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Tira fuori la lingua

Storie dal Tibet

Di

Editore: Feltrinelli (I Canguri)

3.5
(77)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807701995 | Isbn-13: 9788807701993 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Katia Bagnoli

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il Tibet aggressivo

    Questo libricino è davvero una chicca per gli appassionati d'Asia come me. Ma Jian ha uno stile di scrittura tagliente, caustico e violento, ma per gli argomenti qui trattati è perfetto. L'autore negl ...continua

    Questo libricino è davvero una chicca per gli appassionati d'Asia come me. Ma Jian ha uno stile di scrittura tagliente, caustico e violento, ma per gli argomenti qui trattati è perfetto. L'autore negli anni '80 scappò dalla Cina, a causa del regime e anche per trovare se stesso. Sperava di ri-trovarsi in Tibet, terra che per tutti, orientali e occidentali sembra rappresentare il Paradiso Terrestre, dove non esistono ingiustizie e dove la gente è buona e solidale. Purtroppo il Tibet degli anni '80 non era così, l'estrema povertà e il regime comunista cinese aveva messo in ginocchio la popolazione, che dunque lottava con le unghie e con i denti per un pò di carne di yak e per la sopravvivenza. Proprio per queste descrizioni il libro fu messo al bando dal Governo cinese. In questo libro ci sono varie storie, sia di gente comune, sia delle peregrinazioni dell'autore, fantastica la descrizione del funerale tibetano; pur essendo un estimatore della cultura asiatica questo proprio mi sfuggiva e mi domando ancora oggi se i funerali per i tibetani siano così cruenti.
    Assolutamente consigliato

    ha scritto il 

  • 5

    Nelle critiche viene definito come brutale. Io l'ho trovato brutalmente onesto. Dopo anni finalmente ho incontrato uno scrittore cinese dalla mentalità aperta, non un dissidente senza se e senza ma, e ...continua

    Nelle critiche viene definito come brutale. Io l'ho trovato brutalmente onesto. Dopo anni finalmente ho incontrato uno scrittore cinese dalla mentalità aperta, non un dissidente senza se e senza ma, e nemmeno uno dei tanti indottrinati fanatici figli della propaganda del partito. Tira fuori la lingua è un insieme ben riuscito di racconti che illuminano magistralmente il lettore sulla condizione dei tibetani e del Tibet nei ruggenti anni '80. Finalmente vi mostreranno entrambi i lati della medaglia, potrete essere ammaliati dal fascino dei riti, della religione e delle usanze tibetane, all'epoca ancora relativamente libere dalle nefaste influenze cinesi e occidentali, ma allo stesso tempo osservare la miseria umana dei tibetani, prostrati dall'arretratezza che il mantenimento delle tradizione, inevitabilmente, porta con se. I racconti sono tutti brevi e scorrevoli, ottimamente scritti, vi passeranno dalle mani per fissarsi nella vostra mente in maniera indelebile. E la postfazione di Ma Jian è imperdibile. Super consigliato!

    ha scritto il 

  • 3

    Tinte forti per dire cosa?

    Racconti a tinte forti, da cui si annusa perfino un Tibet che non ci si immagina...non si capisce dove inizia finisce il realismo e la denuncia e inizia la fantasia...interessante la scrittura ma non ...continua

    Racconti a tinte forti, da cui si annusa perfino un Tibet che non ci si immagina...non si capisce dove inizia finisce il realismo e la denuncia e inizia la fantasia...interessante la scrittura ma non ho compreso il messaggio dell'autore...

    ha scritto il 

  • 3

    70 pagine da leggere tutto d'un fiato che raccontano il tibet visto con gli occhi di un autore (cinese) censurato in patria (il libro in cina è stato messo all'indice)...
    molto carino, nulla di eccita ...continua

    70 pagine da leggere tutto d'un fiato che raccontano il tibet visto con gli occhi di un autore (cinese) censurato in patria (il libro in cina è stato messo all'indice)...
    molto carino, nulla di eccitante, ma fa passare una bella serata!

    ha scritto il 

  • 4

    """
    Annuncio della messa al bando dell'opera.

    TIRA FUORI LA LINGUA è un libro volgare e osceno che diffama l'immagine dei nostri compatrioti tibetani. Ma Jian non è in grado di descrivere i grandi pas ...continua

    """
    Annuncio della messa al bando dell'opera.

    TIRA FUORI LA LINGUA è un libro volgare e osceno che diffama l'immagine dei nostri compatrioti tibetani. Ma Jian non è in grado di descrivere i grandi passi avanti compiuti dal popolo tibetano nella realizzazione di un Tibet socialista unito e prospero. I ritratto del Tibet che esce da quest'opera sudicia e ignobile non ha nulla a che vedere con la realtà, e altro non è che il prodotto dell'immaginazione dell'autore e del suo desiderio ossessivo di sesso e soldi... A nessuno dev'essere permesso di leggere questo libro. Tutte le copie devono essere confiscate e distrutte immediatamente."""

    Senza parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto spirituale e interessante.
    Una serie di brevi racconti che descrivono la situazione sugli altipiani del Tibet, con tutto il fascino e la crudelta' di quei luoghi, e di quelle genti. ...continua

    Molto spirituale e interessante.
    Una serie di brevi racconti che descrivono la situazione sugli altipiani del Tibet, con tutto il fascino e la crudelta' di quei luoghi, e di quelle genti.

    ha scritto il 

  • 4

    tira fuori la lingua

    Un modo di raccontare che ho trovato solo negli autori cinesi. Immagini vivide, mi sembra persino di sentire l'odore del latte acido che Ma Jian nomina spesso. Se pensiamo al Tibet abbiamo più o meno ...continua

    Un modo di raccontare che ho trovato solo negli autori cinesi. Immagini vivide, mi sembra persino di sentire l'odore del latte acido che Ma Jian nomina spesso. Se pensiamo al Tibet abbiamo più o meno tutti un'immagine stereotipata, candida, mistica. Questo libro, invece, è una piccola finestrella dalla quale si può intravedere un'altra verità.

    ha scritto il