In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all’alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d’amore, non ci sono dubbi. La p ...Continua
Roberto
Ha scritto il 08/08/18
Verità apparente
*** Non credo si possa apprezzare questo rapidissimo thriller scritto nel 1958 da Matsumoto senza essere mai stati in Giappone: risulterebbe incomprensibile. Tanti i luoghi dai nomi simili (Honshū, Hokkaidō, Hakata, Kyūshū etc), tante le peculiarità...Continua
Steficek
Ha scritto il 24/07/18
Tokyo Express

https://www.thebloodyisland.it/single-post/2018/05/14/non-si-giudica-un-libro-dalla-copertina

Chiara A.
Ha scritto il 07/07/18
SPOILER ALERT
Intrigante poliziesco in picchiata sul finale
Poliziesco asciutto e avvincente, che gradualmente si addentra nella ricostruzione del caso lasciando anche al lettore gli opportuni indizi per venire a capo dell'intreccio; sfortunatamente la buona tecnica narrativa che avvicina l'ispettore e il let...Continua
Massimo Molteni
Ha scritto il 01/07/18
Orario ferroviario nemmeno troppo express
Dopo un inizio promettente, con una costruzione del tessuto e delle relazioni sociali giapponesi, con un understatement esibito ma non forzoso, si infila in un ginepraio indistricabile se non con la classica spiegazione-catalogo alla fine. Cosa che p...Continua
AdrianaT.
Ha scritto il 30/06/18
Null
Cercavo qualcosa di esotico in un genere che ormai ho superato, ma di esotico ci ho trovato solo nomi e luoghi. Cercavo un intermezzo di lettura leggera ma stimolante, che avesse almeno un quid di particolarità e di originalità, ma ci ho trovato noia...Continua

Amico Fritz
Ha scritto il Jul 07, 2018, 09:58
A Mihara piaceva andare in tram senza una destinazione precisa. (...) Ogni volta che il tram si fermava poi ripartiva, lui si stringeva nel suo sedile, si chiudeva in se stesso e si abbandonava al fluttuare dei propri pensieri.
Pag. 115
Amico Fritz
Ha scritto il Jul 04, 2018, 20:32
Era un posto tranquillo. Le case avevano ancora i tetti di paglia. La montagna da un lato, oltre i tetti l'azzurro del mare.
Pag. 92
Amico Fritz
Ha scritto il Jul 02, 2018, 22:11
Nell'attesa si infilò le mani nelle tasche e, in piedi davanti all'entrata, si mise a guardare fuori. Il solito scenario malinconico e sempre uguale delle stazioni. C'era una mensa, un piccolo emporio e una frutteria. Nella piazzetta antistante era p...Continua
Pag. 43
Amico Fritz
Ha scritto il Jul 02, 2018, 21:35
Chi ha più motivi per farla finita di solito non lascia spiegazioni.
Pag. 34

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