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Timore e tremore

Lirica dialettica di Johannes de Silentio

By Søren Kierkegaard

(238)

| Others | 9788881110124

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12 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Timore e tremore non è il nuovo format di rai uno con a capo Alessandro Greco (già presentatore di Furore)ma è l'appendice di Aut-Aut.Una sorta di completamento al pensiero espresso nel saggio precedente.Le differenze sono da riscontrarsi prettamente ...(continue)

    Timore e tremore non è il nuovo format di rai uno con a capo Alessandro Greco (già presentatore di Furore)ma è l'appendice di Aut-Aut.Una sorta di completamento al pensiero espresso nel saggio precedente.Le differenze sono da riscontrarsi prettamente sulla tematica.Qui si parla di religione,del rapporto con Dio,del significato di Fede espresso a pieno nella figura di Abramo e nell'episodio del sacrificio di Isacco.Kierkegaard analizza il "fatto biblico" per estrapolare al meglio il suo pensiero etico e differenziarlo dal punto di vista esteta;portando come esempio l'eroe tragico.Abramo,quindi,diventa a sua volta un eroe ma della fede dove l'assoluta abnegazione del proprio pensiero e l'affidamento a qualcosa di superiore diviene paradigma massimo per il cavaliere delle fede e il centro del pensiero etico.Meno moralista di Aut-aut,il libricino è piuttosto scorrevole ma probabilmente meno importante per conoscere centralmente il pensiero del filosofo.L'ho trovato sicuramente meno pesante e in certi punti più interessante....ma tutta sta morale sulla vita mi ha semplicemente rotto le...

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    Sine qua Non said on Dec 29, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non sono certo molte le persone che posseggono le corde giuste per trattare di un tema così complesso come quello della fede. Kierkegaard è senz'altro uno di questi.
    Nonostante la sua eccessiva rigidità religiosa (ma quale religioso non lo è in fond ...(continue)

    Non sono certo molte le persone che posseggono le corde giuste per trattare di un tema così complesso come quello della fede. Kierkegaard è senz'altro uno di questi.
    Nonostante la sua eccessiva rigidità religiosa (ma quale religioso non lo è in fondo) e il suo bigottismo, Kierkegaard non è mai banale e scontato nel portare avanti la propria tesi.
    Questo scritto, successivo al più famoso "Aut-Aut", si serve del famoso episodio biblico del sacrificio di Isacco da parte di Abramo per trattare delle relazioni che legano Etica, Morale e Fede.
    Kierkegaard compie un vero e proprio elogio della figura di Abramo, identificandolo come "Cavaliere delle Fede", in contrapposizione alla figura del "Cavaliere dell'Infinito". Il Cavaliere della Fede non è altro che lo step successivo al Cavaliere dell'Infinito: mentre quest'ultimo ha compiuto solo il movimento di infinita rassegnazione, ovvero di coscienza eterna, Abramo ha compiuto anche il movimento "opposto" di credere nell'Assurdo, riuscendo così ad avere indietro Isacco.
    Sorge così l'inevitabile inconciliabilità fra Morale e Fede religiosa.

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    Zibibbo said on Nov 8, 2011 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Jack Amati su Timore e Tremore

    Panegirico di Abramo.
    Si dà una sospensione teleologica dell'etica?
    Esiste un dovere assoluto verso Dio?
    Dal punto di vista etico, si può giustificare il silenzio di Abramo con Sara, Eliezer, Isacco sul suo progetto?

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    Jack Amati said on Sep 24, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “No! Nessuno, che sia stato grande nel mondo, sarà dimenticato; ma ognuno è stato grande a suo modo, ed egli amò ciascuno secondo la sua grandezza. Poiché colui che ha amato se stesso, è diven-tato grande con se stesso. E colui che ha amato gli altri ...(continue)

    “No! Nessuno, che sia stato grande nel mondo, sarà dimenticato; ma ognuno è stato grande a suo modo, ed egli amò ciascuno secondo la sua grandezza. Poiché colui che ha amato se stesso, è diven-tato grande con se stesso. E colui che ha amato gli altri uomini è diventato grande con la sua dedi-zione. Ma colui che ha amato Dio, è diventato più grande di tutti. Ognuno dev’essere ricordato, ma ciascuno è diventato grande in rapporto alla sua attesa. Uno è diventato grande coll’attendere il pos-sibile; un altro coll’attendere l’eterno; ma colui che attese l’impossibile, divenne più grande di tutti. Ognuno dev’essere ricordato. Ma ognuno è stato grande in rapporto alla grandezza con cui combat-té. Poiché colui che combattè contro il mondo, divenne grande vincendo il mondo, e colui che com-battè contro se stesso divenne più grande vincendo se stesso, ma colui che combattè con Dio diven-ne più grande di tutti. Così si è combattuto sulla terra: c’era chi ha vinto tutti con la sua forza e c’era chi ha vinto Dio con la sua impotenza. C’era chi faceva affidamento su se stesso e ottenne tutto e c’era chi, sicuro della sua forza, ha sacrificato tutto: ma chi ha creduto in Dio è stato il più grande di tutti. C’è stato chi era grande con la sua forza, e chi era grande con la sua sapienza, e chi era grande con la sua speranza, e chi era grande col suo amore, ma Abramo era il più grande di tutti, grande con la sua forza, la cui potenza è impotenza (I Cor., 3, 19), grande per la sua saggezza il cui segreto è stoltezza, grande per la sua speranza la cui forma è pazzia, grande per il suo amore ch’è odio di se stesso”.

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    Cristina said on Mar 20, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il non senso della fede. Un'ottima operazione ermeneutica di Kierkegaard.

    Grande l'avvio con l'interpretazione del sacrificio di Abramo secondo quattro modalità e possibilità.
    Ottima la contrapposizione storica tra il cavaliere della fede e l'eroe tragico.
    Retorico finale con l'elogio del silenzio e della sofferenza.
    In fo ...(continue)

    Grande l'avvio con l'interpretazione del sacrificio di Abramo secondo quattro modalità e possibilità.
    Ottima la contrapposizione storica tra il cavaliere della fede e l'eroe tragico.
    Retorico finale con l'elogio del silenzio e della sofferenza.
    In fondo la differenza tra una fede senza alcun senso ed il sacrificio mitico di Agammenone è nulla.
    In entrambi i casi a trionfare è la superstizione, la religione o la "fede", che viene elogiata da Kierkegaard.
    Messaggio discutibile, ottimo esempio di operazione ermeneutica da parte di Kierkegaard.

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    Marcodoggett said on Mar 11, 2010 | Add your feedback

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