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Tokyo blues

Norvegian Wood

Di

Editore: Feltrinelli

4.2
(19995)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 334 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Russo , Catalano , Francese , Svedese , Lettone , Sloveno , Olandese , Croato , Danese , Coreano , Finlandese , Polacco , Ceco

Isbn-10: 880770045X | Isbn-13: 9788807700453 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Amitrano

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Tokyo Blues è il Bildungsroman della letteratura giapponese di fine millennio.In una storia d'amore ambientata alla fine degli anni Sessanta dal protagonista Toru Watanabe, rivissuta a vent'anni di distanza in un lungo flash backsi compie l'educazione sentimentale di un adolescente e il suo apprendistatoalla vita adulta. La memoria e l'oblio si contendono il passato di Toru. Unica alleata della memoria è la scrittura. Murakami offre nel libro un tributoalla cultura pop da lui amata: sono citati brani musicali dei Beatles, deiRolling Stones, di Bill Evans e Burt Bacarach. Questi riferimenti sono iltentativo di storicizzare la memoria di un'atmosfera che già si confonde colmito, disponendo lungo il fluire dei ricordi una serie di pietre miliari.
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  • 3

    atmosfera favolosa e introspettiva ma lettura lenta

    Personalmente sono stata attratta dal titolo, che si rifa a una canzone dei Beatles, e per quanto riguarda i riferimenti musicali non ha deluso.
    Se cercate una lettura veloce, rimandate il vostro inco ...continua

    Personalmente sono stata attratta dal titolo, che si rifa a una canzone dei Beatles, e per quanto riguarda i riferimenti musicali non ha deluso.
    Se cercate una lettura veloce, rimandate il vostro incontro con Murakami e puntate su qualcos'altro, ma se avete voglia di calarvi completamente in un libro questo é quello che fa per voi. Sin dalle prime pagine mi sembrava di essere in Giappone, di camminare fianco a fianco con Watanabe e di vedere i capelli di Naoko ondeggiare davanti a noi. Sul modo di descrivere personaggi, situazioni e soprattutto paesaggi di Murakami mi viene in mente solo una parola: favoloso. Peccato che la storia sia a tratti lenta, in particolare quando il protagonista é lontano dalla sua amata Naoko, come se lo scrittore fosse davvero ispirato da questa splendida ragazza e si ravvivasse solo parlando di lei.
    La storia è abbastanza triste e l'atmosfera, al di là delle descrizioni favolose, é molto introspettiva; i personaggi sono tutti molto particolari e sinceri e, nonostante non mi sia rivista in nessuno di loro, mi hanno reso la lettura più interessante. Le sensazioni che mi ha lasciato sono molto contrastanti ma credo che complessivamente ne valga la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Il peso della vita, la fatica di dover essere all'altezza delle aspettative di qualcun altro mentre basterebbe andar bene a sè stessi. Ancora una volta la solitudine e depressione dei ragazzi nipponic ...continua

    Il peso della vita, la fatica di dover essere all'altezza delle aspettative di qualcun altro mentre basterebbe andar bene a sè stessi. Ancora una volta la solitudine e depressione dei ragazzi nipponici con una ventata di freschezza che porta solo Midori (sullo sfondo cmq varie sfortune familiari). Se si riescr ad andar oltre questa negatività latente il libro è bello, la storia romanticamente avvincente e ben sviluppata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Pareri contrastanti!

    Mentre leggevo questo libro provavo quella stupenda sensazione, che capita con un libro ben scritto, di sentirmi parte della storia, come se gli eventi stessero accadendo in quel momento davanti ai mi ...continua

    Mentre leggevo questo libro provavo quella stupenda sensazione, che capita con un libro ben scritto, di sentirmi parte della storia, come se gli eventi stessero accadendo in quel momento davanti ai miei occhi. Per tutto il tempo mi stupiva il fatto che nonostante l'assurdità di certi dialoghi, di determinate situazioni (che magari a me sembravano irreali, me che per gli orientali probabilmente sono pane di tutti i giorni), tutto mi appariva incredibilmente vero, possibile.
    Poi ho girato l'ultima pagina e ho pensato: e il resto dov'è?
    Che fine fa Watanabe? E midori? Incontrerà ancora Reiko e Nagasawa?
    E quella scena del prologo? Che senso aveva, considerato tutto il resto? Ormai a 37 anni, dovrebbe aver digerito il fatto di non essere mai stato amato da Naoko. Ma soprattutto, perché è andato a letto con Reiko?? Quattro volte?? Ma scherziamo??
    Nonostante questo, quattro stelle le merita ed è un libro che merita di essere letto, quindi lo consiglierei. Soprattutto perché vorrei poi confrontarmi con quella persona per sciogliere tutti questi interrogativi che mi attanagliano!

    ha scritto il 

  • 5

    Fa parte di uno di queli libri storici sulla mia libreria, di cui da anni rimando e rimando la lettura, fino al giorno che lo inizio e scopro che... e' stupendo! ho perso tempo e anni a leggere decine ...continua

