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Tokyo killers

Di

Editore: Panini Comics - Planet Manga

3.5
(71)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8865892935 | Isbn-13: 9788865892930 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Esistono storie senza compromessi, da raccontare davanti a un bicchiere di whisky mentre in sottofondo un blues dà voce alla malinconia di vite spezzate. Esistono storie senza redenzione che narrano esistenze sprofondate nella disperazione. È la tradizione più pura del fumetto noir, dell’hard boiled americano. Eppure una delle migliori prove di questo filone fumettistico arriva da Jiro Taniguchi e Natsuo Sekikawa in un’antologia di racconti brevi del 1986 con quaranta pagine a colori. Per la regia impeccabile dello storytelling, per la perfezione dei testi, per la suggestione delle inquadrature, Tokyo Killers è una pietra miliare dell’arte sequenziale.
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  • 2

    L'unica cosa da segnalare in "Tokyo killers", certamente una delle opere minori di Taniguchi, è la definizione della malinconia, in postfazione, ad opera di Marco Cecini.
    "La malinconia è la gioia di sentirsi tristi, la consapevolezza dolente per lo scorrere del tempo, una sorta di rammaric ...continua

    L'unica cosa da segnalare in "Tokyo killers", certamente una delle opere minori di Taniguchi, è la definizione della malinconia, in postfazione, ad opera di Marco Cecini.
    "La malinconia è la gioia di sentirsi tristi, la consapevolezza dolente per lo scorrere del tempo, una sorta di rammarico per la fugacità della vita. Ma ciò implica che proprio il fatto di ricordare con malinconia qualcosa, di desiderare ciò che ancora non si è trovato, altro non è che la riprova di essere vivi. vivere un'emozione, anche dolorosa, come parte integrante della vita, e provare gioia, commozione e gratitudine verso l'esistenza".

    ha scritto il 

  • 5

    Brevi incontri

    Leggere un'opera di Taniguchi significa significa aprire una porta, sedersi e lasciare che il silenzio si impadronisca di noi. I suoi fumetti sono una sorta di traduzione del silenzio stesso in immagini (ricordate "L'uomo che cammina"...) ed evocano lontananza, nostalgia, mistero, anche quando si ...continua

    Leggere un'opera di Taniguchi significa significa aprire una porta, sedersi e lasciare che il silenzio si impadronisca di noi. I suoi fumetti sono una sorta di traduzione del silenzio stesso in immagini (ricordate "L'uomo che cammina"...) ed evocano lontananza, nostalgia, mistero, anche quando si accostano ai temi materiali e sanguinosi del noir occidentale. Tutto l'enigma del Giappone si concentra nei personaggi di questi racconti, nelle loro scelte e nei loro drammi, anche se agiscono a Parigi o a Caracas. E poi ci sono le donne... ci si può innamorare delle donne di Taniguchi. Per amanti della poesia, in ogni sua forma.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimi ed estremamente "cinematografici", i racconti di Tokyo Killers esprimono sia lo spirito noir a cui magari il pubblico occidentale è più abituato, sia la malinconia e la filosofia che possiamo trovare nelle più classiche storie "nipponiche".
    Una nota di personale apprezzamento per ...continua

    Bellissimi ed estremamente "cinematografici", i racconti di Tokyo Killers esprimono sia lo spirito noir a cui magari il pubblico occidentale è più abituato, sia la malinconia e la filosofia che possiamo trovare nelle più classiche storie "nipponiche".
    Una nota di personale apprezzamento per il tratto: solo apparentemente semplice, mi suscita sempre un che di nostalgico... sigh
    Non ho gradito moltissimo l'edizione, ma Taniguchi vale sempre la pena.

    ha scritto il 

  • 2

    Raccolta di storie noir, banali e ripetitive. Un volume non degno di rientrare nella collezione delle opere del maestro Taniguchi, probabilmente perchè non sceneggiato da lui stesso.

    ha scritto il 

  • 3

    sicuramente finora il volume per me meno bello della Taniguchi Collection. L'hard-boiled già non mi piace, in più si sente molto il fatto che lo scrittore e sceneggiatore non è Taniguchi stesso. Tre stelle infatti fondamentalmente per il disegno e alcune finezze visive.

    ha scritto il