To the Lighthouse

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.9
(3955)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Chi traditional , French , German , Italian , Spanish , Catalan , Swedish , Chi simplified , Farsi

Isbn-10: 0141183411 | Isbn-13: 9780141183411 | Publish date:  | Edition New Ed

Curator: Stella McNichol ; Contributor: Hermione Lee ; Hermione Lee

Also available as: School & Library Binding , Audio CD , Hardcover , Audio Cassette , Unbound , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
A pioneering work of modernist fiction, using her unique stream-of-consciousness technique to explore the inner lives of her characters, Virginia Woolf's "To the Lighthouse" is widely regarded as one of the greatest artistic achievements of the twentieth century. This "Penguin Classics" edition is edited by Stella McNichol, with an introduction and notes by Hermione Lee. "To the Lighthouse" is at once a vivid impressionistic depiction of a family holiday, and a meditation on marriage, on parenthood and childhood, on grief, tyranny and bitterness. For years now the Ramsays have spent every summer in their holiday home in Scotland, and they expect these summers will go on forever; but as the First World War looms, the integrity of family and society will be fatally challenged. With a psychologically introspective mode, the use of memory, reminiscence and shifting perspectives gives the novel an intimate, poetic essence, and at the time of publication in 1927 it represented an utter rejection of Victorian and Edwardian literary values.
Virginia Woolf (1882-1941) is regarded as a major 20th century author and essayist, a key figure in literary history as a feminist and modernist, and the centre of 'The Bloomsbury Group', an informal collective of artists and writers that exerted a powerful influence over early twentieth-century British culture. Between 1925 and 1931 Virginia Woolf produced what are now regarded as her finest masterpieces, from "Mrs Dalloway" (1925) to the poetic and highly experimental novel "The Waves" (1931). She also maintained an astonishing output of literary criticism, short fiction, journalism and biography, including the playfully subversive "Orlando" (1928) and "A Room of One's Own" (1929) a passionate feminist essay. If you enjoyed "To the Lighthouse", you might like James Joyce's "A Portrait of the Artist as a Young Man", also available in "Penguin Classics". "Bears endless re-reading ...the sea encircles the story in a brilliant ebb and flow". (Rachel Billington).
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  • 4

    è un libro abbastanza difficile, a tratti ho avuto la tentazione di interrompere, però sono stato ripagato. Si viene gettati in un turbinio quasi contemporaneamente nella mente dei vari personaggi, sì ...continue

    è un libro abbastanza difficile, a tratti ho avuto la tentazione di interrompere, però sono stato ripagato. Si viene gettati in un turbinio quasi contemporaneamente nella mente dei vari personaggi, sì che si fa fatica a seguire; però trovo magistrale soprattutto la descrizione dei rapporti complicati all' interno di una famiglia, le cose che si odiano e si amano nei nostri cari. Una stellina in meno perchè mi sembra che abbia tratto a piene mani da Joyce i temi dei flussi di coscienza e delle epifanie

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  • 4

    Romanzo breve della Woolf e forse il più riuscito, complesso nella scrittura così come nei sentimenti dei personaggi.
    Ne parlo anche qui, se volete: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2017/03/19 ...continue

    Romanzo breve della Woolf e forse il più riuscito, complesso nella scrittura così come nei sentimenti dei personaggi.
    Ne parlo anche qui, se volete: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2017/03/19/ilclassicodelmese-gita-al-faro/

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  • 4

    Il primo libro della Woolf che sono riuscita a terminare!

