Tokyo decadence

Di

Editore: Mondadori

3.1
(329)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8804529059 | Isbn-13: 9788804529057 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Y. Otake , M. Fiocca

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
In una Tokyo in piena decadenza, giovani schiave del sesso a pagamento tentanodi conservare un briciolo di dignità tra un incontro erotico e l'altro. Tuttociò che trovano, però, è umiliazione, perversione, brutale sopraffazionefisica e il più assoluto vuoto emotivo e sentimentale. Non ci sono tracce diumanità nella capitale giapponese, e l'unica via di fuga è riposta nelpassato, nel ricordo di un'infanzia spensierata che diventa una mitica etàdell'oro, o nella disperata e vana ricerca del vero amore. Nelle pagine diquesto libro il ritratto spietato e lucidissimo di ua degradate discesa agliinferi collettiva, sullo sfondo di una metropoli alienante che riduce lepersone a semplici corpi, strappando loro l'anima.
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  • 3

    Piccole fioche lanterne, nel buio della nostra decadenza

    Mi aspettavo, anche con insana curiosità, un tasso di degrado e morbosità oltre i limiti, donne prive (per scelta o costrizione) della propria dignità in un contesto di grande squallore morale, e che ...continua

    Mi aspettavo, anche con insana curiosità, un tasso di degrado e morbosità oltre i limiti, donne prive (per scelta o costrizione) della propria dignità in un contesto di grande squallore morale, e che fosse sopratutto il loro.

    E invece, con sorpresa, le donne di Ryu Murakami nella loro semplicità primitiva sono di una profonda bellezza naturale, nella migliore tradizione giapponese. Sono fragili e tenere, a volte introverse e un poco smarrite pur sapendo dove andare e cosa fare, solitarie ma anche solidali tra loro, appassionate e devote con i loro amori segreti che non le meritano, a volte loro malgrado sessualmente coinvolte al di là del libero arbitrio della ragione, come succede a tutti noi.

    Trovano senza malignità propria una dimensione tollerabile per se stesse e poi, negli spazi concessi, malamente tollerata nel mondo che le circonda. E quello si, invece, è maligno e decadente, travolto e imputridito dalla sua noia di vivere che solo forme di potere personale e immorale, come quello sui remissivi (fosse anche solo per soldi), possono forse appena attenuare. Ma non per molto, il loro (e nostro) percorso sulla via del degrado non può essere interrotto.

    ha scritto il 

  • 2

    ....Mah....

    Sarò sincera, mi aspettavo un must della letteratura giapponese come si preannunciava dagli articoli letti in merito ma è stato tutto il contrario. Brevi capitoletti che raccontano storie senza nesso ...continua

    Sarò sincera, mi aspettavo un must della letteratura giapponese come si preannunciava dagli articoli letti in merito ma è stato tutto il contrario. Brevi capitoletti che raccontano storie senza nesso logico tra loro, brevi stralci di vita, infimi, senza logica, senza principi. Una cruda esplicitazione del volgarismo più abietto praticato dai giapponesi nelle stanze private dei grandi alberghi. Nulla che mi abbia colpito o invogliato a riflettere......solo una realtà marcia al di sotto delle apparenze con una fine sconclusionata al seguito.

    ha scritto il 

  • 2

    Un Murakami decadente

    Libro non riuscito, stile che non brilla e occasione persa; peccato perchè poteva uscirne una storia interessante vista la "fantasia" trasgressiva dell'autore.

    ha scritto il 

  • 1

    Lasciate perdere

    Abbandonato dopo i primi racconti.
    C'è poco da dire: stile freddo e vicende narrate noiose. Per il vero degrado, meglio i vari Bukowski, Welsh e Palahniuk.

    Non leggetelo.

    ha scritto il 

  • 0

    Terribilmente noioso....povere prostitute "rotte" a tutto, passano attraverso tutta la serie di possibili violenze e depravazioni ( che poi sono sempre le stesse), rifugiandosi in luoghi perduti della ...continua

    Terribilmente noioso....povere prostitute "rotte" a tutto, passano attraverso tutta la serie di possibili violenze e depravazioni ( che poi sono sempre le stesse), rifugiandosi in luoghi perduti della fantasia e della infanzia. Ci si poteva trarre un racconto, qua c'è ne sono ben dodici , tutti uguali....se dovrebbero suscitare orrore e sdegno morale , riescono solo a far desiderare di avere già finito il libro,,.... Repetita, qua, non iuvant ...

    ha scritto il 

  • 1

    Ryu Murakami,conosciuto da me anche come Murakami II,ci racconta in questo "libercio" 12 racconti di baldracche seviziate da perversi clienti.Naturalmente,il sequel non è mai bello quanto l'originale. ...continua

    Ryu Murakami,conosciuto da me anche come Murakami II,ci racconta in questo "libercio" 12 racconti di baldracche seviziate da perversi clienti.Naturalmente,il sequel non è mai bello quanto l'originale.Di conseguenza questo Murakami scrive da cani a confronto dell'altro Murakami e questo non è un buon punto di partenza.Io francamente non so cosa si siano letti quelli della Mondadori ma qua non c'è nessuna baldracca redenta che viene salvata dall'amore per un pirla.Ci sono solamente 11 baldracche più l'attrice che ha partecipato al film "Tokyo Decadence" che poi alla fine si converte al baldracchesimo.Le storie sono completamente asettiche,non danno nulla e quindi di conseguenza passano come un articolo di cronaca vera che vengono letti ma alla fine che te resta?Lo sgomento della perversione?L'annichilimento di donne che subiscono violenza senza farsi delle domande?No, qua c'è solo il nulla più assoluto.Il problema è che non si parteggia per nessuno.Nel senso che le prostitute sono delle persone abiette che né riflettono sulla loro condizione,né si pentono o altro,non c'è una riflessione alla base e di conseguenza,se il fine è sconvolgere;siamo molto lontani dall'obiettivo.Io almeno non l'ho trovato per nulla sconvolgente (probabilmente a suo tempo avrà sconvolto due parucconi giapponesi anche un pò democristiani).L'unica cosa che vi sconvolgerà sono le risate che vi farete leggendo stè porcate,risate un pò amare forse perché del resto ve la siete comprata sta roba.Stilisticamente mi ricorda molto 100 colpi di cazzo...della nostra Melissa p.,quella chiavica di Leroy e lo squallore della Kunehara.Chi si aspetta una critica anche un pò retorica sulla società giapponese,non la troverà.Se vi aspettate un affresco decadente alla Mishima,statene alla larga.L'unica "Decadence" é la caduta di palle del lettore;il resto é noia.

    ha scritto il