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To the Lighthouse

By Virginia Woolf

(102)

| Paperback | 9780141183411

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Book Description

A pioneering work of modernist fiction, using her unique stream-of-consciousness technique to explore the inner lives of her characters, Virginia Woolf's "To the Lighthouse" is widely regarded as one of the greatest artistic achievements of the twent Continue

A pioneering work of modernist fiction, using her unique stream-of-consciousness technique to explore the inner lives of her characters, Virginia Woolf's "To the Lighthouse" is widely regarded as one of the greatest artistic achievements of the twentieth century. This "Penguin Classics" edition is edited by Stella McNichol, with an introduction and notes by Hermione Lee. "To the Lighthouse" is at once a vivid impressionistic depiction of a family holiday, and a meditation on marriage, on parenthood and childhood, on grief, tyranny and bitterness. For years now the Ramsays have spent every summer in their holiday home in Scotland, and they expect these summers will go on forever; but as the First World War looms, the integrity of family and society will be fatally challenged. With a psychologically introspective mode, the use of memory, reminiscence and shifting perspectives gives the novel an intimate, poetic essence, and at the time of publication in 1927 it represented an utter rejection of Victorian and Edwardian literary values.
Virginia Woolf (1882-1941) is regarded as a major 20th century author and essayist, a key figure in literary history as a feminist and modernist, and the centre of 'The Bloomsbury Group', an informal collective of artists and writers that exerted a powerful influence over early twentieth-century British culture. Between 1925 and 1931 Virginia Woolf produced what are now regarded as her finest masterpieces, from "Mrs Dalloway" (1925) to the poetic and highly experimental novel "The Waves" (1931). She also maintained an astonishing output of literary criticism, short fiction, journalism and biography, including the playfully subversive "Orlando" (1928) and "A Room of One's Own" (1929) a passionate feminist essay. If you enjoyed "To the Lighthouse", you might like James Joyce's "A Portrait of the Artist as a Young Man", also available in "Penguin Classics". "Bears endless re-reading ...the sea encircles the story in a brilliant ebb and flow". (Rachel Billington).

424 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una gita lunga 10 anni.

    Inizio con una premessa, non sono un amante dello stream of consciousness, apprezzo i vari scrittori ma non è un tipo di scrittura che mi attrae più di tanto. Ho sempre pensato che lo scrittore bravo è colui che riesce ad esprimere concetti complessi ...(continue)

    Inizio con una premessa, non sono un amante dello stream of consciousness, apprezzo i vari scrittori ma non è un tipo di scrittura che mi attrae più di tanto. Ho sempre pensato che lo scrittore bravo è colui che riesce ad esprimere concetti complessi in maniera semplice e il flusso di coscienza è tutt'altro. Ero però incuriosito da Virginia Woolf, scrittrice di cui avevo spesso sentito parlare ma non avevo mai letto, e così ho deciso di partire dal suo romanzo più famoso, "Gita al faro" appunto. Il romanzo è diviso in tre parti, nella prima ci viene presentata la famiglia Ramsey con la figura di riferimento (non che figura chiave di tutto il romanzo) Mrs. Ramsey e i vari amici di famiglia e figli che gli ruotano attorno. In questo primo capitolo la numerosa famiglia Ramsey è appunto ad una gita fuori porta con degli amici e per il giorno dopo è in programma una gita in barca verso il faro. Quando tutto sembra già deciso però Mr. Ramsey decide che la gita non si farà perché per il giorno seguente il tempo non sarebbe stato buono. Questa decisione sconvolge le vite dei piccoli figli e lascia questo desiderio sospeso per ben 10 anni. In questo primo capitolo la figura che emerge è senza dubbio quella di Mrs. Ramsey, che a dispetto delle donne del tempo risulta essere la matrona della famiglia, ha potere decisionale e influenza le scelte di tutta la casa. La sua presenza vicino alla finestra è simbolica, tanto che in futuro, quando verrà a mancare, verrà spesso ricordata. Una figura che rispecchia in pieno il femminismo della Woolf che diventerà in seguito celebre. Nel secondo capitolo, il più breve, la scrittrice ci racconta il passare del tempo, quindi la morte della signora Ramsey (anche se ce lo lascia solo intendere) e la crescita dei vari figli. Fondamentale è il concetto di tempo che passa, infatti la Woolf ci dice che sono passati dieci anni, ma tutto è rimasto immutato, ogni personaggio del racconto ha lasciato in sospeso il desiderio per la gita al faro, ed ognuno vive l'attesa a modo suo. Emblematico è il quadro della giovane Lily Briscoe che aspetta di essere finito per ben 10 anni. Infine c'è la terza parte e cioè quella del ritorno (dopo 10 anni) al faro e la gita che finalmente si fa. Con l'attesa durante il viaggio in barca e lo stupore ma anche la delusione ("è solo una torre di cemento" dice uno dei protagonisti) che finalmente trovano compimento. E anche il quadro della nostra Lily finalmente viene terminato. Un romanzo semplice e lineare, ma profondo nei contenuti. La scrittura come detto non è semplice, spesso sono dovuto tornare a rileggere dei passaggi, ma senza dubbio è uno dei libri migliori della Woolf. Troviamo infatti tutto ciò per cui è divenuta una delle scrittrici più celebri del novecento (flusso di coscienza, figura della donna, definizione del tempo). Se amate Joyce o Proust dovete leggerlo per forza, altrimenti leggetelo se siete curiosi di sapere perché fu rivoluzionaria (come scrittrice e non solo) al tempo.

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    Giovannino said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Ma che cos'era? Che significava? Le cose potevano tirare su le mani, e afferrare? la lama tagliare? il pugno stringere? Non c'era più nessuna sicurezza? Non c'era modo di imparare a memoria le usanze del mondo? Non c'era un guida, un riparo? Era ...(continue)

    "Ma che cos'era? Che significava? Le cose potevano tirare su le mani, e afferrare? la lama tagliare? il pugno stringere? Non c'era più nessuna sicurezza? Non c'era modo di imparare a memoria le usanze del mondo? Non c'era un guida, un riparo? Era tutto un miracolo, un buttarsi giù dall'alto di una torre, nell'aria? Possibile che anche per le persone avanti negli anni cosí fosse la vita - allarmante, inaspettata, sconosciuta?"

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    Laura-St. Jimmy said on May 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Più noioso di così si muore.
    Purtroppo non sono riuscita ad apprezzare quello che viene definito il più gran capolavoro di Virginia Woolf.
    Peccato perchè la trama mi attirava moltissimo ma la narrazione è davvero logorroica!

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    Elly said on May 13, 2014 | Add your feedback

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