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Tokyo Blues

Norwegian Wood

Di

Editore: Feltrinelli

4.2
(19978)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 331 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Russo , Catalano , Francese , Svedese , Lettone , Sloveno , Olandese , Croato , Danese , Coreano , Finlandese , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8807813041 | Isbn-13: 9788807813047 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Per le strade del centro di Tokyo, affollato crocevia di solitudine, Toru e Naoko, un ragazzo e una ragazza non ancora ventenni, camminano insieme in silenzio. Non sanno cosa dirsi, o forse hanno paura, parlando, di sfiorare il segreto che li tiene sospesi in mezzo alla folla: il ricordo di una sconvolgente tragedia che, a poco più di sedici anni, li ha legati per sempre.Una struggente storia d'amore, ambientata nel clima inquieto del Sessantotto giapponese, tra lotte studentesche e passioni culturali e politiche. Scandito da una lunga serie di brani musicali, dai Beatles ai Doors, da Bill Evans a Miles Davis, disposti lungo il fiume dei ricordi come nostalgiche pietre miliari, il libro di Murakami è il racconto di un'adolescenza che già sfuma nel mito.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Pareri contrastanti!

    Mentre leggevo questo libro provavo quella stupenda sensazione, che capita con un libro ben scritto, di sentirmi parte della storia, come se gli eventi stessero accadendo in quel momento davanti ai mi ...continua

    Mentre leggevo questo libro provavo quella stupenda sensazione, che capita con un libro ben scritto, di sentirmi parte della storia, come se gli eventi stessero accadendo in quel momento davanti ai miei occhi. Per tutto il tempo mi stupiva il fatto che nonostante l'assurdità di certi dialoghi, di determinate situazioni (che magari a me sembravano irreali, me che per gli orientali probabilmente sono pane di tutti i giorni), tutto mi appariva incredibilmente vero, possibile.
    Poi ho girato l'ultima pagina e ho pensato: e il resto dov'è?
    Che fine fa Watanabe? E midori? Incontrerà ancora Reiko e Nagasawa?
    E quella scena del prologo? Che senso aveva, considerato tutto il resto? Ormai a 37 anni, dovrebbe aver digerito il fatto di non essere mai stato amato da Naoko. Ma soprattutto, perché è andato a letto con Reiko?? Quattro volte?? Ma scherziamo??
    Nonostante questo, quattro stelle le merita ed è un libro che merita di essere letto, quindi lo consiglierei. Soprattutto perché vorrei poi confrontarmi con quella persona per sciogliere tutti questi interrogativi che mi attanagliano!

    ha scritto il 

  • 5

    Fa parte di uno di queli libri storici sulla mia libreria, di cui da anni rimando e rimando la lettura, fino al giorno che lo inizio e scopro che... e' stupendo! ho perso tempo e anni a leggere decine ...continua

    Fa parte di uno di queli libri storici sulla mia libreria, di cui da anni rimando e rimando la lettura, fino al giorno che lo inizio e scopro che... e' stupendo! ho perso tempo e anni a leggere decine di libri "da dimenticare" di cui mi sono gia' dimenticato, quando invece potevo leggere Norwegian Wood.
    Molto introspettivo. Storia d'amore e di amori complicate e difficili. Un ottimo Murakami.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia non è particolarmente avvincente, però l'ho letto molto volentieri. Mi ha messo una malinconia infinita il fatto che si parli per ben 3 volte di suicidi di ragazzi di meno di 20 anni, ma mi ...continua

    La storia non è particolarmente avvincente, però l'ho letto molto volentieri. Mi ha messo una malinconia infinita il fatto che si parli per ben 3 volte di suicidi di ragazzi di meno di 20 anni, ma mi è piaciuta molto la descrizione degli altri personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    I sentimenti secondo l'oniricismo di Murakami

    Avevo iniziato a leggere "Norwegian wood" con molte aspettative date le recensioni positive e pur sapendo che lo stile degli autori giapponesi sia tutt'altro che simile a quello occidentale. Oddio, su ...continua

