Tokyo blues

Norvegian Wood

Di

Editore: Feltrinelli

4.2
(20711)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 334 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Russo , Catalano , Francese , Svedese , Lettone , Sloveno , Olandese , Croato , Danese , Coreano , Finlandese , Polacco , Ceco

Isbn-10: 880770045X | Isbn-13: 9788807700453 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Amitrano

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Tokyo Blues è il Bildungsroman della letteratura giapponese di fine millennio.In una storia d'amore ambientata alla fine degli anni Sessanta dal protagonista Toru Watanabe, rivissuta a vent'anni di distanza in un lungo flash backsi compie l'educazione sentimentale di un adolescente e il suo apprendistatoalla vita adulta. La memoria e l'oblio si contendono il passato di Toru. Unica alleata della memoria è la scrittura. Murakami offre nel libro un tributoalla cultura pop da lui amata: sono citati brani musicali dei Beatles, deiRolling Stones, di Bill Evans e Burt Bacarach. Questi riferimenti sono iltentativo di storicizzare la memoria di un'atmosfera che già si confonde colmito, disponendo lungo il fluire dei ricordi una serie di pietre miliari.
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  • 2

    Primo approccio andato male

    Recensione #26

    Sarò controcorrente, ma ammetto che questo primo Murakami da me intrapreso, non è piaciuto affatto. Avevo letto su di lui e sulle sue opere bellissime parole, che purtroppo mi ritrovo a ...continua

    Recensione #26

    Sarò controcorrente, ma ammetto che questo primo Murakami da me intrapreso, non è piaciuto affatto. Avevo letto su di lui e sulle sue opere bellissime parole, che purtroppo mi ritrovo a dover smentire. Personaggi piatti e statici, progressione lenta degli eventi, stile di scrittura fin troppo crudo per i miei gusti. Ho dato due stelline e non una perchè, in fin dei conti, sono riuscita a concludere il romanzo senza intoppi e soprassedendo alla voglia di saltare alcune pagine. Probabilmente Murakami è uno di quegli autori che, senza via di mezzo, lo si ama o lo si odia. Non so se deciderò di dargli un'altra possibilità.

    ha scritto il 

  • 2

    Fatica

    E' il quinto libro di Murakami che leggo...e ho fatto davvero fatica (molta) per finirlo. Forse l'aspettativa era troppo alta (fuorviata dai super commenti positivi che accompagnano il libro). Scrittu ...continua

    E' il quinto libro di Murakami che leggo...e ho fatto davvero fatica (molta) per finirlo. Forse l'aspettativa era troppo alta (fuorviata dai super commenti positivi che accompagnano il libro). Scrittura sempre magnifica non c'è che dire ma oltre a questo il libro non mi ha proprio preso. Peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    “Eravamo vivi, e l’unica cosa a cui dovevamo pensare era continuare a vivere.”

    Tanta gente, città affollate, università, ristoranti, bar e altri locali pubblici, luoghi dove in qualsiasi parte del mondo sciamano migliaia di persone che cercano di darsi da fare nel gran circo del ...continua

    Tanta gente, città affollate, università, ristoranti, bar e altri locali pubblici, luoghi dove in qualsiasi parte del mondo sciamano migliaia di persone che cercano di darsi da fare nel gran circo della vita, affannandosi a vivere nella maniera a loro più congeniale, ma purtroppo priva, forse, dei più elementari contatti umani.
    È questo lo scenario nel quale agiscono i protagonisti di questo romanzo di Murakami che, pur muovendosi in un teatro affollatissimo, sono in realtà pochi, forse a significare, tristemente, che anche nella vita reale, le persone che contano veramente per noi alla fine non sono poi molte.
    È comunque veramente scioccante come questo scrittore arrivi a trattare il vuoto esistenziale che è forse uno dei mali endemici dell’uomo di ogni epoca, la profonda apatia e il distacco, dalle cose che regolano la vita di tutti i giorni, che portano quasi sempre a conclusioni imprevedibili.
    Murakami ambienta la storia in Giappone, ma i riferimenti letterari, musicali e le varie citazioni sono prevalentemente europee o americane, è un richiamo preciso ad una cultura giapponese, per quanto tangibile, difficilmente adattabile alle nuove generazioni di un paese ormai perfettamente occidentalizzato, che condivide con gli altri anche i mali tipici della sociètà, compresi i vari disagi esistenziali.
    È una lettura che lascia il segno, i personaggi sono umanissimi nei loro difetti, lo scenario dipinto con vigorosa realtà e il tutto reso con una scrittura magistrale che nella sua semplicità risulta magnetica, senza mai cadute di stile e sempre focalizzata sul tema principale della storia.
    Dire che è un romanzo introspettivo è, secondo me, limitante, Murakami non indaga gli uomini e i loro caratteri, compresi i vari risvolti psicologici, qui quello che viene indagato è l’uomo in una delle sua paure più ancestrali che sia la pesantezza della vita o la paura di non farcela, o quella cosa inspiegabile, meglio propriamente chiamata: il male di vivere…

