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- English Books
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(24)
4 stars 
3 stars 
2 stars 
1 star 
- Paperback 176 Pages
- Edition: New Ed
- ISBN-10: 0099455358
- ISBN-13: 9780099455356
- Publisher: Vintage
- Pub date: Aug 13, 2003
- Dimensions: 20 cm x 13 cm Just how big is that?
- Also available as: Hardcover and Audio Cassette
- In other languages:
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(Libros en Español)
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(Libri Italiani)

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Un libro tecnicamente sorprendente e con pochissimi eguali nella storia della letteratura. L’opera forse più bella di Martin Amis, e allora ci si domanda come mai sia introvabile e fuori catalogo da dover scomodare una libreria online inglese per andarlo a reperire in lingua originale (se un “amico” ... Continue
Un libro tecnicamente sorprendente e con pochissimi eguali nella storia della letteratura. L’opera forse più bella di Martin Amis, e allora ci si domanda come mai sia introvabile e fuori catalogo da dover scomodare una libreria online inglese per andarlo a reperire in lingua originale (se un “amico” cui l’avete prestato non ve lo ha più restituito anzi nega di averlo mai avuto in prestito da voi…!).
Inequivocabile il titolo: come in un rewind cinematografico l’asse cronologico si sposta, inverte la sua marcia, va a ritroso. Il vettore tempo impazzisce, fa un giro di 180° e ritorna sui suoi passi. A prima vista, facile e comprensibile. All’inizio del romanzo il protagonista passa dalla morte ad uno stato di torpore comatoso, via via a sentirsi sempre meglio e uscire dall’ospedale, sentendosi ringiovanito. Fin qui, semplice. Già, se non fosse che ogni azione – ogni azione, proprio ogni azione e perfino i dialoghi – è raffigurata al contrario. Un puzzle all’ennesima potenza che disgregherà il vostro senso del tempo, mettendovi a dura prova. Spesso dovrete fermarvi, durante la narrazione, per controllare la veridicità e il senso del movimento: un gesto semplice come chiamare un taxi diventa una pantomima, l’auto vi aspetta fuori dal locale, vi porta in retromarcia a destinazione e, scendendo, siete talmente contenti del servizio che salutate con la mano la vettura che si allontana (sempre in retromarcia, ça va sans dire). Ovviamente sputerete il caffé in una tazzina vuota. E i dialoghi inizieranno dal congedo finale, per avere un senso andranno letti a ritroso.
Ogni gesto va minuziosamente rimontato al contrario.
Ma il barocchismo tecnico non basta. Sotto c’è una storia, e non da poco. Tod Friendly, l’uomo di cui osserviamo la vita all’incontrario, da vecchio che è, ringiovanisce e diventa un dottore nazista (ed ecco che il sottotitolo La natura dell’offesa acquista una rilevanza diversa, rivelandosi per quel che è, ovvero una frase di Primo Levi tratta da La tregua). La sua storia viene narrata dalla coscienza risvegliata, e all’inizio non è facile capire chi stia parlando. A poco a poco, col fluire degli eventi e della narrazione, una volta più familiarizzati con il meccanismo temporale, intendiamo che si tratta di una voce interiore, che corre ignara verso il terribile passato che l’attende nei campi di concentramento, pura come lo sguardo di un bambino, innocente e inconsapevole nella sua prospettiva d’osservazione. Amis scrive con passo diretto e tagliente, senza compromessi, senza mezze misure, scegliendo di non rendere meno dolorosa la consapevolezza di eventi crudeli, affrontati non come ricordi – magari sbiaditi - ma come le tragiche atrocità perpetrate ad Auschwitz, senza il velo pietoso della memoria ma con il drammatico pathos della presa diretta.
Reccommended to me by a friend, then forgotten about until by coincidence I found it in a charity shop.