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Tonio Kröger - La morte a Venezia - Cane e padrone

Di

Editore: Garzanti

4.0
(344)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000097833 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Philosophy

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Descrizione del libro
I tre racconti più ammirati del grande scrittore: una turbata e sofferta iniziazione alla vita e alla letteratura; una disperata e simbolica storia di decadimento; l'affettuosa e ironica descrizione dei rapporti tra uomo e natura.
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  • 4

    "Un borghese smarrito"

    Tonio Kroger

    "In quanto certuni sono costretti a smarrirsi, perchè una via giusta per essi non esiste affatto".
    L'esistenza di Tonio Kroger è un ossimoro già dal suo nome, che tradisce la sua origine in parte mediterranea e in parte tedesca: è come una condanna a rimanere sosp ...continua

    Tonio Kroger

    "In quanto certuni sono costretti a smarrirsi, perchè una via giusta per essi non esiste affatto".
    L'esistenza di Tonio Kroger è un ossimoro già dal suo nome, che tradisce la sua origine in parte mediterranea e in parte tedesca: è come una condanna a rimanere sospeso tra la pesantezza malinconica nordica e la leggerezza sensuale italica.
    Dopo un inizio molto malinconico e terreno, in cui già Tonio percepisce l'impossibilità di allinearsi alle persone comuni che attraversano la sua vita, la scelta che gli rimane è quella della letteratura. Una scelta tormentata che lo porta continuamente ad interrogarsi sulla natura e sulle finalità dell'arte in sè e soprattutto sull'inadeguatezza e l'incompiutezza del suo ruolo di scrittore.
    Un viaggio verso i suoi luoghi natali sarà l'occasione non solo per riconciliarsi con la natura composita della sua nascita, ma anche con alcuni fantasmi del suo passato, verso i quali non si è mai sopito il desiderio e l'attrazione.

    "Ma il mio amore più segreto e più profondo è per i biondi, per quelli dagli occhi azzurri, per i fortunati, per gli amabili e i mediocri. Non biasimi quest'amore, Lisaveta: è buono e fecondo. Di desiderio è fatto, e d'invidia malinconica e d'un pochino di disprezzo e di una grande beatitudine casta".

    ha scritto il 

  • 0

    I.

    Si è svegliato e si è detto adesso vado all'
    aeroporto e me ne vado o a Rodi o a Cracovia

    così mentre lavava le sue guance dove l'acqua
    riposa come il sole tra le nubi tutto felice pensava

    a Rodi (kalè emèra) e a Cracovia (gute Reise). Però
    poi si è detto ...continua

    I.

    Si è svegliato e si è detto adesso vado all'
    aeroporto e me ne vado o a Rodi o a Cracovia

    così mentre lavava le sue guance dove l'acqua
    riposa come il sole tra le nubi tutto felice pensava

    a Rodi (kalè emèra) e a Cracovia (gute Reise). Però
    poi si è detto mentre schizzava in bici che forse il tedesco

    a Cracovia non è una buona idea.
    Allora ha pensato a una parola in polacco e non gli è venuto

    in mente niente. Ma io, si è chiesto, io lo so il polacco?

    II.
    L'ultimo testo registrato nell'ultimo studio sul teatro
    inglese, Einaudi 2013 copertina nera, è un lavoro di

    S. Kane. Al mattino vien la gioia, dice la ragazza, ma
    non sempre.

    III.

    Un viaggio, su. Ma non tra le tigri.

    ha scritto il 

  • 2

    Mann mi stanca

    A differenza dei suoi coevi e connazionali, la scrittura di Mann mi ha deluso: nella forma e nella sostanza, ho notato la stanchezza di un tema e di uno stile vecchio, disarmato, inattuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Tonio Kroger
    Tonio ha un'enorme potenziale artistico ed una sensibilità fuori dal comune che lo portano ad essere un ragazzino bizzarro, con interessi distanti da quelli dei suoi coetanei e, quindi, emarginato. Non riesce a stringere rapporti di amicizia tantomeno rapporti sentimentali con ...continua

    Tonio Kroger
    Tonio ha un'enorme potenziale artistico ed una sensibilità fuori dal comune che lo portano ad essere un ragazzino bizzarro, con interessi distanti da quelli dei suoi coetanei e, quindi, emarginato. Non riesce a stringere rapporti di amicizia tantomeno rapporti sentimentali con una donna.
    Tuttavia egli ha il dono dell'arte al quale sacrificherà tutta la sua vita! Ma la sacrifica per l'arte fine a se stessa o per avere, grazie ad essa, rispetto da parte degli altri? Per quegli altri con i quali non riesce a vivere a causa dell'arte e che vede così diversi da lui?
    Questo romanzo breve è un piccolo gioiello di lucida introspezione.
    La morte a Venezia
    Il personaggio è uno scrittore anziano ormai affermato rimasto vedovo che d'improvviso sente l'impulso di viaggiare e che decide dunque di andare a Vanezia.
    A Venezia incontrerà Tanzio, un ragazzino polacco di 14 anni che, per lo scrittore, rappresenta il proprio ideale di bellezza classica, greca, una musa verso la quale egli aspira. Lo scrittore inizia a seguire il ragazzo, la bellezza, ovunque e arriva persino a sfidare l'epidemia che scoppia a Venezia pur di rimanere vicino al suo ideale di bellezza. Morirà su una sdraio osservando il ragazzino fare il bagno nel lido.
    Ma qual è il significato di tutto ciò? Vale la pena seguire certi canoni di bellezza, certi ideali, anche se si va incontro alla morte? Da essi non è possibile scappare. Lo scrittore ci ha provato ma è subito tornato indietro. Quindi ne val la pena o si è inesorabilmente spinti verso di essi senza speranza di salvarsi?
    Cane e padrone
    Racconto molto descrittivo che parla del rapporto tra cane e padrone. Belli i passaggi dell'addozione del cane e della caccia. Lunghe ed abbastanza noiose le descrizioni del parco in cui si svolge la scena.
    Bello il messaggio finale, il cane vede un cacciatore che abbatte un'oca, animale che ha lui sfugge, il cacciatore sarebbe un padrone decisamente migliore del proprio che non sa cacciare, tuttavia egli segue il proprio padrone e, dopo un breve periodo, il suo amore per il padrone rinasce.

