Too Much Happiness

By

Publisher: Vintage

3.9
(795)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , Swedish , French , Chi traditional

Isbn-10: 0099552442 | Isbn-13: 9780099552444 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Library Binding , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Brilliantly paced, lit with sparks of danger and underlying menace, these are dazzling, provocative stories about Svengali men, and radical women who outmanoeuvre them, about destructive marriages and curdled friendships, about mothers and sons, about moments which change or haunt a life. Alice Munro takes on complex, even harrowing emotions and events, and renders them into stories that surprise, amaze and shed light on the unpredictable ways we accommodate to what happens in our lives. A wife and mother, whose spirit has been crushed, finds release from her extraordinary pain in the most unlikely place. The young victim of a humiliating seduction (which involves reading Housman in the nude) finds an unusual way to get her own back and move on. An older woman, dying of cancer, weaves a poisonous story to save her life. Other stories uncover the 'deep holes' in marriage and their consequences, the dangerous intimacy of girls and the cruelty of children.
The long title story follows Sophia Kovalevsky, a late nineteenth-century Russian emigree and mathematical genius, as she takes a fateful winter journey that begins with a visit to her lover on the Riviera, and ends in Sweden, where she is a professor at the only university willing to hire a woman to teach her subject. Munro's unsettling stories turn lives into art, expand our world and our understanding of the strange workings of the human heart.
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  • 4

    È il primo libro della Munro che ho letto (ho già recensito il secondo), e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. I racconti sono piuttosto impalpabili, senza un vero e proprio filo narrativo, fo ...continue

    È il primo libro della Munro che ho letto (ho già recensito il secondo), e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. I racconti sono piuttosto impalpabili, senza un vero e proprio filo narrativo, forse la scrittrice si è semplicemente lasciata andare da un narrare placido e lento, forse a tratti un po' pensante. Alcune storie hanno uno sfondo oscuro e minaccioso appena accennato, che ci dà un vago senso di malessere e disagio. Altre, per qualche paggina, sembrerebbero un giallo, salvo poi ritrovarsi poi in un semplice racconto su un amore finito. In tutti i racconti vengono narrate delle vicende apparentemente quotidiane e minimali, dentro le quali si nasconde un segreto a volte tragico, a volte meno, al centro di tutto troviamo nodi irrisolti e decisioni del passato dei protagonisti che possono sempre ritornare: il tempo possiede il potere di alterare le vite, e ci ricorda che viviamo in un mondo mortale, effimero.
    In "Dimensioni" Doree, il personaggio femminile, in un attacco di rabbia esce da casa sua e quando torna trova i cadaveri dei suoi tre figli, strangolati da suo marito. Non era la prima volta che litigavano, ma era la prima volta che era scappata di casa. Se non lo avesse fatto, i bambini sarebbero ancora con lei. L'ha superato? Non proprio. Ha perdonato il marito? Forse.
    Anche in altri racconti come "Racconti", "Wenlock Edge", "Buche-profonde" e "Troppa felicità" la Monroe ti fa sedere e contemplare le scelte/decisioni dei personaggi in alcuni momenti delle loro vite. Decisioni che se fossero state prese diversamente avrebbero cambiato tutto.
    In "Wenlock Edge" una ragazza viene umiliata da un certo signor Purvis che chiede la sua presenza a cena a casa di lui. Senza vestiti. La ragazza accetta, e arriva persino leggere ad alta voce di fronte all'uomo, che neanche la tocca. Il lettore, o perlomeno questa lettrice qui, inizia a farsi domande sulla moralità degli esseri umani. I capricci nei momenti deboli della nostra vita potrebbero portare a decisioni affrettate e irreversibili.
    Penso che ci possa piacere molto "Troppa felicità", che racconta la storia di un'erudita matematica, Sophia, che diventa famosa pur avendo una famiglia umile. Il suo viaggio e le decisioni che aiutano a farle trovare un posto nella Società l'aiutano anche ad essere felice?
    Mi è piaciuto in particolare il racconto "Legna", il più conciso di tutti ed enigmatico come gli altri nel suo senso finale, studiato e meditato, ma anche "Bambine", un vero pugno allo stomaco. Nel complesso questi racconti corti ma forti sottolineano l'inutilità dell'uomo, perso in un labirinto di conseguenze causate dalle loro decisioni. Forse dovremmo pensarci due volte prima di prendere le nostre?

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  • 4

    È la prima volta che leggo una raccolta di racconti e la Munro, solitamente tendo ad affezionarmi ai personaggi, a detestarli o a provarne empatia quindi non sapevo proprio cosa aspettarmi. Ne sono st ...continue

    È la prima volta che leggo una raccolta di racconti e la Munro, solitamente tendo ad affezionarmi ai personaggi, a detestarli o a provarne empatia quindi non sapevo proprio cosa aspettarmi. Ne sono stata piacevolmente colpita, ogni racconto ha in comune una tematica: il dolore, storie di vita nei suoi aspetti più crudi e devastanti.. Il racconto bambinate secondo me è "un calcio sui denti". Ho apprezzato molto lo stile di scrittura della Munro, periodi brevi ma allo stesso tempo curati.. Leggetelo.

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  • 0

    una vena di tristezza in ogni racconto... descritta come scrittrice che stupisce, ma per me non è stato così... a volte ho avuto difficoltà a cogliere il senso di alcuni racconti. non riuscita a termi ...continue

    una vena di tristezza in ogni racconto... descritta come scrittrice che stupisce, ma per me non è stato così... a volte ho avuto difficoltà a cogliere il senso di alcuni racconti. non riuscita a terminare l'ultimo racconto...

