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Togliamo il disturbo !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Guanda

3.6
(640)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Copertina morbida e spillati

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida , Altri

Genere: Education & Teaching , Non-fiction , Teens

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere in libreria.

la scheda corretta, dotata di codice ISBN, si trova qui:

http://www.anobii.com/books/0129c07e6a76847b07

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  • 5

    Di solito non amo i libri che parlano di scuola. Il piu` delle volte sono autocommiseratori e, lamentosi, oppure all'opposto stupidamente sentimentali. Per fortuna questo libro inntelligente e lucido ...continua

    Di solito non amo i libri che parlano di scuola. Il piu` delle volte sono autocommiseratori e, lamentosi, oppure all'opposto stupidamente sentimentali. Per fortuna questo libro inntelligente e lucido si salva da tanta mediocrita` - e salva anche il lettore.

    Mi piace perche` e` un libro controcorrente, e non per modo di rire. A cominciare dal sottotitolo: "Saggio sulla liberta` di non studiare". Una confutazione consapevole e ragionata dell'indirizzo ottusamente seguito piu` o meno da tutti i nostri governi, specialmente da quelli di sinistra, per i quali l'istruzione consiste nel gonfiare a dismisura le ore che i ragazzi sono costretti a passare nella scuola, una alluvione di materie puramente teoriche, e la cattedra come piccolo impiego per una categoria che piu` diventa numerosa meno diventa importante. Del resto, tutte le "riforme" dela scuola non solo hanno aumentato la quantita` a scapito delllla qualita (sempre piu` ore, sempre piu` progetti, sempre piu` insegnanti, sempre piu` obbligo scolastico, sempre piu` materie, sempre piu` teoria) ma hanno consapevolmente perseguito il disegno totalitario gia` intuito da Vaclav Belhoradsky e Christopher Dawson: oggi la scuola non serve piu` per diffondere il sapere ma per produrre cittadini omologati, conformisti e obbedienti, del tutto funzionali alla macchina statale e al pensiero unico. Senza contare (ma questo la Mastrocola non lo dice) che il cumulo delle ore e delle attivita` extracurricolari finisce per allontanare i ragazzi e soprattutto i bambini dalle famiglie e renderli vulnerabili a qualunque ideologia.

    La Mastrcola e` una insegnante di liceo, e parla da insegnante di liceo. Nei professionali il quadro sarebbe molto diverso. Questo tipo di scuola e` stata particolarmente degradata dall'insensato prolungamento dell'obbligo scolastico e dall'inflazione delle materie teoriche a scapito di quelle professionalizzanti, il che ha creato classi caotiche, ingoverabili e non di rado violente, grazie al pregiudizio secondo il quale l'istruzione professionale sarebbe "inferiore" a quella umanistica.

    Fatta questa premessa, non si puo` non essere d'accordo con l'Autrice quando contesta la pretesa "giacobina" del Ministero che tutti abbiano la stessa istruzione, indipendentemente dalle loro attitudini e dal loro orientamento. O quando mette in luce l'inadeguatezza e l'infantilismo dell'insegnamento elementare, che finisce per rendere gli alunni incapaci di capire un ragionamento astratto (una contestazione analoga ma piu` scientificamente articolata si trova nel libro Segmenti e bastoncini di Lucio Russo). I risultati delle indagini condotte a livello europeo danno ampiamente ragione alla Mastrocola: l'.aumento del carico di lavoro sui ragazzi (e la scuola italiana e` una delle piu` pesanti in assoluto) non e` in alcun modo correlato con il miglioramento della qualita` dell'apprendimento o delle competenze. In Germania le ore durano 45 minuti. E con questo e` detto tutto.

    Vorrei muovere un unico appunto all'Autrice: tira in ballo talmente spesso Torquato Tasso che alla fine diventa un vero tormentone. Ma la ringrazio per la sua testimonianza lucida, disincantata e ben al di fuori della retorica e dei luoghi comuni sulla "missione-dell'-insegnante".

    ha scritto il 

  • 5

    C'era una volta la Scuola...

    PARTE PRIMA:
    Volli, sempre volli, fortissimamente volli.

