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Tokio blues

Norwegian wood

By

Publisher: TusQuets

4.2
(19783)

Language:Español | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Russian , Catalan , French , Swedish , Latvian , Slovenian , Dutch , Croatian , Danish , Korean , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 8483835045 | Isbn-13: 9788483835043 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description

Una historia de amor triangular que se convierte en el relato de una educación sentimental pero también de las pérdidas que implica toda maduración .

Toru Watanabe, un ejecutivo de 37 años, escucha casualmente mientras aterriza en un aeropuerto europeo una vieja canción de los Beatles, y la música le hace retroceder a su juventud, al turbulento Tokio de finales de los sesenta. Toru recuerda, con una mezcla de melancolía y desasosiego, a la inestable y misteriosa Naoko, la novia de su mejor –y único– amigo de la adolescencia, Kizuki. El suicidio de éste les distancia durante un año hasta que se reencuentran en la universidad. Inician allí una relación íntima; sin embargo, la frágil salud mental de Naoko se resiente y la internan en un centro de reposo. Al poco, Toru se enamora de Midori, una joven activa y resuelta. Indeciso, sumido en dudas y temores, experimenta el deslumbramiento y el desengaño allá donde todo parece cobrar sentido: el sexo, el amor y la muerte. La situación, para él, para los tres, se ha vuelto insostenible; ninguno parece capaz de alcanzar el delicado equilibrio entre las esperanzas juveniles y la necesidad de encontrar un lugar en el mundo. Con un fino sentido del humor, Murakami ha escrito el conmovedor relato de una educación sentimental, pero también de las pérdidas que implica toda maduración. Tokio blues supuso el reconocimiento definitivo del autor en su país, donde se convirtió en un best seller.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Sopravvalutato e irritante

    È la prima opera che leggo di Murakami e non mi è piaciuta.
    Nulla da dire sulla scrittura e lo stile. Non mi sono piaciuti l’atmosfera cupa e malinconica e alcuni dei personaggi. Nel romanzo non è pre ...continue

    È la prima opera che leggo di Murakami e non mi è piaciuta.
    Nulla da dire sulla scrittura e lo stile. Non mi sono piaciuti l’atmosfera cupa e malinconica e alcuni dei personaggi. Nel romanzo non è presente neppure una scintilla di vita, di speranza, di positività.
    La trattazione del sesso e del suicidio è materialistica e superficiale e ho trovato fastidioso questo svuotare di valore due argomenti così complessi e delicati.
    Irritante è questo continuo (e ruffiano?) strizzare l’occhio all’arte occidentale, che mi è sembrato a tratti eccessivo e poco verosimile (i giapponesi avranno pure i loro musicisti e scrittori di riferimento, possibile mai che l’autore citi quasi esclusivamente artisti europei e americani?)
    Alcuni dei personaggi, come dicevo, non mi hanno entusiasmato. Watanage è il protagonista abulico, che si fa trasportare dagli eventi senza alcun guizzo o forza di volontà. Midori, la ragazza che gli “salverà” la vita,è veramente odiosa, sa di falso, di malizioso, di forzatamente simpatico. A meno che Murakami non volesse esattamente trasmetterci questa sensazione di lei, a mio avviso ha fallito nel presentarcela come un personaggio positivo. Un esempio su tutti, i suoi continui dispetti, melodrammi e musi lunghi ogni volta che cambiava pettinatura e Watanage non se ne accorgeva: viva i luoghi comuni e le donzelle senza cervello. L’ho trovata talmente irritante che ogni volta che compariva nel romanzo con le sue minigonne vertiginose e i suoi atteggiamenti civettuoli, mi veniva voglia di chiudere il libro e non riaprirlo più.
    Poi, che fine ha fatto Strurmtruppen? Era un personaggio interessante e pieno di potenzialità, invece l’autore decide (apatico pure lui?) di farlo sparire a metà libro senza farci sapere cosa ne è stato di lui. Altro personaggio interessante era Hatsumi, la fidanzata di Nagasawa. Anche in questo caso sarebbe stato utile approfondirne gli sviluppi, invece Murakami ci avverte a un certo punto che si è suicidata tagliandosi le vene. Evidentemente per Murakami, quando la donna non è sgualdrina o malata di mente, non val la pena approfondirne l’evoluzione.
    Ovviamente mi riservo di leggere in futuro altre opere di quest’autore per conoscerlo meglio. Per il momento però preferisco rivolgere la mia attenzione ad altri scrittori.

    said on 

  • 4

    Un romanzo di nostalgia

    Quotes:

    - Nel sentire quel rumore, provavo un senso di pena per Naoko. Quello che cercava non era il mio braccio, ma il braccio di qualcuno. Quello che lei cercava non era il mio calore, ma il calore ...continue

    Quotes:

    - Nel sentire quel rumore, provavo un senso di pena per Naoko. Quello che cercava non era il mio braccio, ma il braccio di qualcuno. Quello che lei cercava non era il mio calore, ma il calore di qualcuno. [pag.37]

    - Il semplice annusare quel libro, scorrere le dita tra le pagine, per me era la felicità. [pag.40]

    - Non fare quello che si vuole, ma quello che è necessario. Questo è essere un gentiluomo. [pag.74]

    - Ehi, Kizuki, pensai, io a differenza di te ho deciso di vivere, e anche di cercare di vivere bene. [pag.320]