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  • 1

    Troppi dubbi

    Troppi dubbi per me. Racconti impalpabili, dove non si avverte sempre secondo me quello che dovrebbe essere ispirato dalla quarta di copertina dove si sono dati da fare illustri penne del romanzare e ...continue

    Troppi dubbi per me. Racconti impalpabili, dove non si avverte sempre secondo me quello che dovrebbe essere ispirato dalla quarta di copertina dove si sono dati da fare illustri penne del romanzare e del recensire che parlano di sottile accortezza narrativa o visioni del mondo tanto ricche quanto inafferrabili, per me anche troppo e comunque più questo che la ricchezza. Alcuni di questi racconti, finanche non lunghi, ma certamente prolissi e che in definitiva non suscitano interesse, sembrano non avere un vero filo narrativo e la loro ragion d’essere può essere solo data dal semplice narrare e questo può stare anche bene in una forma fluida e nitida oppure viceversa nel più ardito sperimentalismo. Qui non c’è né l’uno è l’altro e lo scorrere del narrare pigro e senza sussulto alcuno a volte farraginoso e pesante e in alcuni casi non meglio identificato, causa in un lettore sicuramente non attento come me a non cogliere tutte quelle accortezze inafferrabili, una sicura e solida fatica a portare a termine la lettura stessa. Penso a “Certe donne”, “Bambinate”, “Racconti”. Altrove si avverte uno sfondo oscuro e minaccioso che potrebbe svolgere la sua funzione di climax narrativa ma rimane sempre anche questo appena accennato, sussurrato, senza nemmeno una forza impressionistica che lo giustifichi e se solo questo sfondo lancia i suoi riverberi sulle esistenze che gravitano intorno non ha mai questo una forza, una predominanza ed una pregnanza narrativa o affabulatoria tanto che ci si domanda quale sia la sua funzionalità. Ne sono diversi gli esempi. Ero partito con le migliori intenzioni leggendo qualcosa che aveva lo sponsor di un Nobel, (quanti dubbi a questo punto) lo ho fatto anche con Modiano e la mia soddisfazione è stata ben diversa, anche nella raccolta “La vista da Castle rock” a dir la verità le impressioni erano migliori, cosa che mi ha fatto continuare con un altro titolo del Nobel canadese, ma dopo questo nutro seri dubbi che continuerò, a meno che qualcuno qui presente non mi faccia cambiare idea, non so insomma se mi addentrerò ancora in altri titoli della Munro. “Troppa felicità” che da il titolo alla raccolta sembra voler essere un grande romanzo dell 800, un romanzo in miniatura, con tanto di contesto storico, personaggi e intrecci, il romanzo, questa grande aspirazione tradita della scrittrice, spiegata dalla stessa a più riprese, fosse che non spiega nei ringraziamenti finali lo spunto tratto da storia vera e personaggio storicamente esistito, paventando grandi doti documentaristiche di ricerca e ricostruttiva che non possono essere messe in discussione. Fra tutti infine “Legna” è il migliore secondo me anche perché il più conciso anche se come gli altri enigmatico nel suo senso finale anche dove questo debba essere studiato e/o meditato se si da per scontato che ve ne sia uno e non sia solo quello come suggerisce la quarta di copertina la ”sottile accortezza” e “visione del mondo ricca e inafferrabile”, per me qui ribadisco in linea generale più inafferrabile che ricca, ma forse qualcuno sa spiegarmi che non è così.

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  • 5

    Consigliatissimo

    Non sono un'appassionata di racconti, ma questi sono fenomenali. Di sicuro leggero` altro di Alice Munro: la sua e` una scrittura accurata, fluida, raffinata. Trame e personaggi non sono mai banali e ...continue

    Non sono un'appassionata di racconti, ma questi sono fenomenali. Di sicuro leggero` altro di Alice Munro: la sua e` una scrittura accurata, fluida, raffinata. Trame e personaggi non sono mai banali e soprattutto risultano realistici fino in fondo.

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  • 2

    Sette

    Un libro diverso dal solito, con racconti strani che a volte lasciano perplessi per la scelta dell'argomento e lo sviluppo del racconto.
    A volta sembra di essere di fronte ad un giallo, invece poi ci ...continue

    Un libro diverso dal solito, con racconti strani che a volte lasciano perplessi per la scelta dell'argomento e lo sviluppo del racconto.
    A volta sembra di essere di fronte ad un giallo, invece poi ci si sorprende di aver appena terminato una triste storia di dis-amore abilmente camuffata.
    Niente male, comunque.

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  • 4

    affascinante, realistica, schietta

    Mi piace sempre di più la Munro. I racconti di questo libro sono come delle istantanea alla Walt Whitman. Ci sono tutti gli ingredienti. Il racconto "Bambine" è un vero pugno allo stomaco.

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  • 3

    I racconti della Munro sono sempre molto forti, con sorprendenti colpi di scena. Scritti molto bene, sicuramente ha meritato il nobel. Le storie sono agghiaccianti, ti sorprendono sempre.

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  • 3

    被推薦文上說如果本身是重度閱讀者應該會啃得下去而買,也對短篇小說能有出乎意料的轉折感興趣,實際讀來卻大部分沒有讀懂故事人物的心境或轉折,有點失望。

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