    ha scritto il 

  • 4

    Bisogna aver pazienza

    Bella carrellata di personaggi, soprattutto femminili e grande scandaglio nei recessi più profondi e incomprensibili dell'animo umano. Però a volte Murakami abusa della pazienza dei suoi lettori che f ...continua

    Bella carrellata di personaggi, soprattutto femminili e grande scandaglio nei recessi più profondi e incomprensibili dell'animo umano. Però a volte Murakami abusa della pazienza dei suoi lettori che forse preferirebbero evitarsi le 10 inutili pagine della descrizione di un paesaggio visto dai finestrini di un bus o lo stato di nausea del protagonista per le numerose curve della strada. Ma almeno 250 delle 376 pagine sono veramente notevoli

    ha scritto il 

  • 2

    Sostieni di avere una storia da raccontare? Allora raccontala!

    Sarò breve perché ho già perso una considerevole quantità di tempo su questo libro.
    Anzitutto, le due stelle sono: una per lo stile di scrittura, effettivamente raffinato, e una per la capacità di des ...continua

    Sarò breve perché ho già perso una considerevole quantità di tempo su questo libro.
    Anzitutto, le due stelle sono: una per lo stile di scrittura, effettivamente raffinato, e una per la capacità di descrivere paesaggi e luoghi in genere, particolarmente evocativa.
    Lo sconsiglio in ogni caso perché un libro di 374 pagine deve avere di più da dire. Il problema centrale è la mancanza di spessore e dei personaggi e della storia. Manca cioè la caratterizzazione degli innumerevoli soggetti che pullulano il romanzo (infine occasioni mancate dato il considerevole numero di temi trattati, e per dire i maggiori: la morte, la malattia, il suicidio) che risultano quindi personaggi del tutto superficiali e odiosi (non so se ho odiato di più Reiko o Hatsumi), e la storia, inconsistente visto che per tutto il romanzo il protagonista ed i suoi compari non fanno altro che bere, mangiare e, in buona sostanza, aspettare che passi il tempo.
    Io mi sono accodata a loro, aspettando che finisse questa noia. Delusione assoluta!

    ha scritto il 

  • 0

    Che gran voglia di mangiare biscotti...^_______^

    "Cerca di pensare che la vita è una scatola di biscotti. [...] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a p ...continua

    "Cerca di pensare che la vita è una scatola di biscotti. [...] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a prendere subito tutti quelli buoni, poi rimangono solo quelli che non ti piacciono. È quello che penso sempre io nei momenti di crisi. Meglio che mi tolgo questi cattivi di mezzo, poi tutto andrà bene. Perciò la vita è una scatola di biscotti. "

    ha scritto il 

  • 4

    Norwegian Wood

    A mio parere il migliore di Murakami, molto bello, un viaggio tra gli adolescenti che vivono emozioni e turbamenti così diversi da noi..interessante lettura!!

    ha scritto il 

  • 1

    A volte ci si lascia influenzare dall'opinione generale e si fa fatica a discostarsene, quasi si rischiasse di commettere una sorta di sacrilegio. Così è stato per me che, finalmente, trovo il coraggi ...continua

    A volte ci si lascia influenzare dall'opinione generale e si fa fatica a discostarsene, quasi si rischiasse di commettere una sorta di sacrilegio. Così è stato per me che, finalmente, trovo il coraggio di dire che Murakami sia un autore molto molto sopravvalutato. Piena di grandi aspettative, tempo fa ho letto 1q84 che mi ha tiepidamente coinvolta; ora ho da poco finito N. W. e non mi è per niente piaciuto.Se non fosse per il livello della scrittura, per il tema della morte( che per la verità rimane sullo sfondo) e per l'ambientazione in una affascinante Tokyo fine anni '60, la trama mi farebbe pensare ad un romanzo rosa, con relative pruriginose scene di sesso. Come l'ultima, del tutto gratuita: un finale davvero brutto, anche per un libro così mediocre.

    ha scritto il 

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