    - L'unica cosa che possiamo fare è superare la sofferenza attraverso la sofferenza, possibilmente cercando di trarne qualche insegnamento, pur sapendo che questo insegnamento non ci sarà di nessun aiuto la prossima volta che la sofferenza ci colpirà all'improvviso. [pag.349]

    said on 

  • 4

    Murakami spinge la sua neutra, delicata e all'apparenza distante narrazione dentro l'esistenza di un adeolescente, Watanabe, che con il suo rigoroso codice morale si oppone alle avversità della vita. ...continue

    Murakami spinge la sua neutra, delicata e all'apparenza distante narrazione dentro l'esistenza di un adeolescente, Watanabe, che con il suo rigoroso codice morale si oppone alle avversità della vita. Sesso, amore, solitudine, morte soprattutto quella, vengono dipanati lungo questa rarefatta passeggiata nelle difficoltà di un mondo che si stenta a volta a capire. Come una goccia bollente in una lastra di ghiaccio Murakami scende verticalmente dentro le insicurezze e le paure dei suoi protagonisti, molto, troppo spesso affiancati da improvvise mancanze. E' il mistero della morte che si allunga come un'ombra sulla scia dei viventi e vi si sedimenta per non lasciala più. Riletto dopo una quindicina d'anni mi ha fatto ricordare come certe forti immagini erano già impresse nella mia mente da allora non mi hanno più abbandonato. Imprescindibile.

    said on 

  • 3

    Devo finirlo!

    Sarà 4 mesi che ho norwegian wood tra le mani ma davvero non riesco a finirlo,non mi prende.
    è scritto molto bene,niente da dire...però ha quel qualcosa che non mi spinge a continuarlo.
    Lo finirò manc ...continue

    Sarà 4 mesi che ho norwegian wood tra le mani ma davvero non riesco a finirlo,non mi prende.
    è scritto molto bene,niente da dire...però ha quel qualcosa che non mi spinge a continuarlo.
    Lo finirò mancheranno 30 pagine...ma fidatevi, a me sembrano 10000!
    Bella storia scritto bene ma....più colpi di scena!

    said on 

  • 3

    Un romanzo di formazione

    Parto col dire che il romanzo è scritto davvero bene,almeno a livello stilistico.Pur essendo di quasi 400 pagine si legge tutto d'un fiato,le pagine scorrono che è un piacere,rapide e facilmente compr ...continue

    Parto col dire che il romanzo è scritto davvero bene,almeno a livello stilistico.Pur essendo di quasi 400 pagine si legge tutto d'un fiato,le pagine scorrono che è un piacere,rapide e facilmente comprensibili.
    Per il resto,mah,non so bene cosa dire.Come scritto nel titolo è un romanzo di formazione,ma ci sono troppi difetti.Mi aspettavo decisamente di più.Una cosa positiva è che la trama è semplice,non cervellotica,facile da seguire.La vita di Watanabe: l'amicizia con Kizuki,Naoko,Nagasawa,Midori e Reiko.
    I personaggi non sono tanti,e sono anche discretamente approfonditi.Le scene di sesso esplicito sono state criticate da molti,ma secondo me non stonano proprio per nulla,a parte alcuni dialoghi poco credibili.Il fatto negativo è che si abusa del suicidio,tutti sono colpiti da sventure e hanno una vita monotona e triste.Il protagonista non può suscitare particolare simpatia,perchè non prende mai decisioni,è privo d'iniziativa,di passione,di forza e non coinvolge.Per quel che riguarda gli altri personaggi,fatta eccezione per Midori ma neanche al 100%,tutti soffrono terribilmente.Una catastrofe insomma.Il finale tra Watanabe e Reiko lo trovo di cattivo gusto,non serve a niente se non a fare perdere credibilità alle vicende,e non capisco perchè è stato inserito.Poi nelle ultime righe,l'unica iniziativa del protagonista.Come si dice,meglio tardi che mai.
    Data la fama dell'autore e quanto sia di moda ultimamente mi aspettavo decisamente ma decisamente di più.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Lettura piacevole, ma...

    Premessa: ho iniziato il libro in questione ben sapendo che non avrei avuto in mano un capolavoro, nonostante i pareri positivissimi che si trovano in rete, per pura diffidenza.
    "Norwegian Wood" è scr ...continue

    Premessa: ho iniziato il libro in questione ben sapendo che non avrei avuto in mano un capolavoro, nonostante i pareri positivissimi che si trovano in rete, per pura diffidenza.
    "Norwegian Wood" è scritto benissimo, non posso dire il contrario, gode di un'atmosfera delicata e poetica per quasi tutto il susseguirsi degli eventi. Il problema si cela dietro quel "quasi": mi spiegate l'utilità delle descrizioni delle scene di sesso? Atmosfera poetica, sì, e poi manca solo la misura in centimetri cubici del seme del nostro eroe; atmosfera poetica, sì, e poi c'è gente che si spoglia davanti alla foto del padre morto "perché è giusto che veda i miei seni, la mia fica, sono frutto del 50% dei suoi spermatozoi" (RIDO). Certi temi, certe descrizioni è meglio lasciarli a chi di competenza (P. Roth, ad esempio: le sue scene "spinte" non sono mai invadenti, non creano MAI un contrasto così evidente e, secondo me, spiacevolissimo).
    Ultima cosa, ma non meno importante: Murakami, almeno in questo libro, "abusa" decisamente del suicidio: quasi ogni dannato personaggio si uccide per mano propria, tanto da lasciarmi indifferente alla loro morte. Non ci siamo. Senza il nonsense/scene di sesso esplicite, l'avrei apprezzato molto di più, probabilmente.

    said on 

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