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Togliamo il disturbo !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Guanda

3.6
(624)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Copertina morbida e spillati

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida , Altri

Genere: Education & Teaching , Non-fiction , Teens

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

la scheda corretta, dotata di codice ISBN, si trova qui:

http://www.anobii.com/books/0129c07e6a76847b07

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  • 4

    L'ho comprato quando è uscito e l'ho lasciato nella mia libreria a prendere polvere...: ero prevenuta, sapevo di cosa parlava e come ne parlava, ero sicura che mi avrebbe urtato... Allora avevo ancora una buona dose di idealismo, oggi ho qualche anno di supplenze in più alle spalle: così mi sono ...continua

    L'ho comprato quando è uscito e l'ho lasciato nella mia libreria a prendere polvere...: ero prevenuta, sapevo di cosa parlava e come ne parlava, ero sicura che mi avrebbe urtato... Allora avevo ancora una buona dose di idealismo, oggi ho qualche anno di supplenze in più alle spalle: così mi sono fatta forza e l'ho letto. Pagina dopo pagina era solo un pensare: "sì, è proprio così...", "sì, è proprio così..."...: sì è proprio così. La scuola è proprio così, e laddove non lo è ancora (nel senso: non lo è ancora nelle proporzioni descritte dalla Mastrocola, ma solo un po' meno), temo si avvii ad esserlo. Insomma, quando ho comprato il libro pensavo che avrei odiato la Mastrocola e che mi sarei allineata a chi la criticava; invece, leggendola, me la sono sentita affianco. Chi la critica dicendo, in sintesi, che il suo sia un "saggio sulla libertà di non insegnare", non ha idea di cosa sia diventata la scuola (e in questo libro si parla di licei...).

    ha scritto il 

  • 1

    La poca voglia di fare il proprio mestiere e la rivendicazione delle libertà altrui.

    Questo testo è di sicuro interesse, non perché, lo dico subito, sia condivisibile da chi abbia a cuore i destini dell'istruzione, piuttosto perché rappresenta bene una "mentalità", un modo di intendere la professione di docente e, più in generale, i compiti dell'istruzione che pur essendo fallaci ...continua

    Questo testo è di sicuro interesse, non perché, lo dico subito, sia condivisibile da chi abbia a cuore i destini dell'istruzione, piuttosto perché rappresenta bene una "mentalità", un modo di intendere la professione di docente e, più in generale, i compiti dell'istruzione che pur essendo fallaci, trovano largo consenso nell'opinione pubblica.
    "Sulla libertà di non studiare" rivendica il diritto dei ragazzi a non essere costretti i lunghi cicli di studio che richiedono fatica, motivazione e sacrificio; riservando invece questo tipo di formazione solo a chi ne è davvero portato. Ecco il punto centrale dell'argomentazione: non tutti sono ugualmente dotati, c'è chi eccelle in un campo e chi un altro, perché forzare allo studio del latino e delle belle lettere un soggetto non portato a questi studi? Peraltro, magari, un potenziale ottimo artigiano? Detto così suona convincente , ma solo perché l'argomentazione semplifica i compiti formativi dell'istituzione scuola. Fatta salva la considerazione, di per sé banale, che ognuno ha le sue propensioni e che possono essere valorizzate solo in una corretta scelta di indirizzo, resta il fatto che la comunità paga con le tasse un'offerta formativa che deve raggiungere il maggior numero di persone. E allora la rivendicazione della "libertà di non studiare" si rivela per quello che veramente è: la rivendicazione (indegna) della pretesa di insegnare a studenti "già" motivati allo studio, studenti per i quali basta tenere la lezione frontale che poi se la sbrigano da soli ad imparare. Spessissimo gli istituti che hanno fame di essere "buone scuole" sono il ricettacolo di questa genia di questi docenti pigri e incapaci, che mascherano la loro inettitudine professionale con una sussiegosa "severità". Docenti che pensano di essere bravi e seri perché bocciano, mentre a bocciare sono bravi tutti, è a trasmettere le competenze che ci vuole professionalità! Come quei medici che non vorrebbero vedere malati tra i loro pazienti, ma solo sani a cui redigere certificati di buona e robusta costituzione, questa Mastrocola pretende di "insegnare" solo a studenti selezionati, cosicché non debba far troppo fatica. Immaginiamola pure una scuola così, ma allora a lei, e a quelle come lei, si dia uno stipendio dimezzato, alle altre, quelle davvero brave, che si fanno carico di motivare e far crescere le qualità intellettuali e morali degli studenti paghiamole molto di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Non adatto a buonisti e/o ipocriti. Un libro difficile da condividere, ma oggettivamente reale. Letto prima attraverso i miei occhi di studentessa, e poi attraverso quelli di mia madre, professoressa. Non fa una piega. Bisogna solo avere il coraggio di guardare.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è male, anzi, è davvero interessante, propone un quadro credibile ma forse un po' troppo dramamtico della situazione scolastica italiana.
    Suscita dibattito e riflessione e questo è ottimo per un saggio del genere.

