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Toccato dal fuoco

Di

Editore: TEA

3.7
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 397 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850206496 | Isbn-13: 9788850206490 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Serra

Genere: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Medicine

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Descrizione del libro
Esiste davvero un legame tra genio pittorico, musicale, poetico e follia? Edove nasce l'immaginazione artistica, ribollente crogiolo di creatività in cuisi fondono tormento ed eccitazione, umori tempestosi e sfrenata ebbrezza? Aqueste domande risponde "Toccato dal fuoco", affascinante viaggio sul mareinquieto dell'arte e dei suoi rapporti con quella che un tempo si definiva la"bella follia" e che oggi porta il nome assai meno romantico di sindromemaniaco-depressiva. Basandosi sui progressi della genetica, delle neuroscienzee della farmacologia, ma anche sul lavoro di ricerca nelle lettere, nei diaridi Vincent Van Gogh, Robert Schumann, Ernest Hemingway, Virginia Woolf e dialtri artisti, l'autrice individua i presupposti biologici della depressione.
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  • 1

    Alla prima di fatto e di diritto appartiene la genetica, per la quale un gene recessivo si manifesta solo se trova il suo compagno, così come due più due in matematica dà indefettibilmente quattro.
    Qu ...continua

    Alla prima di fatto e di diritto appartiene la genetica, per la quale un gene recessivo si manifesta solo se trova il suo compagno, così come due più due in matematica dà indefettibilmente quattro.
    Questo saggio in apparenza è costruito con rigore e precisione impeccabili. Conditio sine qua non per non gettarlo dalla finestra, invece, è ritenere assiomaticamente veri postulati in realtà falsi.
    Se, infatti, le malattie mentali si trasmettono in virtù del DNA come è possibile che in una coppia di gemelli omozigoti uno sia depresso maggiore nonché habituè della neurodeliri e di cliniche specialistiche, l'altro un grafico di successo e un ottimo musicista? Separati alla nascita? Niente affatto ma, se anche così fosse stato, la tara si sarebbe manifestata in entrambi. La genetica, in quanto scienza, non mente.
    Invece in questo caso, non l'unico che conosco, ciò non si è verificato.
    Allora cosa dire alle tante persone che, affette da disturbi psichici di natura ed entità varia, vedono nella pilloletta il magico rimedio o la garanzia di una presunta, accettabile stabilità? Cosa raccontare a chi preferisce credere in deficit neurali congeniti, che agirebbero sui recettori della serotonina o comunque sul sistema piramidale, e non su alterazioni psichiche successive alla nascita, spesso curabili e dunque definitivamente guaribili?
    Informatevi e poi scegliete con cura il vostro "mattologo" di fiducia: se quel che sa fare è solo propinarvi ad libitum cocktail di farmaci da modificare lievemente col tempo lasciate stare e continuate a cercare.
    Oppure buttatevi sul cibo: una tavoletta di cioccolata ha meno effetti collaterali, costa poco ed è più efficace.

    Per chi ha gradito poco ovvero ha arricciato sprezzantemente il naso, parecchi temo, aggiungo che la corrispondenza di Van Gogh, uno dei più celebri esempi dell'abusato e frusto binomio genio-follia poco innovativamente riproposto dall'autrice, da questa al pari di altre, è stata malamente interpretata. Chiunque avesse avuto come confidente e "sostegno" un individuo come Theo, autentico vampiro emotivo, foss'anche stato solido quanto la rocca di Gibilterra, a lungo andare si sarebbe seriamente ammalato.
    Notevole, invece, che non sia stato nemmeno preso in considerazione Picasso: la genialità indiscutibilmente sana avrebbe reso del tutto superfluo e superato codesto volume.
    Se Redfield Jamison fosse appartenuta a un'altra scuola si sarebbe soffermata su un diverso e, questo sì, indissolubile binomio, quello tra razionale e irrazionale (altrimenti detto latente), analizzando il valore ed il senso profondo dell' immagine e la contrapposizione di quest'ultima rispetto alla figura; dove figura è fotografica riproposizione e non elaborazione personale e unica che ogni vivente inizia ad formulare a partire dal momento della "nascita cerebrale".
    Soprattutto avrebbe permesso di capire, ovvero avrebbe dedotto che la musica, più di ogni altra forma d'arte, è svincolata dall'immagine stessa e perciò propone un oltre assoluto, una incertezza totale che richiede estrema saldezza per non vacillare e perdersi tra bipolarismi, depressioni ed abusi di sostanze varie (non a caso nella categoria dei musicisti c'è abbondanza di soggetti "fragili"). Ma l'autrice è nordamericana, al pari delle maggiori multinazionali farmaceutiche. Sarebbe stato pretendere troppo. Meglio un rassicurante saggio sul già detto, per la gioia di certi addetti ai lavori e di parecchi profani.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarebbe bello che lo leggessero tutti quelli che "così curi il sintomo, non la malattia", quelli che "se in una famiglia ci sono due o più depressi, si spiega con l'influsso ambientale/culturale dell' ...continua

    Sarebbe bello che lo leggessero tutti quelli che "così curi il sintomo, non la malattia", quelli che "se in una famiglia ci sono due o più depressi, si spiega con l'influsso ambientale/culturale dell'uno sull'altro", ma a volte non vale la pena sprecare fiato.

    Si fa un po' fatica a seguire il linguaggio tecnico, soprattutto nei passaggi più statistici, ma è un saggio bello e curioso, approfondito e che dà spazio a varie teorie sulle cause degli eventi della mente.
    Un intero capitolo è dedicato a Lord Byron, e opportunamente, visto che il personaggio e l'aggettivo derivante dal suo nome finirono per diventare sinonimi di recita, gigantismo, megalomania... nulla di più falso.
    Molto validi anche i capitoli sull'ereditarietà e sul rapporto bipolarismo-creatività.

    ha scritto il 

  • 2

    alti e bassi

    lettura fatta a morsi, perché tutto insieme è troppo
    un dubbio sul capitolo dell'ereditarietà: non manca molto a isolare il gene del genio folle...torniamo al talento innato?

    ha scritto il 

  • 3

    Toccati dal fuoco

    Come l'esperienza soggettiva e mentale affonda le proprie radici nell'attività del Sistema Nervoso e nella sintesi genetica di cui ogni essere umano è ignaro custode? Annosa domanda... un fuoco arden ...continua

    Come l'esperienza soggettiva e mentale affonda le proprie radici nell'attività del Sistema Nervoso e nella sintesi genetica di cui ogni essere umano è ignaro custode? Annosa domanda... un fuoco ardente a cui questo libro aggiunge legna da ardere.

    ha scritto il