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Tito Andronico

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.2
(262)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 881717307X | Isbn-13: 9788817173070 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Gabriele Baldini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Entertainment , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Vendetta, sangue, mutilazioni, delitti in uno dei testi più violenti e intensi del teatro di Shakespeare.
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  • 5

    Cinque splendidi atti

    Molto bella questa tragedia Shakespeariana, prima di questo ho solamente letto Giulietta e Romeo di Shakespeare, che ho trovato molto bella, ma tornando a Titus credo che sia ingiustamente poco conosciuta, e il motivo non mi è molto chiaro, si, è un pelo sanguinolenta, ma è anche vero che ...continua

    Molto bella questa tragedia Shakespeariana, prima di questo ho solamente letto Giulietta e Romeo di Shakespeare, che ho trovato molto bella, ma tornando a Titus credo che sia ingiustamente poco conosciuta, e il motivo non mi è molto chiaro, si, è un pelo sanguinolenta, ma è anche vero che si tratta di una tragedia. Poi sono proprio gli atti di vendetta e di rivalsa, legati alla perfidia di un diavolo moro, che danno spessore a questa tragedia, e per questo la trovo perfettamente avvincente, dove quando non si trama alle spalle di qualcuno, si piange di disperazione qualcun altro.

    ha scritto il 

  • 5

    titus andronicus

    non avrei mai pensato che parole scritte su carta potessero essere così crude, feroci, cariche di dolore. è raro e forse impensabile che una tragedia, ambientata in un contesto così lontano da noi, la roma tardo imperiale, possa colpire, riempire di rabbia e tristezza un lettore del ventunesimo ...continua

    non avrei mai pensato che parole scritte su carta potessero essere così crude, feroci, cariche di dolore. è raro e forse impensabile che una tragedia, ambientata in un contesto così lontano da noi, la roma tardo imperiale, possa colpire, riempire di rabbia e tristezza un lettore del ventunesimo secolo. eppure lo fa, magistralmente lo fa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Il saggio introduttivo mi invita a considerare il Tito Andronico una specie di farsa, un'opera che è allo stesso tempo citazione e parodia della tragedia greco-romana e di contemporanei di Shakespeare, come Marlowe. Mi spiace, ma non riesco proprio a ridere di una giovane che viene stuprat ...continua

    Il saggio introduttivo mi invita a considerare il Tito Andronico una specie di farsa, un'opera che è allo stesso tempo citazione e parodia della tragedia greco-romana e di contemporanei di Shakespeare, come Marlowe. Mi spiace, ma non riesco proprio a ridere di una giovane che viene stuprata e mutilata per poi finire uccisa dal suo stesso padre per un atto di presunta pietà, o di figli che vengono cucinati e serviti alla madre durante un banchetto. Non ritrovo nulla del mio adorato Bardo in questo testo, ma, fortunatamente, questo per lui era soltanto l'inizio e col tempo ha saputo fondare le trame delle sue tragedie sulle passioni e sui moti dell'animo umano, piuttosto che su teste e mani mozzate.

    ha scritto il 

  • 5

    Vendetta? Altro che Conte di Montecristo...

    Ho letto questa tragedia sull'onda emotiva suscitatami dall'omonimo film con Anthony Hopkins. All'inizio sono rimasto estasiato dall'immaginazione del Vate; poi, facendo delle ricerche, la mia estasi è molto rientrata perché ho scoperto che ha ripreso un mito (dell'antica Grecia, se non erro) e l ...continua

    Ho letto questa tragedia sull'onda emotiva suscitatami dall'omonimo film con Anthony Hopkins. All'inizio sono rimasto estasiato dall'immaginazione del Vate; poi, facendo delle ricerche, la mia estasi è molto rientrata perché ho scoperto che ha ripreso un mito (dell'antica Grecia, se non erro) e l'ha adattato alla sua storia.
    Comunque rimane l'impareggiabile maestria nel fondere prosa e poesia come solo lui sa fare.
    Io adoro il Conte di Monte Cristo, però la sua vendetta, benché tremenda, a confronto di Tito pare quasi una cosa da dilettanti...

    ha scritto il 

  • 3

    L'inizio della tragedia di S.

    La prima tragedia di S. Ne è stata messa in dubbio la paternità ma la teoria non è convincente. Eccessivamente truculento se paragonato alle opere dell'epoca ed alla successiva produzione shakespeariana, tuttavia l'intreccio e la profondità psicologica di certi personaggi comincia ad emergere ...continua

    La prima tragedia di S. Ne è stata messa in dubbio la paternità ma la teoria non è convincente. Eccessivamente truculento se paragonato alle opere dell'epoca ed alla successiva produzione shakespeariana, tuttavia l'intreccio e la profondità psicologica di certi personaggi comincia ad emergere

    ha scritto il 

  • 5

    "Ah, sta' sicuro, Lucio, ti torturerà l'anima sentire quello che dirò; perché parlerò di assassinî, stupri e massacri, atti della nera notte, azioni abominevoli, maligni complotti, tradimenti, delitti, penosi a udirsi, eppure tristemente eseguiti."