    ha scritto il 

  • 2

    Pur sforzandomi, non riesco a capire alcune riflessioni contenute in "Tonio Kröger"; La morte a Venezia è un gradevole racconto con alcuni buoni spunti; Cane e padrone è un inutile sproloquio sul nulla scritto solo per motivi narcisistici.

    ha scritto il 

  • 2

    Mann e Ghoete, due facce della letteratura classica

    Se la recente lettura de Le affinità elettive di Goethe aveva accarezzato il sempre presente rimpianto per la letteratura classica, frequentata caparbiamente durante i miei vent'anni e poi abbandonata definitivamente per quella contemporanea, Mann mi ha invece ricordato che una parte di qu ...continua

    Se la recente lettura de Le affinità elettive di Goethe aveva accarezzato il sempre presente rimpianto per la letteratura classica, frequentata caparbiamente durante i miei vent'anni e poi abbandonata definitivamente per quella contemporanea, Mann mi ha invece ricordato che una parte di quella letteratura classica da me tanto amata, se riassaporata oggi -dopo due decenni di letture contemporanee- può risultare sgradevolissima.
    Thomas Mann, infatti, nato oltre un quarto di secolo dopo Ghoete, sembra figlio dell'ancien regìme, ovvero nato un secolo prima della sua nascita anagrafica:

    I protagonisti di Tonio Kroger e di Morte a Venezia (racconto che per altro avevo già letto e completamente obliato) hanno un Io immenso, Superlativo, Aristocratico, che neppure sfiora il mare denso dei comuni mortali, i quali risultano infallibilmente masse di servi, buffoni o adulatori; protagonisti, tanto Kroger che Aschenbach, eccessivi nell'estasi d'amore e stima sperticata per se stessi e per il loro inestimabile valore, tanto da risultarne tormentati; una esagerazione che risulta tanto più stucchevole dal momento che non e' neppure sfiorata dall'ironia.

    C'è poi l'illegibilità della prosa, che mi auguro sia addebitabile, almeno in parte, alla traduzione di Salvatore Tito Villari. Basterebbe riportare come citazione una delle innumerevoli frasi -contenute particolarmente in Tonio Kroger- che, occupando metà pagina, sono costellate da una punteggiatura costituita di sole virgole, le quali vogliono formare qui elenchi, li ritmano la lettura e altrove indicano un inciso; interminabili frasi nelle quali i termini aviti abbondano (pochi sono piacevoli, molti fanno perdere il filo), affiancati da termini ricercatissimi, quando non anche da citazioni in altre lingue.

    Personalmente poi non ho certo gradito i monologhi noiosi e insulsi di Kroger, e neppure l'assunto per il quale l'amore -o se non altro il desiderio che scaturisce dalla visione della bellezza- sia una malattia che destabilizza l'individuo -finanche il più onesto e probo, come è Aschembach- fino ad ucciderlo, come può fare solo un morbo orrendo e letale: morale che sembra scaturire da Morte a Venezia.

    Ho trovato invece gradevole l'esercizio descrittivo di Cane e padrone -particolarmente la prima parte- per chi, come me, ha avuto come compagno un cane. Ciò tuttavia senza la dietrologia presente nella critica introduttiva di Giorgio Cusatelli.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è il primo libro di Mann che leggo, contiene tre grandi opere dell'autore e mi sono fatto un'idea. Sono partito bene con Tonio Kroger, devo dire che in certi capitoli mi sono pure identificato col personaggio. Dei tre è sicuramente il racconto che ho gradito di più sia per il suo stile sco ...continua

    Questo è il primo libro di Mann che leggo, contiene tre grandi opere dell'autore e mi sono fatto un'idea. Sono partito bene con Tonio Kroger, devo dire che in certi capitoli mi sono pure identificato col personaggio. Dei tre è sicuramente il racconto che ho gradito di più sia per il suo stile scorrevole che per il significato della storia. La Morte a Venezia, tanto rinomato, mi ha fatto perdere il filo più volte nel tentativo di seguire i ragionamenti di Von Aschenbach, lo stile è troppo "tedesco", descrittivo all'inverosimile e poco scorrevole. Idem per Cane e Padrone, dopo un inizio promettente mi sono perso nella descrizione della campagna dove il protagonista porta il cane a cacciare e l'ho trovato piuttosto noioso. Il voto che ho dato è una media fra i tre racconti.

    ha scritto il