Tommaso Moro

Il primato della coscienza

Di

Editore: Paoline Editoriale Libri

4.0
(1)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 313 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8831536753 | Isbn-13: 9788831536752 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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    "...non piangere, margherita, fiorellino mio..."

    Rivisitazione, in forma autobiografica, della vita e del pensiero di Tommaso Moro, politico e umanista, uomo di lettere e avvocato, Cancelliere di stato durante il regno di Enrico VIII. Si oppose al d ...continua

    Rivisitazione, in forma autobiografica, della vita e del pensiero di Tommaso Moro, politico e umanista, uomo di lettere e avvocato, Cancelliere di stato durante il regno di Enrico VIII. Si oppose al divorzio del re e agli eventi che segnarono gli inizi della Chiesa anglicana, per cui fu accusato di tradimento, incarcerato nella Torre di Londra e decapitato nel 1535.
    Il libro si divide in 4 capitoli dedicati alle 4 stagioni che segnano le tappe fondamentali della vita di Tommaso Moro: la giovinezza, la maturità, il tempo della scelta definitiva e il tempo del dolore e della fedeltà estrema al primato della coscienza.
    L'autrice utilizza un artificio letterario che ricorda "Memorie di Adriano", facendo parlare il Cancelliere che dal carcere, poche ore prima di morire, rivede la sua vita, espone il suo pensiero e testimonia la sua fede e la sua coerenza.
    A differenza, però, del libro della Yourcenar, questo è a volte lento e pesante, a volte ripetitivo, con qualche refuso e qualche errore di punteggiatura.
    Il personaggio emerge comunque in tutto il suo spessore.
    Commovente la pagina in cui si rivolge alla figlia Margaret:
    "Non piangere, Meg, perchè non andiamo verso la notte, ma verso il giorno. Fra poche ore, e grazie al tuo amore, mi solleverò da questo patibolo, di nuovo felice, e le mie braccia torneranno a essere forti, come quando ti cullarono la prima volta, come quando ti lanciavano in aria e ti riprendevano, soave farfallina. Non piangere, piccolina mia, e cerca di dormire quest'ultima notte della vita di tuo padre; non piangere, margherita, fiorellino mio, e sogna i bei momenti delle nostre vite, la tua manina infantile nella mia, la tua mano di donna posata sul mio braccio.
    Domani, ora, prestissimo ormai, comincia per me l'eternità e là, figlia, ti aspetterò; quelli che per te saranno anni, per me risulteranno solo un istante. Sii paziente, Meg, perchè la vita è sempre breve e senza che te ne renda conto, all'improvviso, arriverà quel domani e ti troverai sulla mia sponda e allora le tue lacrime si asciugheranno e allora, di nuovo, bimba piena di risate, di latino, di orazioni, profumata di piante raccolte nei boschi, fanciulla dagli occhi grigi baciata in fronte da Minerva, allora Meg, cammineremo insieme e io e te comprenderemo tutto e tutto ci comprenderà.
    Sarai l'ultimo pensiero della testa di tuo padre prima che venga tagliata e perciò, bambina saggia, non piangere più. Abbi cura di me, Meg, abbi cura di me anche se sarò morto e aspettami guardando le stelle, bagnandoti nel fiume, ripetendo il mio nome in segreto ai tuoi figli, insegnando loro a coltivare un giardino. E dormi, questa notte, scoiattolino mio, colombella mia; asciuga le tue lacrime e dormi. Perchè domani, il nostro domani, Meg, non è lontano".
    L'autore di "L'Utopia" è stato proclamato patrono dei governanti e dei politici da Giovanni Paolo II, nel 2000.

    ha scritto il