Todo Modo

Di

Editore: Il Circolo Mondolibri

4.0
(2097)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Olandese

Isbn-10: A000013572 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Politica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Entra in scena un nuovo protagonista, alla diade già nota e analizzata nei precedenti romanzi e rappresentata da Sua Eccellenza il potere politico e da Sua Eminenza il potere economico si affianca ora ...continua

    Entra in scena un nuovo protagonista, alla diade già nota e analizzata nei precedenti romanzi e rappresentata da Sua Eccellenza il potere politico e da Sua Eminenza il potere economico si affianca ora Sua Santità il potere clericale.
    Le regole mafiose diventano il paradigma su cui Sciascia si diverte a declinare le regole clientelari che sottendono ai rapporti stretti tra potere politico e potere religioso.
    Il romanzo è nettamente diviso in due parti di cui la prima rappresenta l’antefatto della seconda più ascrivibile al modello letterario del giallo e in cui entrano in scena i protagonisti, i loro rituali, i loro discorsi, il loro modus operandi ( bellissima la pagina della recita- balletto del rosario...a quanti balletti odierni mi ha fatto pensare).
    Un pittore, attratto da una scritta “Eremo di Zafer 3”, abbandona la strada principale e si immette in una strada secondaria che lo porta a scoprire un atipico albergo che avrebbe inglobato un presunto eremo e che, apparentemente isolato e vuoto, non può accoglierlo come ospite. Lì si terrà a partire dal giorno successivo un gran raduno di “clienti particolari” guidato dall’enigmatico e discusso Don Gaetano che li guiderà alla pratica degli esercizi spirituali. Per grazia ricevuta potrà parteciparvi anche lui...Proprio Sant’Ignazio di Loyola esortava a tale pratica degli esercizi spirituali con la formula :“ogni modo è valido per ottenere la grazia di Dio”.
    Ogni modo?
    E qui subentra l’ironia di Sciascia che con una sintassi complessa e una prosa oscura, complicata, filosofeggiante, ricca di rimandi culturali utilizza la prima parte del romanzo per far dialogare il pittore famoso e il prete. Molto fra i due è sottinteso e il loro è un vero e proprio duello verbale, il prete allude, cita in un sottile gioco di rimandi culturali che stordisce. Il pittore rappresenta chiaramente la prospettiva laica e il prete lo beffeggia conducendolo per mano in un mondo imperfetto che è vittima dell’ostinata e laica attribuzione di perfezione che non ha e non può avere.
    Il mondo chiuso e riprodotto nell’eremo è criptico nella sua essenza e quando sarà squarciato da una serie di omicidi a catena, in corso le indagini, tale rimarrà.
    Il giallo rimarrà insoluto quasi a infrangerne l’essenza, la soluzione del delitto appunto, ma non l’efficacia, l’impianto narrativo fisso, geniale che l’omicidio del movente, voluto da Sciascia, renda tutti sospettabili e quindi nessuno...
    Da leggere e rileggere e rileggere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    “Quello che in ogni altra cosa mondana non sarebbero che apparenze, nella Chiesa e in coloro che la rappresentano, sono le interpretazioni o manifestazioni visibili dell’invisibile.”

    Questo romanzo di Sciascia, avendone visto anche il film, non esito a definirlo, tra quanto ho letto di lui finora, una delle cose più inquietanti che ha scritto, a cominciare dal titolo, che si prest ...continua

    Questo romanzo di Sciascia, avendone visto anche il film, non esito a definirlo, tra quanto ho letto di lui finora, una delle cose più inquietanti che ha scritto, a cominciare dal titolo, che si presta ad una interpretazione bivalente, per continuare con un testo pregno di significati e allusioni, veri e propri atti d’accusa verso il potere corrotto.
    Sciascia formula la sua accusa per prima cosa verso la chiesa cattolica che a suo dire esercita una specie di continuum con il regime fascista controllando i vari centri di potere economico e politico e poi verso la classe dirigente italiana incapace di sfuggire alla spietata logica affaristica.
    L’inquietudine sta tutta nella micidiale metafora, messa in atto da Sciascia nel romanzo, che rappresenta il connubio tra i vari centri del potere costituito.
    In un eremo si radunano, sotto la guida di un ambiguo capo spirituale, i maggiori rappresentanti delle istituzioni statali e della Chiesa. Una vera e propria loggia massonica, dove vengono scambiate informazioni, favori e promesse; un seminario che si ripete annualmente con una sua precisa logica di funzionamento.
    Improvvisamente si verificano una serie di delitti inspiegabili, tra cui è compreso lo stesso capo spirituale Don Gaetano; la polizia farà una pessima figura non riuscendo a venire a capo né dell’assassino, né del movente, chiara allusione all’impossibilità della giustizia a operare in un ambiente impenetrabile abituato a regolare in proprio i suoi conti.
    Un gioco di allusioni e rimandi a rappresentare il degradarsi della convivenza civile a sistema mafioso, impermeabile alle influenze esterne, è quello che Sciascia ha voluto denunciare in maniera precisa e inquietante con questo romanzo…

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: un albergo/monastero isolato dal mondo, un pittore/intellettuale curioso ed inquieto lì finito per sbaglio, una lobby di politici/religiosi riunita per "esercizi spirituali", una serie di ...continua

