Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Todo modo

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi)

4.0
(1844)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Olandese , Francese

Isbn-10: 8845917584 | Isbn-13: 9788845917585 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Political

Ti piace Todo modo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Se dovessimo indicare una forma romanzesca capace di rivelare come si compone e come si manifesta quell'impasto vischioso del potere che la politica italiana ha avuto per lunghi anni il funesto privilegio di produrre, basterebbe rimandare alle asciutte pagine di "Todo modo", alla scansione crudele dei suoi episodi, che solcano come una traccia fosforescente una materia informe, torbida e sinistra. Non meraviglia dunque che questo libro, pubblicato nel 1974, possa essere letto come una guida alla storia italiana dei decenni successivi.
Ordina per
  • 3

    “Ma le cose, dentro di noi, sono sempre maledettamente complicate; e tanto più inganniamo noi stessi, o tentiamo, quanto più evidente e immediato si prospetta per il disinganno”.

    Ha un sapore velatamente noir questo breve romanzo di Sciascia, una lettura molto particolare, dal gusto un po’ retrò, che sicuramente non piacerà a tutti.
    Il protagonista è un pittore che s’imbatte per caso in un luogo oscuro e misterioso, un eremo forse, o un albergo, dove ogni sera si ri ...continua

    Ha un sapore velatamente noir questo breve romanzo di Sciascia, una lettura molto particolare, dal gusto un po’ retrò, che sicuramente non piacerà a tutti.
    Il protagonista è un pittore che s’imbatte per caso in un luogo oscuro e misterioso, un eremo forse, o un albergo, dove ogni sera si riuniscono personaggi influenti della politica e della chiesa per, come dire, effettuare degli “esercizi spirituali”.
    Durante uno di questi esercizi ci scappa il morto, un ex assessore e grazie alla curiosità del pittore riusciremo a dare un volto al suo assassino, smascherando pian piano tutti i personaggi coinvolti, mettendo a nudo le loro debolezze, portando allo scoperto i loro segreti più reconditi.
    Un romanzo breve ma molto intenso, dove le pulsioni umane pullulano le sue pagine come delle formiche in un formicaio, dove tutto sembra surreale, quando in realtà di surreale c’è davvero ben poco…
    Ci sono torbidi intrecci tra politica e religione, c’è una storia scritta più di cinquant’anni fa e ancor oggi molto attuale.
    Bellissime le figure del pittore e di Don Gaetano, così come la storia, oscura, enigmatica, metaforica e, come scritto sopra, molto attuale.
    Come ripeto non è una lettura per tutti, ma andrebbe lo stesso letto per la sua preoccupante attualità…di Don Gaetano ce ne sono molti e tutti, purtroppo, li abbiamo vicino…

    ha scritto il 

  • 4

    Sciascia col suo fare pungente, con la sua prospettiva difficile da replicare, col suo umorismo, racconta una storia quanto mai attuale di corruzione e tradimenti, di un potere politico che all’ombra del popolo italiano diventa forte e incontrollabile ed esonda come un fiume che travolge e riesum ...continua

    Sciascia col suo fare pungente, con la sua prospettiva difficile da replicare, col suo umorismo, racconta una storia quanto mai attuale di corruzione e tradimenti, di un potere politico che all’ombra del popolo italiano diventa forte e incontrollabile ed esonda come un fiume che travolge e riesuma il male.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ha lasciata senza fiato: riletto a distanza di un bel po' di anni si è colorato di significati e sfumature che non avevo capito fino in fondo anni fa. La complessità dell'esistenza e il peggio degli uomini sta tutta qui. Non posso che apprezzare il finale "monco": non è un giallo, e nella vita ...continua

    Mi ha lasciata senza fiato: riletto a distanza di un bel po' di anni si è colorato di significati e sfumature che non avevo capito fino in fondo anni fa. La complessità dell'esistenza e il peggio degli uomini sta tutta qui. Non posso che apprezzare il finale "monco": non è un giallo, e nella vita i "colpevoli" spesso (o quasi mai?) non vengono identificati (e puniti).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Capolavoro ma il finale...

    ... mi ha lasciato perplesso per la sua incompiutezza. Me l'aspettavo, certo, che i delitti che fanno da sfondo a questa nuova riflessione sul gattopardismo italiano non sarebbero stati risolti... Ma forse qualcosa in più era lecito attenderselo.

    ha scritto il 

  • 4

    Qualcuno sarebbe tentato di utilizzare l'espressione "romanzo attuale", il fatto e' che questo romanzo attuale lo sara' sempre e probabilmente lo sarebbe stato anche in un qualunque periodo storico del passato.. Si parla di casta, della pochezza morale asservita alla brama di potere degli alti ve ...continua

    Qualcuno sarebbe tentato di utilizzare l'espressione "romanzo attuale", il fatto e' che questo romanzo attuale lo sara' sempre e probabilmente lo sarebbe stato anche in un qualunque periodo storico del passato.. Si parla di casta, della pochezza morale asservita alla brama di potere degli alti vertici della chiesa, del gioco in mano a chi decide per tutti lasciando l'illusione di una democrazia. Spietato.
    "Ma signori" disse Don Gaetano al ministro e al presidente "spero non mi darete il dolore di dirmi che lo Stato c'e' ancora...Alla mia eta', e con tutta la fiducia che ho avuto in voi, sarebbe una rivelazione insopportabile. Stavo così tranquillo che non ci fosse più..."

    ha scritto il 

  • 5

    Della prima lettura, che risale a parecchi anni fa, non mi era rimasto alcun ricordo, se non un senso di stima enorme per Siascia.


