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Tonio Kröger

I grandi romanzi, 23

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera (I grandi romanzi, 23)

3.8
(1316)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 125 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Giapponese , Spagnolo

Isbn-10: A000030824 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Rosa Azzone Zweifel

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Teens

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Descrizione del libro
Scritto nel 1903, il racconto è la storia del lento pervenire del giovane Kröger alla coscienza della propria diversità dai coetanei. In una condizione di totale isolamento la sua sensibilità si dibatte nell'antinomia tra origini borghesi e attrazione per l'arte. Il contrasto fra arte-malattia da un lato e borghesia-normalità dall'altro - matrice della poetica di Thomas Mann - si manifesta nel silenzioso idillio con Ingeborg Holm e nell'incompresa amicizia per Hans Hansen: le due figure che costituiranno per sempre i limiti della solitudine e della gelosia di Tonio. Questo difficile equilibrio viene vissuto con drammatica inquietudine tra Lubecca, dove il giovane scrittore è nato e si è formato, e Monaco, dove diventerà celebre, senza sedare del tutto le proprie angosce. Suppl. al "Corriere della Sera" www.universalia.135.it
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  • 5

    I libri di Thomas Mann sono Belli, belli con la B maiuscola, di quella bellezza che non esiste più. Una bellezza che è scomparsa con le feste nelle grandi sale eleganti dove uomini e donne si ...continua

    I libri di Thomas Mann sono Belli, belli con la B maiuscola, di quella bellezza che non esiste più. Una bellezza che è scomparsa con le feste nelle grandi sale eleganti dove uomini e donne si fronteggiavano in due file contrapposte, per poi avvicinarsi ed allontanarsi con passi a cui tutti erano stati istruiti fin da giovani. Una bellezza scomparsa assieme all'usanza d'inchinarsi per salutare, ai tanti convenevoli formali che però, almeno a leggerli nei romanzi, facevano sembrare tutti così raffinati ed eleganti. Questo è il secondo racconto che leggo di Thomas Mann, il primo è stato La morte a Venezia (lettura ulteriormente suggestiva perché fatta pochi giorni prima di partire per la città in cui è ambientato) e né nell'uno né nell'altro riesco a trovare una virgola fuori posto. Tutto è così perfetto, così equilibrato e pulito. E' come un quadro di Raffaello o di Tiziano, di cui non puoi far altro che ammirare la bellezza.

    Ma di cosa parla Tonio Kröger? Si tratta di un racconto fortemente autobiografico, il cui protagonista è uno scrittore affermato che paga il prezzo del proprio successo con la solitudine. Potremmo dire che il racconto è composto da tre tappe: si apre con un Tonio ancora quattordicenne, che già sente una forte spaccatura che lo divide dai compagni – lui che scrive versi, ama le arti e adora Schiller, loro che si dedicano quasi soltanto agli sport e alla vita all'aria aperta; emblematica è una passeggiata fatta con un compagno dall'uscita di scuola e verso casa. Il compagno si chiama Hans Hansen e Tonio prova per lui un sentimento che va oltre l'amicizia. Il solo sapere di avere un appuntamento con lui per tornare a casa lo rende eccitato e felice per tutta la mattina e lo scoprire invece che Hans l'aveva dimenticato lo fa precipitare nella delusione, ma basta il semplice fatto che Hans liquidi gli altri compagni per tornare a casa assieme a Tonio per essere di nuovo felice. Quando sono soli non hanno molto di cui parlare, eppure Tonio vorrebbe condividere con lui tutto ciò che sa, e vorrebbe essere come lui per quanto lo ammira, e vorrebbe che Hans provasse lo stesso interesse nei suoi confronti. Poi però vengono intercettati da un altro compagno, che come Hans prende lezioni di equitazione, ed ecco che Tonio è di nuovo escluso e costretto al silenzio dalla distanza che lo separa da loro e dal loro mondo. Nella seconda “tappa” l'amore di Tonio si è spostato verso una ragazza, la bellissima e aggraziatissima Ingeborg Holm, che incontra alle lezioni di ballo, durante le quali non riesce a non guardarla intensamente e a non desiderare con tutto il cuore che lei si accorga di lui. Cosa che ovviamente non succede. Nella terza “tappa” Tonio è ormai adulto, ha lasciato da tempo i luoghi dell'infanzia e assieme a questi si è lasciato dietro anche Hans, Ingeborg e le delusioni che hanno inflitto al suo cuore. E' una parte forse meno lirica, ma senz'altro interessantissima per le riflessioni che Tonio scambia con Lisaweta Iwanowna, una sua amica pittrice. Con lei parla soprattutto di cosa voglia dire essere un artista ed in particolar modo cosa voglia dire esserlo per lui:

    «Non parli di “professione”, Lisaweta Iwanowna. La letteratura non è una professione o una vocazione, ma una maledizione se proprio volete saperlo. E quando incomincia a farsi sentire, questa maledizione? Presto, terribilmente presto. In un tempo in cui si avrebbe tutto il diritto di vivere ancora in pace e armonia con Dio e con gli uomini. Si incomincia a sentirsi segnati, ad avvertire un incomprensibile contrasto con gli altri, i comuni e gli ordinari, e l'abisso di ironia, incredulità, opposizione, di conoscenza e di sentimento che separa dagli altri diventa sempre più profondo, si è soli, e sa questo momento non è più possibile alcuna intesa. (...)»

    Tonio decide poi di partire, ha bisogno di cambiare aria e, dopo un'invettiva in cui dichiara di esser stanco dell'Italia e di non volerci più mettere piede, spiega di voler tornare nei luoghi della sua infanzia per poi spingersi fino in Danimarca. Nella sua vecchia città si muove come un turista, riconoscendo persone che non lo riconoscono, entrando nella vecchia casa paterna diventata una grande biblioteca. Se questa non fosse una dose sufficiente di nostalgia e tristezza, in Danimarca Tonio viene messo ancor più a dura prova: incontra Hans Hansen ed Ingeborg Holm, mano nella mano, belli come nella sua memoria se non di più.

    Questo racconto mi è piaciuto ancor più de La morte a Venezia, sia per la storia narrata che per le riflessioni che contiene. Molti discorsi mi sono vicini, più di un episodio aveva il sapore di qualcosa che ho vissuto in prima persona, ma credo che se questo vale per me valga in realtà un po' per tutti: del resto le grandi opere rimaste nel tempo son grandi proprio per questo, la capacità di rendere universale un'esperienza personale. Chi non ha mai provato una grande ammirazione per qualcuno che non ricambiava l'interesse? Chi non si è mai trovato a fare i conti, in qualche modo, col proprio passato? Chi non ha mai desiderato di farlo appositamente, proprio per poter dire: “è passato”? E' un racconto di circa 75 pagine e non leggerlo è un vero peccato. Io, dal canto mio, ho intenzione di leggere quanto più possibile della produzione di Mann, un autore che mi sembra fare con le parole quel che facevano un tempo i grandi pittori sulle tele. Ho iniziato da queste opere più brevi, ma non vedo l'ora di accostarmi a quelle più corpose, come La montagna incantata e I Buddenbrook. Voi, intanto, recuperate Tonio Kröger e discutiamone.

    ha scritto il 

  • 5

    Il maestro della scrittura.

    Ci sono fin troppi autori che posso definire, secondo i miei gusti, geniali, perfetti, capaci. Thomas Mann è al vertice.

    Mi sorprende sempre nel profondo costatare la capacità narrativa e ...continua

    Ci sono fin troppi autori che posso definire, secondo i miei gusti, geniali, perfetti, capaci. Thomas Mann è al vertice.

    Mi sorprende sempre nel profondo costatare la capacità narrativa e stilistica del grande autore tedesco. Scrivere di un tema così pesante e saggistico in un modo romanzato perfetto ed equilibrato è stata una sorpresa.

