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Tisdagarna med Morrie

By Mitch Albom

(4)

| Others | 9789176436660

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Book Description

''En gripande, livsklok betraktelse, såld i miljonupplagor.'' Aftonbladet Nr 1 på New York Times bestsellerlista ''Om du skall lägga pengarna på en enda bok i år - köp Tisdagarna med Morrie. Jag lovar: Du blir inte besviken.'' Dagbladet Mo Continue

''En gripande, livsklok betraktelse, såld i miljonupplagor.'' Aftonbladet Nr 1 på New York Times bestsellerlista ''Om du skall lägga pengarna på en enda bok i år - köp Tisdagarna med Morrie. Jag lovar: Du blir inte besviken.'' Dagbladet Morrie Schwartz var Mitch Allboms favoritprofessor, hans mentor och vän. På examensdagen lovar Mitch att hålla kontakten men det dröjer tjugo år innan han hör av sig. Av en händelse får han se sin gamle sociologiprofessor på teve; Morrie har drabbats av en nervsjukdom som långsamt förlamar hans kropp men inte hans sinnes briljans och inte hans lust att leva ända till slutet. Mitch beslutar sig för att besöka Morrie varje tisdag - precis som under studieåren. De samtalar om kärlek,äktenskap, känslor, förlåtelse, saknad och död. Deras pånyttfödda vänskap blir till en sista föreläsning fylld av visdom och erfarenhet, en lektion i konsten att leva. ''Den här boken är en kärlekshandling, en gemensam sådan från de två männen, professorn och hans elev. De för fram budskapen med en lätthet som endast det riktigt svåra mäktar. Framförallt ger den förtröstan och en stor glädje.'' Västerbottens Folkblad

605 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    libro profondo e leggero allo stesso tempo. Tratta tematiche importanti della vita, commuovendo ma senza troppo appesantire

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    Crognales said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Mitch, giovane giornalista in carriera, torna a far visita al suo vecchio professore universitario, Morrie, dopo aver scoperto che negli anni si è ammalato di SLA, e che non gli resta molto tempo da vivere.
    Si ritroveranno così a parlare e confessars ...(continue)

    Mitch, giovane giornalista in carriera, torna a far visita al suo vecchio professore universitario, Morrie, dopo aver scoperto che negli anni si è ammalato di SLA, e che non gli resta molto tempo da vivere.
    Si ritroveranno così a parlare e confessarsi, affrontando non solo il tempo che scorre inesorabilmente - e quindi con l'avanzamento inesorabile della malattia - ma anche avvicinandosi ad argomenti cari ad entrambi: l'amore, la vecchiaia, il perdono, la famiglia, gli amici, gli anni trascorsi ad insegnare ai giovani.
    Ne risulterà un dialogo sincero, dove le paure vengono affrontate col sorriso sulle labbra e dove la malattia non avrà mai il ruolo di protagonista.

    Lo ammetto: all'inizio ero veramente scettica. Quando ne avevo letto la trama ero rimasta dubbiosa, ed ero quasi tentata di non cominciarlo nemmeno. Ma poi, si sa come son fatta: se qualcuno mi regala un libro non posso non leggerlo, più che altro per il fatto che sono convinta che nel libro stesso sia sempre presente un po' dell'animo di chi me lo ha consigliato.

    Quindi, senza pensarci troppo, cominciai a sfogliare il mio googlettino non sapendo cosa aspettarmi da questa lettura. Il risultato? Sono stata catturata dalla storia. Non tanto per i dialoghi tra il professore ed il suo vecchio allievo, quanto proprio per gli argomenti trattati. Perchè, fondamentalmente, la pensavo sempre l'esatto opposto di quello che consigliava il professore, se non addirittura mi sono comportata, in alcune occasioni, proprio come lui dice di non comportarsi.

    Solo su una cosa la pensavamo esattamente nello stesso identico modo: la morte.
    Perchè, come diceva Giorgio Faletti in una canzone, fà che la morte mi trovi vivo. E non vivo inteso come colui che respira, mangia, dorme, pensa, ma colui che può ancora autonomamente fare qualcosa.

    Ed è lì che allora sono nate tutte le domande: andando al di là del mero aspetto fisico, qual'è il limite esatto che divide la vita dalla morte?

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    Katiu said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho letto recensioni davvero contrastanti su questo libro e contrastanti sono state le emozioni che mi ha provocato.

    Protagonista del racconto è Morrie Schwartz, professore di sociologia che Albom ha conosciuto durante gli anni universitari. Nonosta ...(continue)

    Ho letto recensioni davvero contrastanti su questo libro e contrastanti sono state le emozioni che mi ha provocato.

