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Tokyo blues

Norvegian Wood

Di

Editore: Feltrinelli

4.2
(20071)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 334 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Russo , Catalano , Francese , Svedese , Lettone , Sloveno , Olandese , Croato , Danese , Coreano , Finlandese , Polacco , Ceco

Isbn-10: 880770045X | Isbn-13: 9788807700453 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Amitrano

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Tokyo Blues è il Bildungsroman della letteratura giapponese di fine millennio.In una storia d'amore ambientata alla fine degli anni Sessanta dal protagonista Toru Watanabe, rivissuta a vent'anni di distanza in un lungo flash backsi compie l'educazione sentimentale di un adolescente e il suo apprendistatoalla vita adulta. La memoria e l'oblio si contendono il passato di Toru. Unica alleata della memoria è la scrittura. Murakami offre nel libro un tributoalla cultura pop da lui amata: sono citati brani musicali dei Beatles, deiRolling Stones, di Bill Evans e Burt Bacarach. Questi riferimenti sono iltentativo di storicizzare la memoria di un'atmosfera che già si confonde colmito, disponendo lungo il fluire dei ricordi una serie di pietre miliari.
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  • 3

    Storia appassionante che affronta il mal di vivere con protagonisti giovanissimi: il narratore Watanabe che si ritrova legato per sempre a Naoko, ragazza dalle forme aggraziate ma dalla personalità q ...continua

    Storia appassionante che affronta il mal di vivere con protagonisti giovanissimi: il narratore Watanabe che si ritrova legato per sempre a Naoko, ragazza dalle forme aggraziate ma dalla personalità quantomai fragile. Altri personaggi sia femminili che maschili attraversano la vita da universitario del protagonista che fatica a trovare la sua strada verso l'età adulta e a mantenere la sua integrità mentale quando deve affrontare "perdite" irrecuperabili. Bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello e profondo, introspettivo

    Ho regalato questo libro a mia cognata e a mia nipote ma non lo avevo ancora letto. Me lo sono fatto prestare per questa estate e l'ho portato con me al mare. E' un libro da assaporare, non è da lettu ...continua

    Ho regalato questo libro a mia cognata e a mia nipote ma non lo avevo ancora letto. Me lo sono fatto prestare per questa estate e l'ho portato con me al mare. E' un libro da assaporare, non è da lettura veloce e leggera, ogni pagina lascia traspirare pensieri, emozioni, sentimenti, un modo di riflettere e di ragionare che rapisce, forse lontano dai canoni occidentali e per questo ancora più interessante da scoprire.
    Le ultime 20 pagine rimandavo a leggerle, non volevo finirlo perché mi sarebbe mancata quella stupenda ambientazione che riesce a ricreare con le descrzioni.
    E' da leggere consapevoli di affrontare qualcosa di nuovo.

    ha scritto il 

  • 5

    Vita e morte non sono poi così distanti come si penserebbe. È quello che scopre, giovanissimo, Watanabe Tōru. Si potrebbe dire che viviamo su un confine non ben definito tra le due. Ed è la prossimità ...continua

    Vita e morte non sono poi così distanti come si penserebbe. È quello che scopre, giovanissimo, Watanabe Tōru. Si potrebbe dire che viviamo su un confine non ben definito tra le due. Ed è la prossimità all'una o all'altra che sembra distinguere normalità da "imperfezione".
    Qualcuno, come Naoko, incapace di resistere al richiamo della fine, si rifugia in una sorta di limbo. E il suo distacco dal mondo inizia, significativamente, con l'incapacità di comunicare. Le parole fuggono da lei e, per quanto cerchi di afferrarle, sono sempre un passo avanti. Sa quali sono quelle giuste, ma non riesce più a dirle.
    Altri, come Tōru, si immergono in un'esistenza ordinata e programmata, in cui nulla è lasciato al caso e i pensieri vengono tenuti a bada. I problemi nascono quando, con i ritmi lenti della domenica, solitudine e dubbi si accentuano. Ma alla fine per lui quello che conta è fare la cosa giusta, lasciandosi vivere senza abbandonarsi alla vita.
    Altri, come Midori, sono la vita stessa, pulsante, carne e sangue, pensieri espressi senza finzioni, occasioni prese al volo nella consapevolezza che il momento va colto e vissuto.
    Una colonna sonora, citazioni letterarie e cinematografiche occidentali, una Tokio immensa e disumanizzante, la bellezza dei paesaggi, una narrazione lucida, come lo consente la distanza temporale dai fatti, sono gli altri elementi che mi hanno fatto amare questo romanzo. Norwegian Wood è molto più di una semplice storia d'amore e di formazione, è una riflessione profonda e coinvolgente sul senso della vita e dei sentimenti.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho avuto la fortuna di averlo letto in estate tra una spiaggia e l'altra. È un carino libro estivo. Sicuramente non noioso nel suo stile di scrittura ma oltre a questo non c'è niente. Lo stile c'è, l' ...continua