    Finalmente sono arrivata alla fine di un libro della Woolf! I vani e vari tentativi con altri suoi romanzi non mi hanno scoraggiato e penso che dipendesse da me, non era il libro giusto per quel deter ...continue

    Finalmente sono arrivata alla fine di un libro della Woolf! I vani e vari tentativi con altri suoi romanzi non mi hanno scoraggiato e penso che dipendesse da me, non era il libro giusto per quel determinato momento, Insomma i libri stanno lì, immutabili e pazienti, per noi che invece cambiamo. Detto questo il libro mi è molto piaciuto, la prosa è ricca e precisa, la trama quasi inesistente eppure la continua descrizione dei personaggi, l’approfondito studio psicologico e il continuo rincorrersi dei loro più intimi pensieri ha come conseguenza il procedere nella lettura come se fosse un giallo, non si vede l’ora di scoprire come finisce. Tema centrale, sempre da ciò che ho potuto percepire, è l’incomunicabilità e i rapporti familiari e d’amicizia. L’innegabile amore tra i coniugi Ramsay, il rapporto madre/ padre con i figli e viceversa: ognuno vive le proprie emozioni all’interno, in maniera intima, solo il lettore sa come stanno le cose. Eppure un filo esiste tra i personaggi, un muto linguaggio fatto di sguardi o gesti , una specie di linguaggio dei segni che permette loro di capirsi. Grande importanza ricopre la madre, protagonista fino all’ultimo; una donna dolce, protettiva e premurosa, bellissima, ma anche molto sola. Speciale il suo rapporto sia col marito che con i figli, in particolare con il più piccolo. E’ lei che regge il peso di tutta la famiglia, senza di lei tutto sembra andare in pezzi, come la loro casa vicino al mare. Lo scorrere del tempo, la percezione che tutto è mutato e le tragedie che si sono abbattute sulla famiglia Ramsay costituiscono la seconda parte del romanzo. Con la terza parte si torna in qualche modo all’inizio, si cerca di chiudere il cerchio e si ristabilisce un certo equilibrio nei rapporti affettivi. Non dico altro per non anticipare nulla. Leggendo la biografia della Woolf mi rendo conto che Gita al faro è la fotografia del suo vissuto e capisco un po’ del suo male di vivere.
    “< < Sì, di certo, se domani farà bel tempo>> disse la signora Ramsay, < < Ma bisognerà che ti levi al canto del gallo>>soggiunse. Queste parole procurarono al suo bambino una gioia immensa, come se la gita dovesse effettuarsi senz’altro…[…] < < Però >> contraddisse suo padre, sostando dinanzi alla finestra del salotto, < < non farà bel tempo.>>Se Giacomo avesse avuto a portata di mano un’accetta, un attizzatoio, un ordigno qualsiasi, atto a squarciare il petto di suo padre e ad uccider costui, certo in quel momento l’avrebbe afferrato. “

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    COME PERIMMO, CIASCUNO DA SOLO (colpita e affondata)

    Ultimamente mi sto imponendo di leggere dei classici considerati universalmente dei capolavori. Ho iniziato questo libro senza troppo entusiasmo, e dopo una trentina di pagine ero già bell’e che stufa ...continue

    Ultimamente mi sto imponendo di leggere dei classici considerati universalmente dei capolavori. Ho iniziato questo libro senza troppo entusiasmo, e dopo una trentina di pagine ero già bell’e che stufa.
    Ma qualcosa, una vocina, (la tua, Virginia?) mi diceva di proseguire, perché avrei trovato tanto, così tanta bellezza da rimanerne colpita e affondata.

    Il romanzo è strutturato in tre parti. Scena prima: attraverso una finestra perennemente spalancata possiamo osservare i personaggi - la signora Ramsay, il marito, i figli tra cui Cam (la Woolf da piccola), Lily Briscoe (la Woolf da grande) e tanti altri - muoversi come su un palco teatrale o un film a inquadratura fissa, ne sentiamo i pensieri (un flusso di coscienza spesso interminabile), li vediamo agire, cominciamo a capire chi sono e, soprattutto, cosa rappresentano per l’autrice.
    La prima scena è quella della memoria: l’autrice ricorda l’infanzia di una Virginia bambina. La madre, la signora Ramsay, è il centro attorno a cui ruotano tutti gli altri personaggi. Bellissima eppure noncurante della sua bellezza che incanta, capace di sottomissione verso un marito sempre incombente, iroso e malinconico, detestato e amato dai figli - la signora Ramsay dispensa attorno a sé la sua positività, manipola inconsapevolmente (o forse no) le persone che le ruotano attorno, gli ospiti della casa, esortandoli spesso al matrimonio, il tempio protetto in cui lei ha trovato rifugio impedendosi ogni tentativo di autonomia e di ribellione.
    Sin dal grandioso incipit siamo davanti alla finestra, osservando la signora Ramsay e il figlioletto James.
    “Sì, certo, se domani fa bel tempo” disse la signora Ramsay “però dovrai essere in piedi con l’allodola” aggiunse. Si sta rivolgendo a James, il figlioletto di sei anni, che tanto desidera fare la gita al faro che dà il titolo al romanzo.

