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Tokyo Vice

An American Reporter on the Police Beat in Japan

By

Publisher: Random House USA Inc

3.8
(134)

Language:English | Number of Pages: 335 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Japanese , Portuguese

Isbn-10: 0307378799 | Isbn-13: 9780307378798 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: eBook , Paperback

Category: Crime , History , Non-fiction

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Book Description
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  • 2

    Per essere una lettura piacevole questo libro libro doveva finire molte pagine prima. All'inizio incuriosisce per gli aneddoti sulla società giapponese. A metà gli aneddoti scarseggiano e l'ultima pagina arriva quando ormai la noia è diventato l'ultimo ricordo di questa lettura.

    said on 

  • 4

    l'avevo adocchiato molto tempo fa, mi interessava perchè sono amante del giappone, l'ho comprato appena trovato usato.
    la quarta di copertina fa pensare a qualcosa di più duro, teso, in realtà la narrazione a volte è quasi noiosa.
    ma descrive il giappone, gli usi, i modi di pensare e ...continue

    l'avevo adocchiato molto tempo fa, mi interessava perchè sono amante del giappone, l'ho comprato appena trovato usato.
    la quarta di copertina fa pensare a qualcosa di più duro, teso, in realtà la narrazione a volte è quasi noiosa.
    ma descrive il giappone, gli usi, i modi di pensare e di comportarsi e tanto mi basta per soddisfarmi.
    interessante

    said on 

  • 4

    Descrizioni giornalistiche, a tratti interessanti a tratti un po' noiose. Rappresentano però un Giappone oscuro e tutt'altro che rassicurante, sconosciuto alla maggior parte dei visitatori e di superficiali appassionati di quel mondo.

    said on 

  • 4

    Se si desidera un libro scorrevole che tratti di yakuza (meno di quanto comunque ci si aspetta dalla quarta di copertina) e del sistema che intercorre tra spampa/polizia rispetto ai fatti che rientrano della 'cronaca nera' questo e' il libro giusto.
    veloce, diretto, forse un po'troppo spicc ...continue

    Se si desidera un libro scorrevole che tratti di yakuza (meno di quanto comunque ci si aspetta dalla quarta di copertina) e del sistema che intercorre tra spampa/polizia rispetto ai fatti che rientrano della 'cronaca nera' questo e' il libro giusto.
    veloce, diretto, forse un po'troppo spiccato il carattere egocentrico di Adelstein, ma non stona.
    avrei preferito alcuni dettagli in piu' dei casi trattati ma, comunque, il senso di solitudine e le contraddizioni dei giapponesi si vedono eccome

    said on 

  • 5

    Informato, morboso, divertente.

    Tokyo Vice è un'opera di non-fiction che si legge come un romanzo noir degli anni'30, i cui protagonisti sono reporter stakanovisti sempre alla ricerca di uno scoop, che si aggirano per la metropoli con gli occhi arrossati per il sonno arretrato, gli abiti sgualciti, e l'alito che sa di caffè. ...continue

    Tokyo Vice è un'opera di non-fiction che si legge come un romanzo noir degli anni'30, i cui protagonisti sono reporter stakanovisti sempre alla ricerca di uno scoop, che si aggirano per la metropoli con gli occhi arrossati per il sonno arretrato, gli abiti sgualciti, e l'alito che sa di caffè.

    L'autore è stato per una decade corrispondente di nera del primo quotidiano giapponese e ha seguito numerosi casi importanti. Dal suo resoconto viene fuori un Giappone molto meno ordinato di quanto l'occidentale medio dia di solito per scontato, peccaminoso e profondamente infiltrato dalla Yakuza. La polizia giapponese, pur piuttosto efficiente, risulta essere paralizzata da leggi inadeguate, da influenze politiche, e da inconfessabili pregiudizi, come quello che vuole che qualunque cosa succeda a una lavoratrice dell'industria del sesso se la sia andata a cercare lei, e che ogni gaijin (straniero) sia, per dirla con Jake Adelstein, "colpevole fino a quando provato colpevole".

    Nel complesso, un interessante e ben informato sguardo sul mondo della criminalità e del giornalismo del sol levante, e sulla società giapponese in generale.

    said on 

  • 5

    Del 2009.
    Il Giappone che non conosciamo, che intravvediamo in qualche film, che è appena accennato da qualche raro fumetto, che immaginiamo da qualche cronaca. Un Giappone con tanta corruzione e malavita. Adelstein racconta molto bene la sua storia: vita da giornalista e scontro con la Yak ...continue

    Del 2009.
    Il Giappone che non conosciamo, che intravvediamo in qualche film, che è appena accennato da qualche raro fumetto, che immaginiamo da qualche cronaca. Un Giappone con tanta corruzione e malavita. Adelstein racconta molto bene la sua storia: vita da giornalista e scontro con la Yakuza.
    Affascinante e emozionante.