    Oggi ritrovo un libro complesso, inquietante, "potente", quasi osceno nel suo mostrare gli intrighi del potere istituzionale e della "classe dirigente" degli a ...continua

    Della prima lettura, che risale a parecchi anni fa, non mi era rimasto alcun ricordo, se non un senso di stima enorme per Siascia.

    Oggi ritrovo un libro complesso, inquietante, "potente", quasi osceno nel suo mostrare gli intrighi del potere istituzionale e della "classe dirigente" degli anni '70. Gli anni passano, qualcosa in apparenza cambia. Il potere rimane uguale a se stesso, a tutti i livelli.

    Il finale non è così aperto come puo'sembrare. Anzi appare evidente e scritto a chiare lettere.

    ha scritto il 

  • 5

    Nei sotterranei del potere

    “Giallo metafisico” lo definì Pasolini. Una sorta di discesa dantesca nei gironi infernali del potere politico italiano degli anni Settanta (l’opera è del 1974). Romanzo “arazzo”: ci sono storia e personaggi ben visibili in superficie, ma se si guarda dietro, la trama di motivi si fa enigmatica, ...continua

    “Giallo metafisico” lo definì Pasolini. Una sorta di discesa dantesca nei gironi infernali del potere politico italiano degli anni Settanta (l’opera è del 1974). Romanzo “arazzo”: ci sono storia e personaggi ben visibili in superficie, ma se si guarda dietro, la trama di motivi si fa enigmatica, oscura, eppure si intuisce che Sciascia ha investito proprio sul “lato B”, con una fittissima rete di rimandi e intrecci filosofici, letterari, iconografici. La figura di Don Gaetano incarna la ricerca del sostrato più profondo del potere democristiano compiuta da Sciascia, il quale non si accontenta di rappresentare la potestas dell’ipocrita e volgare notabilato politico (operazione pure riuscitissima), ma scende nelle profondità ambigue dell’auctoritas che tiene in mano i fili veri del potere. Forse il libro che meglio di ogni altro ci consegna le dinamiche profonde della storia italiana di quegli anni.

    ha scritto il 

  • 2

    Sinceramente, questo romanzo non l'ho capito: l'ambientazione è anche interessante, ma poi la trama si impantana tra dialoghi pretenziosi e complicati riferimenti culturali per poi finire bruscamente con un finale che lascia tutto sospeso. Una grande delusione.

    ha scritto il 

  • 4

    Gradito lo stile di scrittura di Sciascia che con "Todo modo" da vita ad un giallo che si lascia leggere con facilità e rapidità, riuscendo anche a descrivere tratti della società italiana per come è ancora oggi.

    Voto: 7/10

    ha scritto il 

  • 4

    ""Ma no, lei sta nuotando per raggiungere la zattera. Perché il naufragio c'è già stato...". Fece un sorriso quasi divertito "Non se ne è accorto?""

    Non ha l'opprimente ambiguità del film che Petri ne ha tratto, questo libro di Sciascia, né l'aerea, trasparente leggerezza di Candido.
    Ciò che ha è la filosofia applicata alla società che è, mi pare, caratteristica tipica della narrativa della scrittore siciliano, il quale coltivava ...continua

    Non ha l'opprimente ambiguità del film che Petri ne ha tratto, questo libro di Sciascia, né l'aerea, trasparente leggerezza di Candido.
    Ciò che ha è la filosofia applicata alla società che è, mi pare, caratteristica tipica della narrativa della scrittore siciliano, il quale coltivava l'arte di modellare la vita dei suoi personaggi conformemente a certe leggi e principi universali (la catena di casualità sospesa a un atto di libertà).
    Nel quadro generale c'è posto, ovviamente, per la deviazione, per il raptus di passione del singolo che, con il suo agire influenza, ribalta, sconvolge le dinamiche del vivere sociale; così le cose accadono e in questo non c'è sorpresa. Sorpresa (per quanto in Sciascia si tratti di una sorpresa "arresa", preventivata) è invece scoprire che le intime, reali cause di questi eventi sono inconoscibili: nebbia, tenebre, fango (gettato da chi ha interesse a intorbidare e confondere) le hanno coperte, dissolte.
    E se non c'è un colpevole, sembra che neppure la vittima esista più (o sia mai esistita).

    Petri ha tratto, da un libro bello nella sua asciuttezza, nella sua lineare essenzialità, un film estremo, capace tanto di entusiasmare quanto di perplimere.

    ha scritto il 

Ordina per