    In quella che è probabilmente la sua prim ...continua

    "Ah, sta' sicuro, Lucio, ti torturerà l'anima sentire quello che dirò; perché parlerò di assassinî, stupri e massacri, atti della nera notte, azioni abominevoli, maligni complotti, tradimenti, delitti, penosi a udirsi, eppure tristemente eseguiti."

    In quella che è probabilmente la sua prima tragedia Shakespeare usa la penna per stillare sangue, si lascia ispirare dal macabro e descrive un cupo vortice di violenza efferata.
    L'inizio è precipitoso, mentre a Roma Saturnino, figlio del precedente imperatore, reclama il trono, Tito Andronico torna vincitore dalla battaglia contro i Goti. Lo seguono, prigionieri, Tamora, regina dei Goti, il suo amante Aronne il Moro e i tre figli. E' costume romano fare a pezzi e sacrificare un nemico vinto, così viene scelto il primogenito e a nulla varranno le suppliche di Tamora. Dopo questo simpatico rito, che bene inaugura il dramma e ne anticipa il tono, scoppia l'inferno all'improvviso. Nel giro di poche battute infatti Tito legittima l'impero di Saturnino e gli dona in sposa sua figlia Lavinia, la quale è subito reclamata da un altro che la porta via, appoggiato dai figli di Tito. Quest'ultimo in preda alla collera ne uccide uno, il novello imperatore dal suo canto insulta Tito e prende Tamora come moglie.

    E siamo solo all'inizio del primo atto. Seguiranno stupri, mutilazioni e atroci vendette nelle quali trova spazio anche il cannibalismo.
    In particolare i barbari sono personaggi degni di tale nome. Tamora è una donna lasciva e opportunista, trama omicidi senza alcun scrupolo e incoraggia i due figli rimasti a violentare e uccidere. Questi ultimi non si fanno certo pregare, pronti anche a uccidersi l'un l'altro per soddisfare i propri desideri, sprezzanti e crudeli(CHIRONE: Fossi in lei, io mi andrei a impiccare. DEMETRIO: Se tu avessi le mani per annodare la corda!).
    Infine Aronne, il male incarnato. Caratterizzato all'esagerazione da tutti i tratti di cui sopra, con l'aggiunta che se ne vanta a gran voce in monologhi carichi di malvagità, si pente solo di non poter attuare tutti i crimini che riesce a immaginare e di aver fatto qualche accidentale buona azione.
    Ad essi si contrappongono Tito e la sua famiglia, vessati fino all'inverosimile; sarei davvero curioso di vedere un'attrice affrontare il ruolo disgraziato di Lavinia. Tito è anch'esso molto interessante, in lui si trovano i semi di personaggi successivi più celebri, nella sua finta follia quello di Amleto, nella sua disperazione da padre quello di Lear.

    Tragedia con la T maiuscola, atipica in quanto più vicina al gusto classico che a quello elisabettiano, ma tra tanta cattiveria e violenza, il Bardo non rinuncia alla sua poesia che tanto lo rende grande.

    ha scritto il 

  • 5

    Shakespeare versione "splatter"

    La prima tragedia di William Shakespeare che concludo in una sola giornata (per la cronaca: ho appena finito di leggerla) e "m'è piaciut assaj",come si suol dire dalle mie parti. Chi si sarebbe mai aspettato che un autore tanto studiato e tanto acclamato dalla critica come William Shakespeare, av ...continua

    La prima tragedia di William Shakespeare che concludo in una sola giornata (per la cronaca: ho appena finito di leggerla) e "m'è piaciut assaj",come si suol dire dalle mie parti. Chi si sarebbe mai aspettato che un autore tanto studiato e tanto acclamato dalla critica come William Shakespeare, avesse iniziato la sua carriera di drammaturgo con una tragedia violenta e "gore" come questa? Stupri, amputazioni, assassinii,torte cucinate con teste umane... roba che farebbe morire d'invidia Dario Argento e compagnia bella! Ma in mezzo a tutto questo bel bagno di sangue si trovano personaggi carismatici e ricchi di pathos. In primis,colui che da il titolo all'opera: Tito Andronico, uno dei più grandi (secondo me) antieroi che la letteratura abbia mai concepito. Non dimentichiamoci però di Aronne, il Moro crudele e pianificatore orgoglioso delle sue malefatte fino alla fine e della moglie Tamora,regina dei Goti ancor più sadica e vendicatrice dell'amante Aronne. Forse al pubblico Elisabettiano questa tragedia non andò molto a genio per il contenuto forte, ma fortunatamente il pubblico (e i lettori) della nostra epoca riescono ad apprezzarlo,forse perchè ricorda loro qualche film horror/splatter degli anni 70-80? Forse anche perchè mostra in modo magistrale come la violenza sfoci in altra violenza, come l'uomo sia un "homini lupus", cosa molto vicina ai giorni nostri.

    ha scritto il 

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