    said on 

  • 4

    innanzi tutto, un libro scritto davvero bene, molto vivace e coinvolgente. ci si immerge nel mondo del giornalismo giapponese, scoprendo tutti i lati più torbidi di quella società.
    la storia di adelstein è poi incredibile: un ragazzo ebreo del missouri (che non parla neanche il giapponese) ...continue

    innanzi tutto, un libro scritto davvero bene, molto vivace e coinvolgente. ci si immerge nel mondo del giornalismo giapponese, scoprendo tutti i lati più torbidi di quella società.
    la storia di adelstein è poi incredibile: un ragazzo ebreo del missouri (che non parla neanche il giapponese) si mette in testa di lavorare per il più importante quotidiano del giappone, e ne diventa cronista di nera. poi finisce per scoprire un gigantesco traffico di esseri umani gestito dalla yakuza e a quel punto la sua vita cambia: perseguitato dai boss, torna negli USA; diventa collaboratore del governo statunitense e poi investigatore capo del dipartimento di stato Americano.
    storia vera, tra Saviano e pulp fiction.

    said on 

  • 4

    la Yakuza non è come al cinema, dimenticate Miike Takashi e Takeshi Kitano...

    reportage dall'interno della redazione di uno dei gruppi editoriali più in vista del Giappone
    dagli inizi fino al momento in cui Jake incappa in una storia di quelle brutte: il traffico di esseri umani e il coinvolgimento della Yakuza con il Dipartimento di Stato americano che, in cambio di ...continue

    reportage dall'interno della redazione di uno dei gruppi editoriali più in vista del Giappone
    dagli inizi fino al momento in cui Jake incappa in una storia di quelle brutte: il traffico di esseri umani e il coinvolgimento della Yakuza con il Dipartimento di Stato americano che, in cambio di una lista di nomi, concede un visto a persone nella lista di indesiderabili per effettuare un trapianto di fegato...

    la prosa è fresca, giornalistica, leggermente umoristica, di quell'umorismo occidentale di fronte alle stranezze asiatiche,
    i giapponesi non ne escono benissimo, ma questo è prevedibile, del resto lavorare in una redazione di nera non ti mette a contatto con bella gente,
    Jake racconta il suo lavoro, in modo un po' troppo coinvolto per essere solo un cronista, ma quello che racconta è interessante, la sua esperienza è preziosa per chi anela a conoscere la società giapponese,
    per capire i loro modi devi osservare le loro relazioni, e spesso è di falsità che si parla, la giapponese è una società con regole molto ferree e con strategie di un contorto impensabile per un americano medio

    consigliato a chi non ha gli occhi abbagliati dalla melensaggine della Yoshimoto e ha davvero desiderio di sapere come vive la gente tutti i giorni in situazioni non molto diverse dalle nostre...

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  • 4

    Adoro lo stile giornalistico.
    Adoro la chiarezza, la densità espressiva, la linearità e, soprattutto, la concisione.
    In questo romanzo-inchiesta sull'anima nera del Sol Levante, del reporter americano Adelstein, ho trovato tutto ciò, magistralmento unito a temi a dir poco appassionan ...continue

    Adoro lo stile giornalistico.
    Adoro la chiarezza, la densità espressiva, la linearità e, soprattutto, la concisione.
    In questo romanzo-inchiesta sull'anima nera del Sol Levante, del reporter americano Adelstein, ho trovato tutto ciò, magistralmento unito a temi a dir poco appassionanti.
    Adelstein ha l’abilità di tratteggiare il Giappone e gli stessi giapponesi in modo poco convenzionale: le loro bizzarrie e la loro filosofia di vita, così diametralmente opposte a quella occidentale, assumono contorni magnetici e talvolta misteriosi. Ma Adelstein è anche un maestro nell’aprire in continuazione finestre su questa realtà per farla entrare in contatto con il lettore, pur mantenendo allo stesso tempo lo sguardo sempre concentrato sul filone principale della narrazione.
    Il suo addentrarsi nella cultura giapponese culmina con l'indagine sulla yakuza, il cuore del romanzo.
    Dal resoconto di Adelstein risulta chiaro come questa organizzazione criminale, forte dei suoi oltre centodiecimila membri suddivisi in 2500 famiglie, e che viene volgarmente chiamata “la mafia giapponese”, sia in realtà il potere occulto che regge le fila del Paese.
    Adelstein-san decide di portare avanti una vastissima e dettagliata inchiesta, scagliandosi contro il boss della Yamaguchi-gumi, la famiglia più potente.
    Sfruttamento della prostituzione, traffico di esseri umani, estorsioni e collusioni politiche sono quindi brutalmente uscite alla luce del sole, e per Adelstein, pesantemente minacciato al punto da dover entrare e rimanere per un anno nel programma di protezione testimoni, è l'inizio della fine.
    Sofferenza, dolore e morte lo accompagneranno per molto tempo.

    said on 

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