    Ingredienti: un albergo/monastero isolato dal mondo, un pittore/intellettuale curioso ed inquieto lì finito per sbaglio, una lobby di politici/religiosi riunita per "esercizi spirituali", una serie di delitti senza apparente spiegazione e soluzione.
    Consigliato: a chi vuol vedere ben rappresentati gli oscuri intrecci politici/economici/religiosi tipici della società italiana, a chi vuol leggere una storia ancor più attuale oggi che negli anni in cui fu scritta.

    ha scritto il 

  • 1

    Ho impiegato molto tempo per finire di leggere il libro della settimana, quasi un mese! Di solito quando impiego così tanto tempo le cose sono tre:
    1. Il libro non mi piace per niente;
    2. Il libro non ...continua

    Ho impiegato molto tempo per finire di leggere il libro della settimana, quasi un mese! Di solito quando impiego così tanto tempo le cose sono tre:
    1. Il libro non mi piace per niente;
    2. Il libro non mi ha coinvolta abbastanza;
    3. Sto leggendo “Il Signore degli Anelli”.
    Vi scarto già la prima e l’ultima. La seconda è il motivo per il quale ho impiegato così tanto tempo a finirlo.

    "Todo Modo" Leonardo Sciascia, Adelphi - Samsung nx300, vscocam -Mafalda de SimoneTodo modo di Leonardo Sciascia viene comunemente (ed erroneamente) inserito nel genere “giallo”. Certo, all’interno troviamo ben tre omicidi, ma i veri protagonisti del romanzo sono, a mio parere, i dialoghi che si svolgono tra i due personaggi principali, cioè il pittore (di cui non viene mai detto il nome) e don Gaetano (che tra i vari personaggi descritti da Sciascia è di sicuro il migliore). Molte le citazioni letterarie e artistiche, religiose e politiche, presenti nelle poche 121 pagine di questa edizione pubblicata da Adelphi, che mi hanno un po’ annoiata. Del resto, il libro è stato scritto negli anni ’70 e tratta proprio delle vicende politiche di quegli anni. A me la politica non piace e forse proprio per questo ho apprezzato di più gli altri due romanzi letti in precedenza, “A ciascuno il suo” e “Una storia semplice“, che ho divorato in un solo giorno, poiché anche a distanza di anni restano sempre attuali, trattando della società italiana.

    In definitiva, non mi sento molto di consigliarvi “Todo modo” a meno che non vi piaccia il genere. Se volete leggere Sciascia per la prima volta vi consiglio (per adesso) “A ciascuno il suo” o “Una storia semplice”.

    ha scritto il 

  • 4

    Per ammissione dello stesso Sciascia, l’opera fu scritta in polemica con la Chiesa Cattolica, caratterizzata da bieco arrivismo e incredibilmente cieca dinnanzi al discutibile rigore morale dei laici ...continua

    Per ammissione dello stesso Sciascia, l’opera fu scritta in polemica con la Chiesa Cattolica, caratterizzata da bieco arrivismo e incredibilmente cieca dinnanzi al discutibile rigore morale dei laici cattolici cui era affidata la guida del nostro Paese. Sciascia critica la DC, il mondo cattolico ed ecclesiastico, la politica e i politici, arrivando con due anni di anticipo a "predire" la morte di Moro, nella figura di Don Gaetano.

    «Ma signori, spero non mi darete il dolore di dirmi che lo Stato c’è ancora…»

    ha scritto il 

  • 5

    Lo oculto

    Este libro es una maravilla. Teniendo mucho de lo que hablar y todo con ocultismos, se lee muy rápido porque te engancha de principio a fin. Con mucha sutileza y mala leche se critican los grandes est ...continua

    Este libro es una maravilla. Teniendo mucho de lo que hablar y todo con ocultismos, se lee muy rápido porque te engancha de principio a fin. Con mucha sutileza y mala leche se critican los grandes estamentos de la sociedad, la fe, las creencias en dogmas preestablecidos y además da una vuelta de tuerca a la manera de entender la religión y el arte. Me gustaría volverlo a leer porque tiene mucho escondido que seguramente con solo leerlo una vez, no lo captas. El principio y el final de la obra son claves para entender el libro. Referencias a Kant, a Gide, a Pirandello, a Spinoza... todo el rato te estás pregutnando ¿casualidad o causalidad?

    ha scritto il 

  • 4

    Sciascia osservatore politico: dunque morte alla chiesa e al potere del tempo. Che d'altronde anche secondo Pasolini era il proseguimento naturale del fascismo.
    Utopia politica per un'Italia che non c ...continua

    Sciascia osservatore politico: dunque morte alla chiesa e al potere del tempo. Che d'altronde anche secondo Pasolini era il proseguimento naturale del fascismo.
    Utopia politica per un'Italia che non c'è più. O no?

    ha scritto il 

  • 5

    Riletto dopo più di vent'anni. Il Maestro di Regalpetra è semplice, profondo, può essere letto e riletto. Mi ha incuriosito scovare già la metafora della "storia semplice" che avrebbe condito quel pic ...continua

    Riletto dopo più di vent'anni. Il Maestro di Regalpetra è semplice, profondo, può essere letto e riletto. Mi ha incuriosito scovare già la metafora della "storia semplice" che avrebbe condito quel piccolo gioiello scritto molti anni dopo.

    ha scritto il 

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