Tokio Blues

Norwegian Wood

By

Publisher: Tusquets (Andanzas, 575)

4.2
(20961)

Language: Español | Number of Pages: 383 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Russian , Catalan , French , Swedish , Latvian , Slovenian , Dutch , Croatian , Danish , Korean , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 8483103079 | Isbn-13: 9788483103074 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Lourdes Porta Fuentes

Also available as: Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Do you like Tokio Blues ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Mientras su avión aterriza en un aeropuerto europeo, Tóru Watanabe, de treinta y siete años, escucha casualmente una vieja canción de los Beatles: de pronto, la música le hace retroceder a su juventud, al turbulento Tokio de finales de los sesenta. Recuerda entonces, con melancolía y desasosiego, a la inestable y misteriosa Naoko, la novia de su mejor -y único- amigo de la adolescencia, Kizuki, y cómo el suicidio de éste les distanció durante un año, hasta que se reencontraron en la universidad. Iniciaron allí una relación íntima, truncada, sin embargo, por la frágil salud mental de Naoko, a quien hubo que internar en un centro de reposo. Al poco, Watanabe se enamoró de Midori, una joven activa y resuelta. Indeciso, acosado por los temores, Watanabe sólo experimentaba el deslumbramiento y el desengaño allá donde todo debía cobrar sentido: el sexo, el amor y la muerte. La insostenible situación le llevó entonces a intentar alcanzar el delicado equilibrio entre sus esperanzas y la necesidad de encontrar su lugar en el mundo.
Sorting by
  • 0

    Come mi capita spesso con Murakami, anche per questo, una volta finito, ho fatto una gran fatica ad uscire dal libro.
    È che Murakami è di una bravura mostruosa. Non tanto per i contenuti, ma per com ...continue

    Come mi capita spesso con Murakami, anche per questo, una volta finito, ho fatto una gran fatica ad uscire dal libro.
    È che Murakami è di una bravura mostruosa. Non tanto per i contenuti, ma per come scrive e per l'atmosfera che riesce a creare.
    Col suo stile di scrittura lento, rilassante, descrittivo, ti conduce esattamente dove lui vuole, facendoti stare bene, molto bene.
    In questo romanzo vieni catapultato nella Tokio di fine anni 60. Ne senti i profumi, i sapori e ne vedi le strade, i locali, le Università. E ascolti la musica di quegli anni, i Beatles in primis.
    Ma, essendo il romanzo più introspettivo ed intimista di Murakami, è soprattutto un viaggio nell'animo di Watanabe, il protagonista.
    La storia è lenta, triste e malinconica, ma è come se ti cullasse dolcemente,
    nonostante i temi affrontati, quali solitudine, mancanze, e mal di vivere che, in alcuni casi, trovano l'epilogo nel suicidio.

    Watanabe è un ragazzo con una sensibilità fuori dal comune, più vicina all'animo femminile che maschile. E ciò lo rende molto poetico, ma gli rende difficile la scelta tra due ragazze, Naoki e Midori, profondamente diverse tra loro e da cui si sente ugualmente e irrimediabilmente attratto.
    Da un lato, Naoko, fragile, delicata, eterea ma con una psicologia molto contorta e singolare, difficile da capire e costretta a seguire un percorso di cura, e dalla quale Watanabe non riesce a staccarsi, quasi come se per lui fosse un "dovere" averne cura.

    Dall'altro lato c'è Midori, il personaggio per me più interessante di tutto il libro.
    Vitale, divertente, esuberante. Con il suo modo disinibito di rapportarsi a Watanaba, con cui parla di tutti gli argomenti possibili e immaginabili,
    non puoi non amarla.
    Chi sceglierà il ventenne Watanabe?
    Non posso spoilerare...
    Sarà la vita a scegliere per lui!

    said on 

  • 4

    Tra Eros e Thanatos

    Questo di Murakami è un romanzo di formazione in cui il profilo del giovane Watanabe - tratteggiato nel labile e delicato passaggio tra adolescenza ed età adulta - sembra vagamente richiamare alla men ...continue

    Questo di Murakami è un romanzo di formazione in cui il profilo del giovane Watanabe - tratteggiato nel labile e delicato passaggio tra adolescenza ed età adulta - sembra vagamente richiamare alla mente i giovani inquieti di tanta letteratura occidentale (Holden, Hans Castorp, David Copperfield, Torless ecc), creando, grazie ai continui richiami ad essa, un sottile filo conduttore tra la storia raccontata dal narratore nipponico e i grandi capolavori della letteratura mondiale.