    Avevo iniziato a leggere "Norwegian wood" con molte aspettative date le recensioni positive e pur sapendo che lo stile degli autori giapponesi sia tutt'altro che simile a quello occidentale. Oddio, sulla scrittura nulla da ridire anzi, uno dei libri scritti meglio tra quelli letti da me finora, è gradevole gustarsi ogni parola anche le descrizioni che solitamente mi annoiano. Ciò che mi ha lasciata un po' a desiderare sono stati i protagonisti e la trama, che in sè poteva anche starci ma l'eccessivo "oniricismo", i dialoghi a volte insensati e la volubilità dei sentimenti dei protagonisti hanno reso quella che poteva essere una buona opera, appena sufficiente.

    ha scritto il 

  • 3

    Il positivo che ho tratto dal mio approccio a Murakami è stato senza dubbio il suo modo di scrivere, quasi ti cullasse, tanto che argomenti o dialoghi semplici risultano avere effetto amplificato. Di ...continua

    Il positivo che ho tratto dal mio approccio a Murakami è stato senza dubbio il suo modo di scrivere, quasi ti cullasse, tanto che argomenti o dialoghi semplici risultano avere effetto amplificato. Di negativo assolutamente la storia che di fondo è ottima ma, senza giri di parole, condita troppo di sesso e suicidi, da un autore con tale capacità pretendo moltissimo di più, merita approfondimento e già ho nella mia libreria altre sue opere. Speriamo bene.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Scherza coi fanti e lascia stare i santi?

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal tem ...continua

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal tempo. Ho scoperto che non ho più il libro: deve essere rimasto in qualche periodo della mia vita passata. Avevo meno di venticinque anni quando lo lessi e adesso che ho finito il mio primo Murakami ne ho ben più di cinquanta. Queste considerazioni non sono marginali. Avessi letto Tokyo blues (Norwegian wood) appena uscito sarei stato più giovane di ora.
    Il giovane protagonista Watanabi mi sarebbe stato più simapatico. Immagino che nella sua vita futura sarà diventato, magari, un ottimo “Stoner” a prescindere dal finale (aperto) di Norwegian wood.
    Sia lui che io, che Holden, che Stoner si darebbe un po’ meno rilievo al problema di dove vadano a finire le papere quando gelano gli stagni.
    Altra cosa fatta, tra la lettura e queste poche parole, è stata prendere informazioni sia sul web che tra amici lettori sul libro e, soprattutto, sul suo autore. Ricordo bene, almeno nelle ultime due occasioni a Stoccolma, il disappunto di molti sul fatto che – per l’ennesima volta – Murakami non avesse vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ho provato a capire.
    Pare che questo libro, da molti giudicato comunque eccezionale, sia atipico nella produzione del suo autore; meno onirico e molto meno giapponese. Nel leggerlo io mi ero continuamente trovato a fantasticare di Giappone, di paesaggi altri rispetto ai nostri, di differenti maniere di percorrere la vita, dell’ossequio alle buone maniere e a certe forme (Watanabi che non cammina al fianco di Naoko ma la segue a pochi passi) ma, a quanto pare, così facendo non ho colto quanto questo romanzo sia occidentale. C’è comunque poco da scherzare su Murakami perché è un astro della letteratura contemporanea mondiale: occorre evitare commenti da Ragionier Ugo dopo la proiezione del film di Ejzenstejn.
    Che dire dunque? Parlare di un protagonista solo come un cane, privo di legami parentali di qualsiasi genere, che ci racconta di essersi interfacciato solo con stereotipi di giovani e tutti affetti da personalità non normali non è sempliice. Il personaggio più “normale” è Reiko Ikeda: una insegnante di musica internata in un centro per malattie mentali.
    Tutti gravemente depressi o esaltati: alcuni si uccidono (per cause non del tutto chiarite).
    Nel descrivere l’opera si legge che “Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi”.
    Non potrei giurare che il protagonista Watanabi sia entrato vittorioso nell’età adulta e non ci è dato di sapere se sia rimasto se stesso (per quel poco che sappiamo di lui). Lo immagino certamente come qualcuno che abbia continuato a leggere e a leggere bene.
    Di certo non è un grande romanzo sull’adolescenza: non è un grande romanzo e neppure una grande storia.
    Comunque devo assolutamente rileggere “Il giovane Holden”.

    ha scritto il 

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