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Tom Jones

By

Publisher: Orion Publishing Co

3.9
(590)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Portuguese , Catalan

Isbn-10: 0753823969 | Isbn-13: 9780753823965 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Book Description
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  • 0

    Un misero omaggio al Magnifico

    Ecco che mi accingo a dire qualcosa di questo immenso capolavoro...ben misera cosa per la verità, ben misero il mio modesto tentativo. Niente potrei scrivere che omaggi abbastanza un Grande, un Maestro, un uomo che è stato il padre spirituale del romanzo inglese e che ha insegnato al mondo l'uti ...continue

    Ecco che mi accingo a dire qualcosa di questo immenso capolavoro...ben misera cosa per la verità, ben misero il mio modesto tentativo. Niente potrei scrivere che omaggi abbastanza un Grande, un Maestro, un uomo che è stato il padre spirituale del romanzo inglese e che ha insegnato al mondo l'utilizzo di una delle più potenti armi mai messe a punto contro la stupidità, la meschinità, l'ipocrisia e la cattiveria umana: l'ironia.
    Questo Gran Maestro già all'inizio di questo suo capolavoro presenta il suo libro come una portata, una pietanza, ed ecco che abbiamo un magnate anziano, ma ingenuo, un giovane audace facile preda del vizio, ma in fondo buono, vecchie zitelle acide, uno squire un po' troppo focoso, una donzella bella che sviene facilmente,e poi una schiera di ipocriti, ladri, bugiardi, avidi, il tutto condito dall'ironia, da sagacia, da giusti moniti e critiche.
    Ora vorrei parlare dei capitoli che introducono ogni libro; troppo spesso questi vengono ingiustamente considerati noiosi, visti come luunghe digressioni intrise di moralità e di concetti/idee/opinioni che ai contemporanei possono sembrare datati, inutli, ma IN VERITA' VI DICO che sono una parte essenziale del romanzo, sono bellissimi, eccezionali e tanto possono insegnare ancora oggi nel 2014 a tutti noi, ma soprattutto è qui, in questi capitoli che lo spirito di Fielding (ma che dico! Dell'Inghilterra vittoriana!!!) si esprime in tutta la sua grandezza! Ma tutto questo lo si comprende appieno solamente con una seconda lettura, perchè la trama di questo romanzo è così meravigliosamente avvincente e perfetta, che ogni sua interruzione, anche fatta a ragion veduta dal Maestro (non chiamerò MAI Fielding "autore"), può sembrare ingiusta. Così spesso e volentieri si leggono superficialmente e velocemente perchè non si vede l'ora di sapere che fine a fatto il Tom Jones, o Sofia!
    Ben pochi, ben pochi romanzi possono raggiungere un livello così alto; qui non troverete il teatro di marionette della Fiera delle Vanità, qui non troverete la boria di Ritratto di Signora...Qui c'è La Natura Umana, o almeno il tentativo di un uomo, di un Magnifico appunto che la dipinge con sagacia, ironia, e giusta critica.
    Signori, a voi anobiani mi rivolgo. Se non avete letto ancora questo immenso libro, fatelo. Non ve ne pentirete.

    said on 

  • 4

    Cosa posso dire a riguardo di questo libro?
    Un gran mattone, senza dubbio, 820 pagine di situazioni a volte esilaranti, a volte assurde; al personaggio di Sofia si potrebbe dare l'appellativo di Mary Sue (per chi non sapesse cosa significhi ecco il link di wikipedia con la spiegazione http: ...continue

    Cosa posso dire a riguardo di questo libro?
    Un gran mattone, senza dubbio, 820 pagine di situazioni a volte esilaranti, a volte assurde; al personaggio di Sofia si potrebbe dare l'appellativo di Mary Sue (per chi non sapesse cosa significhi ecco il link di wikipedia con la spiegazione http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Sue), il lieto fine è sicuramente banale ma...direi che un lettore che prenda in mano questo genere di libri sa già cosa aspettarsi nell'epilogo.

    Personalmente mi è piaciuto, mi ha tenuto compagnia per parecchi giorni e mi sono divertita e a tratti commossa nella lettura, magari il volume è un pò troppo prolisso ma non lo considero un demerito, si tenga conto che, anche se in italia è stato finito di stampare nel 1997, il romanzo è stato scritto e pubblicato nel 1749, quindi in un epoca con ben pochi svaghi rispetto a quelli che la società del 2014 ci offre, tra cui lo svago della lettura, soprattutto nei mesi invernali, quindi è ovvio che Fielding non abbia lesinato particolari ed incluso situazioni che omettendo avrebbero accorciato di gran lunga il libro. Interessanti e riflessivi anche gli interventi di Fielding ad inizio capitolo, che, come dice lo scrittore stesso, fanno prendere una pausa dalla storia al lettore affaticato. Se ambientazioni passate e storie d'amore lunghe e tragiche piacciono al lettore questo scritto non annoierà ci certo, sprattutto l'ultima parte dove si può dire che finiscono le avventure di Jones e Sofia per entrare nel vivo della storia che condurrà al finale e ttto verrà rivelato.
    Insomma, lettura piacevole.