    Questa gita, per intromissione brutale e indifferente del padre, non si farà. “Ma” disse suo padre fermandosi davanti alla finestra del salotto, “non sarà bello.” E James inizierà a odiarlo con tutte le sue forze.
    Eccolo qui il tiranno, il despota forse inconsapevole che pretende sottomissione e poi amore, che ridicolizza e sgrida, che si lascia andare a scatti d’ira scaraventando una ciotola di latte fuori della finestra per poi chiedere conferma alla moglie di essere sempre amato, e la cerca, da lontano, terribile e ululante come un lupo.

    La seconda parte - la più difficile da scrivere, disse poi Virginia - è uno stretto passaggio che unisce la prima (l’infanzia) all’ultima, dove finalmente questa gita – simbolo di crescita e soluzione dei problemi dei personaggi - si porterà a compimento. Sono passati dieci anni. La casa è stata abbandonata. Il giardino è incolto. La signora Ramsay è morta. In questa casa, che guarda con occhi vuoti, tutto parla di morte e di abbandono. I Ramsay hanno deciso di fare la gita rimandata nel tempo, e chiedono alle due donne che hanno in cura la casa (due personaggi del tutto in antitesi con la ieratica curatrice di un tempo, la signora Ramsey) di sistemarla. L’assenza/presenza della signora Ramsay diventa dolorosa persino per gli oggetti che lei toccava. E’ sicuramente la parte più ostica del romanzo, ma io l’ho trovata straordinariamente bella, perché la Woolf riesce a farci vedere la morte e l’abbandono attraverso la descrizione di questa casa, che ne diventa il vero personaggio.

    Finalmente, nella terza parte, si sciolgono tutti i nodi. La gita al faro si compie mentre il signor Ramsay sulla barca declama il suo ritornello preferito, Come perimmo, ognuno da solo, e intanto schiaccia un pesce agonizzante, e James, ormai sedicenne che ha guidato da marinaio provetto la barca, viene finalmente lodato dal padre e fa pace con lui, superando il complesso di odio e amore nei suoi confronti.
    E Lily Briscoe (la Woolf da grande) una pittrice che dieci anni prima, vedendo la signora Ramsey e il piccolo James alla finestra aveva deciso di ritrarli senza però mai riuscire a finire il quadro, finalmente traccia la linea risolutiva e porta a compimento la sua opera (ossia metaforicamente la scrittura dell’autrice) risolvendo così il suo lutto per la perdita della madre.

    Credo che per apprezzare questo romanzo bisogni avere tempo. Tempo e pazienza. La fretta non si addice alla Woolf. Il suo narrare così lento (senza che qualcosa accada veramente), è una continua riflessione sul come si è e sul perché si diventa così, sulla vita e sulle sue infingarde menzogne, sui rapporti umani e sulla loro complessità.
    Lasciandosi andare al ritmo ipnotico e alle infinite ma profonde riflessioni dell’autrice, non si potrà che rimanere affascinati dalla bellezza della sua scrittura e dalla limpidezza del suo pensiero.
    Consigliatissimo.

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  • 5

    Consiglio vivamente di leggerlo in italiano, io l'ho letto in inglese per l'università e l'ho trovato abbastanza difficile. Nonostante questo, sono riuscita lo stesso ad apprezzare la grande sensibili ...continue

    Consiglio vivamente di leggerlo in italiano, io l'ho letto in inglese per l'università e l'ho trovato abbastanza difficile. Nonostante questo, sono riuscita lo stesso ad apprezzare la grande sensibilità di Virginia Woolf. I personaggi più interessanti sono senza dubbio Lily Briscoe e Mrs Ramsay, quest'ultima rappresenta la perfetta donna vittoriana ma è un personaggio ben più profondo, riesce a tenere testa al marito nelle conversazioni.