    Forse ad accomunare quei classici al romanzo di Murakami è il tema della crescita intesa come sofferenza, perdita ed acquisizione di una nuova identità al contempo.
    Il cambiamento dell'io è destinato a dispiegarsi soltanto attraverso un processo doloroso che non può esimersi dall'inevitabile contatto con la morte, con la presa di coscienza di essa come parte integrante della vita stessa. È nella perdita delle certezze infantili che si sperimenta la vertigine di quella strana età di passaggio in cui le inquietudini sepolte in fondo all'essere risalgono a galla rischiando di travolgere e mettere in crisi l'individuo: "Una tetra palude piena di una torbida melma, dove a ogni passo i miei piedi rischiavano di rimanere invischiati. Era solo con uno sforzo terribile che riuscivo ad avanzare in mezzo a quel fango. Non riuscivo a vedere niente né davanti né dietro di me: solo quella buia palude che si estendeva a perdita d'occhio. ".
    Ma è nella lotta con il proprio lato oscuro e i nodi irrisolti di sé che si può forse crescere e uscirne rafforzati, rigenerati in una consapevolezza nuova, più adulta, possibile soltanto attraverso il doloroso abbandono delle illusioni dell'infanzia e in grado di ravvisare nella fragilità l'essenza stessa della vita.

    E questo romanzo – ambientato tra il '68 e il '70 – dispiega tutto il suo sottile fascino nel suo essere narrato da Watanabe stesso come ricordo di una giovinezza ormai trascorsa, circonfuso di un'aura di struggente malinconia, nonché della vaga e impalpabile sensazione dell'ineluttabilità di ciò che è andato perduto per sempre, vuoi perché fagocitato dal tempo, dalla morte, dalla distanza geografica, vuoi dalla cognizione dell'effimero che tutto divora e che immalinconisce gli animi, anche nei momenti in cui la storia sembra voler celebrare la gioiosità insita nell'esistenza, nel vivere, nell'amore: " Inutile negarlo, la memoria si sta allontanando, e ho già dimenticato troppe cose. Nello scrivere seguendo i ricordi come faccio adesso, a volte vengo preso da una terribile angoscia. All'improvviso mi assale il dubbio di stare perdendo la memoria delle cose più essenziali. Il dubbio che tutti i miei ricordi più preziosi, accumulati in qualche zona buia del mio corpo, in una specie di limbo della memoria, si stiano trasformando in una massa fangosa. Però, comunque siano ridotti, sono l'unica cosa che possiedo".

    A predominare sono i toni del “blu-notte” metropolitano, del grigio piovoso di un autunno incerto, del carta-zucchero di un cielo cinerino, a incarnare l'inquieta interiorità di giovani nipponici ostaggio di una solitudine feroce che li tiene in scacco; il male di vivere sembra impossessarsi inevitabilmente di loro, arrivando persino ad assumere le fattezze della maschera scura e informe della morte: “L'angoscia mi assaliva soprattutto al tramonto. Senza alcuna ragione apparente se non l'oscurità che si addensava o il profumo di magnolie che impregnava l'aria, a un tratto sentivo il mio cuore farsi più pesante e sussultare come per una scossa o una ferita inattesa..”

    Watanabe, come un eroe classico, dovrà compiere la sua personale discesa agli inferi (“catabasi-Naoko”) per poter crescere e conquistare la luce (“anabasi-Midori”) , in un processo attraverso il quale la pienezza della vita può essere sperimentata soltanto attraverso il contatto con la morte, accettando il rischio di soccombere ad essa e alla sua forza magnetica.
    Centrali sono nel romanzo la presenza del sesso e del suicidio, Eros e Thanatos; il primo elemento si esprime nella spinta istintiva verso una vitalità che trova il suo compimento nell'unione (fisica, mentale, sentimentale) con l'altro da sé, mentre il secondo elemento ha a che vedere con l'attrazione inconscia verso un nichilismo distruttivo, verso quell'elemento insito nell'esistenza – la morte – che ripugna e affascina nel contempo, nel suo essere traguardo finale dell'esistenza e invisibile presenza che ne dà piena forma e significato.

    In questo romanzo il confine tra vita e morte sembra farsi incerto e appare facile travalicarne la labile linea che le separa. E Norwegian wood può essere simbolicamente letto come la danza (macabra?) di un adolescente che sta crescendo e compiendo il suo rito d'iniziazione attorno a queste due entità opposte, che egli scoprirà essere complementari e inscindibili. Scegliere la vita, scegliere la morte, conoscerle entrambe, saldarle assieme in una realtà unica e indissolubile...