    Il mondo si divide fra quelli che danno la colpa agli insegnanti e quelli che la danno agli alunni.
    Ma, banalmente, non è così semplice. Rimane ...continua

    PARTE PRIMA:
    Volli, sempre volli, fortissimamente volli.

    Il mondo si divide fra quelli che danno la colpa agli insegnanti e quelli che la danno agli alunni.
    Ma, banalmente, non è così semplice. Rimane incontrovertibile - o forse lo era e adesso non lo è più - che ciascuno fa il suo: gli insegnanti insegnano, gli studenti studiano. Non costringiamo gli insegnanti a diventare dei pagliacci perché i nostri pargoli sono oramai più difficili da stimolare di un attore porno a fine carriera; non persuadiamo gli studenti che sia sacrosanto saltare lo studio perché il professore ci annoia o non è di nostro gradimento.
    (La noia, en passant, è salubre foriera di pensieri e perfino di qualche ragionamento).
    Se poi qualcuno è convinto che a scuola si vada per non studiare, allora bruciamo pure le scuole.
    Però -come annota lucidamente la prof.ssa Mastrocola- ditecelo prima che noi, serenamente, togliamo il disturbo.
    E buona fortuna a chi resta (in questo Paese).

    PARTE SECONDA:
    Berlusconismo scolastico.

    Vent'anni di Berlusconismo hanno prodotto quello che dovevano produrre.
    Un tempo valeva la regola: "La Legge non ammette ignoranza". Purtroppo è stata capovolta, e oggi l'Ignoranza non ammette legge. Chiunque venga redarguito si sente automaticamente in diritto di erigersi a giudice e capovolgere la sentenza.
    Quando Silvio approntava le sue ridicole giustificazioni per non presentarsi davanti ai giudici, i giornalisti lo paragonavano a quegli studenti impreparati che se prendono 4 all'interrogazione danno la colpa ai professori, insinuando che questi ultimi ce l'hanno evidentemente con loro.
    Fino a dieci anni fa -questo è all'incirca il lasso di tempo che nota la prof. Mastrocola, secondo me a ragione- i genitori avrebbero preso il figlio per un'orecchia, portato nella cameretta e lì, legatolo alla sedia di alfieriana memoria (volli, sempre volli...), chiuso a chiave fino a quando non avesse studiato per recuperare l'insufficienza.
    Ma, come sappiamo, ha vinto Berlusconi. Oggi, a essere presi per le orecchie, sono i magistrati: l'Ignoranza non ammette legge.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho comprato quando è uscito e l'ho lasciato nella mia libreria a prendere polvere...: ero prevenuta, sapevo di cosa parlava e come ne parlava, ero sicura che mi avrebbe urtato... Allora avevo ancora ...continua

    L'ho comprato quando è uscito e l'ho lasciato nella mia libreria a prendere polvere...: ero prevenuta, sapevo di cosa parlava e come ne parlava, ero sicura che mi avrebbe urtato... Allora avevo ancora una buona dose di idealismo, oggi ho qualche anno di supplenze in più alle spalle: così mi sono fatta forza e l'ho letto. Pagina dopo pagina era solo un pensare: "sì, è proprio così...", "sì, è proprio così..."...: sì è proprio così. La scuola è proprio così, e laddove non lo è ancora (nel senso: non lo è ancora nelle proporzioni descritte dalla Mastrocola, ma solo un po' meno), temo si avvii ad esserlo. Insomma, quando ho comprato il libro pensavo che avrei odiato la Mastrocola e che mi sarei allineata a chi la criticava; invece, leggendola, me la sono sentita affianco. Chi la critica dicendo, in sintesi, che il suo sia un "saggio sulla libertà di non insegnare", non ha idea di cosa sia diventata la scuola (e in questo libro si parla di licei...).

    ha scritto il 

  • 1

    La poca voglia di fare il proprio mestiere e la rivendicazione delle libertà altrui.