    said on 

  • 4

    Spassoso e brillante questo romanzo dal sapore picaresco e avventuroso il cui intreccio fa sì che i rami secondari e il corso principale della storia si incastrino perfettamente in un congegno quasi geometrico, perciò anche un po' scontato.
    Il modo di dipingere certi personaggi e l'umorismo ...continue

    Spassoso e brillante questo romanzo dal sapore picaresco e avventuroso il cui intreccio fa sì che i rami secondari e il corso principale della storia si incastrino perfettamente in un congegno quasi geometrico, perciò anche un po' scontato.
    Il modo di dipingere certi personaggi e l'umorismo fanno capire quanto Jane Austen lo apprezzasse e l'influenza è evidente negli esperimenti giovanili dove le vicende abbozzate ricalcano lo schema di un groviglio di ostacoli e errori che piano piano finiscono per sciogliersi e risolversi.

    said on 

  • 4

    4stelline

    Non avendo studiato letteratura inglese a scuola, nessuno mi ha tolto il piacere di avvicinarmi a Tom Jones. ho letto recensioni di anobidi fiaccati dalla lettura di tale "Pamela" immagino imposta dagli insegnanti. invece a me é andata bene e mi sono goduta il romanzo-per ora il primo libro-cosí ...continue

    Non avendo studiato letteratura inglese a scuola, nessuno mi ha tolto il piacere di avvicinarmi a Tom Jones. ho letto recensioni di anobidi fiaccati dalla lettura di tale "Pamela" immagino imposta dagli insegnanti. invece a me é andata bene e mi sono goduta il romanzo-per ora il primo libro-cosí come me la sono spassata con il Conte di Montecristo. Una bella pausa dalla fuffa contemporanea.
    A me comunque m'hanno rovinato precocemente Brecht, Handke, Kafka e pure i promessi sposi

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  • 5

    Progressista a sua insaputa?

    Il Tom Jones di Fielding raramente è ricordato come uno dei capolavori della letteratura universale. Eppure, leggendolo, si capisce presto di essere di fronte ad uno dei testi che hanno segnato un punto di svolta, che hanno posto le basi del romanzo borghese moderno come lo abbiamo conosci ...continue

