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Tolstoy or Dostoevsky?

By

Publisher: Faber and Faber

4.2
(65)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0571116264 | Isbn-13: 9780571116263 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature

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Book Description
This critical analysis of the two great masters of the Russian novel provides detailed plot summaries of the authors' works and draws on references to Homer, Shakespeare, Flaubert, Zola and Henty in order to illustrate the themes. George Steiner has also written "Language and Silence", "The Death of Tragedy", "After Babel", "In Bluebeard's Castle" and "Real Presences - Is There Anything in What We Say?".
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  • 5

    Steiner ha il dono di condurti nel mare magnum della letteratura di ogni tempo come se ci fossero delle autostrade. Maneggia autori, temi, testi come un prestidigitatore. Qui i due giganti della letteratura messi a confronto in una sorta di duello da cui un vincitore esce senza troppi nascondimen ...continue

    Steiner ha il dono di condurti nel mare magnum della letteratura di ogni tempo come se ci fossero delle autostrade. Maneggia autori, temi, testi come un prestidigitatore. Qui i due giganti della letteratura messi a confronto in una sorta di duello da cui un vincitore esce senza troppi nascondimenti. E, paradossalmente, è il più debole.

    said on 

  • 5

    Per chi ama Tolstoj e Dostoevskij (e magari, segretamente o meno, parteggia per uno dei due) questo libro è quello che un parco giochi è per un bambino che ha voglia di giocare. Wow.

    said on 

  • 4

    Tolstoj e Dostoevskij

    L’ho preso per il titolo: Tolstoj o Dostoevskij.
    Quella “o” in libreria fu per me irresistibile, e sono sicuro che sembrerà irresistibile a quanti adorano Tolstoj “e” Dostoevskij.


    Le tesi estetica è interessante, intelligente e ben documentata e spiegata: Tolstoj è uno scrittore “omerico” ...continue

    L’ho preso per il titolo: Tolstoj o Dostoevskij. Quella “o” in libreria fu per me irresistibile, e sono sicuro che sembrerà irresistibile a quanti adorano Tolstoj “e” Dostoevskij.

    Le tesi estetica è interessante, intelligente e ben documentata e spiegata: Tolstoj è uno scrittore “omerico”, Dostoevskij un artista “drammatico”; entrambi sono accomunati dal fatto di essere pensatori profondamente religiosi; entrambi sono grandi a dismisura e ad un livello incomparabile rispetto agli scrittori europei del loro tempo; ed entrambi sono grandi proprio perché profondamente religiosi.

    Ma la tesi finale sulla differenza di pensiero tra i due (quella ”o” del titolo appunto) è posta ad un livello di nettezza tale che finisce forse per essere falsa: Tolstoj sarebbe uno scrittore e pensatore religioso e cristiano che però in ultima analisi è infinitamente meno cristiano di Dostoevskij, persino quasi un uomo privo di fede se si paragona il suo approccio razionale e sociale rispetto all’innamoramento perduto e incondizionato di Dostoevskij per Cristo. Tolstoj sarebbe una sorta di Grande Inquisitore che rinnega Cristo per realizzare le idee di Cristo. Tolstoj avrebbe in sé già tutto intero i germi del nichilismo sperimentale del bolscevismo che bussava già alle porte della storia e che Dostoevkij aveva profeticamente avvistato, annunciato e condannato.

    E’ vero che Tolstoj fu un convertito “razionale” e Dostoevskij un convertito mistico. E’ vero che Tolstoj segue una prospettiva morale universale che comprende Cristo ma anche Confucio, Buddha, e che in fondo sembrò apparentemente indifferente alla domanda se Cristo fosse Dio o un uomo come gli altri, ed è vero che invece Dostoevskij guardò solo a Cristo e lo guardò solo come l’Emanuele.

    Ma mi pare che Steiner, lasciandosi affascinare troppo da quella "o” del titolo, si lasci sfuggire il punto fondamentale: che entrambi gli scrittori vissero ed operarono orientandosi in modi diversi verso una medesima sorgente di luce, e che tutti e due la giudicarono grande, talmente grande da metterla al centro della loro opera. Mi pare che Steiner non indaghi a sufficienza che cosa sia quel pensiero e sentimento religioso che accomuna questi due grandi, e che li confronti l’un l’altro in modo tutto sommato astratto, quasi prescindendo da quella luce che li riguardò entrambi. La “o” del titolo c’è nella misura di una “e” che Steiner forse si perde un po’ troppo per strada. Comunque un libro interessante per chi è stato folgorato da Tolstoj "e" Dostoevskij.