    Questo testo è di sicuro interesse, non perché, lo dico subito, sia condivisibile da chi abbia a cuore i destini dell'istruzione, piuttosto perché rappresenta bene una "mentalità", un modo di intender ...continua

    Questo testo è di sicuro interesse, non perché, lo dico subito, sia condivisibile da chi abbia a cuore i destini dell'istruzione, piuttosto perché rappresenta bene una "mentalità", un modo di intendere la professione di docente e, più in generale, i compiti dell'istruzione che pur essendo fallaci, trovano largo consenso nell'opinione pubblica.
    "Sulla libertà di non studiare" rivendica il diritto dei ragazzi a non essere costretti i lunghi cicli di studio che richiedono fatica, motivazione e sacrificio; riservando invece questo tipo di formazione solo a chi ne è davvero portato. Ecco il punto centrale dell'argomentazione: non tutti sono ugualmente dotati, c'è chi eccelle in un campo e chi un altro, perché forzare allo studio del latino e delle belle lettere un soggetto non portato a questi studi? Peraltro, magari, un potenziale ottimo artigiano? Detto così suona convincente , ma solo perché l'argomentazione semplifica i compiti formativi dell'istituzione scuola. Fatta salva la considerazione, di per sé banale, che ognuno ha le sue propensioni e che possono essere valorizzate solo in una corretta scelta di indirizzo, resta il fatto che la comunità paga con le tasse un'offerta formativa che deve raggiungere il maggior numero di persone. E allora la rivendicazione della "libertà di non studiare" si rivela per quello che veramente è: la rivendicazione (indegna) della pretesa di insegnare a studenti "già" motivati allo studio, studenti per i quali basta tenere la lezione frontale che poi se la sbrigano da soli ad imparare. Spessissimo gli istituti che hanno fame di essere "buone scuole" sono il ricettacolo di questa genia di questi docenti pigri e incapaci, che mascherano la loro inettitudine professionale con una sussiegosa "severità". Docenti che pensano di essere bravi e seri perché bocciano, mentre a bocciare sono bravi tutti, è a trasmettere le competenze che ci vuole professionalità! Come quei medici che non vorrebbero vedere malati tra i loro pazienti, ma solo sani a cui redigere certificati di buona e robusta costituzione, questa Mastrocola pretende di "insegnare" solo a studenti selezionati, cosicché non debba far troppo fatica. Immaginiamola pure una scuola così, ma allora a lei, e a quelle come lei, si dia uno stipendio dimezzato, alle altre, quelle davvero brave, che si fanno carico di motivare e far crescere le qualità intellettuali e morali degli studenti paghiamole molto di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Non adatto a buonisti e/o ipocriti. Un libro difficile da condividere, ma oggettivamente reale. Letto prima attraverso i miei occhi di studentessa, e poi attraverso quelli di mia madre, professoressa. ...continua

    Non adatto a buonisti e/o ipocriti. Un libro difficile da condividere, ma oggettivamente reale. Letto prima attraverso i miei occhi di studentessa, e poi attraverso quelli di mia madre, professoressa. Non fa una piega. Bisogna solo avere il coraggio di guardare.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è male, anzi, è davvero interessante, propone un quadro credibile ma forse un po' troppo dramamtico della situazione scolastica italiana.
    Suscita dibattito e riflessione e questo è ottimo per un s ...continua

    Non è male, anzi, è davvero interessante, propone un quadro credibile ma forse un po' troppo dramamtico della situazione scolastica italiana.
    Suscita dibattito e riflessione e questo è ottimo per un saggio del genere.

    L'ultima parte è la migliore, con la sua proposta per una scuola attenta a tutti.

    ha scritto il 

  • 2

    Tasso mon amour!

    Ho iniziato questo libro con entusiasmo e curiosità. Per le prime 30 pagine mi ha trascinato in questo mondo scolastico che, diciamocelo, sappiamo non godere di buona salute. E fin qui tutto bene, anz ...continua