    “La morte non è l'opposto della vita, ma sua parte integrante. Tradotto in parole suona piuttosto banale, ma allora non era così che lo percepivo, ma come un grumo d'aria presente dentro di me. La morte era parte di quel fermacarte, parte indissolubile delle quattro palline bianche e rosse allineate sul tavolo di biliardo. E sentivo che noi vivevamo inspirandola nei polmoni come una finissima polvere. Fino ad allora io avevo sempre considerato la morte come una realtà indipendente, completamente separata dalla vita. (…) Ma a partire dalla notte in cui morì Kizuki, non riuscii più a vedere in modo così semplice la morte (e la vita). La morte non era più qualcosa di opposto alla vita. La morte era già compresa intrinsecamente nel mio essere, e questa era una verità che, per quanto mi sforzassi, non potevo dimenticare. Perché la morte che in quella sera di maggio, quando avevo diciassette anni, aveva afferrato Kizuki, in quello stesso momento aveva afferrato anche me.”

    said on 

  • 3

    In medio stat virtus

    "Murakami o si odia o si ama", si potrebbe riassumere sbrigativamente dalle recensioni qui presenti. Ma non tutto è bianco o nero, nemmeno quando si parla di Haruki Murakami.
    Cercando di oggettivare e ...continue

    "Murakami o si odia o si ama", si potrebbe riassumere sbrigativamente dalle recensioni qui presenti. Ma non tutto è bianco o nero, nemmeno quando si parla di Haruki Murakami.
    Cercando di oggettivare e soppesare i pregi ed i difetti in "Norwegian Wood", il prodotto è un romanzo dallo stile piacevolmente armonioso, che procede in maniera equilibrata e continua e non cade mai nel rischio di tediare il lettore. La tendenza descrittiva di Murakami è senz'altro apprezzabile e capace di trasportare il lettore nei sapori e profumi di un Giappone del 1969 già molto occidentalizzato nei gusti e nei comportamenti dei suoi abitanti. I personaggi sono approfonditi tramite dialoghi estremamente introspettivi che si coniugano male con la loro giovane età ma che consentono l'emergere di psicologie ben approfondite ed una moltitudine di "weltanschauung" estremamente variegate e differenti (talvolta surreali), fra le quali sicuramente troverete quella che più vi aggrada.
    Tuttavia, è innegabile che a risentire di tutto ciò sia la trama, a tratti evanescente e ripetitiva, un castello di sabbia estremamente fragile. Tutto è pervaso da una sorta di provvidenzialismo per il quale i personaggi raffigurati tendono verso un fine che il lettore riesce facilmente ad intuire, rendendo vano qualsiasi momento di suspence, che pur non manca. La morale, allo stesso modo, risulta altrettanto labile e banale.

    Complessivamente, il quadro che ne risulta è quello di un libro "da viaggio" o "da mare" come molti hanno già affermato, senza grandi pretese.
    Appropriandomi di un altrettanto banale ma efficace paragone della vicina cultura cinese, le varie considerazioni fin qui lette sul romanzo possono essere ben rappresentate con lo yin e lo yang. Anche in Murakami c'è del bianco nel nero, e viceversa.

    said on 

  • 4

    sospeso

    Ad alcune ore dalla fine della lettura di "Norwegian wood" ancora non mi sono deciso se mi sia piaciuto o meno. In primis, ho la sensazione sia un libro che avrei potuto amare di più a 23, 25 anni, ma ...continue

    Ad alcune ore dalla fine della lettura di "Norwegian wood" ancora non mi sono deciso se mi sia piaciuto o meno. In primis, ho la sensazione sia un libro che avrei potuto amare di più a 23, 25 anni, ma tant'è. In secondo luogo, il modo di raccontare la sessualità di Murakami l'ho trovato piuttosto noioso, come noiosi mi sono stati alcuni passaggi relazionali fra i personaggi. Perché quindi dare una votazione di "ottimo"?
    Perché in mezzo a ciò che ho detto prima, ho trovato un autore coraggioso di esplorare vissuti acri e difficili; uno scrittore che ha il coraggio di stare dentro i suoi personaggi, fino in fondo. Questo l'ho incontrato in vari dialoghi, peraltro molto ben gestiti, nei quali si dipanano riflessioni e visioni del mondo, delle relazioni, dell'essere umano che portano a riflettere e a immergersi. Tanto mi basta per dire che "Norwegian wood" è un ottimo romanzo, ma non mi basta per dire che a me personalmente sia piaciuto, né per prevedere di leggere altro di Murakami

    said on 

  • 1

    Se siete in tempo, allontanatevene

    Intreccio banale e ripetitivo, personaggi assurdi ed esageratamente surreali. Fedele (consapevolmente o meno) al detto del Faust di Goethe, che ogni vita è un romanzo, l'autore getta in pasto ai letto ...continue