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  • 4

    Ho apprezzato molto i primi capitoli in cui Steiner esplicita il senso e l'obiettivo che secondo lui deve avere la critica letteraria.
    Mi piace sempre quando chi esamina, valuta, interpreta un testo dichiara il proprio metodo di lavoro ed i suoi parametri di riferimento.


    Ho apprezzato mo ...continue

    Ho apprezzato molto i primi capitoli in cui Steiner esplicita il senso e l'obiettivo che secondo lui deve avere la critica letteraria. Mi piace sempre quando chi esamina, valuta, interpreta un testo dichiara il proprio metodo di lavoro ed i suoi parametri di riferimento.

    Ho apprezzato molto anche le pagine in cui Steiner parla dell'analogia che secondo lui esiste tra "il secolo d'oro" della letteratura americana e "il secolo d'oro" della letteratura russa e delle differenze tra queste due letterature e quella dell'Europa negli stessi anni.

    Effettivamente sono pagine che mi hanno fatto riconsiderare l'insieme del panorama letterario russo (più in generale slavo), americano (più in particolare statunitense) ed europeo dell' '800 da un'angolazione che non avevo mai considerato.

    Per quanto mi riguarda, tutte le opere di Steiner (per me, il suo capolavoro assoluto rimane "Babele"), mi arricchiscono e mi danno sempre qualcosa.

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  • 5

    Straordinario saggio di critica letteraria su Tolstoj e Dostoevskij, la dicotomia dello spirito e della letteratura russa. Avvincente come un romanzo e documentato come un grande saggio critico, da leggere per comprendere megli lo spirito della letteratura russa e di un popolo

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  • 5

    Premetto che consiglio questo libro solo a coloro che hanno letto molto di Dosto&Tolsto (d’altra parte mi è estremamente difficile immaginare qualcuno non appartenente a tale categoria avvicinarsi a questo libro!).
    “La critica letteraria dovrebbe scaturire da un debito di amore … Nel momento in ...continue

    Premetto che consiglio questo libro solo a coloro che hanno letto molto di Dosto&Tolsto (d’altra parte mi è estremamente difficile immaginare qualcuno non appartenente a tale categoria avvicinarsi a questo libro!). “La critica letteraria dovrebbe scaturire da un debito di amore … Nel momento in cui deponiamo il libro non siamo più quelli che eravamo prima di leggerlo”. Il libro inizia così, ed è un inizio che racchiude magnificamente il senso dell’intera opera. L’autore illumina per noi i segreti dei due titanici autori ottocenteschi e in ogni sua parola si sente, prepotentemente, la spinta generosa, la voglia di diffondere la conoscenza di D&T. La produzione della coppia russa è sterminata e non può certo essere esaurita in poco più di trecento pagine ma a mio parere tutti i punti fondamentali sono toccati con grande abilità e intelligenza.

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  • 2

    «Quando chiudiamo un libro non siamo più quelli che eravamo prima di leggerlo». George Steiner
    Questa è l'intuizione più semplice ma incredibilmente vera che si può avere alla fine di una lettura.
    Il saggio di Steiner è sicuramente un interessante punto di vista, soprattutto per la figura di Dos ...continue

    «Quando chiudiamo un libro non siamo più quelli che eravamo prima di leggerlo». George Steiner Questa è l'intuizione più semplice ma incredibilmente vera che si può avere alla fine di una lettura. Il saggio di Steiner è sicuramente un interessante punto di vista, soprattutto per la figura di Dostoevskij, perché egli a differenza di Tolstoij è un autore maggiormente complesso. Rimane comunque un angolo di visuale da completare con altri.

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  • 4

    Letteratura di giganti

    Comunque ci conducano i nostri gusti, qualunque siano le nstre preferenze letterarie, in tutto questo non potrà mai mancare un riferimento a questi due grandi autori del'epopea del romanzo ottocentesco. Tutti i caratteri del romanzo moderno: il senso drammatico della storia collettiva e individua ...continue

    Comunque ci conducano i nostri gusti, qualunque siano le nstre preferenze letterarie, in tutto questo non potrà mai mancare un riferimento a questi due grandi autori del'epopea del romanzo ottocentesco. Tutti i caratteri del romanzo moderno: il senso drammatico della storia collettiva e individuale, i conflitti sociali, le riflessioni indviduali (ciò che poi sarà chiamato flusso della coscienza), le passioni estremizzate a massima purezza o sordida meschinità, in questi due autori sono presenti nell loro opere quasi come un vademecum necessario per i romanzieri successivi.
    Steiner pone a confronto, associa, con grande slancio e capacità critica, le opere e le vite dei due romanzieri russi fornendoci un necessario strumento per comprendere quella grande stagione della letteratura che ebbe vita in Russia.

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