    Ho iniziato questo libro con entusiasmo e curiosità. Per le prime 30 pagine mi ha trascinato in questo mondo scolastico che, diciamocelo, sappiamo non godere di buona salute. E fin qui tutto bene, anzi male. Sì perchè nel momento in cui una professoressa mi dice che è impossibile insegnare la lingua italiana ad un quattordicenne perchè è oramai tardi... allora mi cadono le braccia. La domanda sorge spontanea: Ma cosa insegni a fare? Se il sunto di tutto è: il mondo di oggi fa schifo.. è tutto sbagliato.. internet ed il web sono il Male quindi domani farà ancora più schifo... allora Le suggerisco di andare in pensione subito!!
    Alcuni spunti di riflessione ci sono e non tutto quello che dice è sbagliato.. del resto ha accumulato tanti anni di esperienza e forse è un pò stanca la nostra professoressa.
    Io personalmente ho avuto - ahimè!- un terribile maestro elementare ed uno peggiore alle medie. Nonostante questo credo di riuscire a scrivere frasi di senso compiuto "azzeccando" quasi sempre i tempi verbali. Allora prima di puntare il dito su tutto e tutti.. forse è anche il caso di farsi una domanda: se la Sua priorità è Tasso (o chi per lui) allora forse è giunto il tempo di dedicarsi alla ricerca e non più all'insegnamento.

    ha scritto il 

  • 4

    illuminante

    Questo libro è molto interessante, contiene riflessioni intelligenti sui mali della nostra scuola, e sui motivi che impediscono ai ragazzi di appassionarsi e impegnarsi nello studio. L'autrice è prepa ...continua

    Questo libro è molto interessante, contiene riflessioni intelligenti sui mali della nostra scuola, e sui motivi che impediscono ai ragazzi di appassionarsi e impegnarsi nello studio. L'autrice è preparata e ha vissuto in prima persona le difficoltà di insegnare. E' un balsamo per tutti gli insegnanti frustrati.

    Andrebbe letto insieme a "gli sdraiati" di Michele Serra.
    Attenzione però, se siete sia insegnanti che genitori di un figlio adolescente non ne uscirete vivi.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ difficile, lavorando nella scuola, non essere d’accordo con questa analisi, spesso però un po’ troppo deprimente, dello stato dell’istruzione nel nostro paese. Io non sono così pessimista, forse pe ...continua

    E’ difficile, lavorando nella scuola, non essere d’accordo con questa analisi, spesso però un po’ troppo deprimente, dello stato dell’istruzione nel nostro paese. Io non sono così pessimista, forse perché i mie studenti sono, semplificando al massimo il concetto, più ‘bravi’ di quelli della mia illustre collega. Quello su cui sono assolutamente d’accordo è che la responsabilità di questo sfacelo è solo ed esclusivamente degli adulti (genitori, insegnanti, presidi..): chi ha convinto gli studenti che la scuola deve soprattutto ‘divertire’? Chi li ha convinti che la responsabilità del loro successo formativo stia in qualcun altro, fuori da loro? Chi, soprattutto, ha inculcato loro che il successo deve essere sempre e comunque garantito a tutti, nella stessa forma e con gli stessi tempi?
    Invece, non mi sembra né praticabile né utile la soluzione da lei prospettata nella parte finale; mi ricorda un po’ ‘Una barca nel bosco’: acuto e incalzante per tre quarti, e poi si perde verso…altri mondi.

    ha scritto il 

  • 4

    Pensate al libro horror più spaventoso che abbiate mai letto. Questo saggio lo supererà. L'analisi che la Mastrocola (docente di italiano presso un istituto superiore) effettua circa la situazione sco ...continua

    Pensate al libro horror più spaventoso che abbiate mai letto. Questo saggio lo supererà. L'analisi che la Mastrocola (docente di italiano presso un istituto superiore) effettua circa la situazione scolastica italiana è a dir poco agghiacciante. Si percepiscono appieno lo sconforto e la frustrazione dell'autrice di fronte ad una realtà che vede la tendenza a considerare inutili determinati saperi, l'idea comune che vi siano scuole di serie A e altre di serie B e C, la mancata autorevolezza accordata dai genitori ai docenti, ma soprattutto la sconcertante casistica che mostra la grande maggioranza degli studenti di prima superiore incapace di scrivere un tema ortograficamente corretto.
    Molto interessante l'excursus sul sistema scolastico a partire dagli anni sessanta fino ad oggi. Ammirevole il tentativo di proporre una riforma scolastica che possa sanare la situazione. Ammirevole, ma a mio avviso fantascientifica.

    ha scritto il 

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