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Todesmarsch

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Verleger: Ullstein

4.1
(2847)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 362 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Japanese , French , Italian , Spanish , Dutch , Polish , Norwegian , Czech

Isbn-10: 3548263275 | Isbn-13: 9783548263274 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Jochen Stremmel , Nora Jensen

Auch verfügbar als: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Con questo romanzo di King non bisogna porsi domande, perchè non si otterrebbero risposte. Perchè si tiene una marcia nella quale i partecipanti vengono fucilati dopo tre ammonizioni? Chi è il Maggior ...weiter

    Con questo romanzo di King non bisogna porsi domande, perchè non si otterrebbero risposte. Perchè si tiene una marcia nella quale i partecipanti vengono fucilati dopo tre ammonizioni? Chi è il Maggiore, eterea e fuggente figura? Cosa spinge numerosi ragazzi a voler partecipare ad un massacro gratuito? Ebbene il Re non dà risposte, ma fa nascere solo molte domande. Del resto, la nostra lunga marcia verso la morte pone interrogativi e quesiti che rimangono irrisolti, ma che rendono il viaggio qualcosa di speciale.

    gesagt am 

  • 3

    Uno dei primi libri scritti da King durante d’università (1966/1967) e pubblicato anni dopo sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, giusto per vedere l'effetto che avrebbe fatto …

    Non si tratta del so ...weiter

    Uno dei primi libri scritti da King durante d’università (1966/1967) e pubblicato anni dopo sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, giusto per vedere l'effetto che avrebbe fatto …

    Non si tratta del solito horror ma psicologicamente forse la trama de LA LUNGA MARCIA è più scioccante.
    L'idea mi ha ricordato molto la più recente saga di HUNGER GAMES.

    Una competizione tra ragazzi nella quale solo uno potrà spuntarla.
    Costo del biglietto: la vita!

    Una lettura scorrevole anche se, visto il contesto inevitabilmente a tratti noiosa.

    gesagt am 

  • 5

    il numero due

    IMHO superato solo dall'immenso IT.
    King riesce, partendo da una semplice idea, a coinvolgere il lettore fino a togliergli il fiato.

    gesagt am 

  • 2

    Il King degli albori, o Bachman come si faceva chiamare per alcuni lavori, è davvero molto acerbo. La Lunga Marcia, come il titolo sembra introdurre, è veramente lungo, anche se non per il numero di p ...weiter

    Il King degli albori, o Bachman come si faceva chiamare per alcuni lavori, è davvero molto acerbo. La Lunga Marcia, come il titolo sembra introdurre, è veramente lungo, anche se non per il numero di pagine: vuoi per la noia, vuoi per l’essere colmo di frasi e descrizioni inserite, almeno all’apparenza, giusto per allungare la minestra. L’idea, ai limiti del fantascientifico, del distopico e se vogliamo anche con una velata punta di ucronia, non sarebbe poi troppo male. Solo che il tutto si basa su un qualcosa che manca di violenza o di obbligo: i protagonisti, ragazzetti che paiono idioti, hanno la stravagante idea non propriamente imposta di partecipare ad una sadica ed inutile marcia per la sopravvivenza. Nel mezzo c’è tanto piattume di discorsi triti e ritriti, pensieri riutilizzati ed espressi più volte senza che l’interesse aumenti in maniera radicale. Lette le prime pagine è come averle lette tutte, tanto è ripetitivo. Questi disgraziati che non possono marciare a meno di sei chilometri all’ora (altrimenti vengono ammoniti e poi fucilati sul posto dopo tre volte) sanno a cosa vanno incontro e durante il lungo cammino si fanno molte domande, ma il succo è: chi glielo ha fatto fare? Certo, una volta che vinci (ma non mi pare siano chissà quali atleti super addestrati) puoi ottenere tutto ciò che un regime dittatoriale ha da offrirti, così come la notorietà (in pieno stile di quello che ai giorni d’oggi sono i reality show) per un pubblico affamato ed in parte idolatrante. Eppure i corridori non è che siano molto esaltati dal premio. Ne vale la pena? Solo uno sopravviverà e potrà gustarsi la vittoria. Tanto continuare a vivere una vita di merda, senza ambizioni e colma di noia potrebbe equivalere alla morte. Sì e no, visto che nel libro ci arrivi a senso, ma tutto ciò non è spiegato nel migliore dei modi. Non è che tutti i cento partecipanti si lascino alle spalle qualcosa di orribile da cui scappare. Sulle xxx pagine del romanzo, ci si poteva aspettare qualche metafora meglio esplicata sul valore della vita. Sicuramente altri lavori più conosciuti come L’Uomo In Fuga (dello stesso King, da cui il film L’Implacabile) o Battle Royale o Hunger Games, un minimo di spunto da questo lo hanno preso.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    3

    La lunga lettura

    Questo libro l'ho trovato davvero pesante... Ok, l'argomento non è tra i più leggeri ma mi sono annoiata parecchio. Un'America governata dal Sergente Maggiore in cui 100 ragazzi devono continuare a ma ...weiter

    Questo libro l'ho trovato davvero pesante... Ok, l'argomento non è tra i più leggeri ma mi sono annoiata parecchio. Un'America governata dal Sergente Maggiore in cui 100 ragazzi devono continuare a marciare per giorni e giorni senza mai fermarsi, pena la morte. Ne sopravviverà solo 1. Apparte che è ovvio fin dall'inizio chi vincerà, ma il finale mi è sembrato un pò confuso. Non ho apprezzato King, sorry.

    gesagt am 

  • 3

    L'idea del libro a mio modo di vedere è geniale. Lo sviluppo un po' meno: si nota immediatamente l'"immaturità" di King, che scrisse questo romanzo mentre frequentava il primo anno di università.
    Nel ...weiter

    L'idea del libro a mio modo di vedere è geniale. Lo sviluppo un po' meno: si nota immediatamente l'"immaturità" di King, che scrisse questo romanzo mentre frequentava il primo anno di università.
    Nel complesso una lettura molto piacevole, peccato per lo svolgimento non impeccabile e per la fine troppo sbrigativa.

    gesagt am 

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