    Protagonista del racconto è Morrie Schwartz, professore di sociologia che Albom ha conosciuto durante gli anni universitari. Nonostante sia stata una figura importante per il giovane studente, i due si perdono di vista dopo la laurea fino a quando, molto tempo dopo, Albom apprende per puro caso che Morrie è affetto da una malattia degenerativa che non gli lascia molto tempo da vivere.
    E’ così che i due si ritrovano e iniziano ad incontrarsi ogni martedì, giorno designato per l’ultimo corso tenuto dal professore al cospetto di un solo studente che registrerà i loro discorsi sugli argomenti più disparati: cultura, famiglia, emozioni, amore e ovviamente morte.
    Le parole del professore scuotono Albom, provocando in lui un profondo mutamento che lo porterà a guardare alla sua vita con occhi diversi e a riavvicinarsi al fratello malato col quale non ha più contatti da anni.

    Insomma, il messaggio alla base del libro è sicuramente da apprezzare, un messaggio che non è mai scontato perché, sebbene dovrebbe essere chiaro a tutti, troppo spesso dimentichiamo quali sono le cose davvero importanti e quali dovrebbero essere le nostre priorità, finché qualcosa di grave non capita a noi o alle persone care.

    Eppure l’insegnamento del professore si perde in questo libro che a mio avviso pecca dal punto di vista della qualità narrativa. A volte ho avuto l’impressione che gli spunti forniti dai ragionamenti di Morrie venissero banalizzati perché presentati come una rassegna di frasi ad effetto non ben contestualizzate. Persino il cambiamento dell’autore non viene descritto come meriterebbe e risulta in fin dei conti poco plausibile.

    Premio sicuramente le intenzioni di Albom, ma non lo stile che se curato un po’ in più avrebbe sicuramente conferito maggiore spessore a tutta la narrazione e all'ultimo insegnamento di Morrie Schwartz.

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    Fairies Wear Boots... said on Jun 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mah...

    L'ho finito in mezza giornata, questo libro: volevo andare avanti veloce per vedere quando sarebbe iniziata la parte "vera", quando si sarebbe scesi un po' più in profondità...
    Mai.
    Non c'è una frase che meriti una citazione, non c'è un'idea che mer ...(continue)

    L'ho finito in mezza giornata, questo libro: volevo andare avanti veloce per vedere quando sarebbe iniziata la parte "vera", quando si sarebbe scesi un po' più in profondità...
    Mai.
    Non c'è una frase che meriti una citazione, non c'è un'idea che meriti di essere ricordata.
    Mi ha deluso, profondamente, la superficialità.
    Se invece si cerca una storia commovente, strappalacrime, una letturina per l'estate...vabbé, accomodatevi pure.

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    De Botolis said on Jun 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Note:

    1.生死學。
    2.羈絆。
    3.好奇自己會以什麼樣的形式綴印在他人心裡。

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    搖滾屁屁 said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non leggete questa recensione... e non leggete nemmeno il libro!

    Attenzione spoiler

    Venite qui, ora vi svelo il segreto della vita.
    Shhhhh... avvicinatevi.
    Mi state ascoltando?
    Non sono i soldi lo scopo della vita. Shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!! Zitti.
    Nella vita non sono importanti i soldi, ma l'AMORE!

    (un coro d ...(continue)

    Attenzione spoiler

    Venite qui, ora vi svelo il segreto della vita.
    Shhhhh... avvicinatevi.
    Mi state ascoltando?
    Non sono i soldi lo scopo della vita. Shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!! Zitti.
    Nella vita non sono importanti i soldi, ma l'AMORE!

    (un coro di "oooooooooh" di meraviglia)

    Ma no? Dai?
    Machedavero?
    Porco cazzo, meno male che ho letto questo libro illuminante, da sola non ci sarei mai mai mai arrivata. No dico. Eh? Ammazza che scoperta. L'amore!

    Libri così, pieni di voti altissimi, mi fanno sempre chiedere: ma sono io che sono diventata una stronza insensibile o siete voi che avete letto libri di merda fino all'altro ieri. No, davvero, parliamone.

    Allora.
    Abbiamo tutti avuto un professore che ci ha cambiato la vita.
    Poteva essere un buono spunto per un buon libro.

    Ma.

    Ma qui navighiamo in un mare di banalità condito con un brodino di sfiga.
    Il professore morente (e i particolari della malattia abbondano) da bambino ha scoperto via telegramma che gli è morta la madre, padre anaffettivo, il fratello con la polio. Continuo?
    Ero qui che aspettavo gli morisse il cane davanti agli occhi colpito da un arto artificiale caduto da un'ambulanza.
    Eddai!

    Vogliamo parlare dello stile? Inesistente.
    Allora parliamo della scrittura? Da tema di terza media.

    L'ho finito solo perchè CORTO. Unico pregio.

    ---------------------

    L'ho appena iniziato e già mi pare un'accozzaglia di banalità per di più scritta col culo.

    Ma magari mi sbaglio.

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    LadyRock said on May 2, 2014 | 4 feedbacks

Book Details

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