    L'ultima parte è la migliore, con la sua proposta per una scuola a ...continua

    Non è male, anzi, è davvero interessante, propone un quadro credibile ma forse un po' troppo dramamtico della situazione scolastica italiana.
    Suscita dibattito e riflessione e questo è ottimo per un saggio del genere.

    L'ultima parte è la migliore, con la sua proposta per una scuola attenta a tutti.

    ha scritto il 

  • 2

    Tasso mon amour!

    Ho iniziato questo libro con entusiasmo e curiosità. Per le prime 30 pagine mi ha trascinato in questo mondo scolastico che, diciamocelo, sappiamo non godere di buona salute. E fin qui tutto bene, anzi male. Sì perchè nel momento in cui una professoressa mi dice che è impossibile insegnare la lin ...continua

    Ho iniziato questo libro con entusiasmo e curiosità. Per le prime 30 pagine mi ha trascinato in questo mondo scolastico che, diciamocelo, sappiamo non godere di buona salute. E fin qui tutto bene, anzi male. Sì perchè nel momento in cui una professoressa mi dice che è impossibile insegnare la lingua italiana ad un quattordicenne perchè è oramai tardi... allora mi cadono le braccia. La domanda sorge spontanea: Ma cosa insegni a fare? Se il sunto di tutto è: il mondo di oggi fa schifo.. è tutto sbagliato.. internet ed il web sono il Male quindi domani farà ancora più schifo... allora Le suggerisco di andare in pensione subito!!
    Alcuni spunti di riflessione ci sono e non tutto quello che dice è sbagliato.. del resto ha accumulato tanti anni di esperienza e forse è un pò stanca la nostra professoressa.
    Io personalmente ho avuto - ahimè!- un terribile maestro elementare ed uno peggiore alle medie. Nonostante questo credo di riuscire a scrivere frasi di senso compiuto "azzeccando" quasi sempre i tempi verbali. Allora prima di puntare il dito su tutto e tutti.. forse è anche il caso di farsi una domanda: se la Sua priorità è Tasso (o chi per lui) allora forse è giunto il tempo di dedicarsi alla ricerca e non più all'insegnamento.

    ha scritto il 

  • 4

    illuminante

    Questo libro è molto interessante, contiene riflessioni intelligenti sui mali della nostra scuola, e sui motivi che impediscono ai ragazzi di appassionarsi e impegnarsi nello studio. L'autrice è preparata e ha vissuto in prima persona le difficoltà di insegnare. E' un balsamo per tutti gli insegn ...continua

    Questo libro è molto interessante, contiene riflessioni intelligenti sui mali della nostra scuola, e sui motivi che impediscono ai ragazzi di appassionarsi e impegnarsi nello studio. L'autrice è preparata e ha vissuto in prima persona le difficoltà di insegnare. E' un balsamo per tutti gli insegnanti frustrati.