    Intreccio banale e ripetitivo, personaggi assurdi ed esageratamente surreali. Fedele (consapevolmente o meno) al detto del Faust di Goethe, che ogni vita è un romanzo, l'autore getta in pasto ai lettori la vita del ventenne Watanabe, una storia sessuale dopo l'altra, con due personaggi più rimarchevoli di altri (Sturmtruppen e Nagasa&qualcosa), poco tratteggiati, e poi una miriade di turbe mentali e psichiche incarnate da una rapsodia femminile di squilibrate mentali.
    Alla fine diventa un tiro a segno, tra scommettere "Con questa ci andrà a letto?" e "Questo quanto regge prima di suicidarsi?" assurdo e grottesco al tempo stesso, oltreché irritante, perché inutile e gratuito.
    Peraltro, carente anche la cornice della cultura giapponese: Murakami restituisce un mondo totalmente "occidentalizzato", dai Beatles a Thomas Mann, a romanzi francesi. Romanzo spreco di tempo.

    said on 

  • 4

    Primo murakami:approvato

    Primo romanzo di murakami da me provato e direi che mi è piaciuto. Storia lenta ma non noiosa. Inquietante, la psiche di questi giovani,la sofferenza,il suicidio. Amore delicato e un po' ossessivo. Fo ...continue

    Primo romanzo di murakami da me provato e direi che mi è piaciuto. Storia lenta ma non noiosa. Inquietante, la psiche di questi giovani,la sofferenza,il suicidio. Amore delicato e un po' ossessivo. Forse bisognerebbe conoscere meglio la cultura giapponese per capirlo appieno.

    said on 

  • 2

    Ho scelto questo libro di Murakami ( a detta di molti il suo capolavoro) per approcciarmi a questo scrittore di cui ho sentito parlare molto . Devo dire che quando le aspettative sono alte ..........l ...continue

    Ho scelto questo libro di Murakami ( a detta di molti il suo capolavoro) per approcciarmi a questo scrittore di cui ho sentito parlare molto . Devo dire che quando le aspettative sono alte ..........le delusioni sono profonde!!!!

    said on 

  • 4

    Piacevole novità!

    Sicuramente non è il mio genere di libro per cui lo avevo acquistato con una certa reticenza ma devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa!il testo è scritto molto bene e si legge davvero in un ...continue

    Sicuramente non è il mio genere di libro per cui lo avevo acquistato con una certa reticenza ma devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa!il testo è scritto molto bene e si legge davvero in un soffio..la trama sembra quasi banale ma secondo me il romanzo finisce quando chiudi il libro perchè lascia molti spunti di riflessione e per questo lo consiglio vivamente!

    said on 

  • 4

    Il passaggio di Toru dall'adolescenza alla vita adulta

    È impossibile che qualcuno possa sempre
    proteggere un altro, in eterno.

    Recensire questo romanzo, così come tutte le opere di questo straordinario narratore giapponese, è davvero difficile per la vast ...continue

    È impossibile che qualcuno possa sempre
    proteggere un altro, in eterno.

    Recensire questo romanzo, così come tutte le opere di questo straordinario narratore giapponese, è davvero difficile per la vastità delle tematiche che affronta e per l'approfondimento psicologico dei personaggi che di volta in volta, nelle sue storie (quasi sempre lunghissime) ci pennella. Allo stesso tempo staccarsi dai suoi romanzi è impossibile, ti porta a finirli entro tre/quattro giorni (dipende quanto tempo abbiamo a disposizione e, credetemi, potreste passare tante notti insonni pur di portarlo a termine).

    Di sicuro, è un romanzo che coinvolge, appassiona e commuove. Il protagonista, Toru Watanabe, ricorda gli anni dell'adolescenza e dell'università. Una fase di passaggio ricca di felicità e tristezza: l'estrema umanità nella solitudine di quel che resta, il primo vero e incredibile amore, il senso dell'amicizia, la perdita, la crescita e la scelta, la vita che cerca il modo di fiorire e andare avanti, la morte che, senza alcuna spiegazione o perchè, la rende bella così com'è. Il delicatissimo passaggio dall'adolescenza alla vita adulta, raccontato attraverso lo schermo della malinconia, la forza delle emozioni e della memoria che cerca di conservare, a tutti i costi, quello che è irrimediabilmente perduto.

    said on 

Sorting by
Sorting by
Sorting by