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Tokio Blues

Norwegian wood

By

Publisher: Maxi Tusquets

4.2
(20054)

Language:Español | Number of Pages: 392 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Russian , Catalan , French , Swedish , Latvian , Slovenian , Dutch , Croatian , Danish , Korean , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 8483835525 | Isbn-13: 9788483835524 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Con un fino sentido del humor, Murakami presenta el conmovedor relato de una educación sentimental, y de las pérdidas que implica toda maduración.</p><p>Toru Watanabe, un ejecutivo de 37 años, escucha una vieja canción de los Beatles mientras aterriza en un aeropuerto europeo, y la música le hace retroceder a su juventud, al turbulento Tokio de finales de los sesenta. Recuerda , con melancolía, a la inestable y misteriosa Naoko, la novia de su mejor- y único- amigo de la adolescencia, kizuki. El suicidio de este les distancia durante un año hasta que se reencuentran en la universidad, donde inician una relación íntima; sin embargo, la frágil salud mental de Naoko se resiente y la internan en un centro de reposo. Poco tiempo después, Toru se enamora de Midori, una joven activa y resuleta. Sin embargo, su indecisión, sus dudas y sus temores hacen que la situación para él, y para los tres, se vuelva insostenible; ninguno parece capaz de alcanzar el delicado equilibrio entre las esperanzas juveniles y la necesidad de encontrar un lugar en el mundo. </p><p>Tokio blues supuso el reconocimiento definitivo del autor en su país, donde se convirtió en un best seller.
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  • 1

    La pesantezza

    Forse è da peccato mortale.. ma PESANTE PESANTE PESANTE.
    Ci ho provato, ma questo modo di essere inconcludenti non fa per me. Stare a guardare i fiorellini che cadono dagli alberelli mi fa innervosire ...continue

    Forse è da peccato mortale.. ma PESANTE PESANTE PESANTE.
    Ci ho provato, ma questo modo di essere inconcludenti non fa per me. Stare a guardare i fiorellini che cadono dagli alberelli mi fa innervosire. Pure parecchio.
    Ne consegue che la mia sarà una recensione forse impietosa e immeritata, visto l'autore tanto osannato, ma la letteratura giapponese e dintorni non la capisco.
    Non lo reputo neanche un esercizio di stile, perche sarebbe una bestialità.

    said on 

  • 5

    Malinconia

    L'ho appena finito di leggere e dopo tanta malinconia mi ha lasciato un buon sapore, il sapore della vita che va avanti nonostante tutto.
    Come anche altri libri che ho letto in questo periodo, anche q ...continue

    L'ho appena finito di leggere e dopo tanta malinconia mi ha lasciato un buon sapore, il sapore della vita che va avanti nonostante tutto.
    Come anche altri libri che ho letto in questo periodo, anche questo mi ha dato degli insegnamenti:
    -non ci sono certezze , non si può mai sapere quando una cosa finisce o quando comincia
    la vita va vissuta comunque , morire è fermare la vita ...perchè?
    non c'è un'età "dell'amore" e ci sono tanti tipi di amore
    Non bisogna mai aver paura di vivere la felicità e il dolore fino in fondo.
    Il dolore e l'amore non sono misurabili.

    said on 

  • 2

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal te ...continue

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal tempo. Ho scoperto che non ho più il libro: deve essere rimasto in qualche periodo della mia vita passata. Avevo meno di venticinque anni quando lo lessi e adesso che ho finito il mio primo Murakami ne ho ben più di cinquanta. Queste considerazioni non sono marginali. Avessi letto Tokyo blues (Norwegian wood) appena uscito sarei stato più giovane di ora.
    Il giovane protagonista Watanabi mi sarebbe stato più simapatico. Immagino che nella sua vita futura sarà diventato, magari, un ottimo “Stoner” a prescindere dal finale (aperto) di Norwegian wood.
    Sia lui che io, che Holden, che Stoner si darebbe un po’ meno rilievo al problema di dove vadano a finire le papere quando gelano gli stagni.
    Altra cosa fatta, tra la lettura e queste poche parole, è stata prendere informazioni sia sul web che tra amici lettori sul libro e, soprattutto, sul suo autore. Ricordo bene, almeno nelle ultime due occasioni a Stoccolma, il disappunto di molti sul fatto che – per l’ennesima volta – Murakami non avesse vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ho provato a capire.
    Pare che questo libro, da molti giudicato comunque eccezionale, sia atipico nella produzione del suo autore; meno onirico e molto meno giapponese. Nel leggerlo io mi ero continuamente trovato a fantasticare di Giappone, di paesaggi altri rispetto ai nostri, di differenti maniere di percorrere la vita, dell’ossequio alle buone maniere e a certe forme (Watanabi che non cammina al fianco di Naoko ma la segue a pochi passi) ma, a quanto pare, così facendo non ho colto quanto questo romanzo sia occidentale. C’è comunque poco da scherzare su Murakami perché è un astro della letteratura contemporanea mondiale: occorre evitare commenti da Ragionier Ugo dopo la proiezione del film di Ejzenstejn.
    Che dire dunque? Parlare di un protagonista solo come un cane, privo di legami parentali di qualsiasi genere, che ci racconta di essersi interfacciato solo con stereotipi di giovani e tutti affetti da personalità non normali non è sempliice. Il personaggio più “normale” è Reiko Ikeda: una insegnante di musica internata in un centro per malattie mentali.
    Tutti gravemente depressi o esaltati: alcuni si uccidono (per cause non del tutto chiarite).
    Nel descrivere l’opera si legge che “Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi”.
    Tutti gravemente depressi o esaltati: alcuni si uccidono (per cause non del tutto chiarite).
    Nel descrivere l’opera si legge che “Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi”.
    Non potrei giurare che il protagonista Watanabi sia entrato vittorioso nell’età adulta e non ci è dato di sapere se sia rimasto se stesso (per quel poco che sappiamo di lui). Lo immagino certamente come qualcuno che abbia continuato a leggere e a leggere bene.
    Di certo non è un grande romanzo sull’adolescenza: non è un grande romanzo e neppure una grande storia.