    Andrebbe letto insieme a "gli sdraiati" di Michele Serra.
    Attenzione però, se siete sia insegnanti che genitori di un figlio adolescente non ne uscirete vivi.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ difficile, lavorando nella scuola, non essere d’accordo con questa analisi, spesso però un po’ troppo deprimente, dello stato dell’istruzione nel nostro paese. Io non sono così pessimista, forse perché i mie studenti sono, semplificando al massimo il concetto, più ‘bravi’ di quelli della mia i ...continua

    E’ difficile, lavorando nella scuola, non essere d’accordo con questa analisi, spesso però un po’ troppo deprimente, dello stato dell’istruzione nel nostro paese. Io non sono così pessimista, forse perché i mie studenti sono, semplificando al massimo il concetto, più ‘bravi’ di quelli della mia illustre collega. Quello su cui sono assolutamente d’accordo è che la responsabilità di questo sfacelo è solo ed esclusivamente degli adulti (genitori, insegnanti, presidi..): chi ha convinto gli studenti che la scuola deve soprattutto ‘divertire’? Chi li ha convinti che la responsabilità del loro successo formativo stia in qualcun altro, fuori da loro? Chi, soprattutto, ha inculcato loro che il successo deve essere sempre e comunque garantito a tutti, nella stessa forma e con gli stessi tempi?
    Invece, non mi sembra né praticabile né utile la soluzione da lei prospettata nella parte finale; mi ricorda un po’ ‘Una barca nel bosco’: acuto e incalzante per tre quarti, e poi si perde verso…altri mondi.

    ha scritto il 

  • 4

    Pensate al libro horror più spaventoso che abbiate mai letto. Questo saggio lo supererà. L'analisi che la Mastrocola (docente di italiano presso un istituto superiore) effettua circa la situazione scolastica italiana è a dir poco agghiacciante. Si percepiscono appieno lo sconforto e la frustrazio ...continua

    Pensate al libro horror più spaventoso che abbiate mai letto. Questo saggio lo supererà. L'analisi che la Mastrocola (docente di italiano presso un istituto superiore) effettua circa la situazione scolastica italiana è a dir poco agghiacciante. Si percepiscono appieno lo sconforto e la frustrazione dell'autrice di fronte ad una realtà che vede la tendenza a considerare inutili determinati saperi, l'idea comune che vi siano scuole di serie A e altre di serie B e C, la mancata autorevolezza accordata dai genitori ai docenti, ma soprattutto la sconcertante casistica che mostra la grande maggioranza degli studenti di prima superiore incapace di scrivere un tema ortograficamente corretto.
    Molto interessante l'excursus sul sistema scolastico a partire dagli anni sessanta fino ad oggi. Ammirevole il tentativo di proporre una riforma scolastica che possa sanare la situazione. Ammirevole, ma a mio avviso fantascientifica.

    ha scritto il 

  • 0

    Un bel libro?
    La Mastrocola si pone in maniera saccente e pretenziosa di fronte alla domanda perché la scuola di oggi è diventata quella che è? Nonostante questa premessa è un libro che, se si vuole diventare insegnanti (o ancora meglio se lo si è), vale la pena di leggere.
    Lei non è ...continua

    Un bel libro?
    La Mastrocola si pone in maniera saccente e pretenziosa di fronte alla domanda perché la scuola di oggi è diventata quella che è? Nonostante questa premessa è un libro che, se si vuole diventare insegnanti (o ancora meglio se lo si è), vale la pena di leggere.
    Lei non è in linea col Baricco dei barbari, tanto vale dirlo subito.
    La sua idea è che la sua scuola sia peggiorata. I motivi sono il donmilanismo (opposto all'adornismo), il rodarismo e la pedagogia democratica. Questi tre elementi sono alla base della scuola di oggi. E l'hanno svalutata. IL centro del saggio è questo: rendere la scuola pubblica più facile è stato un bene? La risposta dell'autrice è un forte no perché lo studio non è per tutti, come non sono per tutti alcune professioni. Questa mi è parsa la parte più efficace del saggio. Inutile la parte sul suo progetto per una nuova riforma scolastica.

    Un libro controverso e un regalo che accetterei volentieri :-)

    ha scritto il 

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