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Todo modo

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Publisher: Unidad editorial

4.0
(1926)

Language:Español | Number of Pages: 120 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French , Dutch

Isbn-10: 8481301434 | Isbn-13: 9788481301434 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Political

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Book Description
Sorting by
  • 3

    Todo modo

    Come riflessione su un sistema di potere specifico il libro mostra i suoi limiti temporali: ciò che faceva scalpore in quegli anni oggi è cronaca quotidiana e banale. Come riflessione sul potere tout ...continue

    Come riflessione su un sistema di potere specifico il libro mostra i suoi limiti temporali: ciò che faceva scalpore in quegli anni oggi è cronaca quotidiana e banale. Come riflessione sul potere tout court, sui sitemi di valori, la fede, la ragione ecc. appare un'operazione intelligente e colta, che si inscrive nella tradizione cui l'autore accenna ( Il Candido e il romanzo a tesi) specie nei dialoghi tra voce narrante e l'inquietante/ affascinante Don Gaetano. Ovviamente, è un prodotto di testa in cui le altre facoltà poca soddisfazione trovano.

    said on 

  • 4

    Non proprio un giallo...

    Un racconto molto politico che piace probabilmente più per la sua storicità che per la storia in se... molto belli i dialoghi tra il pittore e don Gaetano: valgono la lettura.

    said on 

  • 4

    Una scrittura sapiente che mette in atto un teatrino tra il credo, il non credo e il faccio finta di credere. Una disputa intellettuale fatta di colte citazioni e triviali ricatti.
    Evidente (e dichiar ...continue

    Una scrittura sapiente che mette in atto un teatrino tra il credo, il non credo e il faccio finta di credere. Una disputa intellettuale fatta di colte citazioni e triviali ricatti.
    Evidente (e dichiarato nella citazione finale) il richiamo a "I sotterranei del Vaticano" di Gide.
    sembra non esserci il finale ma a ben vedere il suo senso è evidente fin dall'inizio.

    said on 

  • 5

    Un libro scritto senza sbavature, da un uomo di grande cultura. Un libro con una dialettica arguta e intelligente, va letto con attenzione e forse anche riletto per non perdersi le migliori battute. M ...continue

    Un libro scritto senza sbavature, da un uomo di grande cultura. Un libro con una dialettica arguta e intelligente, va letto con attenzione e forse anche riletto per non perdersi le migliori battute. Mi ha un po' deluso il finale.....

    said on 

  • 4

    Un libro colto, pungente, attuale.
    E un finale forse più esatto di quanto a prima vista potrebbe sembrare.

    Premesso che sono vergognosamente ignorante e ottusa in fatto di cinema, per quanto mi riguar ...continue

    Un libro colto, pungente, attuale.
    E un finale forse più esatto di quanto a prima vista potrebbe sembrare.

    Premesso che sono vergognosamente ignorante e ottusa in fatto di cinema, per quanto mi riguarda, il film di Elio Petri non vale neanche la metà del libro e, comunque, ne tradisce lo spirito.
    Dove Sciascia gioca finemente con l’ambiguo e il subdolo, Petri calca la mano e va sopra le righe, mentre i toni colti sono quasi del tutto cancellati a vantaggio del grottesco.
    Va così a finire che paradossalmente – ma è poi davvero un paradosso? – la critica velata di Sciascia risulta molto più efficace della denuncia espressa di Petri.

    said on 

  • 3

    Non il miglior Sciascia, ma, comunque sia, un buon libro. Letto volentieri, soprattutto per il personaggio di don Gaetano.
    -- E’ un uomo straordinario.
    - Straordinario.
    - Terribile.
    - Terribile.
    - M
    ...continue

    Non il miglior Sciascia, ma, comunque sia, un buon libro. Letto volentieri, soprattutto per il personaggio di don Gaetano.
    -- E’ un uomo straordinario.
    - Straordinario.
    - Terribile.
    - Terribile.
    - Molto intelligente.
    - Molto intelligente, sì……..