    Tonio e il suo rapporto con la creatività, con il concetto di arte e di artista in un modo disgustosamente imborghesito. Tonio e la ricerca del bello, della Forma hegeliana, che quasi ci ricorda quella estenuante ricerca di Von Aschenbach ne "La Morte a Venezia". Una ricerca rappresentata dall'ambiguità sessuale, dal suo 'amore' per Hans e per Ingeborg, quasi ossessivo. L'eremitismo dell'artista contemporaneo, l'aridità tematica e il rinnovamento letterario.

    E' un racconto breve e piacevole, tipico per i temi manniani, ma non per questo poco sostanzioso. Thomas Mann è una garanzia, una certezza culturale.

    ha scritto il 

  • 0

    su Kröger, e certe strade.

    Estemporanea, quel che fu dopo.

    Primo mattino, il due del mese. Tonio Kröger poggiato alla finestra, piega la testa lo sguardo irrisolto seminato in giardino [Se un pensiero ti tormenta lo trovi ...continua

    Estemporanea, quel che fu dopo.

    Primo mattino, il due del mese. Tonio Kröger poggiato alla finestra, piega la testa lo sguardo irrisolto seminato in giardino [Se un pensiero ti tormenta lo trovi espresso dappertutto, lo respiri anche nel vento. Vernice e profumo di primavera, non è vero? Arte e — sì, cos'è il resto?

    La serenità, mia cara, è un tempo, non un luogo. Dice: "Vuole che Le racconti di nuovo la storia? Ma la supplico, non prenda per letteratura quel che Le sto dicendo!"

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro del mio cuore

    L'edizione con testo tedesco a fronte e' straordinaria. La mia vita passata ad osservare la leggerezza del mondo degli 'occhiazzurri' si riflette nei pensieri di Tonio e, con lui, dell' adorato ...continua

    L'edizione con testo tedesco a fronte e' straordinaria. La mia vita passata ad osservare la leggerezza del mondo degli 'occhiazzurri' si riflette nei pensieri di Tonio e, con lui, dell' adorato Thomas Mann. Un racconto formativo, profondo, sincero, sofferto. La migliore opera di Thomas Mann insieme al Doktor Faustus.

    ha scritto il 

  • 3

    le nostalgie dell'artista Mann

    Compatto racconto lungo nel quale Mann esprime l'inquietudine del giovane, ma in effetti quello che gli interessa è il ruolo dello scrittore nella società: diverso ed escluso dai suoi simili nella ...continua

    Compatto racconto lungo nel quale Mann esprime l'inquietudine del giovane, ma in effetti quello che gli interessa è il ruolo dello scrittore nella società: diverso ed escluso dai suoi simili nella società, compatito dagli artisti come borghese smarrito. Restano pagine efficaci per simbologie e nostalgie, anche se le memoires restano un campo più ostico e Mann risolve con romanticismi un po' tardi.

    ha scritto il 

  • 3

    tre stelle e mezzo

    "pensò a quello che avrebbe potuto dire; ma non trovò il coraggio di dirlo. era come sempre; non l'avrebbero capito ,avrebbero ascoltato sconcertati le sue parole. poichè la loro lingua non era la ...continua

    "pensò a quello che avrebbe potuto dire; ma non trovò il coraggio di dirlo. era come sempre; non l'avrebbero capito ,avrebbero ascoltato sconcertati le sue parole. poichè la loro lingua non era la sua." la mia vita in due pensieri

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo la trama di questo libro mi è sembrato di leggere la mia vita, non ho potuto fare a meno di comprarlo. Un bel romanzo, anche se troppo corto purtroppo.

    "Io sto tra due mondi, di cui nessuno ...continua

    Leggendo la trama di questo libro mi è sembrato di leggere la mia vita, non ho potuto fare a meno di comprarlo. Un bel romanzo, anche se troppo corto purtroppo.

    "Io sto tra due mondi, di cui nessuno e' il mio, e per questo la mia vita e' un po' difficile".

    ha scritto il 

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