    Ho avuto la fortuna di averlo letto in estate tra una spiaggia e l'altra. È un carino libro estivo. Sicuramente non noioso nel suo stile di scrittura ma oltre a questo non c'è niente. Lo stile c'è, l'argomento no. La sua consistenza è come un bicchiere d'acqua fresca, al momento può anche darti un certo sollievo ma dopo poco non rimane più nulla.

    ha scritto il 

  • 1

    La pesantezza

    Forse è da peccato mortale.. ma PESANTE PESANTE PESANTE.
    Ci ho provato, ma questo modo di essere inconcludenti non fa per me. Stare a guardare i fiorellini che cadono dagli alberelli mi fa innervosire ...continua

    Forse è da peccato mortale.. ma PESANTE PESANTE PESANTE.
    Ci ho provato, ma questo modo di essere inconcludenti non fa per me. Stare a guardare i fiorellini che cadono dagli alberelli mi fa innervosire. Pure parecchio.
    Ne consegue che la mia sarà una recensione forse impietosa e immeritata, visto l'autore tanto osannato, ma la letteratura giapponese e dintorni non la capisco.
    Non lo reputo neanche un esercizio di stile, perche sarebbe una bestialità.

    ha scritto il 

  • 5

    Malinconia

    L'ho appena finito di leggere e dopo tanta malinconia mi ha lasciato un buon sapore, il sapore della vita che va avanti nonostante tutto.
    Come anche altri libri che ho letto in questo periodo, anche q ...continua

    L'ho appena finito di leggere e dopo tanta malinconia mi ha lasciato un buon sapore, il sapore della vita che va avanti nonostante tutto.
    Come anche altri libri che ho letto in questo periodo, anche questo mi ha dato degli insegnamenti:
    -non ci sono certezze , non si può mai sapere quando una cosa finisce o quando comincia
    la vita va vissuta comunque , morire è fermare la vita ...perchè?
    non c'è un'età "dell'amore" e ci sono tanti tipi di amore
    Non bisogna mai aver paura di vivere la felicità e il dolore fino in fondo.
    Il dolore e l'amore non sono misurabili.