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  • 2

    Ho fatto una fatica enorme a finirlo..!! Non avvezza a questo tipo di narrazione, questo "flusso di coscienza" che si protrae per tutto il libro non è riuscito ad entusiasmarmi..

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  • 3

    Alla fine al faro ci si va

    Dalle prima pagine, in cui la signora Ramsey promette al figlio di mantenere la promessa di una gita al faro, sembra che la trama prevederà questa gita, tempo permettendo e che nei pressi del faro qua ...continue

    Dalle prima pagine, in cui la signora Ramsey promette al figlio di mantenere la promessa di una gita al faro, sembra che la trama prevederà questa gita, tempo permettendo e che nei pressi del faro qualcosa accadrà.
    Invece, l'intero libro non ha una vera e propria trama e diventa un pretesto per i personaggi per riflettere sulla propria esistenza, quella degli altri personaggi, i vecchi amori, l'assenza.
    Scritto magistralmente, risulta di piacevole lettura, pur indugiando nei periodi medio lunghi, resi tali dall'uso frequente di testo fra parentesi, che lascia un po' in sospeso l'accesso complessivo ai concetti.
    Un'ottima prova, in ogni caso.

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  • 4

    "Gita al faro" è un romanzo introspettivo, dalla trama quasi inesistente, molto complesso. Leggerlo è un'esperienza unica, un viaggio immaginario nelle menti della famiglia Ramsey e dei suoi ospiti.
    V ...continue

    "Gita al faro" è un romanzo introspettivo, dalla trama quasi inesistente, molto complesso. Leggerlo è un'esperienza unica, un viaggio immaginario nelle menti della famiglia Ramsey e dei suoi ospiti.
    Virginia Woolf crea dei personaggi reali, in cui bontà e malvagità convivono per mostrare almeno alcuni tra i più grandi difetti della natura umana, quali la vanità, il maschilismo, l'egoismo e così via.
    Il rapporto tra coniugi non è mai semplice e il rapporto con i figli non è da meno, la famiglia Ramsey ne è un chiaro esempio. Tra loro la comunicazione è spesso difficile, talvolta, invece, il silenzio e gli sguardi valgono più di mille parole.
    Il tempo scorre in maniera dilatata, un'intera parte del romanzo è dedicata alla descrizione della casa in cui l'alternanza tra giorno e notte è l'unico elemento che muta in un'assenza che fa da protagonista. Strategia che l'autrice maneggia ad hoc e con assoluta maestria in cui il lettore riesce ad immagazzinare e a processare tutta la fitta rete di sensazioni dei personaggi. In questo momento succedono un sacco di cose (paradossalmente la Woolf informa il lettore ad esempio della morte di alcuni personaggi senza però fornire spiegazioni) che portano l'opera verso la sua conclusione, ovvero la tanto attesa gita al faro che, tuttavia, assumerà un carattere quasi doloroso.
    Superato lo shock iniziale e la fatica con la quale seguivo i repentini cambiamenti di personaggi, ho veramente vissuto un'esperienza che accresce.

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  • 4

    Virginia Woolf

    Virginia Woolf

    è stata una scrittrice grandissima unica ed originale. Tuttavia chi ha uno stile molto caratterizzato di solito tende a ripetersi nei romanzi. Il clima è quindi quello tipico di Virgini ...continue

    Virginia Woolf

    è stata una scrittrice grandissima unica ed originale. Tuttavia chi ha uno stile molto caratterizzato di solito tende a ripetersi nei romanzi. Il clima è quindi quello tipico di Virginia dove i dialoghi interiori soverchiano di gran lunga i dialoghi con il mondo esterno. La storia personale della scrittrice d'altronde spiega il perchè, più che una scelta stilistica penso sia uno specchio della realtà che si trovasse a vivere.

    said on 

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