    Il Tom Jones di Fielding raramente è ricordato come uno dei capolavori della letteratura universale. Eppure, leggendolo, si capisce presto di essere di fronte ad uno dei testi che hanno segnato un punto di svolta, che hanno posto le basi del romanzo borghese moderno come lo abbiamo conosciuto nel corso del XIX secolo, pur essendo un testo peculiarmente inglese.
    Un romanzo di questo genere non poteva infatti che essere scritto nella Gran Bretagna della prima metà del XVIII secolo, ossia nel paese allora più avanzato del mondo, nel quale la coesistenza di una borghesia mercantile egemone e di una aristocrazia che aveva saputo cedere parte del proprio potere a fronte della conservazione di privilegi formali stava ponendo le basi della prima rivoluzione industriale.
    E' in una società in rapido cambiamento, nella quale tutti i valori tradizionali vengono messi in dubbio dall'avanzare inesorabile della logica dell'accumulazione che il Tom Jones viene scritto dal grande conservatore Henry Fielding. Il libro registra perfettamente questa temperie sociale e culturale, disegnandone un godibilissimo affresco attraverso le avventure giovanili del protagonista. L'autore è perfettamente conscio che nella società in cui vive il male maggiore è il conformismo, il restare ancorati a schemi mentali e culturali del passato, e disegna chi se ne fa portatore come un idiota o un ipocrita. In questo senso si può dire, secondo me, che Fielding si rivela, forse suo malgrado (a sua insaputa, si direbbe nell'Italia di oggi) uno scrittore progressista.
    Tom è un bastardo, di natali incerti, che cresce nella casa del “buon” gentleman di campagna Allworthy, che lo tratta come un figlio. Giunto alla prima giovinezza, dopo avere avuto la propria iniziazione sessuale con una ragazza del popolo, si innamora, segretamente ricambiato, della bella Sophia, figlia di un gentleman vicino di Allworthy. Le calunnie di un nipote legittimo di quest'ultimo lo faranno però cacciare di casa e bandire dal padre di Sophia: Tom inizia una peregrinazione per l'Inghilterra meridionale che lo porterà ad imbattersi in numerose persone e ad avere numerose avventure, anche amorose (è un bel ragazzo), sempre però pensando alla sua Sophia ed essendo combattuto tra il desiderio di rivederla, di farla sua e la decisione di andarsene lontano per non nuocerle. Non svelo il finale perché naturalmente contiene numerosi colpi di scena.
    Fielding è innanzitutto un grandissimo narratore: interviene continuamente in prima persona nella storia per esprimere giudizi, porre questioni, suscitare una sorta di dibattito tra sé e il lettore su quanto sta accadendo, e tutto questo con una capacità straordinaria di mantenere il ritmo, di avvincere e di interessare, che ancora oggi stupisce e contribuisce alla assoluta modernità del romanzo. Il tono del narrare è leggero ed ironico, con una buona dose di satira sociale incardinata su alcuni dei personaggi principali e secondari, come il padre di Sophia, gretto, interessato solo alla caccia e al patrimonio e pronto a fare l'infelicità della figlia in nome del suo amore per lei; oppure come i due istitutori Thwackum e Square, il primo paradigma dell'ipocrisia religiosa e il secondo di quella della morale laica, entrambi incapaci di tolleranza. Le loro dispute filosofiche sono una delle perle del libro.
    E' proprio la tolleranza, o meglio la necessità di comprendere la complessità e le sfaccettature del carattere umano e di indulgere verso le sue debolezze che Fielding ci vuole insegnare. Tra i personaggi del Tom Jones, quelli a cui l'autore guarda con occhio più benigno sono quelli (a partire da Tom) che non hanno certezze, che si pongono interrogativi ed hanno dubbi, che si mostrano per quello che sono. Viceversa, Fielding non risparmia i suoi strali a chi si fa portatore di principi inflessibili ed in genere è invece ipocrita o applica una doppia morale a seconda che si tratti di sé o degli altri.
    In definitiva, la mia opinione è che il Tom Jones assommi tutte le caratteristiche del capolavoro, perché è al contempo capace di descrivere un ambiente sociale, di presentare dei tipi umani universali, di divertire e di far riflettere.
    Un secolo dopo, la grande lezione di Fielding sarebbe stata imparata dal miglior Dickens. Al tempo della pubblicazione, invece, il libro fu accusato di immoralità, e ciò non deve stupire, perché sicuramente la morale che se ne trae ha caratteri ancora oggi eversivi rispetto a quella corrente, e contiene elementi disgregatori delle certezze e dei modelli che la società costituita ritiene indispensabili per la sua perpetuazione.
    Un ultimo appunto a proposito dell'edizione Feltrinelli che ho letto: la traduzione di Decio Pettoello, così d'antan, contribuisce a dare al testo una patina di antico che quesi fa pendant con la freschezza del romanzo, creando un azzeccato mix d'atmosfera. Bella anche l'introduzione di William Empson, che ha il pregio di essere frutto della cultura d'origine del testo: ci svela alcuni dei meccanismi narrativi di Fielding, anche se a mio avviso accentua troppo la chiave “psicologica” di interpretazione del romanzo.

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  • 3

    Finalmente l'ho terminato!
    Lettura faticosa, troppo descrittivo, inutilmente lungo... Ma è un classico e lo stile narrativo in fondo non è male. Sicuramente lo avrei preferito dimezzato.

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  • 5

    Gnam gnam! i bei romanzi de 'na 'olta.


    Fielding si riconferma il miglior romanziere inglese del XVIII sec. Altro che De Foe, altro che Richardson. Forse Sterne se la gioca alla pari. Ironico, geniale, mai noioso, sarcastico, satirico, serio quando serve, maestro di vita. Che il gene ...continue

    Gnam gnam! i bei romanzi de 'na 'olta.

    Fielding si riconferma il miglior romanziere inglese del XVIII sec. Altro che De Foe, altro che Richardson. Forse Sterne se la gioca alla pari. Ironico, geniale, mai noioso, sarcastico, satirico, serio quando serve, maestro di vita. Che il genere di vita di cui era maestro fosse sbagliato non è, ovviamente, colpa sua. Tom Jones l'umanissimo eroe. Nel senso che incarna sì il modello perfetto di uomo, kalós kai agathós, bello e buono, ma è anche partecipe delle debolezze e dei vizi umani. Tom l'umanissimo eroe, insomma, che si destreggia tra l'immanente ipocrisia del genere umano (chiaramente il romanzo è specificatamente inglese, ma mi sento di generalizzare), tra la follia, tra la cattiveria e la stupidità. Il tutto accompagnato da un pinzimonio di comicità che, esagero tantissimo, fa sorridere anche il lettore del futuro, abituato a Enrico Papi e Colorado Café. Mi ha lasciato un po' perplesso uno strano accanimento da parte dell'autore nei confronti della donna. Però, ragazze, non prendetevela. Contestualizzate, e pensate che Fielding, dopotutto, non era uno dei peggiori. E del resto nemmeno i maschietti fanno una troppo bella figura.

    Insomma... 5 stelle meritate. Considerando vieppiù che è uno di quei romanzi vecchi di 250 anni snobbati a favore dei vari Follett e Coelho.

    said on