    ha scritto il 

  • 2

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal te ...continua

    Norwegian wood
    Prima di provare a scrivere qualche pensiero sulla mia lettura avevo deciso di rileggere “Il giovane Holden” di Salinger, del quale ho ricordi estremamente piacevoli ma sbiaditi dal tempo. Ho scoperto che non ho più il libro: deve essere rimasto in qualche periodo della mia vita passata. Avevo meno di venticinque anni quando lo lessi e adesso che ho finito il mio primo Murakami ne ho ben più di cinquanta. Queste considerazioni non sono marginali. Avessi letto Tokyo blues (Norwegian wood) appena uscito sarei stato più giovane di ora.
    Il giovane protagonista Watanabi mi sarebbe stato più simapatico. Immagino che nella sua vita futura sarà diventato, magari, un ottimo “Stoner” a prescindere dal finale (aperto) di Norwegian wood.
    Sia lui che io, che Holden, che Stoner si darebbe un po’ meno rilievo al problema di dove vadano a finire le papere quando gelano gli stagni.
    Altra cosa fatta, tra la lettura e queste poche parole, è stata prendere informazioni sia sul web che tra amici lettori sul libro e, soprattutto, sul suo autore. Ricordo bene, almeno nelle ultime due occasioni a Stoccolma, il disappunto di molti sul fatto che – per l’ennesima volta – Murakami non avesse vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ho provato a capire.
    Pare che questo libro, da molti giudicato comunque eccezionale, sia atipico nella produzione del suo autore; meno onirico e molto meno giapponese. Nel leggerlo io mi ero continuamente trovato a fantasticare di Giappone, di paesaggi altri rispetto ai nostri, di differenti maniere di percorrere la vita, dell’ossequio alle buone maniere e a certe forme (Watanabi che non cammina al fianco di Naoko ma la segue a pochi passi) ma, a quanto pare, così facendo non ho colto quanto questo romanzo sia occidentale. C’è comunque poco da scherzare su Murakami perché è un astro della letteratura contemporanea mondiale: occorre evitare commenti da Ragionier Ugo dopo la proiezione del film di Ejzenstejn.
    Che dire dunque? Parlare di un protagonista solo come un cane, privo di legami parentali di qualsiasi genere, che ci racconta di essersi interfacciato solo con stereotipi di giovani e tutti affetti da personalità non normali non è sempliice. Il personaggio più “normale” è Reiko Ikeda: una insegnante di musica internata in un centro per malattie mentali.
    Tutti gravemente depressi o esaltati: alcuni si uccidono (per cause non del tutto chiarite).
    Nel descrivere l’opera si legge che “Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi”.
    Tutti gravemente depressi o esaltati: alcuni si uccidono (per cause non del tutto chiarite).
    Nel descrivere l’opera si legge che “Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi”.
    Non potrei giurare che il protagonista Watanabi sia entrato vittorioso nell’età adulta e non ci è dato di sapere se sia rimasto se stesso (per quel poco che sappiamo di lui). Lo immagino certamente come qualcuno che abbia continuato a leggere e a leggere bene.
    Di certo non è un grande romanzo sull’adolescenza: non è un grande romanzo e neppure una grande storia.

    Aggiornamento recensione di agosto 2015
    alla fine ho riletto "Il giovane Holden" di Salinger, nella traduzione di Anna Mari del 1961 (quella storica che lo ha reso famoso in Italia. Ne parlerò altrove. Analogo amore per la lettura tra Holden e Watanabi ed entrambi giovani e dropout a loro insaputa. L'irrequietezza di Holden ha una marcia in più e non ci stanno discussioni. Watanabi si vive addosso.
    Dove vadano le papere quando gelano i laghetti non è la domanda del millennio: lo ho scoperto e ne ho le prove.
    Almeno, però, Holden Caulfield da giovane voleva essere l'acchiappatore di ragazzi nel campo di segale e salvarli dal burrone e - se ci riflettete - fa la differenza.

    ha scritto il 

  • 3

    atmosfera favolosa e introspettiva ma lettura lenta

    Personalmente sono stata attratta dal titolo, che si rifa a una canzone dei Beatles, e per quanto riguarda i riferimenti musicali non ha deluso.
    Se cercate una lettura veloce, rimandate il vostro inco ...continua

    Personalmente sono stata attratta dal titolo, che si rifa a una canzone dei Beatles, e per quanto riguarda i riferimenti musicali non ha deluso.
    Se cercate una lettura veloce, rimandate il vostro incontro con Murakami e puntate su qualcos'altro, ma se avete voglia di calarvi completamente in un libro questo é quello che fa per voi. Sin dalle prime pagine mi sembrava di essere in Giappone, di camminare fianco a fianco con Watanabe e di vedere i capelli di Naoko ondeggiare davanti a noi. Sul modo di descrivere personaggi, situazioni e soprattutto paesaggi di Murakami mi viene in mente solo una parola: favoloso. Peccato che la storia sia a tratti lenta, in particolare quando il protagonista é lontano dalla sua amata Naoko, come se lo scrittore fosse davvero ispirato da questa splendida ragazza e si ravvivasse solo parlando di lei.
    La storia è abbastanza triste e l'atmosfera, al di là delle descrizioni favolose, é molto introspettiva; i personaggi sono tutti molto particolari e sinceri e, nonostante non mi sia rivista in nessuno di loro, mi hanno reso la lettura più interessante. Le sensazioni che mi ha lasciato sono molto contrastanti ma credo che complessivamente ne valga la pena.

    ha scritto il 

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