    Notevoli e stimolanti le numerose citazioni artistico/letterarie.

    said on 

  • 2

    DI PUNTO IN BIANCO

    Avendolo letto in un edizione del 1976, la prima cosa che salta all’occhio è l’italiano. Il parlato del 76 oggi è preistorico, termini come fortilizio, riprovazione ecc. oggi suonano come danteschi, p ...continue

    Avendolo letto in un edizione del 1976, la prima cosa che salta all’occhio è l’italiano. Il parlato del 76 oggi è preistorico, termini come fortilizio, riprovazione ecc. oggi suonano come danteschi, più o meno. Però Sciascia scrive benissimo e le pagine vanno via veloci.
    La figura di don Gaetano è memorabile, tracciata ottimamente, così come quelle dei politici. Mi spiace non ricordare nessun politico dell’epoca, le caratterizzazioni di questo libro sembrano istantanee. I prelati poi, tipici curiali inamovibili, fino ad ora nessuno dei pontefici da Paolo VI a Benedetto XVI è riuscito a riformare la curia romana, un fortilizio come direbbe Sciascia.
    La scena top è comunque la recita del rosario nello “spiazzale” dell’albergo-eremo, per noi cristiani avvezzi alle processioni è tutta da ridere! Altro che processione è una testuggine romana pronta all’attacco!
    Peccato per il finale che non c’è, sembra che Sciascia o si è stancato è ha chiuso lì di punto in bianco. Oppure non essendo pratico di gialli si sia perso e non sapendo come cavarsela, ha chiuso lì di punto in bianco. In entrambi i casi si è fermato all’improvviso e stop.
    Per quanto mi riguarda l’assassino è don Gaetano. Ha le opportunità migliori perché tutti si fidano ciecamente di lui, la scena si svolge nel suo ambiente, la sua “professione” gli da l’opportunità di conoscere i segreti di tutti e quindi di ricattargli, dunque è lui!

    said on 

  • 3

    Un romanzo molto intellettuale con citazioni letterarie e pittoriche, ma soprattutto con la classica "melassa" italiana che si avvolge attorno a un caso criminale a sfondo politico affinché - appunto ...continue

    Un romanzo molto intellettuale con citazioni letterarie e pittoriche, ma soprattutto con la classica "melassa" italiana che si avvolge attorno a un caso criminale a sfondo politico affinché - appunto - rimanga tutto una gran melassa senza che se ne possa venire a capo.
    Il finale è sin troppo ambiguo e probabilmente non piacerà a tanti.
    Una lettura da intellettuali italiani.

    said on 

  • 3

    “Ma le cose, dentro di noi, sono sempre maledettamente complicate; e tanto più inganniamo noi stessi, o tentiamo, quanto più evidente e immediato si prospetta per il disinganno”.

    Ha un sapore velatamente noir questo breve romanzo di Sciascia, una lettura molto particolare, dal gusto un po’ retrò, che sicuramente non piacerà a tutti.
    Il protagonista è un pittore che s’imbatte p ...continue

    Ha un sapore velatamente noir questo breve romanzo di Sciascia, una lettura molto particolare, dal gusto un po’ retrò, che sicuramente non piacerà a tutti.
    Il protagonista è un pittore che s’imbatte per caso in un luogo oscuro e misterioso, un eremo forse, o un albergo, dove ogni sera si riuniscono personaggi influenti della politica e della chiesa per, come dire, effettuare degli “esercizi spirituali”.
    Durante uno di questi esercizi ci scappa il morto, un ex assessore e grazie alla curiosità del pittore riusciremo a dare un volto al suo assassino, smascherando pian piano tutti i personaggi coinvolti, mettendo a nudo le loro debolezze, portando allo scoperto i loro segreti più reconditi.
    Un romanzo breve ma molto intenso, dove le pulsioni umane pullulano le sue pagine come delle formiche in un formicaio, dove tutto sembra surreale, quando in realtà di surreale c’è davvero ben poco…
    Ci sono torbidi intrecci tra politica e religione, c’è una storia scritta più di cinquant’anni fa e ancor oggi molto attuale.
    Bellissime le figure del pittore e di Don Gaetano, così come la storia, oscura, enigmatica, metaforica e, come scritto sopra, molto attuale.
    Come ripeto non è una lettura per tutti, ma andrebbe lo stesso letto per la sua preoccupante attualità…di Don Gaetano ce ne sono molti e tutti, purtroppo, li abbiamo vicino…

    said on 

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