    Aggiornamento recensione di agosto 2015
    alla fine ho riletto "Il giovane Holden" di Salinger, nella traduzione di Anna Mari del 1961 (quella storica che lo ha reso famoso in Italia. Ne parlerò altrove. Analogo amore per la lettura tra Holden e Watanabi ed entrambi giovani e dropout a loro insaputa. L'irrequietezza di Holden ha una marcia in più e non ci stanno discussioni. Watanabi si vive addosso.
    Dove vadano le papere quando gelano i laghetti non è la domanda del millennio: lo ho scoperto e ne ho le prove.
    Almeno, però, Holden Caulfield da giovane voleva essere l'acchiappatore di ragazzi nel campo di segale e salvarli dal burrone e - se ci riflettete - fa la differenza.

    said on 

  • 3

    atmosfera favolosa e introspettiva ma lettura lenta

    Personalmente sono stata attratta dal titolo, che si rifa a una canzone dei Beatles, e per quanto riguarda i riferimenti musicali non ha deluso.
    Se cercate una lettura veloce, rimandate il vostro inco ...continue

    Personalmente sono stata attratta dal titolo, che si rifa a una canzone dei Beatles, e per quanto riguarda i riferimenti musicali non ha deluso.
    Se cercate una lettura veloce, rimandate il vostro incontro con Murakami e puntate su qualcos'altro, ma se avete voglia di calarvi completamente in un libro questo é quello che fa per voi. Sin dalle prime pagine mi sembrava di essere in Giappone, di camminare fianco a fianco con Watanabe e di vedere i capelli di Naoko ondeggiare davanti a noi. Sul modo di descrivere personaggi, situazioni e soprattutto paesaggi di Murakami mi viene in mente solo una parola: favoloso. Peccato che la storia sia a tratti lenta, in particolare quando il protagonista é lontano dalla sua amata Naoko, come se lo scrittore fosse davvero ispirato da questa splendida ragazza e si ravvivasse solo parlando di lei.
    La storia è abbastanza triste e l'atmosfera, al di là delle descrizioni favolose, é molto introspettiva; i personaggi sono tutti molto particolari e sinceri e, nonostante non mi sia rivista in nessuno di loro, mi hanno reso la lettura più interessante. Le sensazioni che mi ha lasciato sono molto contrastanti ma credo che complessivamente ne valga la pena.

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  • 4

    Il peso della vita, la fatica di dover essere all'altezza delle aspettative di qualcun altro mentre basterebbe andar bene a sè stessi. Ancora una volta la solitudine e depressione dei ragazzi nipponic ...continue

    Il peso della vita, la fatica di dover essere all'altezza delle aspettative di qualcun altro mentre basterebbe andar bene a sè stessi. Ancora una volta la solitudine e depressione dei ragazzi nipponici con una ventata di freschezza che porta solo Midori (sullo sfondo cmq varie sfortune familiari). Se si riescr ad andar oltre questa negatività latente il libro è bello, la storia romanticamente avvincente e ben sviluppata.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Pareri contrastanti!

    Mentre leggevo questo libro provavo quella stupenda sensazione, che capita con un libro ben scritto, di sentirmi parte della storia, come se gli eventi stessero accadendo in quel momento davanti ai mi ...continue

    Mentre leggevo questo libro provavo quella stupenda sensazione, che capita con un libro ben scritto, di sentirmi parte della storia, come se gli eventi stessero accadendo in quel momento davanti ai miei occhi. Per tutto il tempo mi stupiva il fatto che nonostante l'assurdità di certi dialoghi, di determinate situazioni (che magari a me sembravano irreali, me che per gli orientali probabilmente sono pane di tutti i giorni), tutto mi appariva incredibilmente vero, possibile.
    Poi ho girato l'ultima pagina e ho pensato: e il resto dov'è?
    Che fine fa Watanabe? E midori? Incontrerà ancora Reiko e Nagasawa?
    E quella scena del prologo? Che senso aveva, considerato tutto il resto? Ormai a 37 anni, dovrebbe aver digerito il fatto di non essere mai stato amato da Naoko. Ma soprattutto, perché è andato a letto con Reiko?? Quattro volte?? Ma scherziamo??
    Nonostante questo, quattro stelle le merita ed è un libro che merita di essere letto, quindi lo consiglierei. Soprattutto perché vorrei poi confrontarmi con quella persona per sciogliere tutti questi interrogativi che mi attanagliano!

    said on 

  • 5

    Fa parte di uno di queli libri storici sulla mia libreria, di cui da anni rimando e rimando la lettura, fino al giorno che lo inizio e scopro che... e' stupendo! ho perso tempo e anni a leggere decine ...continue

    Fa parte di uno di queli libri storici sulla mia libreria, di cui da anni rimando e rimando la lettura, fino al giorno che lo inizio e scopro che... e' stupendo! ho perso tempo e anni a leggere decine di libri "da dimenticare" di cui mi sono gia' dimenticato, quando invece potevo leggere Norwegian Wood.
    Molto introspettivo. Storia d'amore e di amori complicate e difficili. Un ottimo Murakami.

    said on 

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