guazzabuglio caotico e si riconosce la confusione e la sensazione di essere in cortocircuito mentale, lì Conrad spacca. Il capitano che all’inizio viene descritto con toni banalizzanti ed irrisori, attraverso il giudizio dei suoi sottoposti, acquista grandezza e spessore con l’acuirsi della tempesta, fino al punto di sovrastare e dominare la scena nella sua immensa solitudine. Tutto ciò che gli ruota intorno mantiene consistenza fino a quando egli troneggia in piedi davanti al tifone. Ed alla fine dell’ ennesima rilettura mi sento sempre come se avessi l’acqua salata su tutto il corpo. Questo racconto è incorniciato in uno sguardo riflesso che marca la distanza tra coloro che solcano il mare e quelli che rimangono a terra. Tra chi agisce e chi subisce. Simbolico come tutti gli scritti di Conrad. Forse si possono leggere romanzi migliori, non credo scrittori migliori.

    ha scritto il 

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