    Fa parte di uno di queli libri storici sulla mia libreria, di cui da anni rimando e rimando la lettura, fino al giorno che lo inizio e scopro che... e' stupendo! ho perso tempo e anni a leggere decine di libri "da dimenticare" di cui mi sono gia' dimenticato, quando invece potevo leggere Norwegian Wood.
    Molto introspettivo. Storia d'amore e di amori complicate e difficili. Un ottimo Murakami.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia non è particolarmente avvincente, però l'ho letto molto volentieri. Mi ha messo una malinconia infinita il fatto che si parli per ben 3 volte di suicidi di ragazzi di meno di 20 anni, ma mi ...continua

    La storia non è particolarmente avvincente, però l'ho letto molto volentieri. Mi ha messo una malinconia infinita il fatto che si parli per ben 3 volte di suicidi di ragazzi di meno di 20 anni, ma mi è piaciuta molto la descrizione degli altri personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    I sentimenti secondo l'oniricismo di Murakami

    Avevo iniziato a leggere "Norwegian wood" con molte aspettative date le recensioni positive e pur sapendo che lo stile degli autori giapponesi sia tutt'altro che simile a quello occidentale. Oddio, su ...continua

    Avevo iniziato a leggere "Norwegian wood" con molte aspettative date le recensioni positive e pur sapendo che lo stile degli autori giapponesi sia tutt'altro che simile a quello occidentale. Oddio, sulla scrittura nulla da ridire anzi, uno dei libri scritti meglio tra quelli letti da me finora, è gradevole gustarsi ogni parola anche le descrizioni che solitamente mi annoiano. Ciò che mi ha lasciata un po' a desiderare sono stati i protagonisti e la trama, che in sè poteva anche starci ma l'eccessivo "oniricismo", i dialoghi a volte insensati e la volubilità dei sentimenti dei protagonisti hanno reso quella che poteva essere una buona opera, appena sufficiente.

    ha scritto il 

  • 3

    Il positivo che ho tratto dal mio approccio a Murakami è stato senza dubbio il suo modo di scrivere, quasi ti cullasse, tanto che argomenti o dialoghi semplici risultano avere effetto amplificato. Di ...continua

    Il positivo che ho tratto dal mio approccio a Murakami è stato senza dubbio il suo modo di scrivere, quasi ti cullasse, tanto che argomenti o dialoghi semplici risultano avere effetto amplificato. Di negativo assolutamente la storia che di fondo è ottima ma, senza giri di parole, condita troppo di sesso e suicidi, da un autore con tale capacità pretendo moltissimo di più, merita approfondimento e già ho nella mia libreria altre sue opere. Speriamo bene.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Scherza coi fanti e lascia stare i santi?

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal tem ...continua

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal tempo. Ho scoperto che non ho più il libro: deve essere rimasto in qualche periodo della mia vita passata. Avevo meno di venticinque anni quando lo lessi e adesso che ho finito il mio primo Murakami ne ho ben più di cinquanta. Queste considerazioni non sono marginali. Avessi letto Tokyo blues (Norwegian wood) appena uscito sarei stato più giovane di ora.
    Il giovane protagonista Watanabi mi sarebbe stato più simapatico. Immagino che nella sua vita futura sarà diventato, magari, un ottimo “Stoner” a prescindere dal finale (aperto) di Norwegian wood.
    Sia lui che io, che Holden, che Stoner si darebbe un po’ meno rilievo al problema di dove vadano a finire le papere quando gelano gli stagni.
    Altra cosa fatta, tra la lettura e queste poche parole, è stata prendere informazioni sia sul web che tra amici lettori sul libro e, soprattutto, sul suo autore. Ricordo bene, almeno nelle ultime due occasioni a Stoccolma, il disappunto di molti sul fatto che – per l’ennesima volta – Murakami non avesse vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ho provato a capire.
    Pare che questo libro, da molti giudicato comunque eccezionale, sia atipico nella produzione del suo autore; meno onirico e molto meno giapponese. Nel leggerlo io mi ero continuamente trovato a fantasticare di Giappone, di paesaggi altri rispetto ai nostri, di differenti maniere di percorrere la vita, dell’ossequio alle buone maniere e a certe forme (Watanabi che non cammina al fianco di Naoko ma la segue a pochi passi) ma, a quanto pare, così facendo non ho colto quanto questo romanzo sia occidentale. C’è comunque poco da scherzare su Murakami perché è un astro della letteratura contemporanea mondiale: occorre evitare commenti da Ragionier Ugo dopo la proiezione del film di Ejzenstejn.
    Che dire dunque? Parlare di un protagonista solo come un cane, privo di legami parentali di qualsiasi genere, che ci racconta di essersi interfacciato solo con stereotipi di giovani e tutti affetti da personalità non normali non è sempliice. Il personaggio più “normale” è Reiko Ikeda: una insegnante di musica internata in un centro per malattie mentali.
    Tutti gravemente depressi o esaltati: alcuni si uccidono (per cause non del tutto chiarite).
    Nel descrivere l’opera si legge che “Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi”.
    Non potrei giurare che il protagonista Watanabi sia entrato vittorioso nell’età adulta e non ci è dato di sapere se sia rimasto se stesso (per quel poco che sappiamo di lui). Lo immagino certamente come qualcuno che abbia continuato a leggere e a leggere bene.
    Di certo non è un grande romanzo sull’adolescenza: non è un grande romanzo e neppure una grande storia.
    Comunque devo assolutamente rileggere “Il giovane Holden”.

    ha scritto il 

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